Thuram incontra i ragazzi: una ‘lezione’ di inclusione

11 Aprile 2022

Quando un campione diventa il narratore di pensieri importanti e un modello educativo è un’occasione da non perdere. Così grazie al link di YouTube il giorno 8 aprile tante sono le classi della mia scuola, la media Virgilio, che si collegano con Lilian Thuram, in diretta dall’istituto Torriani. Thuram è venuto a Cremona anche perché la casa editrice Add ha scelto il Torriani per l’incontro in presenza nelle scuole dato che era rimasta favorevolmente colpita dal modo in cui alla medesima scuola avessero lavorato con  Tedx l’anno scorso in occasione dell’evento con Alessio Lasta. Ad organizzare l’evento il Porte Aperte Festival, con un’anteprima d’eccezione, che coniuga impegno sociale e cultura, che è poi il segno distintivo dell’importante progetto. A condurre sicuro è un insegnante di lettere, un musicista, padrone della lingua francese, sorridente e pacato.

Si pensi ad un’aula magna dove tanti ragazzi hanno letto l’ultimo libro del giocatore insieme ai propri insegnanti, come ho fatto io stessa con i miei alunni: sono preparati, si avvicendano al microfono abbassando timidamente la mascherina, hanno coraggio da vendere, esprimono incredulità di fronte ad un piccolo grande gesto di discriminazione subìto, chiedono al campione della Juventus e del Barcellona come si faccia a capovolgere il punto di vista:  proprio come Thuram ha fatto all’inizio, quando ha mostrato un planisfero capovolto ai ragazzi, con l’Africa al nord, con le certezze eurocentriche ribaltate e mille dubbi nella testa. Il francese scherza sul colore della propria pelle, che il figlio più piccolo definisce marrone, che la ragazza quindicenne seduta al suo fianco dice bianco, poi rosa… Poi forse neppure conta più, o almeno così dovrebbe essere.

Incanta la semplicità del calciatore, che scherza con gli studenti e si complimenta con loro per l’originalità delle domande, per la loro genuinità. Ha un fisico possente, gli occhiali e un sorriso vero, ma soprattutto uno spessore intellettuale, una chiarezza espositiva che tradisce quella del suo pensiero. Il pensiero bianco è il titolo del suo libro, un testo strutturato e non semplice, che è stato necessario spiegare ai miei giovanissimi alunni. Il tema del razzismo è da sempre parte dei nostri percorsi scolastici, ma poterne parlare spinti dal pensiero chiaro di un uomo così impegnato rende la strada più semplice.

I giovanissimi sono facilmente tifosi, amano i vincenti e non guardano al loro colore, basta che vincano. I giovanissimi sanno però che le discriminazioni sono diffuse e passano attraverso dispetti e piccole cattiverie. Ci vogliono tanti uomini limpidi come Lilian Thuram, oggi ambasciatore Unicef, che potrebbero godere della loro ricchezza e invece portano idee e sensibilità in campo, non più un campo d’erba verde, ma un campo ideale fatto di piccole società sportive, di banchi e sedie, di punti di vista da mettere sottosopra; ci vogliono prof come i miei colleghi, che hanno reso i propri ragazzi protagonisti e in grado di palleggiare con un campione; ci vogliono eventi culturali di rilievo nella nostra città di provincia come il Paf ormai garantisce da anni, ogni anno in grado di portarci tanti colori, quelli della letteratura, della musica, del fumetto e della pace.

 

Alessandra Fiori

 

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