Ucraina. Unicef: 7,5 mln di bimbi rischiano la vita

6 Giugno 2022

A 3 mesi dal suo inizio, la guerra in Ucraina mette sempre più a repentaglio la vita di 7,5 milioni di bambini, intrappolati o sfollati nel paese, o rifugiati in quelli di arrivo.

Più di 14,5 milioni le persone in fuga, in maggioranza madri e bambini, considerando oltre 6,5 milioni di rifugiati e 8 milioni di sfollati. Il 52% delle famiglie sfollate ha minori tra 5 e 17 anni. Il 90% dei rifugiati sono donne e bambini; nei vari paesi tra 1/3 e la metà dei rifugiati sono minori.

 Alla data del 22 maggio, almeno 8.462 le vittime civili – tra cui 3.930 persone uccise e 4.532 ferite – di cui 651 minori: 257 i bambini uccisi e 394 feriti, con il numero reale verosimilmente molto più alto, data l’entità delle vittime civili nelle aree accessibili e gli intensi combattimenti in corso.

Intensi combattimenti e bombardamenti proseguono nell’est e sud del paese, con il restante oggetto di attacchi missilistici, incluso su impianti civili, ferroviari e a Leopoli, principale sede ONU, diverse le aree disseminate di mine e ordigni.

Gravi le violazioni del diritto internazionale umanitario segnalate contro i civili, tra cui donne e bambini, ritenute “credibili” dall’OSCE, con popolazioni ormai allo stremo: 1,4 milioni le persone senza acqua e 4,6 milioni con accesso limitato, 1.604 le scuole danneggiate e 144 distrutte, 1 su 6 nell’Est. Oltre 248 gli attacchi contro strutture e staff medico,  gravi i rischi per epidemie di morbillo e, a Mariupol, di colera, oltre ai pericoli del COVID-19.

L’impatto della guerra rischia di causare una crisi nutrizionale e alimentare di portata globale, e ha innescato in Europa la crisi dei rifugiati in più rapida crescita dalla Seconda Guerra Mondiale.

L’azione dell’Unicef

Presente in Ucraina dal 1997, dal 2014 l’Unicef sostiene interventi d’emergenza nell’Est sconvolto dal conflitto, ed ora in tutto il paese devastato dalla guerra. Sin dal peggioramento della crisi, a fine 2021, l’Unicef ha potenziato i programmi di preparazione e risposta d’emergenza, per rafforzare gli interventi umanitari nell’Ucraina orientale e attivare una risposta multisettoriale in tutto il paese, attraverso partenariati e servizi integrati sul territorio.

In Ucraina, l’Unicef sta intervenendo in un contesto operativo di estrema complessità per la riposta alla crisi causata dalla guerra e per altre situazioni di rischio, come per il covid-19 e l’epidemia di polio nell’Ucraina occidentale.

L’Unicef opera in tutte le 24 regioni del paese, attraverso un approccio geografico differenziato per 3 zone di intervento: con convogli di aiuti e squadre d’emergenza nell’est del paese (Zona 1), dove accesso e corridoi umanitari sono più ardui per l’intensità del conflitto, e fornendo assistenza tramite le reti locali nel centro ed ovest dell’Ucraina (Zona 2 e 3), dove i rischi persistono ma con minori difficoltà di accesso.

Attraverso programmi di intervento per Sanità, Nutrizione, Acqua e Igiene, Protezione dell’InfanziaIstruzione e Protezione sociale l’Unicef sta operando l’invio di aiuti umanitari d’emergenza e per il sostegno a sfollati e famiglie vulnerabili, attraverso partenariati strategici e servizi integrati sul territorio. Supporto multisettoriale viene fornito mediante il Sistema di Risposta Rapida e attraverso punti di supporto per l’infanzia denominati Spilno – in italiano Insieme – per un’assistenza integrata a bambini e famiglie sfollati o in fuga.

A seguito dell’intensificarsi della guerra, l’Ufficio Paese dell’Unicef in Ucraina ha aumentato il personale sul campo, che opera in gran parte da Leopoli e con missioni nelle località strategiche più vicine alle popolazioni beneficiarie di Kiev, Dnipro, Kramatorsk, Mariupol, Donetsk, Luhansk.

Alla data del 17 maggio, mobilitati dall’Unicef aiuti per oltre 74 milioni di dollari, con 1,8 milioni tonnellate arrivati con convogli umanitari in Ucraina per almeno 8 milioni di persone, inclusi 2 milioni bambini.

Attraverso il Sistema di Risposta Rapida, assistenza multisettoriale è stata fornita per decine di migliaia tra sfollati e persone evacuate dai centri di combattimento, inclusa Mariupol, ed oltre 58 le tonnellate di aiuti medici e di primo soccorso posizionate sul campo per la distribuzione in aree difficile accesso a Donetsk, Zaporizhzhia e Dnipro.

Aiuti salvavita sono stati forniti per 1.654.693 bambini e donne attraverso ospedali e centri maternità delle regioni più colpite. In tutto il paese, abbiamo allestito 15 spazi di supporto Spilno (Insieme), per sostenere bambini e famiglie in movimento all’interno dell’Ucraina. Un totale di 2.075.097 persone sono state raggiunte con acqua sicura e 141.541 con forniture igienico-sanitarie, 187.245 bambini per l’istruzione, 491.125 tra minori e adulti con protezione e assistenza psicosociale. Oltre 7 milioni di persone hanno beneficiato di informazioni fondamentali su sicurezza e servizi per famiglie e bambini, 1.251 famiglie vulnerabili hanno ricevuto sussidi in denaro d’emergenza.

Nei paesi limitrofi, l’Unicef sta potenziando gli Uffici Paese operativi sul campo e la rete di Comitati Nazionali, distaccando personale per l’assistenza a bambini e donne lungo le rotte di fuga, con una risposta multisettoriale sostenuta attraverso Blue Dots dotati di Spazi a misura di bambino già utilizzati nell’emergenza rifugiati e migranti in Europa nel 2015-2016.

In tutti i paesi, l’Unicef sostiene le autorità nazionali per i settori Sanità, NutrizioneAcqua e Igiene, Protezione dell’Infanzia, Istruzione e Protezione Sociale e per le operazioni di approvvigionamento e logistica. Per l’accesso ai servizi essenziali, l’Unicef supporta le municipalità, sostiene accordi operativi con Ong e reti di associazioni locali e ha avviato un’assistenza genitoriale transfrontaliera anche attraverso l’App Bebbo.

Per un’assistenza multisettoriale a bambini e donne in fuga nei paesi di arrivo dei rifugiati, l’Unicef ha attivato 24 Blue Dots in Moldavia, Romania, Polonia, Slovacchia, Bulgaria e 2 in Italia, per un’assistenza integrata a donne, bambini e adulti con minori. Alla data del 17 maggio, l’UNICEF ha raggiunto 35.186 rifugiati con assistenza medica, 22.013 con acqua sicura e 19.679 con forniture igienico-sanitarie, 207.632 per l’istruzione, 7.982 tra minori e adulti con protezione e sostegno psicosociale. Almeno 18.733 famiglie hanno ricevuto sussidi in denaro,  138.895 hanno beneficiato di informazioni essenziali.

Per Italia, che registra un numero considerevole di arrivi, l’Unicef opera in collaborazione con l’Unhcr e attraverso la sinergia tra l’Unità dell’Internazionale per l’Emergenza Rifugiati e Migranti e il Comitato italiano per l’Unicef. In accordo con le autorità, l’Unicef sostiene un programma d’assistenza ai rifugiati, incluso per l’istruzione d’emergenza a livello regionale e locale. L’Unicef sostiene inoltre le politiche e gli standard di accoglienza, con particolare attenzione ai sistemi di tutoraggio, al sostegno per i minori non accompagnati e dei bambini evacuati da istituti d’accoglienza in Ucraina, per la cui assistenza l’Unicef ha supportato incontri mirati tra delegazioni italiane e ucraine. Materiali informativi sui servizi disponibili, i rischi di violenze di genere e sul traffico di minori sono in fase di sviluppo in lingua ucraina e veicolati anche mediante U-Report, insieme a una raccolta dati sui bambini da assistere con istruzione e per la protezione.

Appello d’Emergenza Unicef

Per l’aggravarsi della crisi in atto, l’Appello d’Emergenza dell’Unicef rivisto stima necessari 948,9 milioni di dollari: 624,2 milioni per l’assistenza in Ucraina, 324,7 milioni per il supporto a bambini e donne rifugiati nei paesi limitrofi. Tra gli obiettivi dell’Appello d’Emergenza vi è raggiungere almeno 6,5 milioni di persone per fornire assistenza umanitaria in Ucraina e nei paesi di arrivo dei rifugiati: di questi 2,8 milioni sono bambini.

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