Fontanelle pubbliche, analisi in 35 città, non a Cremona

26 Giugno 2021

Nell’indagine di Altroconsumo sull’acqua potabile di 35 città italiane, 18 fontanelle hanno ricevuto il massimo della valutazione. La qualità di quest’acqua è stata definita come «ottima»
Ancona, Piazza Camillo Benso di Cavour;
Aosta, Rue Croi de Ville;
Bari, Piazzale Aldo Moro;
Bologna, Piazza dell’Unità;
Campobasso, Piazza della Vittoria;
Ferrara, Piazza Trento e Trieste;
Firenze, Piazza della Signoria;
Frosinone, Via XX Settembre;
Livorno, Piazza Grande;
Novara, Giardini 11 Settembre 2001;
Perugia, Via Maestà delle Volte;
Pescara, Via Giacomo Leopardi;
Reggio Calabria, Via Italia;
Roma, Piazza del Colosseo;
Trento, Piazza del Duomo;
Trieste, Lungo Mare Benedetto Croce;
Udine, Piazzale della Patria del Friuli;
Verona, Via Giuseppe Mazzini.

Tredici invece sono le fontanelle indicate da Altroconsumo con qualità buona, ovvero con 4 stelle di valutazione.
Bolzano, Piazza delle Erbe;
Brescia, Piazza della Loggia;
Cagliari, Piazza della Repubblica;
Caserta, Corso Pietro Giannone;
Catania, Piazza Alonzo di Benedetto;
Genova, Ponte degli Spinola;
Napoli, Piazza Dante Alighieri;
Parma, Via dei Farnese;
Pavia, Piazza del Duomo;
Salerno, Piazza della Concordia;
Taranto, Via Giuseppe Garibaldi;
Torino, Piazza San Carlo;
Venezia, Campo S.Giacomo dall’Orio.

Sono tre le fontanelle con un giudizio discreto (3 stelle): «per livelli- sempre nei limiti, ma un po’ alti di arsenico (Piazza del Popolo, Latina), nitrati e altro (Piazza Duomo, Milano); cloriti (Piazza Martiri lucani, Potenza)».

Nell’indagine è stata controllata la presenza di alcuni contaminanti «che saranno monitorati a seguito di una nuova direttiva Ue sull’acqua (limiti e metodi di analisi saranno definiti entro il 2024)». Parliamo di legionella, Pfas (composti chimici utilizzati in campo industriale) e microplastiche nell’acqua. Se i primi due sono assenti nelle città in cui sono stati ricercati, le microplastiche sono state trovate in tutte le 15 fontanelle messe al vaglio, con 88 come valore medio di particelle per litro. Le microplastiche non sono altro che particelle di polimeri, inferiori a 5 mm, non biodegradabili e difficili da rimuovere dall’ambiente. Possono diffondersi tramite l’usura di pezzi di plastica più grandi o veicolate da prodotti a cui vengono aggiunte (come vernici, detergenti, cosmetici eccetera). Il discorso relativo a tali particelle non riguarda solo gli acquedotti pubblici: queste sono state scovate, infatti, anche in 3 campioni di acque minerali «tra le più diffuse sul mercato». Ciò dimostra che «possono facilmente raggiungere l’acqua che beviamo, anche in qualità elevate». Ecco perché, secondo Altroconsumo, «diventa sempre più urgente procedere con il monitoraggio e la definizione di limiti».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.