Il folle progetto del manipolatore Putin (e Kirill)

1 Maggio 2022

La guerra in Ucraina sta procurando sgomento in noi per le sofferenze che sta infliggendo a quel popolo e per l’incerto futuro che sta disegnando per l’Europa e, forse, per l’intero Occidente. Infatti, ogni previsione deve fare i conti con chi è spinto da una smisurata ambizione personale, giunta al punto di stracciare oltre trent’anni di pagine di Storia, mettendo a rischio il suo futuro personale, ma soprattutto quello del suo Paese. Come indizio di tale follia, la cinica indifferenza dell’establishment russo, almeno così pare, rispetto alle molte migliaia di caduti del suo esercito in meno di due mesi. Il confronto è con il ritiro dell’esercito Usa dall’Afghanistan per i 2.461 morti in venti anni.

Mentre il più importante nostro alleato, il presidente Biden, usa troppo spesso linguaggi e toni che ispirano più bellicosità che intenti pacifici, la nostra UE, causa i ritardi di una transizione energetica brutalmente mostrati dal ricatto di Putin con il gas, ha messo in mostra, ahinoi, tutta la debolezza della sua unità politica, che preoccupa non poco per un rapido ritorno alla pace.

Una domanda sorge allora spontanea: cosa ha scatenato questa buia situazione? Indubbiamente, gli appetiti per gli aspetti economici e politici che quegli angoli di Ucraina rappresentano: Donbass (14,5% delle esportazioni e 25% del Pil ucraino) e Crimea (controllo politico-militare del Mar Nero). Tutto ciò però andava nobilitato, andando a dare una mitologica rilettura della Storia e una visione di futuro gloriosa. Addirittura, introducendo motivazioni da ‘crociata’ religiosa, tra cristiani.

Alla fine dell’undicesimo secolo, papa Urbano II con un’omelia lanciò la prima crociata, aprendo la triste pagina delle crociate, chiamate ‘guerra santa’. Ovvero, una strada di sangue, tutt’oggi battuta nel mondo, con la santificazione della guerra scatenata in nome di Dio, Crociata annunciata da un lungo articolo del 12 luglio 2021 di Vladimir Putin

https://www.limesonline.com/russi-e-ucraini-sono-un-popolo-solo/124461

dove si avvertiva una creativa rilettura della storia per dimostrare i vincoli ancestrali della Russia (i ‘Grandi russi’) con i popoli ucraino (i ‘Piccoli russi’) e bielorusso, coniando per l’occasione un nuovo termine, popolo ‘triuno’. Non solo, ma vagheggiava un ricostruito impero russo a ibrido modello di quello zarista e quello stalinista. Articolo che si concludeva con l’esaltazione della cristianità ortodossa del 1600 e ipotizzando perfino la nascita di un ‘Granducato della Lituania’.

Più chiara ancora, su questi temi, è stata la dichiarazione di qualche giorno fa dell’ex consigliere del capo del Cremlino Sergej Karaganov al Corriere della Sera

https://www.corriere.it/economia/aziende/22_aprile_08/consigliere-putin-guerra-ucraina-occidente-colpire-europa-karaganov-e17bfd5e-b6b0-11ec-b39d-8a197cc9b19a.shtml

«In Ucraina stiamo combattendo una guerra esistenziale contro l’espansionismo occidentale». La Russia, quale grande potenza transcontinentale e ‘comunità di destino’, è chiamata a difendersi dal caos globale creato dall’atlantismo che minaccia la sua sacra missione storica di ricreare una Grande Eurasia, ‘da Lisbona a Vladivostok’.

Tutta questa fantasia revisionistica delle pagine della storia risulta in concreto una giustificazione ideologica e religiosa di una visione del mondo che pone sugli altari chi le guerre le scatena e che ha come supporto culturale il pensiero del filosofo caro a Putin, Alexander Dugin. Egli, infatti, in un suo articolo del 4 marzo scorso, era arrivato a dichiarare: «Questa non è una guerra con l’Ucraina. È un confronto con il globalismo come fenomeno planetario integrale. È un confronto a tutti i livelli, geopolitico e ideologico. La Russia rifiuta tutto nel globalismo: unipolarismo, atlantismo, da un lato, e liberalismo, anti-tradizione, tecnocrazia, Grande Reset in una parola, dall’altro. È chiaro che tutti i leader europei fanno parte dell’élite liberale atlantista. E noi siamo in guerra esattamente con questo.».

https://agenziastampaitalia.it/politica/politica-estera/60389-la-guerra-in-ucraina-vista-dal-filosofo-russo-alexandr-dugin

Infine, ecco la ‘benedizione’ religiosa del patriarca della Chiesa russo ortodossa Kirill, Cirillo I°, e stretto alleato del presidente Vladimir Putin che lunedì 4 aprile scorso invitava il popolo russo a combattere i «nemici interni ed esterni di Mosca. In questo periodo difficile per la nostra patria, possa il Signore aiutare ognuno di noi a unirci, anche attorno al potere». «È così che emergerà la vera solidarietà nel nostro popolo, così come la capacità di respingere i nemici esterni e interni e di costruire una vita con più bene, verità e amore».

https://tg24.sky.it/mondo/2022/04/10/ucraina-patriarca-kirill-russia

Propaganda? Rappresentazione un po’ folle di un progetto di futuro? Un fatto è certo, dietro tutto ciò ci sono alcuni bottoni, quelli delle bombe nucleari, che minacciano scenari da cui nessuno uscirebbe vittorioso. Mala tempora currunt

 

Benito Fiori

Una risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.