Convegno sulla salute. ‘Se la sono cantata e suonata’

29 Maggio 2022
Il 27 maggio scorso si è tenuto a Cremona un incontro aperto in Comune organizzato da Federfarma Lombardia. Dopo l’introduzione del sindaco Gianluca Galimberti sul tema caldo della sanità (con battuta sulla temperatura elevata in Sala Quadri), quasi tutti hanno parlato di futuro, progetti, si farà, ci sarà…. la priorità è una città accogliente con più punti di accesso per la cura della salute. Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia ha esordito dicendo: “Parliamo di futuro, una sanità più vicina ai cittadini. La Lombardia con i suoi 3000 punti (intuisco parlasse di farmacie) è la migliore nel mondo e siamo anche i primi come piattaforme informatiche…” poi con una risatina ha denigrato alcune regioni dove sono partiti solo recentemente con lo screening per il colon retto. “Il farmaco deve curare e non essere un veleno” ha aggiunto, come ha spiegato il dottor Daniele Generali più tardi. Si tratta dei nuovi chemioterapici che si potranno prendere anche fuori dal contesto ospedaliero in quanto somministrabili per via orale e più tollerati dall’organismo.
Rosanna Galli, presidente di Federfarma Cremona ha lodato la qualificata e tempestiva risposta delle farmacie locali durante l’emergenza Covid… peccato che nessuno abbia ricordato che:
1 Cremona è stata scelta come città sacrificale da Regione Lombardia già dal 21 febbraio 2020, quando tutti i pazienti infetti sono stati convogliati nel nostro ospedale.
2 Ricordo perfettamente che le farmacie, non per colpa loro, non erano in grado di provvedere alla distribuzione di mascherine perché non arrivavano, e che nell’autunno 2020 non è stato possibile poter  acquistare neanche un semplice vaccino antinfluenzale.
Comunque è stato ribadito che la farmacia dovrà essere un punto di accoglienza, ascolto, aiuto per il territorio e questo sarà un valore aggiunto per tutti. È stato ammesso come effettivo il problema della carenza di medici. E anche qui, per le situazioni meno complesse, le farmacie potrebbero sopperire a certi deficit.
Poi ha parlato l’assessore Letizia Moratti, partendo dal fatto che le riforme sono sempre molto difficili. Lei lo sa, perché ne ha fatte tante … Ma il presidente della commissione sanità, Emanuele Monti ha ascoltato in 300 audizioni i vari direttori generali e dipartimentali di Asst e ha portato a ribadire l’importanza delle Case di Comunità, medicina del territorio, telemedicina ecc . Tutto ciò ha portato alla grande idea di finanziare come Regione in spazi messi a disposizione dai vari Comuni, consorzi di medici, infermieri e tecnici sanitari creando infrastrutture capillari che garantiscano una assistenza, soprattutto in quella ampia fascia degli over 65. Anche Letizia Moratti ha riconosciuto il problema della carenza di medici, che si potrebbe risolvere aumentando le cattedre di medicina, ad oggi una sola in Lombardia e la seconda in Veneto, portandole ad almeno sei.
Ma quello che più ci premeva era il Dea di secondo livello. Siccome nella nostra provincia, sono state previste ben quattro Case di comunità: una inaugurata a Soresina, una a Casalmaggiore e due a Cremona (San Sebastiano e Trento Trieste) per ora il Dea di secondo livello verrà riconosciuto a Mantova, ma si lavorerà per ottenerne almeno uno in ogni capoluogo di provincia. Questo a patto che Cremona abbia operativi reparti come Cardiochirurgia e garantisca di avere pazienti in sicurezza (non sono sicura di cosa voglia dire, forse che siano garantiti un certo numero di utenti? Magari quelli che non riuscendo a prenotare perché il Cup e il sistema informatico non danno disponibilità su Cremona se ne vanno altrove?).
Poi ha parlato Monti che ha ribadito tutto ciò che aveva detto l’assessore, lamentandosi di tutti gli attacchi mediatici che ha subito per due anni la povera Lombardia… (qui non commento, dovrei scrivere un libro).
Sorvolo sul DG di Crema Ida Ramponi.
Poco comprensibile, almeno per me, il paragone tra sanità e cura con il metodo industriale, brand specifico, moduli di servizi, dotazioni tecnologiche, telemedicina, telemonitoraggio, teleconsulto, tavoli per parametri di confronto continui come modello da adottare. Insomma una Dad tra medici e pazienti.
Generali, in quanto oncologo, ha ribadito il progredire della ricerca e cura in campo tumorale, ribadendo che un quarto delle pazienti senologiche di tutta Italia viene curato in Lombardia.
Direi quasi una gag conclusiva quella del DG Giuseppe Rossi: “In futuro il paziente non sarà più quello in ospedale, ma quello su un campo di bocce. Non ci sarà più differenza tra essere curati in ospedale o a casa, la sanità non differenzierà più il dentro e il fuori” (qui capisco perché non è un problema per loro scendere dai 1200 posti dell’ospedale attuale ai 400 di quello ipotizzato nuovo). Conclude dicendo che l’ospedale è il territorio: “Se un paziente sta male, col fantastico 112 l’intervento è sicuro e ti curano anche a casa.”
Che dire. se la sono cantata e suonata tutta fra di loro.
Se del domani non vi è certezza, con loro, neanche dell’oggi!
Paola Tacchini

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