Cremona e l’ospedale. La città deve continuare a subire?

10 Aprile 2022

Signor Direttore, prendo spunto dall’articolo scritto da Antonio Grassi sulla lettera firmata da 25 medici dell’ospedale di Cremona. Che cosa non si fa per la carriera!  Quando ciò accade a dei medici resto ancora più perplesso. Ho apprezzato molto la citazione di Leonardo Sciascia dove però, se non ricordo male, al posto dei piglia in culo, ci metteva i ruffiani. Chi ha orecchie per intendere intenda. Non riesco a capire la rassegnazione dei cremonesi, come se l’Ospedale Maggiore non fosse cosa loro. Tutti, o quasi, tacciono. Probabilmente si pensa che i vari Fontana, Pizzetti ecc. siano degli esimi ingegneri o architetti. Mah! Ricordo con grande nostalgia le grandi battaglie condotte dal Tribunale per i diritti del malato per rendere sempre più efficiente il nostro Ospedale. Siamo riusciti a coinvolgere la città con iniziative cui hanno partecipato i vari vescovi, sempre in prima fila, a partire dai monsignori Assi. Nicolini e Lafranconi. Per non parlare del mondo del volontariato, le cui 23 principali associazioni avevano fondato il TDM nel 1983. Questa mobilitazione aveva prodotto importanti risultati. Ne cito uno per tutti: la neurochirurgia. Oltre a ciò, alla base della nostra attività, esisteva un ottimo rapporto collaborativo, superate le prime incomprensioni, col direttore generale Felice Majori. Dopo Majori sono arrivati, l’uno dopo l’altro, i tagliatori di posti letto, passati dai 1.500 iniziali ai 450 del 2.011, anno in cui mi sono dimesso dalla carica di presidente dopo aver denunciato alla Procura della Repubblica di Cremona il D.G Simona Mariani per il reato di peculato d’uso. Il mio esposto è stato archiviato senza indagini (sic!).  Questa è un’altra storia che mi piacerebbe raccontare a chi ne fosse interessato.

Ma torniamo alla nostra tristissima vicenda. Ripeto, dopo Majori è iniziato il crollo verticale del nostro Ospedale. Si è iniziato subito con la esternalizzazione di alcuni importanti servizi: la lavanderia ed in seguito la cucina. Questa seconda è stata un vero e proprio delitto. Siamo passati dal cibo da ristorante all’immangiabile di oggi. Cosa dire poi della chiusura dei poli ambulatori di viale Trento e Trieste, capolavoro della dottoressa Mariani in spregio alle oltre 3.000 firme raccolte dal senatore Bergonzi? Dopo tutti questi misfatti, è mai possibile che nessuno si indigni? Ci sono ancora i partiti? Esiste ancora il Centro per i Diritti del Malato?

Cremona, i cremonesi devono subire ancora questa ennesima offesa?

 

Licio D’Avossa

(Cremona)

Una risposta

  1. Il comitato Spontaneo Rivogliamo Area Donna ci sta provando. Siamo pazienti della senologia siamo trasversali, ci siamo attivate con tutte le nostre energie… qualcuno forse inizia ad ascoltarci
    Paola Tacchini

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