Tolleranza e responsabilità: richiamo ai gay e al sindaco

5 Giugno 2022

Egregio Direttore,

scrivo la presente non quale coordinatore di Cremona di Fratelli d’Italia, ma quale comune cittadino, ciò anche per non coinvolgere il partito che mi onoro di coordinare in qualsivogliastrumentalizzazione di sorta. Non ho assistito al Gay Pride. Non perché sia contro i gay o contro il Pd (non sono mai contro qualcosa, al più sono a favore di qualcosa d’altro).
L’ orientamento sessuale di una persona d’altronde non è mai stato un mio criterio di valutazione. Mi interessa sapere se uno sia una brava o una cattiva persona, non certo quale sia il suo orientamento sessuale. Non vi ho assistito semplicemente perché avevo altro da fare. Mi si dice peraltro e leggo che il corteo sia stato ordinario e senza nessun eccesso particolare, salvo l’immagine blasfema della Vergine Maria, ritratta tatuata, truccata e con le “tette di fuori”.

Questa immagine mi ha mortificato; mi sono sentito deriso, vilipeso, violentato nei miei più intimi convincimenti.
E allora sorge spontanea una domanda, forse ingenua o forse retorica, agli organizzatori del Gay Pride: può un gay essere anche un cristiano cattolico, devoto ed osservante? Se la risposta è si, allora mi è incomprensibile e maggiormente insultante il ritratto blasfemo della Vergine Maria. Se la risposta è no, allora sono costretto a credere che quello che distingue un eterosessuale come me, da un omosessuale, non sia il suo orientamento sessuale, bensì una questione di intelligenza, di rispetto, di cultura, di civiltà. Ciò a prescindere dall’orientamento della Chiesa Cattolica, che pure ancora un anno fa evidenziava sul tema come “la differenza sia accoglienza”, bensì in forza di un principio ben più prosaico e laico, che persone più colte di me hanno a suo tempo coniato: “Alla base della tolleranza, c’è il riconoscimento della differenza”. E ciò, amici organizzatori, vale per tutti, anche per Voi.

Infine un’annotazione al Pd, all’attuale Amministrazione e al professor Galimberti, che pure hanno inteso onorare col “patrocinio del Comune” la suddetta manifestazione: un buon sindaco tutela l’intera sua comunità, non solo una parte di essa, quand’anche gaiamente manifestante.

Luca A. Grignani

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