‘Andiamo a vedere il giorno’, emozioni ad ogni pagina

2 Settembre 2021

‘Andiamo a vedere il giorno’ è il continuo di una storia che ha in ‘nuce’ un nuovo proseguo delle vicende. Sa un po’ di astuzia e di mestiere, tuttavia è ben scritto. È utile aver letto ‘Non volare via’, ma non indispensabile. Le parole sono misurate, le emozioni, invece, escono copiose dalle pagine che si voltano con la fretta di voler sapere. Perché Sara Rattaro è un’abile giocoliere, sa far salire e scendere le palline colorate della nostra curiosità, sa sorprendere senza scadere nella banalità, sa emozionare senza indulgere nel sentimentalismo, sa toccare le corde dell’anima e farti immedesimare nei ruoli coivolgendoti. Poi chiudi il libro terminato in fretta e ti interroghi sulle debolezze dell’uomo, sull’ineluttibilità del trasporto nell’amore quale prerequisito per vivere fino in fondo la passione; sul tradimento quasi inevitabile anche nelle famiglie più unite; sul senso di colpa che distrugge ma che si preferisce alla possibilità di fare male agli altri. È nobile resistere alla tentazione di lasciarsi andare alla lusinga di un nuovo amore. È così rassicurante la famiglia.

In questo romanzo dove ciascuno ha qualcosa da rimproverarsi, di cui pentirsi, su cui arrovellarsi, trionfa la linea del bene come salvagente a cui aggrapparsi per non sprofondare, in cui infilarsi per crescere una nuova vita, per superare uno svantaggio, la cui aria riempie i polmoni di una paternità dubbia. C’è tanto dolore, c’è tanta sofferenza e solitudine nel romanzo, le donne sono malate di malattie inguaribili, non esclusa la loro imprescindibile propensione ad amare al di là del bene e del male, lottando contro convenzioni e differenza d’età, ma soprattutto lottando con sé stesse e il loro essere state ‘programmate’ per altro.

 

Alessandra Fiori

 

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