Lgh-A2A, La Verità: ‘Fusione illegittima targata Pd’

12 Dicembre 2021

Anche la stampa nazionale si interessa agli sviluppi della controversa fusione tra Lgh e A2a. L’argomento è stato trattato in un articolo firmato da Alessandro Da Rold e pubblicato dal quotidiano La Verità che di seguito riportiamo.

‘C’è una bomba pronta a esplodere sotto le multiutility lombarde che negli ultimi anni sono state incorporate da A2A, colosso milanese e bresciano di energia elettrica, luce e gas. E’ il risultato di 6 anni di politiche di centrosinistra, in particolare del Partito democratico, negli anni dei governi Letta, Renzi e Gentiloni, sull’onda del piano per la spending review di Carlo Cottarelli. Le operazioni di fusione sono tutte state approvate senza un passaggio in consiglio comunale da tutti sindaci di centrosinistra. Le operazioni di fusione sono state approvate dai cda delle partecipate pubbliche senza un passaggio in consiglio comunale nella maggior parte dei Comuni soci, ad esclusione dei Comuni capofila a guida Pd dove tutti i sindaci e consigli comunali hanno ratificato la vendita di quote. E hanno il benestare dell’ex amministratore delegato di A2A Valerio Camerano, nominato dall’ex giunta milanese di Giuliano Pisapia con l’approvazione dell’ex premier Matteo Renzi: ora Camerano è managing director nel fondo Algebris del finanziere Davide Serra, storico finanziatore di Renzi. A stupire è che alcuni di coloro che hanno partecipato alle operazioni, con consulenze o pareri, sono stati anche finanziatori di candidati del PD regionale.

Ma andiamo con ordine. Tra il 2015 e il 2016 parte l’operazione di aggregazione tra LGH (Linea Group Holding) e A2A. LGH è una multiutility che vede tra i suoi azionisti anche Aem Cremona Spa col 15,15%, Cogeme Spa (Franciacorta) col 15,15%, Asm Pavia Spa col 7,80%, Astem Lodi Spa col 6,47% e Scs Srl di Crema col 4,43%. Quest’ultima è e a sua volta partecipata da Cremasca Servizi (100% Comune di Crema) e da SCRP (partecipata da 50% dai Comuni del territorio cremasco).

Di fatto la cessione del 51% di LGH ad A2A avviene nel 2016 e avviene appunto con ratifica da parte dei consigli di amministrazione, senza delibere specifiche e con un solo atto della giunta del Comune di Crema per Scs: i consigli comunali sono stati completamente saltati. Pochi mesi dopo, il M5S, in particolare il deputato Ferdinando Alberti e gli altri deputati e consiglieri lombardi, presenta un esposto all’Anac, che nel 2018 conferma dopo 2 anni che l’operazione illegittima, non avendo rispettato le regole di evidenza di gara pubblica e quindi i normali principi di trasparenza, pubblicazione del bando e verifica di condizioni migliori di vendita. La sentenza Anac supera anche 2 ricorsi al Tar, provvedimenti che varranno come prova in un’altra fusione avvenuta nell’ultimo anno, tra la Aeb di Seregno e A2A: operazione che è stata annullata dal Consiglio di Stato. Ma anche a Crema sono iniziati subito a sorgere dei problemi. Scrp è oggi è gestita da un commissario, in quanto alcuni sindaci, dopo la cessione indigesta e subita del 51% hanno chiesto di uscire dalla società chiedendo la monetizzazione delle loro quote nel restante 49%. Per di più c’è ancora in corso una causa, con i costi relativi a carico della partecipata pubblica. Per questo, a seguito della sentenza Anac, in via precauzionale , in bilancio di Scrp sono stati accantonati circa 680.000 euro per eventuali danni erariali. (Idem con circa 300mila euro sono stati accantonati da Cremasca Servizi partecipata dal Comune Crema al 100%) e spesi oltre 70.000 euro tra consulenze legali, esposti al Tar (tutti persi) e pareri legali.

Come detto, la regia dell’operazione A2A-LGH è targata PD e fortemente difesa negli anni da tutti i suoi esponenti, avallata dal sindaco di Crema Stefania Bonaldi, che è arrivata anche ad una frattura con i sindaci dubbiosi del territorio (e attaccando ferocemente chi si opponeva), all’ex consigliere regionale dem Agostino Alloni, all’ex segretario provinciale, ex assessore e presidente del consiglio Comunale, ed ora consigliere regionale Matteo Piloni sempre del Pd. Proprio il caso di PilonI è particolarmente curioso. La campagna elettorale del consigliere regionale cremasco per le regionali lombarde 2018 ha ottenuto contributi da diversi dirigenti delle partecipate.

Pietro Moro presidente Scrp (ha versato 500 euro a Piloni) ha deliberato la cessione 51% in operazione A2a/lgh senza l’approvazione dei consigli comunali: la moglie Tiziana Stella siede nell’attuale consiglio comunale di Crema a maggioranza PD. Altri finanziamenti (1.500 euro) sono arrivati da Dino Martinazzoli, amministratore unico di Cremasca Servizi (partecipata 100% da comune crema), nominato dalla stessa Bonaldi e membro del consiglio di amministrazione di Lgh. A questo si aggiungono anche i contributi dell’avvocato Luca Lanzalone (anche qui circa 1.500 euro), noto per essere a processo a Roma per la realizzazione dello stadio. L’ex consulente dell’ormai ex sindaco Virginia Raggi ha effettuato finanziamenti a Piloni tramite la Lanfel srl. Proprio Lanzalone ha fornito consulenze e pareri sull’operazione. Piloni è stato chiaramente uno dei più grandi sostenitori di tutte le operazioni.
Nel frattempo alla fine di ottobre è arrivato il parere legale richiesto dalla società Astem, la municipalizzata di Lodi sulle integrazioni. L’avvocato Alberto Marelli dello Studio Legale Marelli e Maniscalco di Milano ha spiegato che la procedura di fusione per incorporazione di Linea Group in A2A è illegittima. La fusione, in particolare, non risulta «conforme alle norme che regolano le vicende delle partecipazioni pubbliche (…)», che «prescrivono l’adozione di procedure di evidenza pubblica per la negoziazione e valorizzazione delle partecipazioni sociali dirette e indirette degli enti pubblici». In sintesi: si è trattato di un’operazione illegittima in quanto portata avanti senza gara pubblica.

 

 

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