Area Donna sugli scudi. E il nuovo ospedale? E il destino della sanità pubblica?

20 Giugno 2022

Giunge notizia dell’odierno incontro comunale che si propone di discutere, tra molti altri interessanti punti all’ordine del giorno, anche il sostegno al potenziamento del sistema sociosanitario cremonese e, perché no, anche di Area Donna. Ci stupiremmo del contrario, mentre non ci stupisce affatto che non ci sia  nulla che riguardi invece il destino dell’Ospedale Maggiore di Cremona. Anche perché, oltre all’incertezza che ne avvolge le funzioni, al sicuro ridimensionamento dei posti letto (argomento assai più importante di quello che sembra), indipendentemente da quello che dovrà contenere e dalla nota carenza di medici ed infermieri , resta il problema legato ai tempi di esecuzione della nuova struttura.  Se è vero che la redazione del progetto è a carico dell’attuale Direzione, sarebbe un errore dimenticare la disinvoltura con la quale molti dirigenti della sanità che si sono succeduti a Cremona hanno rimescolato la precedente organizzazione dell’ospedale, di fatto modificando in corso d’opera progetti su progetti.  Il fatto è che la durata standard dell’incarico di un direttore generale non è eterna e se l’attuale direttore Giuseppe Rossi dovesse l’anno venturo passare la mano ad un successore, certamente questi sarà dotato di intelligenza superiore ed intenzioni buonissime (è sempre così nella Sanità Pubblica) e quindi è verosimile che voglia migliorare il progetto a sua immagine e somiglianza. Alle “buone intenzioni” di Giuseppe Rossi non è detto che non possano contrapporsi altre “buonissime intenzioni” di chi verrà dopo di lui, di fatto ponendo un grave interrogativo sul destino della nuova struttura ospedaliera.

L’esperienza cremonese ormai dovrebbe aver insegnato che basta un assessore regionale qualsiasi a declassare in quattro e quattr’otto un buon ospedale e che tra i possibili candidati a direttore generale di un ospedale ci sono nominativi eccellenti ma anche personaggi inquietanti. In altre parole, non sappiamo affatto cosa ci riserverà il futuro, ma questo è il bello della vita e il brutto dell’organizzazione sanitaria regionale.  Grande è quindi l’auspicio che i rappresentanti dei cittadini possano valutare il problema della Sanità pubblica cremonese in un’ottica appena appena più ampia rispetto al legittimo interesse per il destino di Area Donna. Sarebbero allora  molto importanti la discussione e magari la condivisione di un Piano sanitario che possa definire i contorni ed i destini dell’assistenza del nostro territorio nel prossimo futuro. Purtroppo le premesse non sembrano le migliori, visto che nessuno sembra sfiorare il problema della riorganizzazione territoriale prevista da una riforma in atto e neppure, ma è solo un esempio,  viene posto il problema del destino del “vecchio” ospedale che sembra destinato a lasciare il posto ad un nuovo, piccolo edificio. Da parte nostra abbiamo maturato la certezza che l’edificio vecchio debba co-esistere con il nuovo, anche perché non avrebbe senso demolire l’attuale ospedale prima di costruire il nuovo e restare di fatto senza assistenza, mentre, una volta costruito il nuovo, sarebbe un’impresa folle demolire il vecchio se non mattone dopo mattone e carriola dopo carriola. L’impressione è quindi che avremo due ospedali, tutti e due funzionanti almeno in parte, nel consueto groviglio inestricabile che avvolge le scelte di sanità pubblica. Un argomento questo che nessuno si è preso la briga di affrontare o spiegare. Probabilmente perché, nel delirio edilizio che sta ricadendo sul nostro territorio (centri commerciali, ponti, autostrade, centri logistici, ospedali…) l’organizzazione della sanità del territorio in fondo non interessa a nessuno. Siamo però sicuri che i risultati dell’assenza della politica locale sulla ormai prossima ri-organizzazione della sanità li toccheremo con mano nel momento in cui ne avremo certamente bisogno.

 

Pietro Cavalli

 

 

4 risposte

  1. Questa volta non concordo. Che non si interessi nessuno non è vero. I consiglieri regionali M5S stanno combattendo da novembre in aula consigliare x stoppare e rendere migliore la riforma Moratti… sempre soli … perché il PD che governa in molte città effettivamente tace. Noi cittadini siamo quelli che tentiamo di portare all’attenzione di chi di competenza il grave problema della sanità pubblica.
    Oggi come comitato Rivogliamo AreaDonna saremo in consiglio comunale. Più di così non sapremmo cosa fare.

  2. È davvero sconcertante lasciare simili problemi così importanti nelle mani di pochi che hanno oltretutto dimostrato sino ad ora la loro incapacità assoluta a risolverli anzi.La sanità pubblica nella nostra provincia e’ allo sbando i.medici sempre più lasciano l’ospedale. non pensiamo piu al Dea di secondo livello che sarà a Montova . ci daranno solo un ospedalino.e continueranno a prendere in giro la popolazione che vive in una della zone più inquinate di Europa senza neppure studi epidemiologici completi effettuati!
    Non è una vergogna tutto questo ?
    E continuano a chiamarli politici !

  3. I politici di oggi di “politico” non hanno proprio niente. Ma siete convinti che oggi esistano ancora i partiti? Poveri illusi!! Oggi ognuno pensa a se’ stesso. Una volta la politica era un servizio alla comunita’
    Oggi…mah. preferisco non andare oltre.

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