Nuovo ospedale, assemblea dei sindaci cremonesi

26 Aprile 2022

Tanto tuonò che piovve. Invocata su questo sito da opinionisti e lettori, reclamata da rappresentanti del mondo politico che hanno ripetutamente sollecitato i referenti istituzionali del territorio cremonese, finalmente è arrivata la convocazione dell’assemblea dei sindaci cremonesi dell’Ats (Azienda per la Tutela della Salute) Valpadana competente sulle province di Cremona e Mantova. Si terrà lunedì prossimo 2 maggio nell’aula magna dell’ospedale maggiore. L’assemblea, che è presieduta dal sindaco del capoluogo, Gianluca Galimberti, era stata sollecitata per avviare un dibattito serio e costruttivo sull’erigendo nuovo nosocomio cremonese che andrà (andrebbe) a sostituire quello esistente. Della cosiddetta ottava meraviglia del mondo si conosce un’idea, magnificata a Dubai dall’assessore regionale alla Sanità nonché vicepresidente della Regione Lombardia Letizia Moratti. Un’idea ben confusa perché non c’è ancora un progetto e tanto meno si conoscono i contenuti, avvolti dalla nebbia, di una struttura avveniristica.

Alle 17,30 aprirà l’assemblea dei sindaci Giuseppe Rossi, direttore generale dell’Azienda socio sanitaria territoriale, cioè dell’ospedale maggiore, che presenterà ‘il futuro della sanità territoriale alla luce della nascita del nuovo ospedale’. L’invito a partecipare è stato inviato ovviamente a tutti i sindaci della provincia ed è esteso ai ‘rappresentanti istituzionali del territorio, parlamentari e consiglieri regionali’.  L’incontro è promosso congiuntamente dall’Ambito Sociale Cremonese, dall’Assemblea Consortile dei Sindaci e dall’Azienda Sociale Cremonese. Sarà presente anche il direttore dell’Ats Valpadana Salvatore Mannino. E’ la prima occasione ufficiale per fare chiarezza sulle reali intenzioni della Regione e per eliminare le ombre che fanno del progetto del nuovo ospedale un oggetto non identificato a dispetto dei corifei plaudenti che a ogni piè sospinto l’hanno esaltato a prescindere e nella più completa ignoranza del progetto.

Sarà fondamentale avere una risposta chiara e inequivocabile alla seguente domanda: nella nuova struttura è previsto un DEA (Dipartimento di emergenza e accettazione) di secondo livello del quale il sud Lombardia è ancora sprovvisto? Solo se la risposta sarà affermativa il nuovo ospedale rientra in un disegno di potenziamento della sanità pubblica cremonese. Se invece resta aperta la competizione con Mantova, che pure reclama l’apertura di un DEA di secondo livello al Poma in alternativa a Cremona, la realizzazione di un nuovo ospedale al posto di quello esistente è velleitaria. I precedenti vedono la nostra città svantaggiata nel confronto coi virgiliani e inoltre al posto di un ospedale con 1.400 posti avremo un ospedalino con  soli 400 letti. In pratica un pronto soccorso e poco più.

 

Vittoriano Zanolli

 

3 risposte

  1. NUOVO OSPEDALE A CREMONA (OSPEDALINO)…400 posti letto a Cremona????… Ma siamo seri?…Autorevoli medici, soprattutto virologi ed epidemiologi, si aspettano con cognizione di causa altre pandemie e a ragion veduta ancora non vedono la fine di questa. Chi ci governa vuole che i cittadini di Cremona e provincia si trasformino in monatti pellegrini in corsa sulle poche ambulanze presenti verso lontani nosocomi già strapieni?… E per le altre patologie i cremonesi (e gli extracomunitari sempre più presenti sul territorio) dove si ricovereranno???
    Comunque, a parer mio, qualcuno dovrebbe ricordare al direttore generale Giuseppe Rossi che è in corso una guerra che potrebbe essere (ahinoi) molto lunga e coinvolgere sempre di più anche l’Europa con ricadute pesantissime sul costo di materiali, trasporti degli stessi e di pagamenti in generale. LASCIAMO TUTTO COM’ERA PRIMA E, COME NEL CASO DI CERTI REPARTI CHE SI VOGLIINO SMANTELLARE NONOSTANTE IL LORO VALORE D’ECCELLENZA (COME AREA DONNA ad esempio), RIPRISTINIAMO E IMPLEMENTIAMO. Così facendo, ci sarà un enorme risparmio di denaro pubblico e, non ultimo, si assicurerà ai cremonesi un ospedale degno, in grado di ospitarli e curarli adeguatamente qualora ne avessero l’urgenza e il bisogno!

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