Regione. Tra Fontana e Moratti si inserisce Albertini

30 Luglio 2022

Chi sarà il futuro presidente della giunta regionale lombarda? Su questo tema e sulla contrapposizione tra l’attuale governatore Attilio Fontana e la sua vice Letizia Moratti interviene l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini:  “La scelta sarà probabilmente rinviata a dopo le elezioni politiche del 25 settembre”. Solo allora, forse, “si potrà parlare di scontro”, perché “ove ci fosse una decisione della coalizione del centrodestra per Fontana, allora si porrebbe il problema per Letizia Moratti, se proporre – come ho fatto io nel 2013 – un’alternativa, in una forma di conflitto democratico”. Un problema che riguarderebbe la vicepresidente “e chi la segue, incluso me, a cui è stato gentilmente richiesto di far parte della sua lista civica”.  La decisione se candidarsi a Palazzo Pirelli Albertini non l’ha ancora presa, ma nel frattempo – nonostante in passato sia stato in dissenso con la Moratti, quando lei, succedendogli a Palazzo Marino, ha fatto “scelte di discontinuità” – tiene a sottolineare le caratteristiche che farebbero dell’ex sindaca di Milano “una figura quanto mai adatta a guidare la Lombardia. Liberale e riformista” ha anche “una caratura civica-imprenditoriale” che rispetto a quella “politico-partitica di Fontana, potrebbe attrarre, oltre alla componente di centrodestra, anche una componente meno politicizzata, ma più sensibile all’argomento gestione, organizzazione, scelta amministrativa e qualità dell’imprenditoria e della managerialità. Infatti anche Calenda, che è uomo di centro, l’ha indicata come un valido candidato”. Certo è che se la scelta del centrodestra unito ricadrà su Moratti, “al presidente uscente – cui va tutta la mia simpatia, tutta la mia stima e tutta la mia ammirazione – bisognerà dare una ‘beautiful exit’, come un incarico da ministro o da commissario per le Olimpiadi”, osserva Albertini, convinto che neanche un nome terzo, come quello di Giancarlo Giorgetti, emerso da indiscrezioni di stampa e smentito dallo stesso ministro, possa risolvere il potenziale conflitto tra i candidati di centrodestra. “La caratura e l’esperienza di Giancarlo Giorgetti – conclude Albertini – sono assolutamente consolidate, ma gli altri due concorrenti come vedrebbero questa scelta? Non è una soluzione secondo me. E’ una proposta ragionevole, che però va gestita alla stregua del dibattito Fontana-Moratti”.

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