Che auto acquisterebbe un personaggio del passato?

28 Ottobre 2021

Se, per assurdo, filosofi, poeti e personaggi famosi del passato, noti per avere dato contributi essenziali alla storia della cultura occidentale, fossero calati nel mondo di oggi, quale auto sceglierebbero per i loro spostamenti quotidiani? Proviamo a
immaginare, saltando qua e là nelle varie epoche storiche, come si comporterebbe Socrate (470-399 a.C.), il filosofo greco considerato il padre della filosofia morale, alle prese con il venditore di una concessionaria di automobili che lo volesse convincere a firmare il contratto d’acquisto di un’auto nuova. Il grande filosofo lo avrebbe incalzato con una marea di domande, tutte impostate sul dubbio, che nella sua filosofia era un proficuo strumento per conoscere. Possiamo immaginare che, mentre il produttore elencava i pregi e le qualità della vettura, Socrate l’avrebbe interrotto con la sua arma dialettica: il dubbio appunto. Facile prevedere che alla fine,
insoddisfatto, sarebbe uscito senza procedere all’acquisto. Avrebbe consultato un altro concessionario e poi un altro ancora, ma nessuno l’avrebbe convinto ad acquistare l’automobile. Quale venditore sarebbe riuscito a spuntarla sul piano dialettico con Socrate in persona? Il grande filosofo avrebbe alla fine optato per il
trasporto pubblico.

Zenone di Elea, filosofo vissuto ai tempi di Socrate, definito da Platone "alto e di bell’aspetto, grande affabulatore, playboy ante litteram, inventore del noto paradosso secondo cui il ‘piè veloce’ Achille non sarebbe mai riuscito a raggiungere una tartaruga partita qualche decina di metri davanti a lui, arrivava a sostenere che il
movimento non esiste e che si tratta soltanto di un concetto che noi percepiamo. Nonostante questa convinzione, egli non avrebbe certamente rinunciato all’acquisto di un’auto, anche perché si dice che il primo a non credere alla sue scoperte filosofiche fosse proprio lui. Le sue argomentazioni erano puri sofismi, secondo i filosofi a lui
contemporanei. E Zenone avrebbe sicuramente scelto un’auto sportiva, non una spider a due posti secchi, ma, per compiacere ai gusti femminili che ben conosceva, una cabrio perché sapeva bene che il gentil sesso che avrebbe ospitato a bordo, pur apprezzando il viaggio con il vento tra i capelli, ha sempre bisogno di spazio per
riporre la borsetta, lo zainetto o il sacchetto della spesa.

Con un poderoso balzo in avanti di oltre quindici secoli arriviamo al sommo poeta, Dante Alighieri (1265-1321), ponendoci la stessa domanda e cioè quale auto avrebbe scelto se vivesse oggi. Difficile dedurlo dalla complessità della sua Commedia, ma, a ben riflettere, proprio in quei versi una risposta si trova. La sua scelta tuttavia non
cadrebbe sull’automobile. Infatti, nella sua opera, ricorre spesso la descrizione di particolari tipi di volo, come quella in groppa a Gerione, il mostro demoniaco dal volto di uomo, zampe di leone, corpo di serpente e coda di scorpione, che nel XVII canto dell’Inferno fa vivere al poeta l’esperienza, del tutto irreale, di volare. La
descrizione ha una tale veridicità per noi del secondo millennio, che conosciamo le sensazioni del volo, da lasciarci increduli. Il mostro vola per mezzo di ali che gli permettono di librarsi nell’aria compiendo larghi giri all’interno delle pareti del burrone con una modalità del tutto simile a quella dell’elicottero. E’ facile dedurre che Dante avrebbe optato non per l’acquisto di un’automobile ma di un elicottero, in questo mostrandosi di una modernità sorprendente.

A differenza di Dante, Michelangelo Buonarroti (1475-1737), lo scultore di opere conosciute in tutto il mondo, ma anche architetto e poeta, genio creativo con un carattere improntato alla libertà, avrebbe sicuramente optato per un’automobile. In particolare, nella sua sensibilità di scultore, sarebbe stato colpito dalla linea trasgressiva e decisa delle Lamborghini e, senza arrivare a sferrare una martellata sul parafango pronunciando in questo caso la frase ‘Perché non parti?’, avrebbe apprezzato l’essenzialità e l’armonia delle forme, attratto dal design estremo delle vetture del Toro. Con queste premesse, la sua scelta sarebbe con tutta probabilità
caduta sull’Aventador LP 750-4 SV, una delle supersportive uscite dalla fabbrica di Sant’Agata Bolognese.

E Antonio Stradivari (1644-1737), il liutaio cremonese costruttore di strumenti straordinari, come violini, viole, violoncelli, chitarre e arpe, riconosciuto come il più grande liutaio del mondo, come si sarebbe comportato di fronte ai tanti modelli di auto che oggi contrassegnano il mercato? La sua indole di uomo pratico l’avrebbe
sicuramente orientato verso un veicolo dall’ampio vano di carico per poter trasportare  a destinazione i numerosi strumenti da lui costruiti. Non è difficile immaginare che gli sarebbe piaciuto un SUV e, tra i tanti proposti dal mercato, avrebbe acquistato una
prestigiosa Range Rover, dato che le possibilità economiche non gli mancavano.

 

Sperangelo Bandera

Una risposta

  1. Sperangelo, come al solito, sei superbo ed irraggiungibile nei tuoi accoppiamenti: a volte sadici, altre irriverenti, altre ancora molto carine. Complimenti vivissimi.

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