‘Mostarda cibo culturale e musica’, ricerca di Fiorentini

8 Dicembre 2021

‘Mostarda e musica . La mostarda un cibo culturale’ . Il giornalista e scrittore cremonese Roberto Fiorentini viaggia nel tempo alla ricerca dei collegamenti tra la specialità gastronomica e la musica.

Il rapporto tra cibo e musica sta alla base delle feste che si svolgevano nei palazzi dei signori italiani. Gli Sforza, i Gonzaga, gli Este, i Farnese, i Malatesta e i Medici: famiglie che nell’arco dei secoli XV, XVI e XVII hanno rappresentato il vero potere. Nei banchetti che si svolgevano nelle corti i piatti e le vivande serviti erano sempre accompagnati da musiche, balli e canti. Ogni occasione di incontro, che fosse la visita di un altro signore, un banchetto nuziale o un qualsiasi altro festeggiamento era infatti il luogo di esibizioni di ricette e abbinamenti con accompagnamenti in musica, tra una portata e l’altra e in modo più ampio al termine del pranzo. La mostarda compare frequentemente all’interno dei menù presentati sulle tavole soprattutto nell’area settentrionale italiana.

La famiglia Visconti fu sicuramente una delle maggiori estimatrici della mostarda ritenuta un raffinato cibo. Infatti è possibile supporre a ragion veduta che l’introduzione della mostarda nella cucina padana sia dovuta proprio a Bianca Maria, sposa di Francesco Sforza a Cremona il 25 ottobre 1441 e  nipote di Gian Galeazzo, così pure come il connubio tra mostarda e musica.

La prima testimonianza della  mostarda di frutta con la senape è quella di Voghera: nel 1397 ne venne ordinato allo speziale un mastello con lettera viscontea per le feste di Natale.

Quando da Ferrara arrivò in sposa al signore di Mantova Isabella d’Este, nel 1490, le testimonianze riportano che portò con sè la tradizione della mostarda, preparata con pere cotogne, mele campanine, cipolle, vin cotto e boccioli di tarassaco. La giovane sposa amava esibirsi cantando accompagnandosi con il liuto.

Anche al banchetto di nozze di Ercole d’Este nel 1529 furono serviti rombi fritti coperti di salsa e mostarda, e la musica in sottofondo non poteva certo mancare: per ogni pietanza l’abbinamento di una musica diversa. Quando nel 1530 l’imperatore Carlo V con il suo seguito fu accolto nelle sale di Palazzo Te a Mantova tra le leccornie presenti in tavola c’era la mostarda. Altre nozze, quelle celebrate nel 1533 da papa Clemente VII de’ Medici tra il Duca d’Orleans Enrico di Valois e Caterina de’ Medici a Pesaro: il pontefice amava a tal punto la senape e la mostarda da istituire la figura del ‘senapiere del papa’ che godeva anche di particolari favori.

A Piacenza nel 1581 in occasione del matrimonio tra Vincenzo Gonzaga e Margherita Farnese una mostarda ‘amabile per savore’ comparve in tavola e  musica e  voci di cantanti allietavano il banchetto.

Quali erano gli strumenti musicali utilizzati? Si spazia da bombarde, ciaramelle e zampogne, alle trombe, violini, lire, cornetti e fagotti, alla vihuela (una chitarra a cinque corde), ai flauti, e viole da braccio. Venivano eseguite frottole, i cui autori erano considerati musicisti di spessore, e strambotti.

 

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