Notizie dal mondo

25 Febbraio 2021

 

Dopo i western epici alla John Ford e alla Anthony Mann, il genere in America riappare, ad intermittenza, solo dopo un’immersione salutare nella realtà storica e sociale di quell’epoca. Non fa eccezione il bel film di Paul Greengrass Notizie dal mondo (visibile sulla piattaforma Netflix), incentrato su una figura del tutto inedita nel western (il plot deriva da un fortunato romanzo di Paulette Jills). Il protagonista (Tom Hanks non delude, come sempre) è una figura singolare, a metà strada tra il lettore di notizie sui giornali e l’attore girovago, che allestisce una sorta di spettacolo in cui annuncia, recitandole, le notizie locali e federali, per l’intrattenimento di un pubblico pagante, ansioso di informarsi e di divertirsi.

Al lettore di notizie capita il compito (accolto dapprima con molta riluttanza) di riportare dai suoi parenti una ragazzina rapita dagli indiani, e sopravvissuta a sua volta al massacro dei suoi rapitori. Il lungo e tortuoso viaggio permetterà ai due di conoscersi, di confrontare le rispettive visioni del mondo e di sviluppare un sentimento che confluirà poi nel rapporto padre – figlia.

L’azione si svolge sullo sfondo di un’America tardo ottocentesca (la guerra di secessione si è conclusa da poco) trattata con efficacissimo realismo ambientale: strade e spiazzi fangosi, le vie principali delle città invase dalle mandrie di bestiame destinate alla vendita, deserti sconfinati ed inospitali, dove si aggirano i grandi sconfitti: i nativi americani ridotti da nomadi a vagabondi senza meta.

Greengrass fa ricorso ad uno stile cinematografico che rifiuta la brutalità e il barocchismo formale di Sergio Leone e del suo più brillante epigono americano, Quentin Tarantino. Si rifà invece, con ottimi risultati, allo stile narrativo dei classici del genere (frequenti le citazioni da Sentieri selvaggi di John Ford, pure incentrato sul difficile ritorno alla ‘civiltà’ di bambini bianchi rapiti).

Comprensibilmente allarmato per il difficile momento che l’America (e il suo mito) sta attraversando, il regista ritorna indietro, alle origini della nazione, e scopre già nel passato i germi dei mali che affliggono il presente: la disunione fra Nord e Sud, il razzismo, la violenza diffusa, la compravendita di esseri umani. Tuttavia l’esito della sua ricerca non appare negativo. La soluzione sta nella reciproca capacità di accettare modi e stili di vita diversi (significativa la sequenza del confronto tra la ragazza allevata dagli indiani e l’adulto sulle rispettive visioni del mondo), nella cultura che si esprime attraverso l’informazione, ma anche nel racconto, che stimola la capacità di elaborare la propria esperienza e dare senso e consapevolezza a quanto si sta vivendo.   

Vittorio Dornetti                                                                                            

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