Fiera di San Pietro. Luna park affollato, bancarelle deserte

27 Giugno 2021

‘Non c’è niente di più democratico di una fotografia. Può piacere o non piacere, ma la realtà che riproduce, se si tratta di un’immagine di cronaca, è oggettiva. Talvolta impietosa’. Mino Boiocchi ha fatto di questa verità uno stile di vita, dato che la fotografia è parte integrante del suo modo di essere e di vivere. Le sue istantanee scattate al luna park, tradizionalmente allestito nei pressi del complesso degli impianti sportivi di Cremona, ritraggono un angolo di città brulicante di vita. Famiglie, coppie, giovani e meno giovani, grandi e piccini cercano attimi di svago  sulle attrazioni che ogni anno a giugno animano questa parte della città.

Di opposto tenore le immagini scattate alla fiera merceologica, desolatamente deserta. Si contano poco più di un terzo delle oltre duecento bancarelle che da sempre si snodano sui due lati del viale Po, da piazza Cadorna sino all’innesto con la tangenziale, nei pressi del ponte sul fiume. ‘Questa manifestazione è morta’ sentenzia un ambulante torinese che vende pentole e che viene in fiera da quando fa questo mestiere, cioè da una quarantina d’anni.  I commercianti pagano una cifra fissa di 105 euro per l’allaccio alla corrente elettrica e 60 euro per il parcheggio, che però quest’anno non vengono richiesti. Devono versare una cauzione che viene trattenuta se non si presentano o se lasciano la manifestazione prima che sia conclusa. A ciascuno di loro la partecipazione alla fiera di San Pietro costa tra i 500 e i 600 euro. Ne devono incassare almeno 1.500 per garantirsi un guadagno minimo. L’ambulante torinese è sconfortato: ‘Non so se nelle due giornate ricaverò mille euro’. Perciò l’anno prossimo non tornerà. E come lui resteranno a casa molti dei pochi che hanno scommesso su una rassegna che il pubblico, cremonese e non, ha disertato in massa. Colpa del covid? Forse, ma non solo. Cremona sta perdendo capacità attrattiva. Non si rinnova. E’ ripiegata su se stessa. Non offre stimoli nuovi né ai cremonesi né ai visitatori e nemmeno a chi la frequenta per motivi di lavoro, come appunto i venditori ambulanti.  Un’altra occasione persa.

 

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