Scacchi a Dubai. Mondiale a Carlsen e gli astri nella storia

4 Febbraio 2022

Il vero nome del russo Nepo è Nepomniachtchi ma essendo impronunciabile tutti lo chiamano Nepo ma al netto di tutto ciò, pur avendo uno score migliore negli incontri diretti e ad aver vinto a sorpresa il difficilissimo torneo degli sfidanti e cioè i migliori 8 giocatori al mondo con punteggio ELO vicino ai 2800 punti, barriera dei fenomeni, non è riuscito ad evitare il disastro. Tra gli sfidanti solo l’italo-americano Caruana, pur non avendo ancora 30 anni, sembra già sulla via del declino, ma era l’unico oltre i fatidici 2800 punti, non troppo lontano dal super fenomeno Carlesen. Per Carlesen era stata più dura nel 2016 la partita contro Karjakin e nel 2018 con Caruana: tutte 12 le partite finite patta ma negli spareggi rapid, 15 minuti, Carlesen si è sempre dimostrato imbattibile per tenuta fisica e mentale. Con Ian Nepo l’incontro è finito 7,5 a 3,5 e in luogo delle 14 partite previste ne sono state giocate solo 11 poiché le ultime 3 sarebbero state inutili.

Per trovare vittorie così nette bisogna tornare al 1981 KarpovKorchnoj 11 a 7 e alla ‘sfida del secolo’ del 1972, FischerSpassky 12,5 a 8,5 ma il divario poteva essere ancor più grande se l’americano non avesse fatto i capricci: otto minuti di ritardo nella prima partita e non si presenta nella seconda. Lamenta che a 45 metri di distanza, sente il disturbo di una TV che riprende la partita e quindi l’arbitro assegna la vittoria al russo a tavolino. Si riparte dalla terza col russo in
vantaggio 2 a 0.

A Dubai Nepo aveva iniziato bene con 5 patte e qualche posizione favorevole. Tutto si è deciso alla fatale sesta, già magica in altri mondiali, durata quasi 8 ore e alla 130^ mossa l’errore fatale di Nepo che aveva avuto solo 30 secondi per la mossa del disastro. Partita finita dopo altre 6 mosse inutili e praticamente finito anche il Mondiale. Si andrà avanti stancamente sino all’undicesima, con Nepo distrutto fisicamente e mentalmente.

Carlesen e Nepo hanno entrambi 31 anni ma il norvegese ha una forza e resistenza fisica e mentale tali che le partite più durano più aumentano le sue probabilità di vittoria. L’unico genio all’orizzonte in grado di impegnarlo nel prossimo mondiale, se vincerà il torneo degli sfidanti, pare essere l’iraniano Alireza Firouzja, che ora gioca pe la Francia, che a soli 18 anni ha già superato la quota 2800 e Carlesen ha dichiarato che gradirebbe incontrarlo nel mondiale. Per inciso a Magnus sono andati 1,2 milioni di euro e a Nepo 800 mila, non male ma poca roba rispetto a calcio, tennis, F1, football Usa, etc.

Gli scacchi simili all’universo? Forse, perché entrambi li vediamo ma non li capiamo nel senso che nessuno ha mai trovato tutte le varianti per non perdere mai e nell’universo, pur essendoci poca materia visibile, non sappiamo perché ci sia e quindi non sappiamo perché ci sia l’universo che vediamo a occhio nudo o ben oltre nell’invisibile all’occhio umano. Per gli scacchi basta elevare 2 alla 63^ potenza e più o meno viene fuori 1 seguito da 20 zeri più 1 e sono le varianti, ma Dante andò ben oltre dicendo nel canto 28° del Paradiso che ‘più che il doppiar de li scacchi s’inmilla’ e cioè 1.000 alla 63^, circa 1 seguito da 189 zeri più 1.000. Se volete calcolate a mente, Dante non aveva computer e buon divertimento.

Per chiudere ecco la classifica dei più grandi di tutti i tempi con i mondiali vinti, dal primo ufficiale del 1886 con Wilhelm Steinitz: Karpov 6, Kasparov 6, Lasker 6, Anand 5, Carlesen 5, Botvinnik 5, Alekine 4, Steinitz 4. Non valutabili fenomeni come Capablanca, Fischer con un solo mondiale vinto. Andando ancora più indietro nel tempo, senza un mondiale ufficiale, troviamo: Legall, 1730 il matto di Legall, Anderssen nel 1851. E infine la partita immortale: Morphy 1856, che poteva ricordare oltre 100 grandi partite a memoria. Basta e avanza.

 

Pietro De Franchi

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