Misure contro il covid 19 imperversa la burocrazia

24 Aprile 2021

Non uccide come il covid, ma ci avvelena l’esistenza. La burocrazia contagia ognuno di noi e infetta l’economia. E’ un fardello il cui peso diventa intollerabile nell’attuale situazione di difficoltà generale. E’  un virus dalle infinite varianti, resistente a tutti i vaccini. Si moltiplica e si perpetua grazie a una classe politica che a parole lo contrasta, ma che legifera sulla scia di prassi consolidate. Il legislatore è spalleggiato dalla pubblica amministrazione che in quelle prassi ripone la ragion d’essere e la sopravvivenza. La digitalizzazione sostituisce le scartoffie? Nessun problema: il brontosauro si adegua e trasferisce nei supporti informatici ciò che prima occupava voluminosi faldoni custoditi in giganteschi archivi. Volontà e  sinceri tentativi di rinnovamento rimbalzano sul muro di gomma di procedure che paradossalmente crescono anziché diminuire. E’ una congiura silenziosa contro cittadini e imprese.

Ricordate il dipartimento per la semplificazione normativa? Era un organo del governo Berlusconi IV preposto alla semplificazione di leggi e regolamenti. Non aveva precedenti nelle compagini di governo italiane. Ne era ministro il leghista Roberto Calderoli. Svolgeva funzioni nell’ambito della delegificazione e della semplificazione del corpo legislativo esistente, con particolare riguardo alla codificazione. Nel 2012  quel dipartimento è stato unito dall’esecutivo Monti a quello della funzione pubblica. A tutt’oggi non se ne conosce l’operatività. Di fatto è scomparso nel silenzio generale, senza rimpianti né iniziative per il suo ripristino varate dai gruppi che si sono avvicendati in parlamento. Una fine eutanasica operata dal partito trasversale che lavora per la conservazione nel timore di perdere consensi.

Dopo la riforma Bassanini nell’ambito della delegificazione, portata avanti dall’omonimo ministro, non si è più parlato di semplificazione normativa. In compenso ha ripreso vigore il ministero ombra della complicazione, presente in tutti i dicasteri. Non lo si vede in azione ma se ne apprezzano i risultati. Ha lavorato a pieno ritmo anche durante l’emergenza sanitaria, sfornando provvedimenti cervellotici e assurde come quello del coprifuoco che rinfocola polemiche speciose sull’orario d’entrata in vigore (le 22 o le 23), quando il buon senso ne suggerisce la soppressone.

Il burosauro non si concede tregua. Partorisce mostri di varie dimensioni come dimostrano due documenti appena licenziati, ovvero il ‘Piano nazionale di ripresa e resilienza’, 319 pagine tutte da leggere, e il ‘Decreto riaperture’, la cui interpretazione sarà presto inserita tra gli esami fondamentali del corso di laurea in Giurisprudenza.  Guardare di seguito per credere.

PNRR ITALIA (1)

DL-1

2 risposte

  1. Altro che massoneria e varie logge…..bisognerebbe eliminarli il più presto possibile o non ce ne andremo più fuori….. mino

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