Addio a Fausto Coelli, sportivo e musicista legato a Mina

28 Luglio 2022

Se n’è andato Fausto Coelli, batterista  che suonò anche con gli Happy Boys, mitica band che il 21 settembre 1958 accompagnò al suo debutto a Rivarolo del Re Mina allora sedicenne, che ancora si faceva chiamare Baby Gate. Era malato da tempo ed è spirato oggi pomeriggio alla casa di cura La Pace, a Cremona. La moglie Milena Tosi era morta sedici anni fa. Lascia le figlie Daniela e Paola che da lui hanno ereditato la passione per la musica e per il jazz in particolare.  Fausto avrebbe compiuto 89 anni il 4 gennaio prossimo. Era orgoglioso delle esperienze artistiche maturate prima con gli Happy Boys, appunto, poi coi Solitari, un nome che calzava a pennello su di lui, amante della socialità ma in fondo lupo solitario, come lo ricordano con voce rotta dall’emozione le figlie. Aveva mantenuto rapporti con Mina e con tutti i musicisti coi quali aveva suonato. La morte di Renzo Donzelli a 86 anni, il 30 marzo del 2021, chitarrista degli Happy Boys, lo aveva profondamente colpito. Personaggio poliedrico, aveva dedicato la vita allo sport, forse la sua più grande passione, e ai giovani. Aveva gestito con la moglie l’omonimo negozio di articoli sportivi in Galleria XXV Aprile, prestigioso punto di riferimento per migliaia di cremonesi e non solo. Era giustamente orgoglioso dello Sci Club Coelli, quasi un unicum in una città di pianura che ha tagliato lo storico traguardo dei 45 anni di attività. Decine e decine di agonisti e alcuni fuoriclasse si sono formati alla sua scuola. Li seguiva personalmente nelle faticose trasferte domenicali sulle piste innevate. Combattivo e polemico, aveva espresso profonda amarezza quando, sindaco Oreste Perri,  la sua ‘creatura’, lo Sci Club Coelli, fu escluso dal lungo elenco di associazioni premiate nel corso di una cerimonia a Palazzo Cittanova quando nel 2012 Cremona si fregiò del titolo di ‘Città dello Sport’.

Fausto Coelli era stato anche un abile motonauta e per questa disciplina era stato insignito della Stella d’Argento al merito sportivo del Coni.  ‘Era vitale, sempre molto forte, non ha mai raccontato i suoi mali che ha affrontato con grande dignità’  ricordano le figlie.  E’ stato attivissimo sino a due anni fa quando lo scoppio della pandemia, che pure lo ha risparmiato non contagiandolo, lo ha provato duramente sul piano psicologico per le restrizioni negli spostamenti e nei contatti tra persone. Ha avuto un tracollo al quale è seguita una lenta e inesorabile discesa sino all’odierno commiato.

 

Vittoriano Zanolli

 

 

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