Addio Ugo Galli, istruttore di guida e appassionato sportivo

14 Ottobre 2021

Se n’è andato  Ugo Galli. Da alcuni giorni era ricoverato all’Hospice dell’ospedale maggiore di Cremona. Quanti cremonesi hanno imparato a guidare con lui a fianco? La sua simpatia conquistava i suoi allievi, specie i più giovani, che con lui potevano scherzare come con un amico. Da tempo lottava contro il male con coraggio e alcune battaglie era riuscito a vincerle. Ce l’aveva fatta a reagire qualche tempo fa e si era ripreso. Ma dall’estate scorsa l’impegno era diventato molto gravoso, troppo. Trascorreva qualche ora alla canottieri Baldesio, scambiando qualche parola con gli amici in piscina all’ombra o davanti ai campi da tennis. Ma lo si vedeva sofferente, smagrito. Aspettava. Alla Baldesio Ugo è stato un protagonista. Sui campi uno e due, le partite di tennis giocate nelle ore più calde, sotto il sole cocente, con i compagni del club delle ore 13 erano un’attrazione. Non c’erano campioni, ma lo spettacolo era la foga con cui Ugo si lanciava su ogni pallina. E se c’era un dubbio, una riga centrata o sfiorata da un colpo avversario la temperatura si faceva ancora più rovente. Le reazioni di Ugo erano veementi, come se la posta in palio fosse molto ambita. Lo sport era la sua più grande passione. Per anni ha seguito la Cremonese. Terminata la partita lasciava lo stadio Zini  e via al palaRadi a seguire  la Vanoli. Sugli spalti Ugo era un tifoso attivo, preparato. Conosceva i giocatori e gli arbitri, la classifica e i precedenti risultati delle squadre ospiti. Si lasciava coinvolgere anima e corpo. Quando una scelta arbitrale non lo convinceva, quando un giocatore  non prendeva la giusta decisione, quando l’errore era troppo evidente, cominciava prima ad agitarsi sul suo seggiolino, poi non resisteva, sbottava e alla fine esplodeva.  Era una persona sanguigna, con un forte senso dell’amicizia. Era legatissimo ad Alberto Naponi, compagno di innumerevoli zingarate.  Hanno saputo cogliere gli aspetti lievi ma più autentici e profondi della vita. Se ne sono andati a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro, divorati dallo stesso male affrontato da entrambi con coraggio esemplare.

 

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