Cambio climatico, emergenza anche nel Cremonese

6 Giugno 2022

Il violento evento meteo di ieri, ad una sola settimana, o quasi, da quello che è imperversato su Crema, mi ha incoraggiato a scrivere questa lettera per esprimere tutta la mia preoccupazione. A togliermi l’ultima indecisione sono state le foto che una mia giovane amica ha postato e che mostravano la grandine, con dimensioni maggiori di una pallina da golf, caduta a una manciata di chilometri da Cremona.

Preoccupazione, dicevo, per la sottovalutazione da parte delle forze politiche di ciò che sta accadendo a causa del riscaldamento globale. Un esempio della loro colpevole disinformazione è dei giorni scorsi e viene dalla lettura delle notizie sullo stato di avanzamento della discussione in Parlamento sul PNRR. Più precisamente la parte riguardante il sostegno per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, e quindi per il ridimensionamento di quelle fossili. Il pensiero non può non andare al metano e alla sua importanza di questi tempi.

Ecco cosa mi sono trovato a leggere: «Il Senato preme per estendere le agevolazioni previste per il solo idrogeno verde ad altre forme di H2, come quello blu, la cui produzione parte dal metano ed è abbinata alla cattura della CO2.». Ricordato che l’idrogeno “verde”, sponsorizzato in UE dall’Olanda, è sicuramente un’ottima prospettiva, va però anche detto, trascurando il problema dei suoi alti costi, che il soddisfacimento del 24% del fabbisogno globale è prevista per il 2050, fra 28 anni Mi si lasci usare la frase scontata: ma di cosa stiamo parlando? Sembra quasi che la nostra classe politica attribuisca più importanza al “gravissimo” problema delle “concessioni demaniali marittime”, diciamo “balneari”. “Problema” che riguarda ben 6.318 gestori in Italia in difficoltà da “decenni di attesa”: su 2.500 euro di affitto all’anno, gli incassi medi (dichiarati) si aggirano sui 160.000 euro.

Per chi volesse assumere difese d’ufficio, ricordi, oltre a danni pari a circa 1 miliardo di euro, che «Quest’anno in Italia le semine primaverili sono iniziate con precipitazioni più che dimezzate al Nord che secondo la Coldiretti mettono a rischio oltre il 30% della produzione agricola nazionale, fra ortofrutta e grano, e la metà degli allevamenti della Pianura Padana, dove il Po ha fatto registrare un livello idrometrico di -3,4 metri al Ponte della Becca con pesanti anomalie anche nei grandi laghi, che hanno percentuali di riempimento che vanno dal 6% di quello di Como al 28% del Maggiore.»

Tornando al vero e più grande dei problemi, l’energia, la nostra classe politica pare invece non dare importanza al fatto che il nostro Paese dispone di una potenza installata totale di 120,4 GW (Fonte Terna, 31/12/ 2020) grazie all’uso per il 58% delle fonti fossili, ma che è stata appena autorizzata l’installazione di altri 5,1 GW (il 5%) da fonte rinnovabile e che può contare su altri 165 GW, il 137% di quanto ci serva e tutto attivo anche entro qualche mese, non anni. Tutti in attesa di autorizzazione. Mesi quindi e non anni, perché questo è l’arco di tempo che ci resta. I nostri senatori, infatti, non devono avere letto il “Summary for Policymakers of the IPCC Working Group III” reso pubblico un paio di mesi fa, il 4 aprile scorso, che così recitava: «… limitare il riscaldamento a circa 2°C (3,6°F) richiede ancora che le emissioni globali di gas serra raggiungano il picco al più tardi entro il 2025 e si riducano di un quarto entro il 2030.» (https://www.ipcc.ch/2022/04/04/ipcc-ar6-wgiii-pressrelease/).

Voglio concludere con un appello a tutte quelle persone che sulle criticità ambientali in questi ultimi tempi hanno espresso la loro sfiducia nel futuro ed anche a quelle pubbliche istituzioni che hanno mostrato sensibilità a ciò che incombe. Come da anni ripetono le più alte personalità del pianeta, da papa Francesco al segretario generale dell’Onu Antonio Guterres e alla stessa presidentessa della Commissione europea Ursula von der Leyen, “Non c’è più tempo”.

Io mi permetto di dire allora “Basta con le polemiche e gli scontri”, chi sente dai cambiamenti del clima che siamo avviati su una strada molto pericolosa si incontri, metta insieme ciò che unisce e rimandi a tempi migliori il confronto su ciò che divide. I tempi sono quelli della costruzione “fianco a fianco” perché il bene di tutti, mai come in questa situazione, è anche il bene di ciascuno.

Benito Fiori

Per AB-Alleanza Bene Comune

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