Lgh-A2A, dopo Cremona si indaga a Crema su Scs

18 Novembre 2021

Com’era facilmente prevedibile, la procura della Corte dei Conti che indaga sull’acquisizione di Lgh da parte di A2A dopo avere inviato una richiesta ufficiale di documentazione al Comune di Cremona è arrivata anche a Crema. Oggi il reparto della Guardia di finanza di Pavia delegato dalla magistratura contabile ad acquisire gli atti utili agli accertamenti in corso sull’operazione Lgh-A2A ha inviato una comunicazione tramite posta elettronica certificata agli amministratori di Scs, la Società Cremasca Servizi che col 9,05 per cento, è una delle 5 società pubbliche di quattro province che fanno capo a Linea group holding. Le restanti quattro aziende coinvolte nella fusione di Lgh con A2A, società quotata in borsa, sono Aem Cremona con il 30,92% del capitale sociale, Cogeme-Rovato con il 30,92%; Asm-Pavia con il 15,9%; Astem-Lodi col 13,22%.  Scs detiene le azioni Lgh del Comune di Crema e di Scrp, partecipata dei Comuni cremaschi, ma non di tutti. Nel 2018 otto municipi soci di Scrp che non condividevano la conduzione della società hanno esercitato il diritto di recesso. Si è innescato un contenzioso tuttora aperto con Scrp, nel frattempo messa in liquidazione, che ha fatto opposizione contro la fuoriuscita degli otto soci.

La Corte dei Conti indaga sulla cessione prima del 51 per cento e poi del restante 49 per cento di Lgh ad A2A, approvata dai consigli d’amministrazione delle società pubbliche e dai consigli comunali delle località dove le aziende operano, con l’eccezione di Lodi. Cremona e Crema hanno approvato a maggioranza nelle riunioni dei rispettivi consigli. Il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti ha sorprendentemente dichiarato di essere a conoscenza della pec con la richiesta di documentazione giunta dalla Corte dei Conti ma di non averla letta. Che cosa aspetta?

Qualcuno spieghi a Galimberti che l’atto della procura della magistratura contabile significa l’apertura dell’indagine a carico dei consiglieri che hanno votato la delibera di fusione. Il sindaco sa che sono stati chiesti i loro indirizzi? Nel caso in cui venisse accertato un danno erariale per la vendita delle quote di Lgh ad A2A in assenza di un bando d’asta con evidenza pubblica, i consiglieri che hanno approvato le relative delibere sarebbero costretti a risarcire il danno patrimoniale causato. E dovrebbero farlo di tasca propria. Sindaci e assessori hanno invece la copertura di polizze assicurative che li proteggono fino alla colpa grave. Insomma, i consiglieri comunali pagherebbero per tutti.

 

Vittoriano Zanolli

 

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