Guerra. Con una risposta forte, futuro di povertà in Russia

25 Febbraio 2022

Per poter analizzare le conseguenze economiche della guerra scatenata da Putin contro l’Ucraina dobbiamo fare un passo indietro di vent’anni. All’inizio del secolo partiva l’Unione monetaria europea e l’euro cominciava la sua sfida. L’Europa così unità era un gigante economico secondo solo agli Stati Uniti. In quel momento la Cina era molto indietro e la Russia stava cercando di uscire dal secondo default dopo quello causato dal disfacimento dell’Urss. Gli Stati Uniti decisero di concedere alla Cina l’accesso al Wto pensando così di allargare il mercato per le imprese europee. Adesso ci rendiamo conto che la Cina ci ha surclassato sotto molteplici aspetti e anche sul piano tecnologico avendo sostituito molte aziende occidentali in varie produzioni. Questo è stato possibile per le asimmetrie giuridiche, stato di diritto di fatto inesistente in Cina che è impermeabile alle aziende occidentali.

Invece la Russia, ricca di materie prime, è stata scelta dalla Germania di Gerard Schroder come partner dell’Europa pensando di inglobarla col tempo nel sistema economico occidentale. Tanto che più di un terzo del gas che arriva in Europa è russo con percentuali del 42/43 % per Germania e Italia. Questa politica è stata continuata da Angela Merkel che ha incrementato i rapporti con due peculiarità davvero incredibili, considerate oggi col senno di poi. Primo: Schroder è diventato consigliere e con ruoli apicali in Gazprom, Secondo: la Merkel ha promosso la costruzione del gasdotto Northstream 2 nel Baltico aggirando la Polonia, l’Ucraina e le repubbliche baltiche, cioè Paesi amici ed alleati della Germania ma non ben visti dalla Russia.

Di fatto il tentativo della Merkel di fare della Russia un partner europeo ha trasformato la Germania in un Paese vassallo e disposto a tradire gli amici per i propri interessi. Ora la guerra ha messo tutti, ma specialmente la Germania, con le spalle al muro. Le conseguenze economiche saranno più o meno pesanti in base alla reazione dell‘Europa e dell’Occidente a questa vile aggressione. Se ritrovano un po’ di spina dorsale, gli europei insieme agli americani devono sanzionare pesantemente la Russia anche a costo del razionamento del gas, un’eventualità che ci costringerà a modificare il  nostro modo di vivere quotidiano con comportamenti nuovi finalizzati al risparmio energetico. Nel frattempo dobbiamo cercare altri fornitori e modi diversi di produrre energia, accelerando sulle fonti alternative. Teniamo presente che la Russia è un nano economico, a parte le materie prime. Per il resto ha valori economici pari a meta dell’Italia e alla somma di Olanda e Belgio.

Quindi le conseguenze immediate saranno molto pesanti con una possibile recessione che prevedo di breve durata. Se teniamo la barra dritta, possiamo accelerare sulla transizione energetica e nel giro di due anni potremo mettere tutto alle spalle come stiamo facendo con la pandemia. La Russia invece potrebbe sprofondare in uno stato di povertà.

Qui è in gioco il nostro futuro e la visione del mondo. L’economia dovrebbe venire in secondo piano, come conseguenza di altre scelte. Tutti noi siamo chiamati a decidere da che parte stare e non possiamo fingere di non vedere. E’ incredibile che in Italia non ci sia stata nessuna manifestazione a favore dell’Ucraina. Dov’è la sinistra che protestava contro l’America?  Dov’è Marco Rizzo segretario del Partito comunista italiano?

 

Francesco Papasergio

4 risposte

  1. Con Berlusconi avremmo avuto un interlocutore di Putin Indubbiamente più spendibile ed efficace, anche se sarebbe stato accantonato dalle mummie democristiane di sinistra come era stato fatto sciaguratamente per Gheddafi e la Libia. Adesso hanno la faccia tosta dopo avergli fatto la guerra e averlo infamato di chiedere al Berlusca di intercedere e intervenire per vie private e irrituali col premier Russo. Grande diplomazia!

  2. Come oggi scrive Polito sul ‘Corriere della Sera’ se non c’è una bandiera a stelle e strisce da bruciare il grosso del pacifismo occidentale lascia in armadio le bandiere arcobaleno e pensa ad altro. Ma la lezione di questi giorni , vedi sostegno cinese a Putin, dovrebbe anche suggerire qualche ripensamento al guitto Grillo e ai suoi seguaci in demenziale adorazione della Via della Seta e smaniosi di darci in pasto ai crescenti appetiti del drago cinese. Altro che compiangerci rassegnati a ” nascere democristiani e morire democristiani “. Magari. Il vero rischio, se non apriamo gli occhi in tempo, è che, nati democristiani, ci tocchi morire comunisti.

  3. Le guerre sono sempre state o di Religione o Economiche. Attenzione che quando non c’è nulla da mangiare, per non morire di fame, o si va a rubare o si fa la guerra e se la Russia viene stimolata, poi sono cavoli nostri perché visto che deve morire dirà: MUOIA SANSONE E TUTTI I FILISTEI.

  4. Trilussa dice: ninna nanna, tu num senti li sospiri e li lamenti de la gente che se scanna per un matto che comanna….a vantaggio de la razza o a vantaggio de la fede per un Dio che nun se vede…sa benone che la guerra è un gran giro de quattrini che prepara le risorse per li ladri delle Borse…insomma una sintesi puntuale che ci fa capire che siamo destinati a recitare lo stesso copione logoro.

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