Cremona e il turismo. La musica è la carta vincente

24 Agosto 2021

La musica e la liuteria sono le eccellenze che rendono Cremona unica. Potrebbero  dunque essere queste le attrattive sulle quali far leva per far conoscere la nostra città anche per molto altro che può offrire?  Inutile illudersi che il turista venga soprattutto per assaggiare prelibatezze enogastronomiche:  da noi non si produce vino e la nostra cucina, pur eccellente, non è di richiamo. La splendida piazza del Comune, certamente unica, non può competere per fama con altre piazze molto più note. Il centro storico, pur accogliente come una bomboniera, ora è vuoto e spoglio. I nostri musei, pur ricchi e particolari, valgono la visita di un giorno. Il fiume non è mai stato valorizzato come in altre città dove si è creata vita sulle sponde e sull’acqua.  La Mostra internazionale del bovino da latte era un ottimo pretesto per accogliere stranieri in città e conquistarli con le meraviglie architettoniche, le bontà culinarie, i negozi eleganti e raffinati del centro storico.

Come rendere Cremona ancora meta di turismo interno e straniero? Con la musica. Si potrebbero organizzare  in alcuni periodi dell’anno  concerti a diverse ore del giorno, ospitandoli nelle sale dei palazzi cittadini. Palazzi  in grado di fare da cornice alla musica non mancano. E non mancano neppure gruppi musicali che possano creare magiche atmosfere. Anche in modo originale: penso al numeroso gruppo di violoncelli messo insieme dal maestro Fausto Solci con tutti i suoi allievi che si esibiva alla villa di Grumone (ma anche nella chiesa parrocchiale di Robecco, nella sala comunale di Piadena, e perfino al centro commerciale). Gli ensemble non sarebbero un problema.  Si potrebbero organizzare dei  ‘camp’ per musicisti di diverse età della durata di qualche giorno prevedendo per loro visite ai luoghi simbolo della città. Il Torrazzo con la salita fino in cima, il duomo, il Museo del violino, le botteghe culla della liuteria, e perché no?, le società canottieri per i momenti di svago. Prevedendo uno spettacolo di fine corso al quale invitare famiglie e amici.

Anni fa, quando Adriana Conti presiedeva la scuola civica di musica Monteverdi, le era arrivata dalla Cina la richiesta di inviare a Cremona in periodo estivo gruppi di musicisti a studiare gli strumenti per cui la nostra città è conosciuta nel mondo. Si lasciò cadere l’iniziativa. Ora per il corso di primo violino alla Stauffer sono arrivate ben 70 richieste di cui solo 10 verranno soddisfatte. Si potrebbe seguire questa strada, quella della musica per la quale Cremona si distingue. Palazzo Grasselli diventerà il palazzo della musica. Si potrebbe progettare l’inserimento di una foresteria e aprire altri luoghi di accoglienza per i turisti/studenti musicali. Sono tutte idee realizzabili. Basta che ci sia la volontà politica.

 

Paola Pieri

3 risposte

  1. Per gli spettacoli da fare in palazzi e altri luoghi alternativi basta guardare al passato quando si organizzo’ “ Recitarcantando “ dal 1976 autentica fucina di Spettacoli alternativi. Fu un grande successo culminato con il concerto di Casalmaggiore “ Woodstock “ riproponendo l’atmosfera di quello vero con artisti del calibro di Lou Reed Joe Cocker Edoardo Bennato e tanti altri. Manifestazione ideata da Angelo Dossena e Gregorio Sangiovanni, per quanto innovativa nella sua formula, non sfugge al recupero dell’eredità del passato, concretizzata nel recupero dei luoghi monumentali, ora nella rivitalizzata lezione culturale di illustri Cremonesi ( Stradivari e Monteverdi, per esempio). Dieci edizioni dal 1976 al 1986, 370 spettacoli proposti fra piazze, ville, castelli, cascine, 38 Comuni coinvolti. Sono questi i numeri di “RECITARCANTANDO”. Potrebbe essere lo spunto, nell’epoca della cultura partecipata e progettata, per riflettere con intelligenza su ciò che si è perso nel corso dei decenni e su cosa si potrebbe fare guardando al passato. Il solco è tracciato, sta a noi menti pensanti e sopratutto al Comune inseminarlo.

  2. Dall’articolo sembra che Adriana Conti ,quando ha presieduto la scuola Monteverdi ,abbia lasciato cadere la richiesta degli studenti cinesi di venire a Cremona per completare la loro conoscenza musicale . Tengo a precisare che Adriana si impegnò fortemente affinché Cremona non perdesse questa importante opportunità, purtroppo la sua iniziativa non fu seguita né dal Corpo Docente dell’Istituto né dalla Amministrazione Comunale del momento.

  3. Non è che si sia fatto nulla. Negli anni ci sono state tante occasioni, tanti eventi bellissimi, tante iniziative più che lodevoli… ma mai un progetto geniale e completo com’era il Recitarcantando e mai una volontà politica di dare una identità precisa alla città.
    È sempre mancata la visione prima dei soldi.
    Il brand “Cremona città della Musica” è stato sbandierato da tutti ma non applicato in modo sistematico, costante, coraggioso.
    Abbiamo un enorme potenziale umano e come al solito non siamo capaci di metterlo a frutto. Musicisti di ogni genere, cori, cantanti, attori..che lavorano ovunque e ben poco a Cremona. Un patrimonio che chiunque ci invidia e che non siamo capaci di onorare né di impiegare per il bene comune. Scuole, laboratori, un Teatro fantastico, ma non si fa sistema, e così è da troppo tempo.
    Cose dette mille e mille volte, e che purtroppo non dovrebbero più essere ancora attuali.

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