Sciopero, gelo nel Paese. A Landini conviene il dietrofront

12 Dicembre 2021

In settimana è stato proclamato da Cgil e Uil lo sciopero generale per il 16 dicembre. La Cisl si è dissociata. È stato un fulmine a ciel sereno. Le motivazioni addotte da Landini sono a dir bene filosofiche in quanto sostiene che non è stato fatto abbastanza per le categorie più deboli. Questa legge finanziaria pur con i suoi limiti (non ci sono fondi sufficienti) ha stabilito che c’erano 8 miliardi da usare per abbassare la pressione fiscale per i redditi medio-bassi. La decisione finale concordata da tutti i partiti è stata di dare 7 miliardi per la riduzione dell’Irpef e 1 miliardo per l’eliminazione dell’Irap alle imprese di piccola dimensione. Quindi si è proceduto all’eliminazione dello scaglione del 41% e all’abbassamento delle aliquote del 27 al 25 e del 38 al 35. In più si sono rimodulate le detrazioni, riassorbendo il bonus Renzi ed il bonus Conte Tutto questo ha portato a dei benefici anche ai redditi inferiori ai 15.000 euro. In aggiunta a ciò, nella  manovra si è innalzata la ‘no tax area’ per i pensionati. E sempre per i pensionati c’è stato il ripristino del recupero dell’inflazione.

Altra iniziativa che va in direzione delle famiglie, è stato introdotto l’assegno unico per i figli che spetta a tutti in maniera decrescente in base al reddito e crescente in base al numero di figli. Ora fare uno sciopero generale contro una manovra siffatta e in stato d emergenza con una pandemia ancora pericolosa rasenta l’irrazionalità o la voglia di farsi notare o comunque di dire che il sindacato esiste ancora. Il governo Draghi ha ridato forza e credibilità ad un Paese che era allo sbando portandolo a prendere iniziative lungimiranti (green pass) che in Europa ci invidiano e che ci ha portato ad essere  l’unico Paese aperto e con una vita quasi  normale tra i grandi d ‘ Europa. La nostra crescita è superiore alle più rosee aspettative e l’attuazione del Pnrr procede con gli step concordati.

Quando c’è stato l’assalto alla Cgil, Draghi è andato di persona nella sede (unico premier nella storia  a farlo) a portare solidarietà e sostegno. Bene, come ha ricambiato Landini tutto questo?
Con un atteggiamento di contrapposizione e di rivendicazioni filosofiche, fino alla proclamazione dello sciopero generale.

Bene fa Draghi ad ignorarlo.

Ho l’impressione che questo atto possa rivelarsi per il sindacato come la marcia dei 40mila della Fiat nella Torino dell’inizio degli anni 80 quando l’irriducibilità della Cgil aveva bloccato la produzione e la città e ne decretò il suo declino. Visto l’ isolamento  in cui Landini si trova tra i partiti a lui vicini e i ministri amici, penso che debba fare un passo indietro e salvare il salvabile.

Il gelo della stampa e del Paese sono eloquenti.

Francesco Papasergio

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