Covid, i virologi brancolano nel buio, si auspicano miracoli

5 Aprile 2022

Santa Rita da Cascia (1371-1457) è considerata la patrona delle cause impossibili e per questo motivo invocata nelle situazioni più complicate. E poi San Rocco (1350-1378), nato a Montpellier e ricordato a Piacenza per il suo impegno di assistenza ai malati di peste nell’epidemia di quegli anni. Sono questi i santi più invocati durante l’epidemia covid19, raggiungendo rispettivamente il 48% ed il 23% di share nelle preferenze registrate su Facebook e Twitter a proposito della richiesta di intervento miracoloso per contrastare la pandemia. Percentuali elevate, ma sicuramente inferiori alla copertura vaccinale. Sant’Antonio, San Biagio, San Remigio e Santa Genoveffa sono stati esclusi dal conteggio a causa del bassissimo numero di invocazioni specifiche.

Interessante notare che qualche richiesta di intercessione viene rivolta anche a San Giovanni Gabriele Perboyre (1802-1840), canonico francese martirizzato a Wuhan, laddove tutto è cominciato, anche se non abbiamo ancora capito né il come né il perché: sarà colpa del pipistrello in laboratorio oppure del procione in agrodolce? Ad oggi neppure i virologi nostrani, sfibrati dalle comparsate  televisive, sono stati in grado di fornire una risposta conclusiva sulla provenienza del virus, oscillando tra teneri pangolini, difettose provette di fabbricazione cinese e ignoranza del problema. In una condizione mentale ridotta alla ripetizione di slogan, anch’essi potrebbero decidere  di ricorrere ad intercessioni salvifiche, sempre che i Santi del Paradiso decidano di fornire loro qualche supporto.

In alternativa sarebbe auspicabile almeno una rilettura di  San Tommaso d’Aquino (1225-1274), uno che della ricerca della verità se ne intendeva.

 

OCTOPUS

Una risposta

  1. Grande!!! Siamo in una temperie millenarista dove virologi tronfi di imbecillità e tuttavia supponenti gareggiano con epidemiologi arroganti, impreparati e perfetti per interpretare senza trucco la patente di Pirandello.

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