Casale Cremasco. Il sindaco Grassi: appello all’unità

7 Novembre 2021

Questa mattina in piazza del comune a Casale Cremasco Vidolasco si è tenuta la cerimonia per la ricorrenza del 4 novembre. La manifestazione, che ha visto la presenza di numerosi cittadini, è iniziata con la celebrazione della santa messa  celebrata da don  Natale Grassi Scalvini. Al termine  della funzione religiosa è stata deposta una corona d’alloro al monumento dei caduti. E’ seguito il discorso del sindaco Antonio Grassi.  La cerimonia si è chiusa con la benedizione impartita dal sacerdote. Erano presenti il maresciallo Marco Prete, comandante della stazione dei carabinieri e il suo collega brigadiere Paolo Gionfriddo. Poi il consigliere comunale Luigi Ambrosini si è recato a Vidolasco dove ha deposto una corona d’alloro al monumento dei caduti.

‘Ringrazio tutti voi per avere accettato l’invito dell’amministrazione comunale a partecipare a questa celebrazione del 4 novembre.

Nel suo discorso, il sindaco Grassi ha ringraziato le autorità, l’alpino Valentino Cattaneo e ‘con particolare emozione’, gli alunni della quinta elementare per il messaggio di pace che ciascuno di loro ha scritto e poi depositato al monumento dei caduti e la loro insegnante Giusi Spaliviero per l’iniziativa, ‘esempio di educazione civica coinvolgente e incisiva’. ‘Il 4 novembre è il Giorno dell’unità nazionale e Giornata delle forze armate. La data coincide con la fine della prima guerra mondiale – ha poi detto Grassi -. È una ricorrenza alla quale si possono attribuire molteplici significati. Permettetemi di interpretarla come un momento per celebrare la pace che è uno degli elementi sui quali si fonda non solo l’ unità nazionale, ma qualsiasi tipo di unità. L’unita nazionale presuppone l’azzeramento di ogni discriminazione. Non esistono cittadini del sud e del nord. Bianchi o neri. Credenti o non credenti. Tutti hanno gli stessi diritti ma anche i relativi doveri, principi questi che la nostra amministrazione ha sempre sostenuto e perseguito con massima coerenza e altrettanta massima intransigenza’.

‘L’unità è difficile da mantenere – ha proseguito Grassi – e non esclude scontri, che se sono dialettici e improntati al reciproco rispetto possono essere momento di crescita. Ma se impostati su rigidità e contrapposizione esasperata sono dirompenti. Il nostro territorio, spiace constatarlo, è esempio paradigmatico di disunità che potrebbe essere superata con il dialogo e la disponibilità ad un confronto senza pregiudizi o preclusioni di qualsiasi tipo. Purtroppo dialogo e disponibilità al confronto oggi sono merce rara. La nostra amministrazione crede nell’unità del nostro territorio e si batte per questo obiettivo ma, inutile negarlo, con risultati non corrispondenti alle aspettative e agli sforzi profusi. Eppure la collaborazione per i Comuni piccoli come il nostro è fondamentale per rispondere alla pletora di adempimenti, spesso ridonanti e pleonastici, che la legge impone. La pace spesso arriva alla conclusione di guerre cruente che comportano perdite di vite umane, dolore e sofferenza che non trovano giustificazione alcuna, anche perché non esistono guerre giuste. Lo dico forte e chiaro e con la massima convinzione: non esistono guerre giuste. Se il 4 novembre è il giorno in cui celebriamo la pace, non si può però dimenticare che è anche il giorno della memoria e della riflessione. È il giorno per ricordare e commemorare i caduti di tutte le guerre, passate e purtroppo anche attuali. Sì le guerre di oggi, ignorate dai giornali e dalle televisioni e dagli altri mezzi di comunicazione nati con internet. Guerre silenziate ma che mietono migliaia di vittime e che nel 2020 coinvolgevano almeno 25 nazioni’.

‘Il 4 novembre è il giorno dell’omaggio al milite ignoto, tumulato il 4 novembre 1921 – ha ricordato Grassi -.. Sono passati cent’anni, ma non dimentichiamolo. Rendiamogli omaggio. Il 4 novembre è il giorno per ringraziare tutti coloro che, in tempo di pace, hanno perso la vita per un ideale, per gli altri, Per un’utopia. È il giorno per dimostrare la nostra riconoscenza nei loro confronti. Il 4 novembre è il giorno per testimoniare e nel contempo riaffermare che il sacrificio di
chi ci ha preceduto per consegnarci un mondo migliore non è stato vano. Il 4 novembre è il giorno per dire no alla guerra, ma anche alla violenza e a tutte quelle forme di prevaricazione che permeano la nostra società. Mi riferisco alla violenza di genere, al lavoro nero e al lavoro che provoca la morte, all’evasione fiscale, all’odio razziale, via via fino a quella che spesso non è considerata violenza in senso stretto, ma che è il suo parente prossimo, la violenza domestica. Ma anche la violenza contro noi stessi, che toglie la dignità e abbruttisce, la violenza della dipendenza da sostanze, dal gioco e altro. Il 4 novembre è il giorno per rileggere l’articolo 11 della nostra costituzione: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali». Ma non basta rileggerlo per ricordarlo. È necessario impegnarsi per la sua applicazione. Il 4 novembre è la giornata delle forze armate e, mi piace ricordarle, impegnate in missioni di pace e umanitarie, protagoniste nei momenti di emergenza, simbolo di solidarietà nazionale’.

‘Infine il 4 novembre è la giornata degli appelli – ha concluso Grassi -. Chiedo a voi cari concittadini di partecipare alla vita del nostro Comune. Prima dell’unità nazionale viene l’unità delle comunità locali con la loro storia e le loro tradizioni. Non dimenticate, quando entrate nella casa di tutti, di leggere il cartello appeso alla porta d’ingresso che avvisa: Lavoriamo per voi, ma preferiamo lavorare con voi. Raccogliete l’invito e vi saremo riconoscenti. Ricordate, uniti si vince, si cresce. Si vive meglio e, permettetemi, in pace’

 

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