Angela Cauzzi calunniata, un’orribile vicenda di provincia

6 Marzo 2022

Sembra di essere tornati in tempi bui, quando i contrasti si risolvevano a colpi di clava e di maldicenze e la convivenza civile era ancora di là da venire. No, non è la guerra in Ucraina: è la normale vita di una città piazzata nel mezzo della pianura padana. E’ solo per un caso (e un bravo avvocato) che Angela Cauzzi ce l’abbia fatta e tuttavia questa orribile vicenda ci costringe a riflettere su che cosa sia diventata Cremona, un posto dove l’arma del confronto è diventata la calunnia.

In un luogo dove i giovani migliori sono quasi tutti emigrati,  dove la rivoluzione del traffico sono quattro strisce rosse sull’asfalto, dove le cacche di cane vanno a nozze con l’illuminazione carente,  dove si rischia di finire a Mantova o a Milano per un ricovero ospedaliero, dove le priorità sono un’autostrada per andare al porto di Trieste ed un nuovo ponte sul Po per andare non si sa dove, dove le Canottieri galleggiano sul petrolio, dove i pendolari sono alla mercè del caso e delle promesse vane…… sembra che l’esperienza del canale navigabile non abbia insegnato nulla.

Neppure a chi ha deciso di licenziare e offendere una brava persona, una donna competente, onesta e dignitosa, qualità che purtroppo diventano sempre più rare.

Con questa brutta storia di provincia noi la guerra contro la cattiveria l’abbiamo persa. Speriamo di vincere quella per la dignità.

 

OCTOPUS

6 risposte

  1. D’accordo, d’accordissimo fin da quando Gianni Carutti mi aveva onorato della sua amicizia e coinvolto in qualità di ex condomino nella fondazione dell’associazione ” amici del teatro”. L’ingegner Carutti aveva grande stima , che io condividevo , di Angela Cauzzi. Poi per mie vicende personali mi sono assentato per anni dalla frequentazione del teatro. Non mi era però sfuggita la surrettizia aggressione alla gestione di Angela. Avevo notato l’assenza di difesa da parte delle istituzioni e ripenso al silenzio del cardinal Pizzetti che oggi non perde occasione per cantare la sua palinodia: tardi però e a battaglia vinta !

  2. La verità vera è che Angela Cauzzi era da tempo che andava cambiata.
    Non certo perché fosse incapace o disonesta, anzi è vero esattamente il contrario, per come l’esito del processo ha dimostrato.
    Semplicemente perché dopo oltre 26 anni andava fatto, per evitare rendite (culturali) di posizione e per la necessità fisiologica del ricambio, imprescindibile nel mondo dell’arte e della cultura.
    La verità vera è che questa Amministrazione, sindaco in testa, ha gestito il cambio in modo imbarazzante: con superficialità, inesperienza e incompetenza, ed al contempo con violenza, tracotanza e prepotenza. E questo, ahi noi, è il “timbro” caratteristico dell’attuale amministrazione.

  3. Purtroppo la realtà della nostra città è quella descritta da te , ma il problema è che non si riesce a vedere una via d’uscita da questa gestione superficiale ed incompetente .

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