I morti per covid e quell’insana voglia di dimenticare. Anche da parte delle procure

14 Giugno 2022

Dimenticare. È imperativo categorico che risuona da una procura all’altra. Da una istituzione all’altra. Seppellire, per sempre, nello scorrere implacabile dei giorni, centinaia di migliaia di morti delle prime due ondate di covid in Italia come a Cremona. Urge mettere sotto il tappeto le vite di anziani, fragili, diversamente abili, malati gravi che sono state travolte dal virus e dalla incapacità di chi doveva gestire quell’emergenza. Errori grossolani, improvvisazione da circo equestre, buffonerie da teatrino della politica: tutto vero e i pm lo hanno scritto nero su bianco nelle richieste di archiviazione che fioccano ai gip nei tribunali di tutta Italia. Ma nessuno è dunque responsabile di nulla? L’importante è chiudere in fretta. Lasciare sul banco degli imputati solo il destino: cinico e baro. In tanti si stanno opponendo a questo macigno civile che grava più delle lapidi funerarie su questi morti. Lo fanno con gli strumenti della giustizia penale opponendosi alle richieste dei procuratori. Ma anche qui il demone del mutismo avvolge media e uffici giudiziari . Ecco non lo si deve permettere. Non per insano giustizialismo, ma per rispetto di quei defunti. Il silenzio degli innocenti ci guarda.

Ghino di Tacco

2 risposte

  1. L’articolo è fatto benissimo. La giustizia deve occuparsi dei disordini delle istituzione a partite dalle Regioni e dei Sindaci quali Autorità Sanitarie locali per la mancata attuazione delle zone rosse.

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