La conoscenza assoluta si può raggiungere solo con la fede

18 Maggio 2022

Camminare tra la fede e la scienza. Andare su questo doppio binario vuol dire avere la chiave per aprire la porta dell’universo. E sono binari che all’infinito convergono in una singolarità. Guardando il cielo stellato sorge spontanea la domanda da dove sia scaturito tutto ciò che a occhio nudo riusciamo a percepire. Il tutto è saltato fuori dal nulla o da una mano divina?

La scienza ci dice che non ha senso chiedersi cosa c’era prima del prima e la fede ci dice che non ha senso risolvere tutto con la ragione. I dati quantitativi dell’universo sono i seguenti: il 5% è
costituito da materia ordinaria, e cioè nella stessa forma del Sistema solare, il 25% materia oscura e il 70% energia oscura della quale nulla sappiamo ma sappiamo che deve esserci perché al contrario l’universo si sarebbe già sbriciolato e quindi scomparso. Il 5% visibile sarebbe insufficiente per tenere legato questo immenso macchinario e farlo anche funzionare.

Ma torniamo alla fede. Mi sembra molto limitato cercare di dimostrare con la logica l’esistenza di Dio e porre la fede a sostegno di questa tesi. A tale tentazione non sono sfuggiti nemmeno Agostino e Tommaso tormentati dall’idea di conciliare fede e ragione. Aristotele e Anselmo d’Aosta sono molto suggestivi nelle definizioni di Dio ma si torna sempre al concetto autoreferenziale: “il motore immobile” e  “Dio non si può nemmeno dire che è perché qualunque definizione sarebbe già una limitazione”. Così come il “non essere” ci pare non aver nulla a che vedere con “l’essere”, e non è assolutamente il suo contrario.

Forse il più grande di tutti i matematici, almeno del secolo scorso, Cantor, era convinto di avere dimostrato l’esistenza di Dio con una serie di sequenze logiche così come tentò di definire varie classi di infinito. Per quanto, riguardo Dio, fece sorridere molti altri notevoli matematici del suo tempo.

La creazione, il big bang, l’infinito dei numeri elevato a potenza infinita, c’è un senso in tutto ciò, o tutto ritorna a zero? Affidiamoci alla fede e alla scienza: si dice che siano due doni del Signore, crediamoci. Il vuoto iniziale non era veramente vuoto ma brulicante di energia e forse tutto ciò che vediamo uscì da un vuoto incorporato nella più famosa delle equazioni: E = mc2.
Questo è il punto dove la conoscenza assoluta potrà essere raggiunta solo con la fede.

 

Pietro De Franchi

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