Sparita Lgh, addio alla gloriosa Azienda Elettrica di Cremona

16 Dicembre 2021

C’era una volta Lgh. Dal prossimo 31 dicembre della multiutility nella quale sono confluite, tra le altre, Aem Cremona e le cremasche Scs ed Scrp, resteranno la ragione sociale, la sede e un consiglio d’amministrazione privato di autonomia decisionale sulle questioni strategiche che saranno di esclusiva competenza di A2a. Con un comunicato stringatissimo il colosso bresciano-milanese ha sancito la scomparsa di Lgh: ieri è stato infatti sottoscritto l’atto di fusione per incorporazione di Linea Group Holding in A2a. Gli effetti civilistici decorreranno da fine anno. A prescindere dall’esito dell’inchiesta avviata dalla procura della Corte dei Conti e condotta dalla Guardia di finanza di Pavia sulle presunte irregolarità compiute nella vendita delle azioni di Lgh in assenza di evidenza pubblica, cioè senza che fosse bandita un’asta, ma direttamente ad A2a, non si tornerà allo status quo ante. E’ un nastro che non si può riavvolgere, per dirla con le parole pronunciate da Luciano Pizzetti in occasione del trasloco della Mostra del bovino da CremonaFiere a Montichiari.

Sparita Aem, sparisce anche Lgh. Restano i due acronimi a ricordare, nel caso di Aem, la quasi secolare attività svolta dalla gloriosa Azienda Elettrica Municipalizzata di Cremona a beneficio e per lo sviluppo del territorio. Ha portato l’acqua potabile, l’energia elettrica e il gas in tutte le case. Ha sviluppato un efficiente sistema di trasporti urbani ecologici che amministratori poco accorti hanno smantellato. E’ stata depositaria di conoscenze e competenze che hanno contribuito allo sviluppo della città. In modo strumentale, nel 2015, è stata enfatizzata politicamente la situazione debitoria di Aem, che ammontava a metà del patrimonio, creando le premesse per la cessione con l’ingresso in A2a. E’ stata messa sul banco degli imputati la gestione del presidente Franco Albertoni quando invece l’indebitamento era imputabile alle scelte politiche precedenti che hanno fatto esplodere il debito della municipalizzata. E le colpe, se ci sono, scrive giustamente su Facebook Enzo Riccio, dipendente per quarant’ anni dell’Aem, sono ascrivibili al sindaco Paolo Bodini e al presidente Giuseppe Tiranti che con l’alleanza multiterritoriale di Lgh hanno creato un soggetto che sul mercato delle multiutilies era destinato ad essere mangiato dai gruppi più forti come A2a, quotata in borsa e fra le più potenti in Europa.

Nei giorni scorsi ha destato scalpore l’annuncio da parte di A2a della vendita delle reti della distribuzione del gas dei Comuni di Gabbioneta Binanuova, Genivolta, Grontardo, Ostiano, Pescarolo e Uniti, Pessina Cremonese, Pozzaglio e Torre de’ Picenardi, che fanno capo a Unareti. A2a non le considera strategiche, al contrario di quelle di Milano e Brescia. Italgas, Ascopiave, Iren e Acea sono interessate all’acquisto. Spogliati di un patrimonio storico, privati di autonomia decisionale, vedremo questa, come altre decisioni, passare sopra la nostra testa. E’ il mercato, bellezza. Ce ne faremo una ragione.

 

Vittoriano Zanolli

 

 

5 risposte

  1. Vergogna democristiani sedicenti progressisti arroganti e vincolati ai banconi del Duomo e delle altre chiese, vergogna agli affaristi ciellini, sodali di parlamentari e governatori galeotti. E tu, Pizzetti, grazie per aver così ben tutelato il territorio. VERGOGNATI!!! E io che ti avevo votato…

  2. Vero, Vittoriano: questo è il mercato. Ma chi ha detto che dobbiamo sempre e comunque “farcene una ragione”? Cominciamo a smontare la magica parola, a ragionare su quel che dà e quel che toglie…Un approccio sanamente laico e pragmatico impone di piantarla coll’ancronistica idea del mercato come tabù venerato e intoccabile. I tempi cambiano e senza una cabina di regia istituzionale responsabilmente garante del bene pubblico questo tipo di mercato, meglio definibile come un cartello di nuovi voraci e incompetenti monopoli, ci sta lasciando nelle classiche ‘braghe di tela’. Tocca al mercato, piuttosto che a noi, ‘farsene una ragione’

  3. I politici svendono, la classe dirigente ( dirigente di cosa, poi?) brilla per la propria assenza …cosa sta diventando la nostra città?

  4. A mio modesto parere (non mi sono mai significativamente e direttamente occupato di queste tematiche) temo si stia sostanzialmente ripetendo, ingigantita, la distruzione del lavoro di molte generazioni di buoni amministratori cremonesi alla quale già assistemmo quando. non molti anni or sono, fu venduta a privati l’Azienda Farmaceutica Municipalizzata e la catena di farmacie dalla stessa creata e gestita. La condotta di servizi fondamentali per garantire la qualità della vita nella città si allontanerà ancora di più da Cremona, come il buon senso fa intuire e la stessa recente esperienza locale ampiamente ci conferma.

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