Parità di genere e palloncini colorati

19 Febbraio 2021

Sono certamente condivisibili lo spirito e l’appello unitario di questi giorni per ricostruire l’Italia, ma l’Italia non è un paese per donne, ancora troppo è il divario di occupazione femminile e di retribuzioni rispetto all’Europa, con grandi differenze tra Nord e Sud. Si legge nella petizione Non siamo orme sulla sabbia al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al presidente del Consiglio Mario Draghi, firmata da diverse reti e associazioni tra cui gli stati generali delle donne che ‘tra i primi impegni ed obiettivi del Governo Draghi va sviluppata e garantita la presenza delle donne nelle istituzioni politiche e nei luoghi della governance del Paese, anche per superare la scarsa presenza delle donne in ruoli di rilievo nel mondo del lavoro pubblico e privato’. Se le donne sono ‘la cura’, come è stato scritto da alcuni, per attuare le cure necessarie c’è bisogno di fondi (https://www.ilsole24ore.com/art/in-75-anni-donne-governo-sono-state-appena-65percento-ADidBLJB). Le uniche donne a cui sono stati affidati dei ministeri, Giustizia, Interni e Ricerca, non sono state indicate da un partito, solo quelle senza portafoglio lo sono state. Niente di nuovo dunque. In 75 anni le donne al governo sono state il 6.5%: una storia di mancanza di rappresentanza nelle istituzioni e nei luoghi dove vengono assunte le decisioni che ci riguardano. Ricordiamo che la prima ministra donna è stata Tina Anselmi, partigiana e donna di altissimo valore. Se è vero che c’è stata un’evoluzione, in modo particolare a partire dal 1993, si tratta di un percorso lento e che vede i ministeri che più contano sempre affidati agli uomini, mai un dicastero economico ad esempio è stato affidato ad una donna, raramente e solo di recente all’Interno o agli Esteri. Alle donne al massimo vengono affidati compiti che pertengono al sociale, alla salute, alla scuola, siamo lontanissimi dal riconoscimento di un’autorevolezza al ruolo della donna, lontani da una donna presidente del Consiglio o della Repubblica. 

Quando lo scorso anno un gruppo di miei alunni di prima ha proposto di lavorare sulle tematiche inerenti alla parità di genere e i diritti delle donne, ho accolto a braccia aperte la loro richiesta. Hanno sottolineato in classe sui libri che avevano a disposizione, hanno cercato in rete informazioni, si sono trovati per comporre poesie, per elaborare pensieri e proposte, hanno inventato le pagine di un diario di una ragazzina la cui madre era vittima delle violenze del marito. Un sabato pomeriggio mi hanno accompagnato ad un incontro di fronte alla Libreria del Convegno: c’era una scrittrice sensibile alle tematiche di genere. Mascherine, entusiasmo, quaderni aperti sui tavolini del bar per appuntare, disinvolte tra i partecipanti sorpresi dalla loro presenza.

Il 25 novembre è una di quelle giornate che vorremmo non dover celebrare, è una data importante, ma di certo se bisogna dedicare una giornata mondiale contro la violenza sulle donne significa che molto resta da fare, iniziando dall’educazione dei nostri figli. In piazza del Comune a Cremona si è tenuta

una manifestazione organizzata dall’associazione Zonta della nostra città. Un gruppo di ragazze della classe ha partecipato all’incontro con entusiasmo e forte impegno. È stato allestito uno scenario, con sedie messe a cerchio e palloncini arancioni legati ad ognuna di esse, arricchito dal materiale prodotto e realizzato dalla classe, costituito da cartelloni, striscioni e disegni. Pian piano si sono avvicinati giornalisti e fotografi, che hanno rivolto domande alle mie alunne.

È stata sicuramente un’esperienza significativa per le studentesse che, con una grande voglia di partecipazione e determinazione, si sono sentite parte di un’associazione con obiettivi comuni e utili al buon funzionamento della società. Le alunne infatti hanno capito che cosa significa far parte di un gruppo con finalità concrete. Hanno vissuto un’occasione irripetibile da cui trarre insegnamento. Le ragazze si sono immedesimate nelle donne impegnate nella lotta per il raggiungimento dei loro diritti, che con il sacrificio hanno conquistato e combattuto per l’affermazione del loro valore. L’intento è stato quello di condividere con gli altri cosa significa per le donne di tutto il mondo la vera essenza, il vero significato del 25 novembre.

Ecco, questo cerco di fare, come donna e come insegnante: seminare curiosità, rispetto per ogni diversità, lontananza da ogni forma di violenza, fisica e verbale nei confronti della donna. Solo un cambiamento culturale potrà segnare un reale cambiamento. Con i miei ragazzi incontriamo scrittrici, studiamo, riflettiamo e lavoriamo su questi temi. Le ragazze hanno realizzato, utilizzando il loro linguaggio, persino un TikTok e un video che racconta tutte le fasi del progetto. Banchi rossi accanto a panchine rosse. Chissà, forse qualche germoglio fiorirà.

Qui di seguito il link del giornale online che ha raccontato la partecipazione della classe https://www.cremonaoggi.it/2020/11/25/violenza-sulle-donne-limpegno-di-zonta-e-comune-i-casi-intercettati-a-scuola-e-dai-vigili-di-quartiere/?fbclid=IwAR0gaqjwy-mESI2liwTvCu-3x7ReghOcuCq8XUu90PWaHR68oPoSuyVpJ5o

Il tiktok realizzato dalle nostre ragazze:

https://vm.tiktok.com/ZMeNhUeXU/

Il video realizzato dai ragazzi: https://www.instagram.com/tv/CLcMJJwo8k8/?igshid=bdxv2gdhpxx5

Alessandra Fiori

7 risposte

  1. Come dici tu, siamo ahimè ancora lontani da una reale parità di genere. Anch’io spero sempre che arrivi una presidente del consiglio o una donna a ricoprire una alta carica. Anch’io spero sempre che delle donne si parli con un linguaggio diverso, che le si vedano per ciò che realmente sono. A scuola percepisco che molti ragazzi sono interessati a queste tematiche, che notano le ingiustizie e le disuguaglianze e criticano giustamente questo tipo di atteggiamento. Dobbiamo davvero continuare a lavorare perché il pensiero cambi e l’azione pure e che spariscano violenze verbali, fisiche e ogni tipo di discriminazione.
    Alessandra, tu potresti essere una futura premier!

    1. I ragazzi di oggi sorridono di fronte alle discriminazioni che le nostre generazioni ancora attuano, a volte inconsciamente, a volte deliberatamente. Ma il cambiamento è in corso, ho molta fiducia in loro

  2. Speriamo che la parità tra uomo e donna si confermi più velocemente e in modo più solido, garantendo a chi lotta per questa tematica un futuro migliore in cui vivere. Combattendo come la prof, i suoi alunni e le persone che permettono queste iniziative, si otterranno risultati positivi. Complimenti per l’iniziativa e sono fiera di aver partecipato anch’io 🥰

  3. Bravissima prof,
    Lei è una prof mitica, sono sicura che prima o poi la parità tra uomo e donna ci sarà.
    Sì ricordi che è lei che ci appoggia per far fiorire questi progetti, è tutto merito suo prof.
    Perciò le dico un grande GRAZIE!!!

    1. Grazie a te Giulia. A quel tavolo a prendere appunti c’eravate voi. Sbaglia chi non crede in voi. Preferire l’incontro difficile con una scrittrice ad altro è un segno evidente della vostra bellezza

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