Nascere nel Casalasco, meglio in garage che in strada

15 Novembre 2021

La cattiva notizia è che nel 2021 in Italia scenderemo al di sotto della soglia dei 400.000 nati, toccando il gradino più basso di un trend che sembra inarrestabile e che verosimilmente ci porterà nel medio-lungo termine ad una popolazione di 30 milioni di italiani, circa la metà di quella di oggi (https://www.ilsole24ore.com/art/istat-con-400mila-nascite-all-anno-siamo-paese-30-milioni-abitanti-AEfClTl).

Quella buona è invece che, secondo Legambiente, il numero di cani nel nostro Paese sta raggiungendo i 30 milioni e quindi, in prospettiva, non sembra lontano  il giorno in cui le due popolazioni saranno felicemente sovrapponibili. Un ulteriore segnale positivo è dato dall’osservazione che, nonostante la popolazione canina cresca in misura esponenziale, il rischio di calpestarne le deiezioni rimane costante. Certamente un segno di grandissima civiltà da parte dei proprietari di cani ma tuttavia densa di grandi interrogativi legati all’utilizzo di palette e sacchetti di plastica, i quali rendono troppo complesso separare la parte organica  da quella non compostabile, riducendo di molto l’efficienza della raccolta differenziata.  Sbaglia però chi punta il dito sull’inquinamento marino da parte delle microplastiche collegandolo alla raccolta delle deiezioni canine: il loro incremento è infatti compensato dalla contestuale riduzione dell’utilizzo di pannolini per uso umano, con un bilancio complessivo favorevole in termini di quantità di prodotto. Sono infatti assai più numerosi i cani di piccola taglia rispetto ad altre tipologie rappresentate da molossi, alani, pastori bergamaschi, gli unici canidi in grado di competere con i neonati di provenienza umana.

Una riduzione delle nascite quindi non è proprio una cattiva notizia, se inquadrata in una corretta prospettiva di riduzione delle emissioni inquinanti e della corretta gestione dei rifiuti.

Tuttavia, in un mondo che sembra finalmente dare voce e spazio alle minoranze ed agli animali da compagnia, appare fuori luogo la discriminazione delle donne che ancora si intestardiscono a voler mettere al mondo qualche bambino. Infatti, mentre la sanità regionale sta progettando riforme non da tutti condivise e nuovi strumenti tecnologici basati sulla telemedicina e l’intelligenza artificiale (quella normale evidentemente latita), ci tocca assistere impotenti allo strazio di una povera madre che mette alla luce un figlio sul sedile posteriore di un’automobile lanciata a tutta velocità verso un ospedale distante 40 chilometri di strada affollata di TIR, trattori, cinghiali. Possibile che l’eccellenza della sanità lombarda, la stessa che ha portato al disastro della prima ondata del covid, resti insensibile al grido di dolore che da tante parti (e tanti parti) si rivolge verso di lei?

In questo mix regionale di rincorsa ad una sanità eccellente e personaggi non all’altezza, ci permettiamo allora di suggerire una campagna di informazione/comunicazione per incoraggiare il parto in garage (sempre meglio che in mezzo ad una strada) nonché per l’istituzione di nuova figura professionale ai vertici dell’area sanitaria casalasca: la levatrice certificata.

Ogni augurio di felicità e fortuna quindi al nuovo bambino venuto al mondo già in viaggio verso la speranza. Speriamo che rientrando a casa, nella soddisfazione di questa nascita,  nessuno dei suoi genitori debba trovare sul proprio cammino qualche deiezione canina da calpestare inavvertitamente.

E’ vero che porta fortuna, si dice. Ma è pure giusto  che siano molti dei rappresentanti della sanità regionale a godere di questa opportunità. Per loro nessun imbarazzo, si tratta di normale prassi quotidiana.

 

Octopus

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