Cremona, ospedale. Piloni: ‘Puntiamo al DEA di 2° livello’

10 Febbraio 2022

Nuovo ospedale di Cremona, l’obiettivo è il DEA di secondo livello’ è il titolo dell’intervento che il consigliere regionale del Pd, Matteo Piloni, ha pubblicato a gennaio sul suo blog matteopiloni.it. Un intervento che dimostra la piena sintonia con l’articolo scritto da Pietro Cavalli

 

cavalli

 

Riportiamo di seguito lo scritto di Piloni.

‘Quando la città di Cremona e il nostro territorio vengono citati come esempio virtuoso e come modello da perseguire, è sempre motivo di orgoglio. Tuttavia ritengo sia sempre meglio non eccedere in trionfalismi, soprattutto per non perdere di vista l’obiettivo più importante che la realizzazione del nuovo ospedale a Cremona deve portare con sè, e che riguarda la sua classificazione e il ruolo che può e dovrà ‘giocare’ all’interno della rete e del sistema socio sanitario Lombardo. Da quando si parla del nuovo ospedale di Cremona, almeno pubblicamente, se ne parla esclusivamente in riferimento al suo livello progettuale, contribuendo ad un dibattito tra pro e contro che però, a mio avviso, rischia di essere controproducente. Ovviamente l’aspetto progettuale è importante e strategico, sia chiaro. Ma io ritengo ancor più strategico parlare di ‘merito’ in termini di ‘classificazione’. Mi riferisco al Dipartimento di emergenza e accettazione (DEA) che ogni Regione è chiamata dalla normativa nazionale ad individuare e dislocare sul territorio. Oggi l’ospedale di Cremona è sede di DEA di 1° livello. Lo stesso per l’ospedale di Crema, di Mantova, di Lodi solo per citarne alcuni a noi vicini e che afferiscono alla zona sud della nostra Regione. Puntare ad un ospedale che diventi sede di DEA di 2° livello è estremamente strategico, e questo è l’obiettivo a cui tutti dobbiamo puntare e dare il nostro contributo affinché ciò avvenga. Ed è anche la questione su cui dovremmo basare ogni dibattito e confronto. L’Amministrazione di Cremona, a partire dal sindaco Gianluca Galimberti, ha ben presente la questione e la firma del protocollo dello scorso dicembre è l’occasione per far partire quel confronto nel merito che deve vedere coinvolta la città e il territorio nelle sue più ampie espressioni, a partire da chi l’ospedale lo conosce bene e dai tanti suoi professionisti. L’ottenimento di questa classificazione affronterebbe anche alcune delle criticità che il nostro ospedale ha visto negli ultimi anni come, ad esempio, e solo per citarne una, il declassamento dell’unità di terapia intensiva neonatale. Inoltre l’ospedale di Cremona rafforzerebbe il nostro territorio diventando riferimento della fascia sud della Lombardia, tra Mantova e Pavia, e rafforzando il proprio ruolo anche nei confronti delle strutture di Brescia e all’interno del sistema Lombardo. Ritengo che questo sia, se non il primo, uno degli obiettivi strategici a cui puntare e che rafforzerebbe la realizzazione del nuovo ospedale di Cremona’.

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