Giornata della legalità, lezione di vita alla ‘Virgilio’

23 Maggio 2022

Alle 9 di questa mattina un paio di classi della scuola media Virgilio di Cremona sono uscite nel cortile della scuola per raccontare il risultato del loro lavoro di ricerca, per condividere le attività svolte in occasione dell’anniversario della strage di Capaci. Bisogna essere pronti per le grandi occasioni, puntuali e tempestivi. Loro ci sono riusciti: cartelloni, striscioni, power point, immagini, ricerche, serietà e anche un po’ di commozione. I ragazzi si sono soffermati sulla storia professionale e umana di Giovanni Falcone, sulla sua tragica morte, ma hanno capito che anche la moglie e gli agenti della scorta hanno perso la vita per sostenere e difendere il magistrato e hanno letto le parole pronunciate al funerale dalla vedova dell’agente Schifani, Rosaria Costa, con le quali sferzava duramente lo Stato a condannare con forza, a reagire, a combattere Cosa Nostra, perché facesse giustizia e invitava coraggiosamente i mafiosi a mettersi in ginocchio; si sono documentati sulle origini delle mafie, in grado di diventare un’organizzazione parallela allo Stato. Per questo Falcone si avvalse di indagini finanziarie presso banche e istituti di credito in Italia e all’estero, permettendo di individuare il movimento di tanti capitali sospetti; il magistrato riuscì ad interpretare i segni, i gesti, i messaggi e i silenzi di Cosa Nostra, il suo linguaggio, a creare un rapporto con i pentiti. I giovani studenti hanno compreso perché 20 anni fa si sia istituita la Giornata della legalità per commemorare le vittime di tutte le mafie ed in particolare la strage di Capaci. Hanno studiato anche chi fosse Paolo Borsellino, partendo dalle parole che egli pronunciò all’indomani della strage di Capaci, ricordandolo come un amico con il quale avvertiva la soddisfazione per l’appoggio che la gente iniziava a manifestare per il loro lavoro, capace di smuovere le coscienze e rompere i sentimenti di accettazione della convivenza con la mafia. Toccherà a lui il 19 luglio morire nella strage di via D’Amelio, un’altra strada, questa volta nel cuore di Palermo, a trasformarsi in un inferno. Le immagini di quell’esplosione, come quelle dell’autostrada di Palermo, rimasero impresse negli occhi di tutti. Gli alunni hanno perciò raccolto delle interviste rivolte ai loro genitori nelle quali si racconta cosa stessero facendo quel 23 maggio e quel 19 luglio di 30 anni fa.

Fu dopo quei drammatici eventi che nacque Libera e così ai ragazzi è stato chiesto di documentarsi sulla realtà di Libera e sul percorso di lotta e sensibilizzazione intrapreso da don Ciotti, il suo fondatore. Leggendo il suo libro La classe dei banchi vuoti una delle due classi ha realizzato anche un video. Gli alunni sono stati capaci di comprendere che quegli uomini sono morti anche per loro e quindi hanno capito di doverne raccogliere l’eredità morale: rispettare le leggi, fare il proprio dovere, rifiutare raccomandazioni, collaborare con la giustizia. Con queste parole ancora oggi, nel lavoro quotidiano e di ogni anno, al di là delle doverose celebrazioni degli anniversari importanti, arriva la lezione dei nostri ragazzi e l’insegnamento che chili di tritolo non possono annullare educazione e impegno. I nostri ragazzi
sono una forza grandissima su cui far leva.

 

Alessandra Fiori

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