Pizzetti, un’intervista stonata ma resta un fuoriclasse

11 Luglio 2021

Il cardinale Richelieu della politica locale ha parlato.  More solito, l’onorevole Luciano Pizzetti, nell’intervista rilasciata a Cremonasera e pubblicata ieri, si dimostra accorto, furbo, intelligente e la somma degli aggettivi positivi che negli anni passati gli ha permesso di conquistare la corona di migliore politico della provincia di Cremona, titolo che ancora detiene, fors’anche per mancanza di concorrenti.  Ma in questa occasione la storia e la medaglia non gli sono bastate per essere completamente convincente.  

Il pallone d’oro, il Messi, il Ronaldo del Pd spazia in lungo e in largo per tutto il campo, dal locale al nazionale, dall’ambiente alla presidenza della Repubblica, ma non entusiasma. 

La prestazione risulta moscia, inferiore alle aspettative. Un tiki taka fine a se stesso e poco incisivo. L’abilità dialettica e la padronanza della tecnica delle convergenze parallele sono insufficienti per garantirgli un voto superiore al 5.5, scaturito dal mancato utilizzo del suo piede migliore, il mancino. Ma anche dall’eccessivo peso conferito all’economia che, in filigrana, permea le sue risposte e occupa il posto del cavallante che indirizza la politica e non viceversa.

 Moroteo, l’onorevole risponde a domande precise, con ragionamenti arzigogolati, attento a fare seguire alla critica le attenuanti generiche e specifiche.  Un colpo al cerchio e uno alla botte, in alcuni passaggi stucchevole e irritante, il metodo trova l’apoteosi nella questione ambientale.

Banale nell’approccio, «Penso che si debba fare di più. La condizione ambientale che viene registrata è oggettivamente critica», è sorprendente nella conclusione, difesa d’ufficio di imprese agricole e industriali del nostro territorio.  «Quello che dobbiamo fare, allora, è chiedere al sistema delle imprese e al sistema pubblico di avere sempre maggiori interventi di abbattimento delle sostanze inquinanti. Il sistema delle imprese lo sta già facendo: i principali imprenditori cremonesi emettono al di sotto degli indicatori dati dall’Europa e dall’Italia».

Stessa impostazione per la Fiera. «E’ un punto di crisi del sistema economico provinciale e questo non ha a che fare con gli enti locali». Assolti quindi Provincia e Comune?

Non va meglio con l’inceneritore. «Deve andare alla sua conclusione nel 2029, naturalmente con tutti gli interventi che dovranno essere fatti. E sarà la stessa società (il gestore, ndr) che dirà che è loro interesse chiuderlo perché se il riciclo va in estremo anche il conferimento si ridurrà». E se i rifiuti non diminuissero quanto basta per rendere l’impianto economicamente degno di chiusura? Rimarrebbe in funzione? L’istituzione pubblica non interverrebbe?

Con l’autostrada Cremona-Mantova si sfiora la soglia del ridicolo. «Anche questa storia dell’inquinamento… ormai si va verso l’elettrico e l’idrogeno, prima o poi ci arriveremo, per cui il problema non è l’autostrada ma chi ci va sopra. Contrapporre in continuazione il livello stradale alla ferrovia è un’autentica follia».  Già, prima o poi … nel frattempo Cremona resta sul tetto d’Europa per le polveri sottili? E il consumo del territorio?

Sulla collaborazione pubblico-privato centrale nella gestione del capoluogo, spende elogi al rosolio. «Questa città in questi anni non è stata a guardarsi l’ombelico: grazie alla collaborazione pubblico/privato ha fatto davvero cose importanti». E se il privato chiudesse i rubinetti? Non una sillaba sul sindaco di Cremona che per il Piano energetico ha fatto il padrone dalle belle braghe bianche e se ne è fottuto del territorio. 

Poi il tema della politica e dei partiti. 

Richelieu ammette la crisi di entrambi, abbozza un’analisi superficiale, anonima. Non qualunquista, questo no. Risponde con il freno a mano tirato ed evita terreni impervi. Passabile per un novizio, tuttalpiù per un curato di campagna al suo primo incarico, l’approccio alla questione non è all’altezza di un cardinale.  Da un porporato stimato e riconosciuto ci si attende qualcosa di più. Onori e oneri.

Pizzetti resta muto sul disastro prodotto dall’elezione del presidente provinciale, provocato dai partiti, il suo in prima linea. Una tomba sul malessere all’interno del Pd, sulla frizione esistente tra il sindaco di Cremona e quello di Crema.  Sorvola sullo scazzo tra il presidente del consiglio comunale di Cremona e il vicecapogruppo, entrambi piddini. 

Poi i giovani e la politica. «Stanno lontani» ammette Pizzetti, ma tace della delegazione piddina spedita in missione a incontrare Umberto Cabini per trattare una sua candidatura a sindaco di Crema. Delegazione composta da fossili, dinosauri di Jurassic park e rimessa in pista con funzioni di prima grandezza. (Il nuovo Torrazzo, 10 luglio). Giustappunto il nuovo che avanza, giovani virgulti ibernati e scongelati.

Una partita incolore capita a tutti, anche ai campioni, ma in questo momento di profonda crisi politica soprattutto nel nostro territorio, da un top player ci si aspettava qualcosa di più concreto, di meno fumoso. Si pretendeva una presa di posizione netta, un’indicazione autorevole sulla linea da seguire. Una ventata di novità.

Preoccupato di apparire, equidistante, equilibrato, al di sopra delle parti, impegnato a intrepretare il ruolo del grande saggio, Pizzetti invece è risultato impacciato, sfuggente e, in alcuni passaggi, alle prese con un’arrampicata sui vetri. 

Di saggi o pseudo tali abbonda il mondo.  Scarseggiano i condottieri, i motivatori. Perché no? i sognatori. La politica è anche creatività, non solo calcolo, carriere, incarichi da distribuire. È un nanogrammo di utopia.

Perdere una partita non è una tragedia. Può essere utile per capire gli errori. E il campionato si può ancora vincere. E Pizzetti merita la Champions League. E’ un fuoriclasse. Un politico di razza. Una gara sbagliata non lo precipita tra i brocchi.

 

Antonio Grassi

 

4 risposte

  1. La trita è ritrita storia dell’ecologia,salta sempre fuori, ma Cremona dorme, le linee da seguire le detta il riccioluto senatore cremasco, che poi acquista un grande suv a gasolio. (Ahi me)
    Pizzetti, come riferisce Grassi, non è più l’uomo con grinta che faceva invidia a un centrodestra di marmellata. Col tempo anche i leoni perdono i denti. E Cremona? Mah.

  2. Della interessante intervista rilasciata da Pizzetti a me è piaciuta solo la parte iniziale, quando, con lucidità, ha analizzato lo stato e le motivazioni dell’attuale gravissima crisi dei partiti politici, argomento inquietante che, per diretta esperienza personale, conosce sicuramente di più. Su tutti gli altri temi, che nella sostanza conosce meno e per i quali forse non ha neppure fondate convinzioni personali, ha solo tentato, con l’abilità dialettica che lo contraddistingue, di giustificare una serie di scelte negative operate dalla confusa politica locale, della assunzione delle quali, non di rado, è stato, purtroppo, fondamentale responsabile,

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