Covid non ferma il consumo di suolo, Lombardia maglia nera

17 Luglio 2021

E’  stato presentato a Roma il nuovo rapporto sul consumo di suolo redatto annualmente da ISPRA. I nuovi dati si riferiscono al 2020, anno del debutto globale del coronavirus. E, sorpresa, proprio in Lombardia, la regione più colpita dalla pandemia, nonostante i blocchi e i rallentamenti delle attività produttive, ciò che non si è mai fermato, anzi ha accelerato, è stato proprio il consumo di suolo. Con quasi 800 ettari di suolo perso in un anno (il 20% in più rispetto agli anni precedenti) è infatti la Lombardia a guidare la classifica italiana come regione sciupasuolo. Principale eccezione in positivo si conferma quella della città di Milano, in cui invece il fenomeno appare sotto controllo in virtù delle scelte urbanistiche attuate dal capoluogo (2,3 ettari consumati nel 2020 contro i 123,3 di Roma, nello stesso anno).

‘I dati presentati da ISPRA certificano l’inefficacia delle misure legislative adottate dalla nostra regione per affrontare la piaga ambientale del consumo di suolo – dichiara Damiano Di Simine, coordinatore scientifico di Legambiente Lombardia -. Soprattutto a causa dell’invasione dei campi da parte del fenomeno emergente, quello della logistica industriale, che sembra operare in una terra priva di regole, colonizzando con enormi capannoni vastissime superfici agricole a ridosso delle vecchie e soprattutto nuove autostrade regionali, a partire da TEEM e Brebemi, ed ignorando del tutto i tantissimi siti dismessi che invece potrebbero essere reinsediati’.

Proprio le continue pressioni alla realizzazione di nuove autostrade sono al centro delle preoccupazioni di Legambiente: dal completamento di Pedemontana alla nuova Cremona-Mantova e al raccordo TIBRE tra Autocisa e Autobrennero. ‘Occorre fermare la proliferazione di autostrade che non servono realmente ad affrontare problemi prioritari di mobilità o di congestione: i progetti di nuove arterie stradali affogate nella pianura agricola costituiscono vere e proprie piste d’atterraggio per le future speculazioni del settore immobiliare logistico, assecondano logiche predatorie del territorio e non sono al servizio ai cittadini e alle imprese residenti in Lombardia’ conclude Di Simine.

Il tema del consumo di suolo è stato al centro del convegno ‘Capannoni, logistica in espansione e inquinamento. dei terreni: minacce al suolo lombardo’ nell’ambito del festival internazionale DIRAMA, sulle pagine facebook di Legambiente Bergamo e Dirama. Erano presenti: Damiano Di Simine, coordinatore scientifico di Legambiente Lombardia; Paolo Falbo, presidente Legambiente Oglio Serio che ha illustrato la situazione della campagna della bassa bergamasca, invasa dalle serre, un sistema agricolo insostenibile per il territorio; Luigi Lengo del circolo Legambiente Cremona, che ha raccontato come il proliferare dei poli logistici abbia forti impatti ambientali sia in termini di aumento del traffico veicolare pesante che della cementificazione di aree verdi destinate a capannoni; Renato Bertoglio, circolo Legambiente Pavia, che ha spiegato come nel Pavese progetti espansivi mettano fortemente a rischio la tenuta del territorio in termini di pressione del traffico e del conseguente inquinamento; Ettore Brunelli del circolo Legambiente Brescia ha approfondito il tema dell’allevamento intensivo e dello spargimento di fanghi da depurazione sui campi agricoli, pratiche che stanno impoverendo i suoli lombardi.
https://www.dirama.eu/eventi-estate/le-minacce-al-suolo-lombardo/

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