Mondiali di scacchi 2022… con Amedeo Zagni Azzini, 7 anni

20 Aprile 2022

Esageriamo con il raccontino. Devo prendere un caffè con l’amico Alfredo nel pomeriggio in piazza Stradivari. Conoscendo la mia passione per gli scacchi, mi chiama alle undici del mattino e mi dice: ‘Puoi anticipare un po’ e giocare
a scacchi con mio nipote Amedeo? Gradirei un tuo parere’. Accetto subito, anche se sono fuori forma fisica, si fa per dire perché a 85 anni si è sempre fuori forma, ma non voglio accampare scuse. Alle cinque arrivano puntualissimi Alfredo con i due nipotini, Amedeo e Filippo, anni 7 e 5 con tanto di scacchiera e relativi pezzi, Caffè per i grandi e acqua minerale per i piccoli. Sistemati all’aperto nel patio del Museo del Violino incominciamo a giocare, Amedeo sempre col bianco perché può impostare la partita. Gli dico che in torneo gli toccherà anche il nero, quindi attento. Mio nipote Filippo, bravo anche lui anni 8, invece vuole sempre il nero perché pensa che sia più forte. Vai a capire questi ragazzini moderni. Mi accorgo subito che è molto forte perché sa difendere, retrocedere anche in posizione favorevole e non mangiare quando giudica che non sia conveniente. Amedeo è anche aiutato da due miei errori con prematuro e discutibile sacrificio della donna che non mi porta niente di buono. Volevo forzare il matto non per vincere ma per vedere la sua reazione.

Facciamo due partite piuttosto veloci, quasi rapid, mezz’ora ognuna e finiscono sempre patta per ripetizione delle mosse. Ho dovuto impegnarmi molto per non prendere il matto. Amedeo a scuola non ha rivali: è autodidatta, come il sottoscritto, e per entrambi il grande maestro è stato solo il computer e i libri dei grandi giocatori. Chissà, potrei aver giocato col futuro campione del mondo e sarebbe un onore immenso ma data la mia ‘giovane età’ credo che mi sarà difficile poterlo raccontare. Però se Amedeo si sbrigasse, vincendo a 18 anni il terribile torneo ad 8 degli sfidanti al campione del mondo, se fosse ancora il norvegese Magnus Carlsen che ora ne ha 32, forse…..

Scherzi a parte, veniamo ora al vero mondiale di quest’anno che si presenterà tribolato e tormentato, soprattutto nel famoso torneo preliminare con i migliori 8 giocatori del mondo. Il vincente sfiderà Carlsen. Il preliminare tra maggio e giugno a Madrid, la finale non si sa ancora dove. Ovviamente il problema sono i russi e gli ucraini, con giocatori tra i più forti al mondo. Karjakin ex vice campione del mondo, è la prima vittima illustre, battuto nel 2016 da Carlsen, nato in Ucraina ma da molti anni passato con i russi è quindi già sicuramente escluso dalla FIDE, l’organo mondiale regolatore. Tento la composizione del torneo degli sfidanti, tutti giocatori al limite dei 2.800 punti ELO, ma Carlsen è attorno a 2.850. i computer sono iperbolici stimati a 3.500: Firouzja, iraniano di 18 anni il più forte, Caruana italo-americano di 30 anni ex vice, battuto da Carlsen, ora in fase calante, il cinese Ding e forse ancora uno o due cinesi, Radjabov escluso dall’ultimo torneo per errore FIDE e quindi ammesso ora ad honorem, Rapport, Aronian, in panchina il francese Vachier-Lagrave e l’olandese Giri per non aver partecipato a tornei importanti. Ma tutto è estremamente fluido: lo stesso luogo della finalissima, che avrebbe dovuto essere Mosca, non sarà Mosca.

Per chiudere voglio ricordare che tra i russi le cose non sono mai state semplici. Mosca, 1984. Karpov contro Kasparov, entrambi russi. Si vince con 6 vittorie al meglio di 24 partite. Karpov è in vantaggio 5 a 3 ma poi arrivano 40 patte e dopo 3 mesi i giocatori sono sfiniti e il mondiale viene sospeso. Seguono negli anni altri 4  incontri, sempre vinti da Kasparov ma secondo Karpov qualcuno molto in alto avrebbe suggerito al medesimo di ‘giocare leggero’ perché l’astro nascente era Kasparov, più giovane di Karpov di 12 anni. Ora tutto si è ribaltato, Kasparov è caduto in disgrazia col Cremlino e più volte è finito in prigione per brevi periodi perché contestatore del sistema politico di Mosca. Due russi, sono stati forse i due più grandi dei tempi moderni. Ma come la mettiamo con altri due giganti, Fischer e Carlsen? Mutano i tempi ma gira e rigira la storia è quasi sempre la stessa.

 

Pietro De Franchi

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