Furbetti dei vaccini da un capo all’altro d’Italia

14 Marzo 2021

Furbetti del vaccino spuntano da un capo all’altro della Penisola. Dicevamo ieri che a Casalborgone, nel Torinese, 21 persone, compreso il parroco, sono state denunciate perché si erano iscritte a un’associazione di volontariato che presta servizio nella Rsa del paese per essere  vaccinate senza averne diritto dato che l’ingresso alla struttura era vietato. A Corleone, in provincia di Palermo, il sindaco Nicolò Nicolosi si è dimesso dopo la notizia di un’indagine dei carabinieri del Nas sulla vaccinazione sua e di parte della giunta. Il primo cittadino difende la sua scelta: sostiene che aveva non solo il diritto ma anche il dovere di farsi vaccinare. Tuttavia, visto che molti ritengono che il suo sia stato un errore, lascia l’incarico.

Solo un ipocrita o un benpensante poteva credere che su una partita di importanza vitale come la somministrazione del farmaco anti covid gli italiani diventassero all’improvviso disciplinati, rispettosi della precedenza, attenti ai più bisognosi, alle persone fragili e agli anziani. Alzi la mano chi non ha mai saltato la fila. Sgomitiamo per un posto migliore allo stadio, se non è numerato, figuriamoci quando è in gioco la pelle. Non rispettare la precedenza rientra nell’arte dell’arrangiarsi in cui gli italiani sono maestri. Ci vorranno generazioni perché si completi la mutazione genetica necessaria per allinearci ai comportamenti dei popoli anglosassoni. Intanto non ci resta che mantenere alta l’attenzione sulle scorrettezze più gravi. E quella dei furbetti del vaccino è l’ultima in ordine cronologico e tra le più odiose perché lede il diritto alla tutela della salute di persone a rischio.

Abbiamo evidenziato un abuso pubblicando la notizia della presenza di ‘approfittatori’  tra i volontari che in questi giorni prestano servizio di assistenza alla campagna di vaccinazione in corso alla Fiera di Cremona. Ribadiamo il nostro apprezzamento all’associazione Solo Noi, promotrice dell’iniziativa. Ci saremmo aspettati un ringraziamento per averla messa in guardia. Invece alcuni volontari, della cui buona fede non dubitiamo, ci hanno accusato di gettare discredito ‘sparando nel mucchio’ quando era invece chiaro che ‘per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno’.

Se vogliamo entrare nel merito dell’attività svolta dai volontari in Fiera, c’è da chiedersi che utilità abbia vaccinare chi fa assistenza nel momento in cui svolge il servizio e non con un anticipo tale da rendere immuni. All’inizio, appena giunti sul posto, o alla fine, prima d’andarsene, non fa differenza. Sarebbe utile invece che gli ausiliari fossero già protetti, avendo  ricevuto entrambe le dosi, a tutela della salute propria e di coloro con i quali vengono a contatto.

Nel messaggio di fine anno, il Capo dello Stato ha richiamato gli italiani al senso di responsabilità e al dovere di vaccinarsi. Ha soggiunto che egli stesso l’avrebbe fatto ‘appena possibile, dopo le categorie che essendo a rischio maggiore debbono avere la precedenza’. Lo stesso presidente del Consiglio Mario Draghi non è stato ancora vaccinato, pur avendo visitato di recente un centro di somministrazione della Capitale.

Ci associamo all’appello di Mattarella e sottoscriviamo le parole di Enrico Mentana, in risposta a una polemica col presidente dell’Ordine dei giornalisti: ‘Mi vergognerei di ogni giornalista  che pensasse di passare avanti agli ultrasettantenni, alle persone fragili e a tante categorie più esposte, dagli operatori della nettezza urbana a quelli dei supermercati, che però non hanno il megafono degli ordini professionali’.

 

 

 

 

2 risposte

  1. Velenoso quanto inspiegabile il commento odierno del nuovo direttore de La Provincia circa la sua segnalazione dei “furbetti del vaccino”. Perché ha voluto palesare il suo nome?

    1. Mi consenta di citare Gigi Marzullo: si faccia una domanda, si dia una risposta. La ringrazio

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