LGH-A2A. Bettenzoli (PRC): ‘I cittadini si mobilitino’

12 Novembre 2021

La fusione di LGH con A2A si è realizzata in due fasi, la prima con la cessione del 51 per cento avvenuta nell’agosto del 2016, la seconda con l’acquisizione del restante 49 per cento approvata nel mese scorso dalle assemblee straordinarie delle due società. Una storia travagliata e contrastata con un pronunciamento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, contraria alla prima cessione, con ben due sentenze dei Tar che hanno respinto due ricorsi contro tale pronunciamento, ma soprattutto l’intervento della Procura della Corte dei Conti che ha chiesto chiarimenti sull’operazione, notizia di ieri. Senza dimenticare che un parere chiesto a un legale dal’Astem di Lodi, azionista di LGH, boccia l’intera operazione. Già in passato Rifondazione Comunista ha criticato, con motivazioni assai circostanziate, l’opposizione a questa vendita avvenuta senza una gara pubblica, ma con la cessione diretta e, soprattutto, con l’esclusone dei soci e mi riferisco a Scrp  di Crema, che come Astem possedeva una quota azionaria di LGH. Come Rifondazione Comunista ribadiamo che le partecipate, nate per essere una risorsa
del territorio sono diventate dei ‘poltronifici’ e merce di scambio per giochi politici che nulla hanno da spartire con il bene comune. Invece di essere al servizio dei Comuni, sono diventate al servizio dei partiti e ora con la cessione di LGH ad A2A al servizio degli azionisti. E‘ stato uno esproprio legalizzato e tutt’ altro che proletario, favorito da una visione politica miope e ottusa. La fusione è stata voluta per ripianare i debiti di una gestione non esaltante di AEM Cremona, altra azionista di LGH e, per quanto riguarda Scrp, senza coinvolgere i soci. Non dimentichiamo che per la cessione del 51 per cento, eccetto il Comune Crema, nessun Comune ha deliberato la cessione in quanto il consiglio di amministrazione aveva espressamente dichiarato che la decisione competeva allo stesso e che se ne prendeva tutte le responsabilità. Senza contare che Scrp è riuscita a dividere il territorio tra i sindaci lungimiranti che hanno deciso di recedere dalla società e gli altri sindaci che sono rimasti, in quanto il consiglio di amministrazione si è opposto alla fuoriuscita, aprendo un contenzioso legale ancora in atto. L’operazione LGH-A2A è deleteria per il nostro territorio, in pratica LGH scompare e a noi resta solo il logo e i sindaci, da proprietari, sono stati retrocessi dalla società e sono diventati dei semplici azionisti, cioè servi. Ci auguriamo che la Corte dei Conti faccia chiarezza e che i partiti, i quali per difendere le loro scelte suicide per il territorio non sono mai intervenuti in maniera determinata per fermare o criticare l’operazione, abbiano finalmente un ripensamento e rivedano le proprie posizioni.

Indipendentemente da ciò che deciderà la Corte dei Conti, il suo intervento è altamente positivo in quanto sancisce il principio che le società pubbliche sono un bene comune e non possono essere gestite in base a interessi diversi da quelli dei cittadini, anche se in questi giorni il governo Draghi sta operando proprio nella direzione di distruzione dei servizi pubblici. Confidiamo che i cittadini, i lavoratori, le organizzazioni sindacali reagiscano a questo tentativo, come a suo tempo hanno fatto in difesa della gestione pubblica dell’acqua.

 

Piergiuseppe Bettenzoli

segretario Rifondazione Comunista di Crema

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