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	<title>Antonio Grassi, Autore presso Vittoriano Zanolli</title>
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		<title>Facile schierarsi contro la rimozione del manifesto SoS Vita, tutti zitti sul nuovo ospedale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Grassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 07:22:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo storytelling istituzionale racconta di Cremona capitale di tante cose belle. Manca quella di rubamazzetto, ma mai dire mai.  Poi c’è la realtà che è meno luminosa. La classifica, pubblicata la settimana scorsa dal Sole 24 ore, sul gradimento ottenuto dai sindaci dei capoluoghi di provincia, colloca Andrea Virgilio al 79° posto in Italia e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Lo storytelling istituzionale racconta di Cremona capitale di tante cose belle. Manca quella di rubamazzetto, ma mai dire mai.  Poi c’è la realtà che è meno luminosa. La classifica, pubblicata la settimana scorsa dal </span><i><span style="font-weight: 400;">Sole 24 ore</span></i><b>, </b><span style="font-weight: 400;">sul gradimento ottenuto dai sindaci dei capoluoghi di provincia, colloca </span><b>Andrea Virgilio </b><span style="font-weight: 400;">al 79° posto in Italia e ultimo in Lombardia. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ospedale cittadino figura al 77° nella graduatoria di quelli italiani (classifica </span><i><span style="font-weight: 400;">World’s best Hospital 2026</span></i><b> – </b><span style="font-weight: 400;">Newsweek).   I suoi colleghi e coetanei di Treviglio-Caravaggio e Lodi, in classifica, «sono messi assai meglio» (</span><b>Pietro Cavalli</b><span style="font-weight: 400;">, Vittorianozanolli.it, 8 luglio).  </span><span style="font-weight: 400;">Quello di Mantova non compare affatto. Potrebbe essere motivo di consolazione per i cremonesi, ma si trasforma, invece, in uno sberleffo anarchico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sulla riva del Mincio hanno il Dea (</span><span style="font-weight: 400;">Dipartimento di Emergenza e Accettazione)</span> <span style="font-weight: 400;">di secondo livello, che sulla sponda del Po attendono come il sacro Graal. I politici da anni assicurano il suo imminente arrivo sotto il Torrazzo, ma è ancora in viaggio. O non funziona il navigatore al corriere incaricato del recapito, oppure in Regione si sono dimenticati di spedire il pacco.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma non c’è motivo di lagnarsi. In tema di salute anche Cremona ha il suo posto sul podio. </span><span style="font-weight: 400;">La città svetta nella graduatoria italiana ed europea per l’inquinamento atmosferico da polveri sottili. Non sono un toccasana per le vie respiratorie, ma piuttosto di niente piuttosto. Cremona s’accontenta. Stum schiss è il suo marchio distintivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tranquilli, non c’è da preoccuparsi. Per lei è in cantiere un futuro radioso. Alcuni anni di pazienza e la Repubblica del marubino entrerà di diritto nel gotha delle eccellenze. Tutto è già scritto. </span><span style="font-weight: 400;">L’attuale ospedale sarà abbattuto. Ne sorgerà uno nuovo, pensato da </span><b>Mario Cucinella</b><span style="font-weight: 400;">, archistar internazionale. Un’opera storica che spingerà la sanità locale ai vertici nazionali.  Nel firmamento. E dopo quella di Negroni, la città si fregerà di una nuova stella di qualità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il </span><i><span style="font-weight: 400;">Documento di indirizzo e progettazione</span></i><span style="font-weight: 400;"> redatto dall’Asst promette che</span> <span style="font-weight: 400;">«sarà un luogo per il benessere olistico del paziente, in armonia con l’intero ecosistema». Un resort extralusso, mica il bau bau, micio micio di </span><i><span style="font-weight: 400;">Striscia la notizia.</span></i> <span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">Sarà dotato della piscina di </span><i><span style="font-weight: 400;">Cocoon, </span></i><span style="font-weight: 400;">che ridà la giovinezza</span><i><span style="font-weight: 400;">? </span></i><span style="font-weight: 400;">Ah saperlo!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel </span><i><span style="font-weight: 400;">Documento di indirizzo non </span></i><span style="font-weight: 400;">compare, ma non è da escludere. Sono previsti </span><span style="font-weight: 400;">spazi per l’incontro tra pazienti e animali e per pet-therapy.  C’è la ciclofficina e ci sono le aree per concerti. Poi giardini terapeutici e altre chicche simili (pagina 43). Allora perché non sperare anche in una piscina che regali una botta di vita anche agli ottantenni?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nessun ostacolo impedirà all’Enterprise della sanità locale di conquistare la vetta dei</span><i><span style="font-weight: 400;"> World’s best Hospital. </span></i><span style="font-weight: 400;">Quando? Domanda difficile e imbarazzante. </span><i><span style="font-weight: 400;">Di doman non c’è certezza.</span></i> <span style="font-weight: 400;"> E dubitare del cronoprogramma presentato non è peccato. Anzi, i costi già lievitati rispetto alle stime iniziali rafforzano questo timore. </span><span style="font-weight: 400;">Dai circa 300 milioni di euro indicati alla prima presentazione della proposta si è già arrivati ai 600 di pochi mesi fa e l’astronave è ancora inchiodata alla rampa di lancio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sui tempi della rivoluzione è illuminante il lavoro del </span><i><span style="font-weight: 400;">Movimento per la riqualificazione dell’ospedale di Cremona, </span></i><span style="font-weight: 400;">coordinato da</span> <b>Enrico Gnocchi</b><i><span style="font-weight: 400;">.</span></i><span style="font-weight: 400;"> Non è il Vangelo. Provoca l’orticaria all’establishment cittadino, ma nessuno può disconoscere ai sostenitori del gruppo il pregio di leggere i documenti. Di non parlare a vanvera.  Di non sparare nel mucchio. </span><span style="font-weight: 400;">Contrario al progetto, il Movimento ha raccolto migliaia di firme favorevoli al mantenimento dell’attuale struttura. Dal portale regionale SILVIA ha estrapolato i dati relativi all’ottava meraviglia del mondo. Li ha resi pubblici con un video di sette minuti e mezzo, postato all’inizio di giugno su YouTube (</span><a href="https://youtu.be/KG5_n6I8M0c"><span style="font-weight: 400;">https://youtu.be/KG5_n6I8M0c</span></a><span style="font-weight: 400;">).  </span><span style="font-weight: 400;">Palloso quanto basta, pignolo all’eccesso, didattico e pedante come la spiegazione del secchione primo della classe, il video merita di essere visto. E il problema del nuovo ospedale sarà più chiaro ai non addetti ai lavori. Anche ai numerosi politici e amministratori pubblici pressapochisti. Quelli del tanto al pezzo, convinti che la gente non ascolti e non capisca.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inclusa la demolizione dell’attuale nosocomio, l’operazione completa prevede tre fasi e durerà circa diciotto anni, un terzo dei quali servirà per la costruzione della struttura ospedaliera.  Un’eternità se si considera la rapida obsolescenza dei progetti di oggi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nell’attesa che venga quel giorno, i cittadini dovranno accontentarsi di una sanità carente di medici di base.  Dovranno adattarsi ai tempi biblici per usufruire di alcuni esami diagnostici o di interventi chirurgici e sopportare estenuanti attese al pronto soccorso. Dovranno ricordare che «</span><i><span style="font-weight: 400;">piangere fa male al re fa male al ricco e al cardinale</span></i><span style="font-weight: 400;">» (Enzo Jannacci).  Già, ma se lamentarsi e subito tacere non modifica lo status quo, protestare e insistere non è fatica sprecata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’articolo 32 della Costituzione è chiaro: la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell&#8217;individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti.  </span><span style="font-weight: 400;">È altrettanto evidente che oggi l’applicazione di tale diritto, nei fatti, è riservata a coloro che possono snobbare il servizio sanitario nazionale (SSN) e accedere al servizio sanitario privato (SSP). Una consonante allunga la vita. Meglio di una telefonata, checché ne dica la pubblicità. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’SSP non è per tutti. Non sempre infatti è accessibile ai frequentatori dei servizi sociali che compilano l’Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente).  E per gli sfigati in senso lato diventa un’impresa usufruirne. </span><span style="font-weight: 400;">E nessun ospedale nuovo, ancorché galattico e all’avanguardia, risolve il problema dell’articolo 32 della Costituzione. Il nosocomio olistico darà lustro alla città e alla provincia. Gratificherà medici e operatori sanitari e qualche suo intervento finirà su Lancet. Permetterà ai politici di presentarsi in grande spolvero all’inaugurazione. Farà felici gli stakeholder, informati per primi del progetto. D’accordo, da solo non cancellerà l’inadempienza verso il diritto alla salute per tutti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In tutto questo brilla l’assenza della politica, dei partiti, degli amministratori pubblici. Più attenti a comprendere da che parte tiri il vento, quasi mai hanno preso una posizione netta su questo argomento. Alcuni hanno sussurrato. Altri borbottato. I più sgamati glissato. </span><span style="font-weight: 400;">Al muso duro di </span><b>Pierangelo Bertoli</b><span style="font-weight: 400;"> hanno</span> <span style="font-weight: 400;">preferito la barca che va di</span><b> Orietta Berti. </b><span style="font-weight: 400;">Opportunisti, hanno scelto di lasciarla andare, senza remare e stare a guardare. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fa eccezione </span><b>Luciano Pizzetti</b><span style="font-weight: 400;">, presidente del Consiglio comunale. Nel 2020, in pieno covid, si schiera senza esitazioni contro l’Enterprise (</span><b>Eco del Popolo</b><span style="font-weight: 400;">, maggio 2020).  Archiviata la pandemia, con una piroetta da trapezista medagliato del Barnum politico, s’imbarca sull’astronave, foga del crociato, fede da pasdaran, determinazione da marines.</span></p>
<p><b>Rosella Vacchelli</b><span style="font-weight: 400;">, del Comitato per la difesa della sanità pubblica e dell’ospedale di Cremona, ha fotografato la situazione con un concetto privo di vie di fuga: «Le responsabilità non sono collettive ma personali in capo a chi decide e a chi non vede, non sente, tace o consente» (</span><i><span style="font-weight: 400;">Vittorianozanolli.it</span></i><span style="font-weight: 400;">, 26 febbraio).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È semplice attaccare il sindaco per la censura del manifesto Sos Vita e per la classifica da retrocessione. Più complicato e ricco di incognite pestare i piedi ai portatori di interessi. Ai soggetti che, nella costruzione del nuovo ospedale, intravedono la grotta di Ali Babà. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa non è politica. È basso cabotaggio, tanto ingenuo da apparire un gioco di ruolo per adolescenti. Così però non si vola. Si staziona nelle retrovie. Si traccheggia e si tira a campare. Si viene esclusi dai palazzi e dalle stanze che contano e dalle riunioni dove si decide. Se Cremona è presente, in pochi se la filano. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È l’ascensore per finire direttamente negli ultimi posti in classifica.  È l’azzeramento di ogni anelito di cambiamento. È la nostra provincia, ripiegata su se stessa, autoreferenziale e miope. È la provincia dove «</span><i><span style="font-weight: 400;">Oggi, troppo spesso, si può arrivare in alto senza aver mai attraversato il basso» </span></i><span style="font-weight: 400;">(</span><b>Walter Montini</b><i><span style="font-weight: 400;">). </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dalle catacombe della politica alla suite dell’ultimo piano in un battibaleno. È la grande illusione. Lo sballo che induce a credere di indossare la maglia rosa, mentre è quella nera degli ultimi in classifica. E in politica gli ultimi non sono beati. Tutt’altro.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Antonio Grassi</strong></p>
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		<title>Licenza a Cardaminopsis e compensazioni: altra trave sul Comune di Cremona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Grassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 11:31:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non c’è pace per Cremona. Non è ancora chiusa la bufera del manifesto Pro-Vita censurato dal sindaco Andrea Virgilio e già un’altra polemica, targata Cardaminopsis, agita il Comune.  Si tratta di un insediamento artigianale-commerciale, da realizzarsi tra via Castelleone e via Sesto in località Picenengo. Il progetto ha quasi completato l’iter amministrativo. Pronto ai blocchi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Non c’è pace per Cremona. Non è ancora chiusa la bufera del manifesto Pro-Vita censurato dal sindaco </span><b>Andrea Virgilio </b><span style="font-weight: 400;">e già un’altra polemica, targata </span><span style="font-weight: 400;">Cardaminopsis,</span><span style="font-weight: 400;"> agita il Comune.  </span><span style="font-weight: 400;">Si tratta di un insediamento artigianale-commerciale, da realizzarsi tra via Castelleone e via Sesto in località Picenengo. Il progetto ha quasi completato l’iter amministrativo. Pronto ai blocchi di partenza, attende lo sparo dello starter.  </span><span style="font-weight: 400;">L’inizio lavori è fissato per aprile del prossimo anno, ma già si ode lo stridore di spade incrociate tra favorevoli e contrari. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’intervento occuperà 60mila metri quadri, dei quali 30mila edificabili, divisi in un lotto commerciale e uno artigianale. Non mancherà un ipermercato su due livelli</span><b>,</b><span style="font-weight: 400;"> con una superficie superiore a 2.500 metri quadri</span><b>. </b><span style="font-weight: 400;">Sono previsti</span> <span style="font-weight: 400;">oltre 500 posti auto</span><b>, </b><span style="font-weight: 400;">parcheggi interrati</span><b>, </b><span style="font-weight: 400;">aree verdi per 4.000 metri quadri</span><b> </b><span style="font-weight: 400;">e una nuova rete ciclabile</span><b>.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci saranno abbondanti compensazioni economiche e ambientali, dolcificanti legali. Rosolio istituzionalizzato, indora la pillola. Maquillage raffinato, le compensazioni rendono meno impattanti operazioni complesse.  Come usava cantare </span><b>Mary Poppins:</b><span style="font-weight: 400;"> «Con un poco di zucchero la pillola va giù». E nelle compensazioni lo zucchero è tanto e di prima qualità. </span><span style="font-weight: 400;">Metodo poco educativo, ma pragmatico, la pillola addolcita compare tra i principi fondamentali della politica.  Sistema collaudato e convincente, riesce a fare ingoiare ai cittadini accordi, più o meno indigesti. E la nostra provincia non è esente da questi accordi che, in qualche circostanza, però non funzionano.  Per esempio, la vicenda dell’impianto di biometano a San Rocco compare tra i fallimenti del metodo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’intervento Cardaminopsis esigeva una notevole quantità di dolcificante. E così è stato. Meglio di niente piuttosto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’assessore al commercio </span><b>Luca Zanacchi</b><span style="font-weight: 400;"> lo conferma.  Soddisfatto, elenca i numerosi vantaggi che le compensazioni ottenute porteranno alla città, compresi quelli per le attività del centro storico. </span><span style="font-weight: 400;">Una litania.  Un Te Deum laico. Dimentica di incolonnare gli svantaggi. All’amnesia pongono rimedio la Confcommercio e i residenti di Picenengo che confinano con l’area Cardaminopsis. L’assessore assolve il Comune. Esclude ogni responsabilità dell’Amministrazione.  Si è attenuta alle competenze concesse dalla legge, senza nulla tralasciare.  Ponzio Pilato non si sarebbe difeso in modo migliore. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In politica camminare sul filo del rasoio, arrampicarsi sui vetri, eseguire tripli salti mortali è prassi. Zanacchi si è attenuto a queste regole.  E’ da comprendere. Qualsiasi altro amministratore pubblico nella sua situazione si sarebbe comportato nello stesso modo. Ma è una giustificazione parziale, non esaustiva.  Non è con le compensazioni che si risolve il problema del centro storico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Più accorti,</span> <span style="font-weight: 400;">i consiglieri</span><b> Roberto Poli</b><span style="font-weight: 400;"> (Pd) e </span><b>Paolo La Sala</b><span style="font-weight: 400;"> (Fare Nuova Cremona Attiva)</span><span style="font-weight: 400;">. Si sono limitati a precisare che n</span><span style="font-weight: 400;">essuno della maggioranza aveva espresso entusiasmo per il progetto. E allora? </span><span style="font-weight: 400;">L’amministrazione avrà agito nel modo migliore possibile. Nessuno lo contesta. Ma «solo i perdenti dicono farò del mio meglio» ammonisce </span><b>Sean Connery</b><span style="font-weight: 400;"> in </span><i><span style="font-weight: 400;">The Rock</span></i><span style="font-weight: 400;">. L</span><span style="font-weight: 400;">&#8216;impegno non basta. In politica contano i risultati. </span><span style="font-weight: 400;">I don Chisciotte sono poco graditi ai colleghi. Comunque  Cremona non è terra accogliente per loro. Preferisce i concreti pokeristi. E poi  la storia ricorda i fatti e non le pie intenzioni, ottime per tacitare la coscienza e finire all’inferno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per </span><b>Alessandro  Portesani</b><span style="font-weight: 400;">, consigliere di minoranza di Novità a Cremona, è stato facile infilzare con una battuta la maggioranza: «Il commercio di vicinato non si difende con le mance. Si difende con una strategia». </span><span style="font-weight: 400;">Può non piacere, ma è la sacrosanta verità.  L’elenco delle chiusure di negozi in centro storico lo evidenzia in maniera incontestabile. Il problema è  strutturale. Di sistema. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non si risolve con un finanziamento ancorché consistente e superiore alla mancetta. E’ indispensabile una scelta strategica chiamata in causa da Portesani.  E’ altrettanto vero che servono coraggio, lungimiranza e una progettualità fino ad oggi assente. Così come sarebbe scorretto addossare la causa della crisi all’attuale Amministrazione. La crisi del centro storico ha radici lontane e profonde. Ma questa non è un’assoluzione per la maggioranza. Ignavia e indolenza presenti e passate non sono delle virtù. Ma attenzione: mal comune non è mezzo gaudio. E’ un fallimento totale.  E</span><span style="font-weight: 400;"> la Cardaminopsis non è la causa. Probabilmente è il sistema Cremona che va rivisto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco.  «</span><span style="font-weight: 400;">Noi non facciamo i salti di gioia per un nuovo centro commerciale. Dobbiamo però gestire i processi e, nella gestione di questi processi, è importante affrontare l’impatto viabilistico e quello ambientale» (Cremona oggi, 4 luglio). </span><span style="font-weight: 400;">Una dichiarazione che non passerà alla storia per l’originalità. Ma neppure per la banalità. E’ anonima e inutile. Scontata. Non aggiunge una virgola al dibattito in corso. Ma sarebbe maramaldo infierire su Virgilio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da circa un mese la rimozione, da lui sollecitata, del manifesto Pro- Vita, affisso in uno spazio autorizzato fuori dall’ospedale di Cremona è al centro dello scontro politico cittadino e lo affligge. La vicenda </span><span style="font-weight: 400;">Cardaminopsis non ha distolto l’interesse</span><span style="font-weight: 400;"> dalla questione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Già la bufera sul manifesto censurato non è passata. Quella sul futuro insediamento artigianale-commerciale è appena incominciata. Un carico pesante per chiunque. A maggior ragione per un sindaco eletto con una manciata di voti  rispetto al suo competitor.  Che è sostenuto da <strong>Luciano</strong> <strong>Pizzetti</strong>, suo carismatico e ingombrante mentore. Che è iscritto a un Pd in luna di miele con Fratelli d’Italia. Che dopo due anni non ha ancora dimostrato di possedere spiccate doti di leader.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Già, «Era una notte buia e tempestosa».  La storia continua. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Antonio Grassi</strong></p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="dfKM0UjdPT"><p><a href="https://vittorianozanolli.it/cardaminopsis-gli-assessori-carletti-e-zanacchi-insediamento-ostacolato-con-ogni-mezzo-e-massima-attenzione-agli-interessi-comuni-della-citta/">Cardaminopsis, Carletti e Zanacchi precisano</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“Cardaminopsis, Carletti e Zanacchi precisano” — Vittoriano Zanolli" src="https://vittorianozanolli.it/cardaminopsis-gli-assessori-carletti-e-zanacchi-insediamento-ostacolato-con-ogni-mezzo-e-massima-attenzione-agli-interessi-comuni-della-citta/embed/#?secret=z3ASfckaqp#?secret=dfKM0UjdPT" data-secret="dfKM0UjdPT" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://vittorianozanolli.it/licenza-concessa-a-cardaminopsis-e-compensazioni-insufficienti-altra-trave-sul-comune-di-cremona/">Licenza a Cardaminopsis e compensazioni: altra trave sul Comune di Cremona</a> proviene da <a href="https://vittorianozanolli.it">Vittoriano Zanolli</a>.</p>
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		<title>Grand gros e ciula, i fratelli cremaschi vanno per suonare i cremonesi e vengono suonati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Grassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2026 07:29:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Banda Bassotti di Topolino e i Fratelli d’Italia cremaschi hanno molto in comune. Perdenti nati, però sono simpatici.  La Banda Bassotti vuole impossessarsi dei fantastiliardi di Zio Paperone.  I Fratelli del tortello puntano a conquistare un posto al sole nel partito provinciale, egemonizzato dai colleghi del marubino. Goffi, sfigati quanto basta, arruffoni, ma con alcune [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La Banda Bassotti di Topolino e i Fratelli d’Italia cremaschi hanno molto in comune. Perdenti nati, però sono simpatici.  La Banda Bassotti vuole impossessarsi dei fantastiliardi di Zio Paperone.  I Fratelli del tortello puntano a conquistare un posto al sole nel partito provinciale, egemonizzato dai colleghi del marubino. </span><span style="font-weight: 400;">Goffi, sfigati quanto basta, arruffoni, ma con alcune frecce nella faretra, i meloniani in riva al Serio s’illudono di essere forti, anche per la presenza di un senatore nel loro esercito.  Provano a fare l’impresa, ma ci riescono ogni morte di papa. Al contrario, spesso partono per suonare e vengono suonati. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si credono Superman, ma da alcuni mesi sono commissariati dal coordinatore regionale del partito, che a Crema non viene ricordato per l’assiduità della sua presenza.  Se qualche volta c’è stato, in pochi l’hanno visto. Ancora più esiguo il numero di chi gli ha parlato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si reputano degli strateghi, ma l’unica tattica che conoscono è la dilatazione dei tempi. Il rinvio. Aspettano Godot. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sperano che gli eventi impongano la soluzione, ma quando arriva, il più delle volte non è quella da loro auspicata. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si considerano dei Navy Seals della politica, ma faticano a sopravvivere nell’oceano burrascoso degli accordi sottobanco e delle camarille. In alcune circostanze non reggono nemmeno un mare leggermente increspato. Fratelli d’Italia sostiene l’ordine. A Crema il partito si arrabatta nel caos. Troppo facile citare l’evangelico </span><i><span style="font-weight: 400;">medico, cura te stesso</span></i><span style="font-weight: 400;">. Assai più difficile trovare la cura.</span></p>
<p><b>Guglielmo Tell</b><span style="font-weight: 400;"> non rientra nei loro modelli di riferimento. Non centrano una mela a pochi metri, ma neppure un’anguria. La cattiva mira si accompagna alla mancanza di nervi saldi.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Brave persone, i meloniani cremaschi hanno un concetto assai personale della politica. Preferiscono litigare con un militante della propria squadra, invece che con un esponente della formazione avversaria. L’unione fa la forza è un concetto sconosciuto per i cremaschi, ma anche per i cremonesi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I leader, ammesso che in provincia il partito ne abbia, sono ciclotimici, nel senso che la loro posizione è soggetta a frequenti oscillazioni. Ne esce una curva sinusoidale piuttosto che una linea retta. </span><span style="font-weight: 400;">Si potrebbe obiettare che sia preferibile un diagramma mosso a uno piatto. Giusto, se il movimento non fosse causato dalle idee confuse. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Maestri nelle dichiarazioni roboanti, i fratelli del tortello non lesinano sceneggiate da manuale. L’ultima risale al febbraio 2025, al congresso del circolo di Crema, con repliche nei mesi successivi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le rare volte che battono un colpo lasciano presagire un terremoto politico. Ogni volta che questo succede, i cittadini si preparano all’apocalisse, ma poi arriva l’innocua scoreggina di un bambino. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un gruppo di militanti cremaschi, compresi alcuni calibri da novanta, scrive un documento di dissenso sulla linea del coordinatore provinciale. Lo invia ai vertici lombardi e nazionali del partito. I destinatari non si stracciano le vesti. Probabilmente ridimensionano la querelle a una bega da comari provinciali. Se ne fottono. Non arricciano nemmeno il naso. Non succede nulla. Ma proprio nulla. Silenzio quasi tombale sulla questione.  Chi parla è perduto: anche quelli nell’empireo del partito tengono molto alla sedia. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I bene informati di Fratelli d’Italia avevano lasciato intendere che </span><span style="font-weight: 400;">il coordinamento provinciale sarebbe stato commissariato. Avevano indicato il nome del capoclasse incaricato di mettere in riga i discoli. Invece nulla.</span><span style="font-weight: 400;"> E la questione pare sia stata rinviata a dopo l’estate (</span><i><span style="font-weight: 400;">Cremonaoggi</span></i><span style="font-weight: 400;">, 23 giugno). Neanche la flatulenza di un angelo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In riva al Po, invece non si è perso tempo. In un battibaleno il coordinatore provinciale ha già pensionato due membri del suo direttivo. Due, manco a dirlo, che avevano sottoscritto il documento di protesta. La lenta Cremona ha superato la veloce Crema. La tartaruga ha battuto Achille.  È il mondo al contrario, ma non quello del generale Vannacci, anche se dalla confusione di Fratelli d’Italia potrebbe trarne vantaggio alle prossime elezioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il tema dell’incazzatura era tutt’altro che banale.  Si riferiva all’accordo Fratelli d’Italia-Pd e alla nascita dell’FPC (Fratelli Piddini Cremonesi) per l’elezione del collegio sindacale di Padania Acque. Per stare in tema, molto più che acqua fresca. Acqua avvelenata. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Petardi di pessima qualità, questi episodi non producono danni: tuttalpiù qualche titolo sul giornale dell’establishment al quale è stata anticipata la primizia. Professori del molto rumore per nulla, i meloniani cremaschi inducono i cittadini a ipotizzare ribaltamenti, rivoluzione copernicana nel partito locale, ma non si sposta una virgola. Chi ha creduto nella favola rimane come quelli della mascherpa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si dice che un cambiamento sostanzioso potrebbe arrivare dal pokerista della politica provinciale approdato a Fratelli d’Italia. Se son rose fioriranno. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La cassaforte di zio Paperone e la roccaforte cremonese di Fratelli d’Italia sono blindate come Fort Knox.  Se si aggiunge la furbizia dei Fratelli del Po nel cogliere ogni minimo segnale di pericolo al loro dominio, pari o superiore a quello di Zio Paperone per difendere i suoi dollari, si intuisce come ogni tentativo di incrinare la supremazia cremonese sia una missione velleitaria. Già, impossibile anche per il mitico </span><b>Ethan Hunt</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I Fratelli del tortello sono l’</span><i><span style="font-weight: 400;">Armada Invencible</span></i><span style="font-weight: 400;"> in salsa cremasca. Se si preferisce, l’esercito di Franceschiello. I cremonesi lo sanno e ne approfittano.  </span><span style="font-weight: 400;">Ma altrettanto preoccupante è il rapporto con gli alleati. Forza Italia non si fila i fratelli tortelli.  </span><span style="font-weight: 400;">Nei giorni scorsi gli azzurri hanno diffuso una nota a sostegno di un possibile candidato sindaco di Crema per le elezioni amministrative del prossimo anno. Encomiabile il tempismo. Discutibile il metodo. Il comunicato non solo non era stato concordato con i partiti della coalizione di centrodestra, ma è stato anche inoltrato alla stampa amica senza avvertire i compagni di viaggio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fratelli d’Italia si è irritata, ma ha evitato la polemica pubblica.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ottimisti e ingenui potrebbero ipotizzare l’utilizzo della tecnica del marciare divisi e colpire uniti. E viene da sorridere. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pessimisti e velenosi potrebbero ipotizzare che Fratelli d’Italia e Forza Italia abbiano interpretato male il motto vincente dei tre moschettieri: tutti per uno, uno per tutti.  Che l’abbiano tradotto in ognuno per sé e Dio per tutti.  E il centrosinistra ringrazia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se non fosse che in politica non esistono sentimenti e le ideologie sono fossili, reperti archeologici, i meloniani cremaschi, ingenui e boccaloni, metterebbero tenerezza.  Hanno voti e consenso, ma per dirla in milanese, rischiano di passare per quelli grand e gros e ciula. O, per restare con la Banda Bassotti, di apparire piscinin e gandula.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il tempo, che è galantuomo, scioglierà il dilemma.  Anche se tra ciula e gandula cambia poco.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Antonio Grassi</strong></p>
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		<title>Cremona esce dalla morta gora grazie a Virgilio che ha rimosso il manifesto pro vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Grassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 08:20:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Boom. La rimozione del manifesto Pro Vita contro l’interruzione volontaria di gravidanza &#8211; da uno spazio pubblicitario nei pressi dell’ospedale di Cremona &#8211; ha provocato uno tsunami politico. La censura, imposta dal sindaco Andrea Virgilio, ha scatenato una reazione a catena. Non si contano dichiarazioni, interviste, veline del mondo tutto. Di partiti e associazioni. Di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Boom. La rimozione del manifesto Pro Vita contro l’interruzione volontaria di gravidanza &#8211; da uno spazio pubblicitario nei pressi dell’ospedale di Cremona &#8211; ha provocato uno tsunami politico. La censura, imposta dal sindaco </span><b>Andrea Virgilio, </b><span style="font-weight: 400;">ha scatenato una reazione a catena. Non si contano dichiarazioni, interviste, veline del mondo tutto. Di partiti e associazioni. Di amministratori pubblici e politici. Di cittadini comuni. Fuochi d’artificio e banalità. Riflessioni pacate e post social infuocati. Freschissima di pubblicazione la posizione </span><i><span style="font-weight: 400;">di Rete donne-Se non ora quando</span></i><span style="font-weight: 400;">, sostegno incondizionato alla linea del sindaco.  Di tutto, di più.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel mare magnum degli interventi  due meritano una segnalazione: il documento della Cgil in tandem con </span><i><span style="font-weight: 400;">Collettive 365 donne Cremona</span></i><span style="font-weight: 400;"> e la lettera aperta sottoscritta da alcuni esponenti dell’area cattolica e inviata </span><i><span style="font-weight: 400;">«a tutti coloro che la vorranno condividere idealmente»</span></i><span style="font-weight: 400;">.  </span><span style="font-weight: 400;">Tra i firmatari di quest’ultima colpisce la presenza di alcuni consiglieri comunali di maggioranza e di </span><b>Gianluca Galimberti</b><span style="font-weight: 400;">, predecessore di Virgilio alla guida della città.   </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindacato progressista e di sinistra e Collettive 365 donne hanno diffuso un documento a sostegno della decisione di Virgilio, ma con scelta intelligente hanno focalizzato la loro riflessione non sul manifesto in sé, bensì sulle carenze strutturali e organizzative del servizio. </span><span style="font-weight: 400;">Niente toni apodittici. Niente etica a buon mercato. Niente di tutto questo, bensì un’analitica e fredda disamina dello stato dell’arte. Pragmatico, senza orpelli, ideologico quanto basta, il testo non eleva un peana al compagno sindaco, ma denuncia una realtà difforme rispetto a quella prevista dalla legge. Stigmatizza un grave disservizio. </span><span style="font-weight: 400;">Cgil e Collettive 365 donne non trasformano Virgilio nel </span><b>Goffredo di Buglione</b><span style="font-weight: 400;"> alla prima crociata contro un manifesto disturbante. Lineari e concreti, hanno colto la palla al balzo e sfruttato l’occasione nel migliore dei modi a disposizione.  </span><span style="font-weight: 400;">Una lezione di politica per il sindaco crociato, che per giustificare il suo agire si è incartato e perso nei meandri di motivazioni surreali. Tra queste, il battito di farfalla causa dell’uragano che lo ha travolto: la segnalazione di un cittadino scandalizzato dal manifesto per contenuto e posizione.  Già, ma il manifesto galeotto stava in quel posto da sei anni e non risulta che qualcuno, in precedenza, abbia ufficialmente protestato. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Marzullianamente, Virgilio si faccia una domanda e si dia una risposta. Utilizzi la statistica. Perché dopo 2190 giorni dall’affissione, solo nei giorni scorsi è scoppiata la grana del manifesto e all’improvviso il messaggio veicolato è diventato inquietante. </span><span style="font-weight: 400;">Ma è la posizione dei circa quaranta dissidenti cattolici che fa la reale differenza nel rumore mediatico. È il valore aggiunto che aumenta il peso specifico della polemica. Che alza il livello e introduce una novità significativa.  Che toglie la rete di sicurezza al sindaco equilibrista.  </span><span style="font-weight: 400;">Come per il documento della Cgil e Collettive 365 donne, anche questa lettera aperta usa toni pacati, ma fermi nel dissentire dal comportamento di Virgilio e impartisce al sindaco una lezione di democrazia e pluralismo. Soprattutto di tolleranza. «</span><i><span style="font-weight: 400;">Una comunità autenticamente pluralista non elimina le voci che non condivide, ma garantisce a tutte il diritto di essere ascoltate, nel rispetto reciproco e della dignità di ogni persona»</span></i><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tanto di cappello. Al contrario, Virgilio pare non abbia gradito. Probabilmente l’ha presa male. Forse malissimo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In un confronto con </span><b>Paolo Emiliani</b><span style="font-weight: 400;">, presidente del Movimento per la Vita, andato in onda venerdì scorso su Cremona 1, durante la rubrica </span><i><span style="font-weight: 400;">Punto e a capo</span></i><span style="font-weight: 400;"> condotta da </span><b>Giovanni Palisto, </b><span style="font-weight: 400;">il sindaco ha speso parole di stima per l’interlocutore e di disappunto nei confronti dei consiglieri di maggioranza critici per la sua scelta</span><b>. </b><span style="font-weight: 400;">Ha riferito che aveva</span> <span style="font-weight: 400;">già incontrato Emiliani e discusso con lui del tema. Poi si è tolto un sassolino dalla scarpa. Una scheggia appuntita:</span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">«Credo che l’approccio del dottor Emiliani sia sempre stato molto corretto e ho apprezzato anche la lettera aperta nei miei confronti, mentre i miei colleghi di maggioranza non hanno avuto un atteggiamento altrettanto corretto»</span><i><span style="font-weight: 400;"> (Cremona 1, Punto e a capo,</span></i><span style="font-weight: 400;"> 19 giugno). E </span><span style="font-weight: 400;">la stoccata è alla lettera aperta di critica con la firma dei consiglieri di maggioranza e rivolta ai cittadini.  Un vulnus che costringerà la maggioranza a un confronto interno. A un redde rationem chiarificatore. (</span><i><span style="font-weight: 400;">La Provincia</span></i><span style="font-weight: 400;">, 21 giugno)  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel dibattito mancano all’appello il presidente del consiglio comunale </span><b>Luciano Pizzetti</b><span style="font-weight: 400;"> e il vescovo </span><b>Antonio N</b><b>apolioni</b><span style="font-weight: 400;">, i </span><span style="font-weight: 400;">due massimi rappresentanti cittadini del potere temporale e di quello religioso.   Non è una novità.  Non è grave.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Spesso i generali delegano ai colonnelli o ai propri portavoce il compito di intervenire su questioni spinose.  Meno Virgilio. Preferisce scendere direttamente nell’arena invece di affidarsi a </span><b>Rosolino Azzali</b><span style="font-weight: 400;">, suo portavoce e persona tutt’altro che qualsiasi nella politica locale.  È infatti segretario provinciale del PD e sindaco di Corte de’ Frati.  </span><span style="font-weight: 400;">Non è il primo viandante incrociato per strada, ma un politico navigato.  Però anche i migliori non sono perfetti e Azzali non sfugge a questa regola: è un portavoce afono. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Virgilio è rimasto con il cerino in mano. Pizzetti, il suo mentore e pigmalione, </span><span style="font-weight: 400;">il suo professor Higgins, non ha mosso un dito per difenderlo. Neppure una sillaba. Neanche un sospiro. Forse voleva testare la capacità del cadetto di cavarsela in maniera autonoma. </span><span style="font-weight: 400;">Il risultato non si è rivelato da podio olimpico. Nemmeno da medaglia di bronzo. </span><span style="font-weight: 400;">Nessuno esclude che Virgilio possa salirci. Mai dire mai, anche se sono già trascorsi due anni dalla sua elezione. Un’eternità rispetto ai quaranta giorni impiegati da Higgins per trasformare la fioraia Eliza in una dama dell’alta società. Ma Cremona la bradipa, ha tempi dilatati.  Non è Londra e </span><i><span style="font-weight: 400;">My fair lady</span></i><span style="font-weight: 400;"> non abita sotto il Torrazzo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al di là dei giudizi sul diktat virgiliano, l’imposizione ha ottenuto un risultato importante. Un esito fuori dagli schemi della politica cremonese, incardinata sul colpo al cerchio e uno alla botte.  Sullo stum schiss. Su una grande società di mutuo soccorso la cui priorità non è vincere, ma evitare la sconfitta. Con il pareggio meritevole di applausi.  </span><span style="font-weight: 400;">È la politica dei mediocri e della marginalità regionale. Del volo radente, con scarso interesse per quello ad alta quota.  È la politica degli intellettuali poco organici e molto spritz. Dei frequentatori di dibattiti impegnati, degli spider men locali del sofisma. È la politica malinconicamente provinciale, ma che si crede all’avanguardia perché contribuisce a finanziare un concerto di </span><b>Tony Pitony.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il manifesto censurato ha prodotto il miracolo.  Ha risvegliato la morta gora. L’ha animata. </span><span style="font-weight: 400;">Lo stagno si è trasformato in un lago in salute, rigenerato da una ritrovata biodiversità politica.  La polemica e la contrapposizione non sono state di facciata. Ma vere, genuine, toste e non sopra le righe.  Le parole, soprattutto quelle non urlate, spesso feriscono più delle pietre. </span><span style="font-weight: 400;">Un segnale concreto e forte del tentativo di uscire dall’assopimento?  È assai difficile rispondere. Una rondine non fa primavera. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se si è ottimisti si possono interpretare come indizi di un cambiamento carsico in atto alcuni episodi politico-amministrativi degli ultimi mesi.  Per esempio lo scontro all’arma bianca per la nomina del collegio sindacale di Padania Acque. Ma anche la guerra fratricida di Fratelli d’Italia. Il consolidamento dell’Area Omogenea Cremasca e la nascita di quella casalasca. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se si è pessimisti, si possono interpretare come certificazione di continuità con il passato le dimissioni di </span><b>Michele Bellini</b><span style="font-weight: 400;"> da segretario provinciale del Pd, l’intesa palese tra Pd e Fratelli d’Italia, che solo in apparenza è una novità.  In realtà è il vecchio metodo di spartirsi le poltrone applicato in modo più spudorato. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non esiste una terza via.  </span><span style="font-weight: 400;">Al netto di tutto questo. Virgilio merita un sentito grazie. Senza la sua censura e i suoi tripli salti mortali carpiati per giustificarla, lo stagno non avrebbe goduto di un sussulto vitale. Prosit, con la speranza di non dovere fare l’</span><i><span style="font-weight: 400;">Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia. </span></i><span style="font-weight: 400;">È anche il titolo di un libro di </span><b>Michele Ruoi</b><span style="font-weight: 400;">. Un libro triste.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Antonio Grassi</strong></p>
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		<title>Manifesto rimosso da Virgilio e spiegazioni, doppio autogol: tacòn peggio del buso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Grassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 08:27:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Probabilmente era in crisi di visibilità. Così Andrea Virgilio, sindaco di Cremona, Pd di origine controllata, ha provveduto, ma forse ha esagerato. Coerente con il nome del partito, ha democraticamente ordinato di rimuovere il manifesto pro-vita affisso da tempo, in uno spazio riservato alla pubblicità in una zona antistante l’ospedale di Cremona. L’azione ha trovato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Probabilmente era in crisi di visibilità. Così </span><b>Andrea Virgilio</b><span style="font-weight: 400;">, sindaco di Cremona, Pd di origine controllata, ha provveduto, ma forse ha esagerato. </span><span style="font-weight: 400;">Coerente con il nome del partito, ha democraticamente ordinato di rimuovere il manifesto pro-vita affisso da tempo, in uno spazio riservato alla pubblicità in una zona antistante l’ospedale di Cremona. </span><span style="font-weight: 400;">L’azione ha trovato spazio sui media locali e, in un battibaleno, il sindaco è diventato il centro di gravità, baricentro del dibattito politico cittadino. </span><span style="font-weight: 400;">L’astinenza mediatica si è trasformata in overdose. In tempi record, la polemica ha raggiunto i picchi del passato, con lui protagonista indiscusso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il clima è ritornato ai </span><span style="font-weight: 400;">tempi dello scontro per i fondi regionali alla liuteria, che lo aveva visto contrapposto al consigliere regionale di Fratelli d’Italia, </span><b>Marcello Ventura,</b><span style="font-weight: 400;"> e agli stessi liutai. </span><span style="font-weight: 400;">Alla promozione della cremonese in Serie A, con la sua assoluzione agli ultras, che avevano ballato sull’antico tavolo della Consulta comunale. Al video girato all’alba per giustificare la rotatoria di via Moreni. Allo spottone autoreferenziale di fine-inizio anno per documentare i suoi successi istituzionali. Lui silenziosa superstar e </span><b>Olly</b><span style="font-weight: 400;"> che cantava: «</span><i><span style="font-weight: 400;">Che più fastidio vi do, più voglio starmene qui». </span></i><span style="font-weight: 400;">Molto fico, ma l’erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re.</span> <span style="font-weight: 400;">Ancora meno in quella del sindaco di Cremona.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non è chiaro se la rimozione del manifesto sia stata un’operazione di distrazione di massa, un rigurgito di integralismo ideologico, un’inquisizione laica, una censura. Una minchiata. Un autolesionismo tafazziano.  </span><span style="font-weight: 400;">È chiaro, invece, che la decisione è un autogol politico. Sostenere che Virgilio abbia calpestato una torta &#8211; ma non quella paradiso &#8211; è assai vicino alla realtà.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se l’intenzione era di spostare l’attenzione dalle polemiche sulle nomine del collegio sindacale di Padania Acque, con relativo matrimonio contro natura tra Pd e Fratelli d’Italia, il progetto è in parte riuscito. Già, come quello di chi spegne il fuoco con la benzina. </span><span style="font-weight: 400;">Difficile, invece, sia un rigurgito di integralismo ideologico. Il crollo del muro di Berlino ha portato alla società liquida.  All’opportunismo e alle alleanze asimmetriche. Ai cambi di casacca al ritmo della sostituzione della biancheria intima.  La tecnocrazia ha sfrattato la politica e l’ha asservita. Nel nostro territorio gli stakeholder tengono il banco e danno le carte e i partiti battono i tacchi.  E il citato accordo Pd-Fratelli d’Italia per Padania Acque conferma che non solo l’ideologia è andata a farsi fottere, ma anche il pudore. </span><span style="font-weight: 400;">Non esiste più vergogna, cancellata da un accordo osceno, ammesso che in politica esistano moralità ed etica. Un patto sottoscritto alla luce del sole, con l’arrogante sicurezza di essere nel giusto. Questo è il problema.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La devianza si è fatta normalità, con la complicità dell’indifferenza e con poche e inascoltate voci fuori dal coro. La metamorfosi è compiuta.  La spartizione delle poltrone ha sostituito il bene comune nelle priorità della politica locale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inquisizione laica.  Potrebbe essere, ma è poco probabile. Virgilio, possiede molte qualità, ma non le caratteristiche per ricoprire il ruolo di inquisitore. E la gestione del Comune in questi anni rafforza questa impressione.  Gli manca la stoffa del mastino domenicano inflessibile contro gli eretici. Non è </span><b>Bernardo Gui</b><span style="font-weight: 400;">, il monaco reso popolare da </span><b>Umberto Eco</b><span style="font-weight: 400;"> con </span><i><span style="font-weight: 400;">Nel nome della rosa.</span></i><span style="font-weight: 400;"> Soprattutto nel minestrone della politica locale non servono inquisitori. Scarseggiano gli eretici. Abbondano i carrieristi.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La censura non si addice a un partito che si è battuto contro </span><span style="font-weight: 400;">la legge sul bavaglio alla stampa. Approvata nel 2024, non nel giurassico, giudicata dal Pd un arretramento della democrazia, aveva schierato il partito in prima linea per contrastarla.  Togliere un manifesto esposto nel rispetto della normativa, invece, promuove la democrazia?  </span><span style="font-weight: 400;">Per cremaschi e lodigiani diversamente giovani Virgilio ricorda </span><b>Francesco Novello</b><span style="font-weight: 400;">, procuratore di Lodi. Negli anni sessanta e inizio settanta, sequestrò centinaia di film. Anche un manichino in topless. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il binomio minchiata politica e autolesionismo tafazziano è un’ipotesi credibile. Imporre la rimozione di un manifesto, già bruciato dal sole e bagnato dalla pioggia, affisso nel rispetto del regolamento comunale, senza che pubblicamente qualcuno avesse protestato o mosso rilievi, equivale a mettersi davanti al plotone d’esecuzione, privati della possibilità di una telefonata che salva la vita, come avverte una pubblicità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A chi ha giovato il diktat del sindaco? Non all’Amministrazione comunale che si è trovata in mezzo a una bufera da lei stessa provocata.  Ha incassato un documento sottoscritto da </span><b>Paolo Emiliani</b><span style="font-weight: 400;"> (presidente del Movimento per la Vita di Cremona), </span><b>Barbara Bodini</b><span style="font-weight: 400;"> (presidente del </span><i><span style="font-weight: 400;">Centro d&#8217;Aiuto alla Vita</span></i><span style="font-weight: 400;">), </span><b>Giorgio Celsi</b><span style="font-weight: 400;"> (presidente dell</span><i><span style="font-weight: 400;">&#8216;Associazione Ora et labora in difesa della Vita</span></i><span style="font-weight: 400;">), </span><b>Jacopo Coghe</b><span style="font-weight: 400;"> (portavoce di </span><i><span style="font-weight: 400;">Pro Vita &amp; Famiglia</span></i><span style="font-weight: 400;"> APS), </span><b>Massimo Gandolfini </b><span style="font-weight: 400;">(presidente </span><i><span style="font-weight: 400;">Family day –Difendiamo i nostri figli</span></i><span style="font-weight: 400;">). Poi un’interrogazione di </span><b>Matteo Carotti</b><span style="font-weight: 400;">, consigliere comunale di Fratelli d’Italia. Infine un comunicato di Forza Italia sottoscritto da </span><b>Andrea Carassai</b><i><span style="font-weight: 400;">, </span></i><span style="font-weight: 400;">capogruppo in consiglio comunale,</span> <span style="font-weight: 400;">e da</span> <b>Luca Ghidini</b><b><i>,</i></b><span style="font-weight: 400;"> segretario del partito a Cremona.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un trattamento da spa termale extralusso per Virgilio, compreso un servizio di barba e capelli, pelo e contropelo e una spruzzatina di dopobarba. </span><span style="font-weight: 400;">Perché il sindaco ha regalato un rigore ai promotori dell’iniziativa, i quali non si sono fatti pregare a calciarlo con successo in una porta sguarnita? </span><span style="font-weight: 400;">Nessun segreto, i motivi vengono spiegati da lui stesso con un chilometrico post, un pistolotto in gergo giornalistico, su Facebook. Un’excusatio non petita, grondante buoni sentimenti, buone intenzioni, buono tutto. In sintesi un harakiri politico da oscar. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non c’è stata alcuna censura per motivi religiosi, morali o culturali. Si è proceduto alla rimozione di un messaggio potenzialmente disturbante per donne in procinto di entrare in ospedale. Virgilio veste i panni di un parroco di campagna di una volta, tonaca e collarino, e spiega che l’ospedale «</span><i><span style="font-weight: 400;">È il luogo in cui si arriva per curarsi, per chiedere aiuto»</span></i><span style="font-weight: 400;">. A seguire una spatafiata di luoghi comuni per titillare emozioni e creare un clima da film melodrammatico. Una descrizione adatta a un romanzo di</span><b> Carolina Invernizio. </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel ruolo di moralista da libro </span><i><span style="font-weight: 400;">Cuore</span></i><span style="font-weight: 400;">, Virgilio spara banalità in quantità industriale. «</span><i><span style="font-weight: 400;">Nessuna donna – </span></i><span style="font-weight: 400;">sottolinea</span><i><span style="font-weight: 400;"> &#8211; dovrebbe sentirsi colpevole, esposta o moralmente messa sotto accusa mentre accede a un servizio sanitario previsto dalla legge</span></i><span style="font-weight: 400;">»</span><b><i>.</i></b><span style="font-weight: 400;">  Ma lui non è l’avvocato </span><b>Atticus Finch</b><span style="font-weight: 400;"> de </span><i><span style="font-weight: 400;">Il buio oltre la siepe</span></i><span style="font-weight: 400;">. È solo un sindaco. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per non farsi mancare nulla, Virgilio sbaglia il momento dell’entrata in scena. Un errore che lo costringe a condividere il palcoscenico contemporaneamente ai fuochi d’artificio per il concerto di </span><b>Tony Pitony</b><span style="font-weight: 400;"> in programma il 3 luglio nell’ambito di Tanta Robba Festival. Polemica innescata direttamente da </span><b>Alessandro Portesani</b><span style="font-weight: 400;">, consigliere di minoranza di Novità a Cremona, e di sguincio da </span><b>Chiara Capelletti</b><span style="font-weight: 400;">, di Fratelli d’Italia.  Dove sta il problema? </span><span style="font-weight: 400;">Semplice, il sindaco che con tanto zelo si preoccupa di salvaguardare donne, non spiccica una parola sui testi trash, volgari e provocatori delle canzoni di Pitony.  Sessisti e misogini, diventa difficile considerarli un’espressione artistica e dare un’interpretazione diversa da quello che dicono.  Leggere per credere. Cosa ne pensa Virgilio dei testi di </span><i><span style="font-weight: 400;">Culo</span></i><span style="font-weight: 400;">, di </span><i><span style="font-weight: 400;">Donne ricche, </span></i><span style="font-weight: 400;">di</span><i><span style="font-weight: 400;"> Stimoli</span></i><span style="font-weight: 400;">? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E&#8217; il solito sistema, vecchio come il cucco: due pesi e due misure. E&#8217; il solito Virgilio. Sempre fuori tempo, ma con gli applausi delle erinni del Pd e dintorni. Ma è normale. Almeno a Cremona.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Antonio Grassi</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>FdI: il testosteronico Ventura tiene testa agli improvvisati Savonarola del partito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Grassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 06:41:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla politica cremonese mancava Todo Modo.  Il gesuitico Todo modo para buscar la voluntad divina, filo conduttore dell’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia e del successivo film di Elio Petri.  Fratelli d’Italia ha colmato la lacuna con un documento firmato da una trentina di militanti. Una nota che critica il pasticciaccio di piazza Zelioli Lanzini che, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Alla politica cremonese mancava Todo Modo.  Il gesuitico </span><i><span style="font-weight: 400;">Todo modo para buscar la voluntad divina</span></i><span style="font-weight: 400;">, filo conduttore dell’omonimo romanzo di </span><b>Leonardo Sciascia</b><span style="font-weight: 400;"> e del successivo film di </span><b>Elio Petri</b><span style="font-weight: 400;">.  </span><span style="font-weight: 400;">Fratelli d’Italia ha colmato la lacuna con un documento firmato da una trentina di militanti. Una nota che critica il pasticciaccio di p</span>iazza<b> Zelioli Lanzini </b><span style="font-weight: 400;">che, poco più di due settimane fa, aveva partorito</span> <span style="font-weight: 400;">FPC (Fratelli Piddini Cremonesi).  Organismo geneticamente modificato (Ogm), il neonato soggetto politico era risultato decisivo nella nomina del nuovo collegio sindacale di Padania Acque</span><b>. </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Formalmente, il documento è un invito ai vertici del partito a chiarire</span> <span style="font-weight: 400;">l’operazione. In pratica, una resa dei conti. Un guanto di sfida lanciato ai sostenitori dell’accordo dagli oppositori. Una situazione complessa. Non ci sono i buoni e i cattivi, ma solo fratelli coltelli. </span><span style="font-weight: 400;">Non ci sono cavalieri della Tavola Rotonda e sarebbe fuorviante considerare tali i firmatari del documento.  La nostra provincia non è Camelot.  Solo i velleitari o gli ingenui credono il contrario. Poi ci sono coloro che ciurlano nel manico e raccontano agli elettori che loro sono </span><span style="font-weight: 400;">Lancillotto. E sono molti.</span> <span style="font-weight: 400;">  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il documento è stato inviato al coordinatore regionale del partito </span><b>Carlo Maccari </b><span style="font-weight: 400;">e</span><b>, </b><span style="font-weight: 400;">per conoscenza, al responsabile nazionale organizzazione, </span><b>Giovanni Donzelli, </b><span style="font-weight: 400;">e alla responsabile nazionale tesseramento, </span><b>Arianna Meloni.  </b><span style="font-weight: 400;">Al di là del risultato che sortirà questo coinvolgimento dei piani alti del partito, l’azione è un elettroshock per la morta gora della politica locale. Una scossa che non avveniva da tempi lontani.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I sottoscrittori invitano a </span><span style="font-weight: 400;">valutare con attenzione l’accaduto. Rivangano alcune situazioni politiche borderline che, nel recente passato, hanno procurato fibrillazioni nel partito. Congiunture avallate, sottolineano, dal coordinatore provinciale, che però non citano con nome e cognome. Dettaglio che non gioca a loro favore. Perché? Gentilezza mentre si tira un calcio nelle parti intime? Ipocrisia?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I pubblici ministeri all’alchermes non si limitano a stigmatizzare la vicenda Padania Acque. Pongono sotto accusa anche la gestione delle</span> <span style="font-weight: 400;">elezioni comunali di Cremona e di altri Comuni della provincia. Evidenziano le tensioni per quelle provinciali e per il rinnovo del Consiglio di amministrazione di Centropadane Srl. </span><span style="font-weight: 400;">Scordano di segnalare che, per queste dissonanze, pochissimi di loro avevano protestato. Nessuno si era stracciato le vesti.  </span></p>
<p><b>Marcello Ventura,</b><span style="font-weight: 400;"> il coordinatore provinciale di allora e di oggi, non era finito sul banco degli imputati. Aveva ricevuto un buffetto. Quello che un tempo gli insegnanti riservavano agli studenti un po’ discoli.  Una tirata d’orecchi, non molto di più. Il blando dissenso era durato lo spazio di uno starnuto. Una dichiarazione alla stampa e via andare. Meno del minimo sindacale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le truppe scelte di Fratelli d’Italia chiedono la verifica del comportamento del loro leader provinciale, ma sorge un problema.  Cercare chi tra i Savonarola del partito può evangelicamente lanciare il sasso perché privo di peccato è un azzardo: la possibilità di trovarne uno è minima.  E non per mancanza di pietre.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il capo d’imputazione contro Ventura è un appiglio provvidenziale al quale attaccarsi per nascondere il proprio contributo al viaggio di Fratelli d’Italia verso la palude in cui si trova. Un luogo popolato da alligatori e nel quale è facile perdersi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il documento è un fondo tinta politico, un make-up per coprire le proprie responsabilità nella discesa agli inferi del partito.  Per scansare il sospetto di solidarizzare con il coordinatore provinciale, in un momento in cui non gode del massimo consenso nel partito. I maligni potrebbero pensare al salto della quaglia e chiedersi: l’attacco a Ventura perché ora e non prima? </span><span style="font-weight: 400;">La nota resta apprezzabile e su questo non ci piove. Il principio meglio tardi che mai è tuttora valido.  Potrebbe aiutare Fratelli d’Italia a mettere ordine al proprio interno.  Ai sottoscrittori evita di essere inghiottiti nelle sabbie mobili, presenti in qualsiasi palude, o di finire dispersi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È il todo modo in salsa cremonese che permette la quadratura del cerchio. Che giustifica l’ignavia dei protagonisti e il conseguente laissez-faire, causa dell’attuale situazione scatologica in cui boccheggia il partito. Che offre ai firmatari del documento la possibilità di sganciarsi da Ventura di cui fino a poche settimane fa erano sodali. Non foss’altro perché chi tace acconsente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È il todo modo gesuitico che tacita la coscienza e permette di continuare a gestire scampoli di potere, anche se di facciata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È il todo modo gattopardesco del cambiare tutto per non cambiare nulla, ammesso che i vertici regionali e nazionali del partito intervengano con l’intenzione di affrontare e risolvere la questione e non per gettare acqua sul fuoco.  E il dubbio che questo accada non è peregrino.  </span><span style="font-weight: 400;">Maccari infatti è il coordinatore regionale del partito, ma dal novembre dello scorso anno è anche il commissario del circolo di Crema di Fratelli d’Italia. </span><span style="font-weight: 400;">Era stato informato dell’incendio scoppiato nel partito per Padania Acque, prima della stesura del documento dei frondisti.  Non si era dannato l’anima per disinnescare le polemiche. Non una dichiarazione. Non un comunicato.  Non un soffio per spegnere l’incendio.  </span><span style="font-weight: 400;">Per l’opinione pubblica il commissario è un fantasma, il vai avanti te che a me viene da ridere. E se è vero che i panni sporchi si lavano in casa, è altrettanto vero che se sono esposti alla finestra e noti a tutti, è meglio indicare come si intende pulirli. Si bloccano spifferi, confidenze, soffiate, rumors che trasformano questi panni in una bomba a orologeria. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Maccari è sicuramente bravo, ma in questa occasione ha dimostrato di essere un generale prudente. Timoroso, antitesi del capo mandato a mettere ordine nella classe con alunni indisciplinati e turbolenti. </span><span style="font-weight: 400;">Interprete da oscar del Todo Modo politico, probabilmente rimarrà a galla per molto tempo nel mare burrascoso dei partiti. Inaffondabile. Come il sughero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La cautela di Maccari contrasta con la sicurezza di Ventura. Il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia abbonda di testosterone, ormone assai apprezzato dai maschi alfa della destra nazionale e locale. Gladiatore, non esita a ingaggiare duelli mediatici al calor bianco con i tremebondi contestaori interni. </span><span style="font-weight: 400;">Costantemente nell’arena con grinta e determinazione, ha difeso le proprie scelte sull’accordo con il Pd per la spartizione dei posti nel collegio sindacale di Padania Acque.  Ha risposto alla requisitoria dei Torquemada del partito e cannoneggiato ad alzo zero contro il senatore </span><b>Renato Ancorotti,</b><span style="font-weight: 400;"> da lui ritenuto un acerrimo nemico e capo dei rivoltosi intenzionati a giubilarlo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con sottile e velenosa perfidia, Ventura ha </span><span style="font-weight: 400;">ricordato che Ancorotti non è un fratellino d’Italia doc, ma un emigrato regolare. Un transfuga da Forza Italia in limousine accolto da Fratelli d’Italia in pompa magna con la benedizione di </span><b>Daniela Santanchè</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ventura è un guerriero, ma non un politico. Ancora meno un diplomatico.  Emotivo, s’infiamma con la velocità della luce. Si incastra da solo con scelte autolesioniste, talune anche tafazziane. La più clamorosa e più recente è la rimozione di </span><b>Giovanni de Grazia</b> <span style="font-weight: 400;">e</span><b> Marco Micolo</b><span style="font-weight: 400;"> dal coordinamento provinciale del partito, con la risibile motivazione di una riorganizzazione interna.  Il primo è capogruppo di Fratelli d’Italia a Crema. Il secondo assessore a Casalmaggiore. Decisione presa e comunicata a pochi giorni di distanza da una riunione del coordinamento di Fratelli d’Italia, durante la quale le due vittime sacrificali avevano votato contro l’accordo con il Pd per Padania Acque.  Un’esecuzione sommaria, lontana anni luce da todo modo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ora cosa succederà? Di domani non c’è certezza.  Quel che è incontestabile è lo stato comatoso di Fratelli d’Italia.  Ventura, in quanto coordinatore provinciale, è il maggiore imputato del disastro. Gli altri dirigenti, nessuno escluso e compresi i capi regionali e nazionali, sono tutti complici. Correi. Il documento firmato dalla trentina di Saint Just non è il salvacondotto che evita responsabilità, non ridà la verginità perduta. Attenzione: lo stesso Saint Just è stato ghigliottinato.  E Savonarola finì al rogo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«Tutto è possibile, persino che l&#8217;omicida sia Sant&#8217;Ignazio» (Todo Modo). E nessuno si stupirebbe.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Antonio Grassi</strong></p>
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		<title>Dalla grande ambizione di Berlinguer al Pd cremonese ridotto a comitato elettorale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Grassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 06:32:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 25 aprile su Rai 3 è passato Berlinguer. La grande ambizione, regia di Andrea Segre, protagonista uno straordinario Elio Germano nei panni del defunto segretario del Pci. Non è un film perfetto e non tutti lo applaudono. Non è un omaggio ai nostalgici, ai disillusi e ai pensionati della politica. Non un amarcord sui [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Il 25 aprile su Rai 3 è passato </span><i><span style="font-weight: 400;">Berlinguer. La grande ambizione, </span></i><span style="font-weight: 400;">regia di </span><b>Andrea Segre</b>, <span style="font-weight: 400;">protagonista uno straordinario </span><b>Elio Germano</b><span style="font-weight: 400;"> nei panni del defunto segretario del Pci. </span><span style="font-weight: 400;">Non è un film perfetto e non tutti lo applaudono. Non è un omaggio ai nostalgici, ai disillusi e ai pensionati della politica. Non un amarcord sui tempi andati. Non un cadeau per i reduci di un passato che non ritorna e non ritornerà. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Spaccato di storia degli anni Settanta, racconto biografico, stimola analisi e riflessioni sullo stato comatoso della politica in generale e di quella locale in particolare. Dopo le guerre stellari per la nomina del collegio sindacale di Padania Acque, il film aiuta a cogliere la differenza tra partiti-corpi intermedi e partiti-agenzie di collocamento, ascensori e scorciatoie per salire ai vertici della scala sociale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La grande ambizione permette di distinguere un leader politico autentico da un mestierante, che si autoproclama il più furbo del bigoncio. Agevola il confronto tra la politica del tempo che fu, rigorosa, ricca di ideali e idee, con quella instabile e ballerina del tempo che è. Condizionata dall’attualità e dai sondaggi, costruita con una comunicazione mordi e fuggi, in costante aggiornamento e in un perenne <em>hic</em> <em>et nunc</em>, la politica odierna vive di slogan e di immagini. Di post e reel. Spesso di fake news. Personalizzata e spettacolarizzata da leader caricaturali e tronfi, è quasi sempre gassosa e sfuggente. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel nostro territorio un refolo di vento, uno stormir di fronde e una voce dal sen fuggita bastano per scatenare un inferno mediatico. Un sedere troppo ingombrante o fuori dal coro, piazzato su una sedia destinata ad altri, trasforma in uragano politico di grado 5 la nomina in un organismo di controllo di una società pubblica con i numeri vincenti. Padania Acque li possiede. Tutti li conoscono e li apprezzano. Li approvano e li applaudono.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al contrario, pochi politici si scompongono per questioni assai più gravi di una nomina in un collegio sindacale. Tra queste, la costruzione del nuovo ospedale di Cremona. Ancora meno li scalfisce la perdita di posizioni nella classifica sulla qualità della vita in provincia, pubblicata alcuni giorni fa da </span><i><span style="font-weight: 400;">Il Sole 24 ore. </span></i><span style="font-weight: 400;">La notizia non ha suscitato reazioni politiche degne di nota. Nemmeno una smorfia di disappunto o di fastidio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per animare il dibattito servono infatti quelle che Totò chiama bazzecole, quisquilie, pinzillacchere. E così è accaduto per la proposta del consigliere di minoranza, </span><b>Alessandro Portesani</b><span style="font-weight: 400;"> (Novità a Cremona) di dedicare una targa al passaggio di Mozart in città. Nulla di sconvolgente, ma coerente con Cremona città della musica, definizione che piace tanto agli amministratori e procura loro memorabili orgasmi. Ebbene, Portesani ha incassato il <em>niet</em> della giunta e si è scatenato il finimondo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La grande ambizione di </span><b>Enrico Berlinguer</b><span style="font-weight: 400;"> è stata il compromesso storico del Pci con la Dc, preceduto dal distacco del Pci da Mosca. Un salto del fosso dei comunisti, non più trinariciuti, passaggio necessario per puntare a entrare nel governo con la Democrazia cristiana. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da noi la grande ambizione non supera l’altezza di una spanna e non è necessario saltare alcun fosso. Tutt’al più un ruscello largo quaranta centimetri. Fingere di stare su barricate opposte è la recita preferita dei partiti locali. Il duello all’arma bianca su Padania Acque è un’eccezione. </span><span style="font-weight: 400;">Secondo </span><b>Rino Formica</b><span style="font-weight: 400;"> «La politica è sangue e merda». Da noi è molto meno. Da noi è furbizia miope da quattro soldi. Non quella da magliari del gioco delle tre carte, ma la destrezza degli imbonitori da sagra di paese. È l’abilità di piazzare un uomo del proprio partito nel consiglio di amministrazione di una partecipata.  Risultato che aggiunge al palmares personale una medaglietta al valore e permette di incassare un bonus per un avanzamento di carriera nel partito. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Molto apprezzata e meritevole di encomio è la capacità di strappare la presidenza di un ente pubblico a un concorrente. Fioccano onori e applausi anche per l’occupazione di uno strapuntino nel direttivo del Circolo Pickwick della politica locale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel nostro territorio sogni e utopie sono stati sepolti, sfrattati dalla spartizione draconiana di poltrone e prebende di ogni tipo, comprese quelle per un posto nel club degli appassionati di carte Pokemon. </span><span style="font-weight: 400;">Mercanti in fiera, i partiti barattano gli incarichi degli aspiranti poltronari o poltronisti con modi e sorrisi dei collezionisti di figurine Panini che si scambiano quelle per completare il proprio album.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La grande ambizione non abita qui. Da noi spopola la grande illusione o la grande fregatura, con un eccesso di brave persone inerti e poca dialettica vera.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mancano gli antagonisti non da operetta, quelli senza se e senza ma. Rari i </span><b>Darth Vader</b><span style="font-weight: 400;"> che rendono epica la storia. La loro assenza trasforma la politica in melassa. In morta gora.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si dice che la virtù stia nel mezzo, ma si dimentica che in quest’area prolifera anche la mediocrità, l’inazione, l’apatia, l’inerzia. Il paraculismo. Questa grande e ospitale area, madre universale che accoglie tutti, è il problema della nostra provincia. </span><span style="font-weight: 400;">Con Padania Acque si è superato il limite. Il compromesso si è trasformato in un accordo contro natura. In un patto con il diavolo. Ma attenzione, letteratura e cinema ammoniscono che Belzebù garantisce la vittoria iniziale alla quale segue una conclusione nefasta. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le lotte intestine di Fratelli d’Italia, generate dall’accordo, confermano che il partito si è incamminato su una brutta strada. Rumors dell’ultima ora, usciti direttamente dalle segrete stanze del partito, riferiscono di possibili epurazioni di un paio di membri del coordinamento provinciale.  Veri o falsi che siano, è assodato che gli spifferi sono sempre deleteri per la salute. Anche per quella di un partito.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cremona è abituata alla genetica da prima pagina nazionale. Il toro Galileo e la cavalla Prometea, cloni d’eccezione, sono fiori all’occhiello della ricerca del territorio. Un bouquet prestigioso, che in queste settimane si è arricchito con il bocciolo di Fratelli Piddini Cremonesi (FPC).  </span><span style="font-weight: 400;">Organismo geneticamente modificato (Ogm) fa un baffo al compromesso storico pensato da Enrico Berlinguer e </span><b>Aldo Moro</b><span style="font-weight: 400;">. Indigesto a parecchi militanti dei due partiti coinvolti, il taglia e cuci genetico è la nuova frontiera politica provinciale. Probabilmente, il test anticipatore di operazioni più complesse. Per esempio, una parziale privatizzazione di Padania Acque. Fantapolitica? Forse, ma mai dire mai. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La grande ambizione era un progetto di grande respiro. Una rivoluzione copernicana nelle alleanze politiche non solo italiane, ma europee. La grande ambizione provinciale è meno pretenziosa. Mira a spartire pani e pesci e il resto, briciole comprese, che la politica e la pubblica amministrazione permettono di condividere. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel Pci di Berlinguer il partito era uno strumento collettivo che prevaleva sull’interesse dei singoli. Nel Pd attuale l’apparato è al servizio del leader di turno e modellato sull’autoreferenzialità dei dirigenti, coadiuvati da spin doctor e consulenti della comunicazione. Dal marketing politico e dalla pletora di soggetti imposti dall’era digitale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Pd ha smesso di essere il partito diverso dagli altri, caratteristica che rivendicava con orgoglio. Il matrimonio con Fratelli d’Italia, celebrato durante l’assemblea di Padania Acque, ha ufficializzato la sua normalizzazione e l’affossamento della grande-piccola ambizione provinciale.  </span><span style="font-weight: 400;">In linea con la maggioranza dei partiti di oggi, anche il Pd locale è un comitato elettorale permanente. Forse più organizzato degli altri, ma nulla di più. Con buona pace di chi cita il passato, le lotte operaie e ricorda i Berlinguer, gli Ingrao, le Iotti e il resto del pantheon comunista. Per i diversamente giovani bisognosi di un energizzante, per gli adulti disillusi, per gli estimatori di un cinema non banale e non palloso, </span><i><span style="font-weight: 400;">Berlinguer. La grande ambizione</span></i><span style="font-weight: 400;"> si trova su RaiPlay. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso: era come due persone in una».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«Qualcuno era comunista. Perché ormai il sogno si è rattrappito».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Era il 1992. </span><b>Giorgio Gaber, </b><span style="font-weight: 400;">artista e profeta, aveva previsto tutto.  Già.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Antonio Grassi</strong></p>
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		<title>Collegio sindacale di Padania Acque: la vittoria di Bertusi, l&#8217;uomo che sussurra ai partiti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Grassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 09:22:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mercoledì alle sette della sera, presso la sala Stradivari di CremonaFiere, i sindaci-soci di Padania Acque erano riuniti per un’assemblea societaria. Poco prima avevano approvato all’unanimità il bilancio d’esercizio 2025. Si accingevano a votare i componenti del collegio sindacale della società. Alle sette della sera le discussioni e le polemiche roventi dei giorni precedenti su [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì alle sette della sera, presso la sala Stradivari di CremonaFiere, i sindaci-soci di Padania Acque erano riuniti per un’assemblea societaria. Poco prima avevano approvato<br />
all’unanimità il bilancio d’esercizio 2025. Si accingevano a votare i componenti del collegio sindacale della società.</p>
<p>Alle sette della sera le discussioni e le polemiche roventi dei giorni precedenti su questo argomento impregnavano l’aria, ma il clima appariva tranquillo. Definirlo mesto sarebbe più corretto.<br />
Alle sette della sera i sindaci-soci erano stanchi e demotivati. Sfibrati dallo scontro avviato nelle settimane precedenti per una sfida molto di potere e poco di sostanza. Confusi per<br />
l’eccessivo clangore di lame incrociate. Spaesati per tanto rumore sulla spartizione di poltrone tecniche e di controllo e non di gestione. Decisione importante, ma non tale da<br />
scatenare un cataclisma politico.</p>
<p>Alle sette della sera un uomo elegante, niente giacca, camicia bianca, cravatta e pantaloni blu, scarpe stringate nere e cintura dello stesso colore, sostava sul pianerottolo antistante la sala dell’assemblea. Presenza insolita, l’intruso rappresentava l’indizio, lo spoiler del risultato dell’imminente<br />
votazione. Alto e distinto, sentinella della sala Stradivari, l’uomo attendeva calmo e sicuro la chiusura dei lavori. Si crogiolava nel rimirare la scala reale che teneva in mano. Avrebbe<br />
vinto la partita. Lui, il politico che non era segretario né dirigente di partito, neanche sindaco-socio e neppure assessore o consigliere. Lui il king maker che aveva dettato le regole del gioco e dato le carte. Lui il metronomo della politica locale, il cerbero educato, abituato ad usare pugno di ferro in guanto di velluto. Lui, pignolo e metodico, aveva diretto con maestria il<br />
traffico del consenso sulla via dell’acqua.</p>
<p>Alle sette della sera tutto era evangelicamente già compiuto e lui attendeva l’ufficializzazione del risultato, dell’ultimo esame prima della laurea di migliore pokerista<br />
della politica locale.<br />
<strong>Fabio</strong> Bertusi, l’uomo che sussurrava ai partiti, aspettava il trionfo della lista Pd-Fratelli<br />
d’Italia, da lui promossa e sostenuta.<br />
Non uno scherzo e non un ossimoro, ma nuovo organismo geneticamente modificato<br />
(Ogm) e registrato con il nome di Fratelli Piddini Cremonesi (FPC). Costruito con<br />
segmenti di Dna dei due partiti dalla sezione politica di ingegneria genetica di Pd e Fratelli<br />
d’Italia, si contrappone al vecchio sodalizio Forza Italia-Lega.<br />
Alle sette della sera il surreale diventava reale. L’assurdo si trasformava in fattuale. La<br />
politica provinciale si confermava un ologramma di mestieranti, specializzati in<br />
chiacchiere e tessere. Popolata da maschi alfa taroccati, con ego debordanti alla ricerca di<br />
conferme. Intrisa di perdenti, truccati da vincenti. Con donne eccellenti relegate in seconda<br />
fila.<br />
Alle sette in punto della sera si sgretolava la coalizione di centrodestra, implodeva Fratelli<br />
d’Italia. Il Pd svendeva la propria identità per uno scranno di serie B.<br />
Alle sette della sera Forza Italia e Lega uscivano ammaccati dallo tsunami, ma con dignità e<br />
coerenza, gravati di un interrogativo relativo ai futuri appuntamenti elettorali. In autunno<br />
le elezioni del consiglio provinciale. Il prossimo anno il rinnovo di alcune amministrazioni<br />
comunali, Crema la più importante. Saranno le elezioni con liste Ogm?<br />
Alle sette della sera, in sala Stradivari la fotografia di vincitori e vinti era già chiara, in<br />
anticipo sulla chiusura della consultazione.<br />
Di Bertusi, è stato detto. Tutti i votanti sapevano che sarebbe salito sul gradino più alto del<br />
podio degli strateghi, pronto per la seconda parte della sua marcia alla conquista della<br />
leadership e del controllo di Fratelli d’Italia, partito al quale, si dice, sia iscritto. Obiettivo<br />
ambizioso, è impresa ardua. Considerato il livello non da Champions League della locale<br />
classe dirigente meloniana, il traguardo non sembra però impossibile. Tra i ciechi anche gli<br />
orbi ci vedono. Bertusi possiede occhi di lince.<br />
Alle sette della sera, Andrea Bignami, seduto in prima fila nella sala Stradivari, membro<br />
uscente del collegio sindacale, tranquillo attendeva la sua riconferma, prevista dalla<br />
sceneggiatura che, sapeva, non sarebbe stata modificata.</p>
<p>Stazza di Bud Spencer, l’aria rilassata ed enigmatica di un monaco buddista, è il vincitore<br />
vero. Per più di un anno il Pd ha cercato un appiglio giuridico per giubilarlo, ma indarno, direbbe il poeta. Tra i tentativi figura il vergognoso doppio passaggio in consiglio comunale<br />
del nuovo statuto della società.<br />
Leghista della prima ora, understatement invidiabile, Bignami non ha mai dimenticato che<br />
Alberto da Giussano compare con la spada sguainata nel simbolo del suo partito. E lui è<br />
un fuoriclasse a tirare di fioretto. Come Cyrano, anche Bignami non perdona e tocca. Per<br />
altri tre anni proseguirà a essere l’incubo del Pd e a disturbare il sonno di chi propaganda<br />
un cambiamento, che alla verifica risulta farlocco.<br />
«Eh già sembrava la fine del mondo ma sono ancora qua ci vuole abilità» (Vasco Rossi).<br />
Alle sette della sera, Matteo Romagnoli di Fratelli d’Italia, ma candidato del neonato<br />
FPC, non era roso dal dubbio sull’esito dell’elezione del collegio sindacale. Alle sette della sera, l’ora dello spritz con stuzzichini, è stato nominato presidente del<br />
collegio sindacale di Padania Acque con i voti decisivi del Pd ma senza una parte di quelli<br />
di Fratelli d’Italia. Capolavoro assoluto di realpolitik non scevro di un pizzico di cinismo, la sua elezione merita una standing ovation e una riflessione su dubbi e ambiguità generati. È vera gloria il matrimonio Pd-Fratelli d’Italia? Ma il 5 maggio, Manzoni e Napoleone non<br />
c’entrano.<br />
Dei tre membri effettivi del collegio sindacale, il presidente Romagnoli e il consigliere<br />
Bignami sono entrambi marchiati con il timbro Centrodestra di origine controllata. Ora, è<br />
corretto affermare che la maggioranza sia formalmente di centrosinistra? No. Ma è<br />
altrettanto vero che è sbagliato sostenere che sia di centrodestra. Il loop è servito. Definirla<br />
maggioranza bertusiana sarebbe il modo migliore per uscire dal rompicapo. È proibito<br />
dalla politica, ma non dirlo è ipocrisia.<br />
Alle sette della sera, nella sala Stradivari è andata in onda la tragedia di Fratelli d’Italia.<br />
Confuso e spaesato, il partito fluttua nel mare grigio del nulla. Privo di bussola, con una<br />
classe dirigente di volonterosi boy scout, non offre molto altro. Con poche idee confuse, Fratelli d’Italia cavalca l’onda dell’improvvisazione e la coerenza<br />
manca dalla sua cassetta degli attrezzi. Più simile a un’armata Brancaleone che a una<br />
falange oplitica, è un partito bipolare. Raccoglie consensi, tessere e poltrone, ma non<br />
dirigenti all’altezza del ruolo. Non incide per i numeri che può esibire. Nella guerra per il collegio sindacale di Padania Acque, i boy scout scalcagnati di Giorgia<br />
Meloni si sono schierati con la squadra vincente. Hanno ottenuto il presidente, ma si sono<br />
ritrovati spelacchiati per fratricide e furiose liti all’arma bianca.<br />
Partiti per suonare, hanno sì suonato, ma sono tornati suonati. Un caso da studiare.<br />
<strong>Marcello</strong> <strong>Ventura</strong>, il capo dei lupetti, al momento di scatenare l’inferno contro gli ex<br />
alleati Lega e Forza Italia e fornire sostegno a Romagnoli, è rimasto con il cerino in mano.<br />
Travolto dalle contestazioni per l’accordo con il Pd, si è ritrovato con l’esercito decimato<br />
per la diserzione dei suoi ufficiali, contrari al matrimonio con il Pd. Contestato, è stato<br />
costretto ad affrontare una lotta intestina a colpi di comunicati, fuga di notizie, colpi bassi.<br />
Il partito da Fratelli d’Italia si è trasformato in Fratelli coltelli, un’evoluzione darwiniana al<br />
contrario.<br />
Sarebbe miope addossare esclusivamente la responsabilità del disastro a Ventura. Il<br />
fallimento della linea rossonera va condiviso con il mantovano <strong>Carlo</strong> <strong>Maccari</strong>, coordinatore regionale del partito. Spedito a Crema per commissariare il circolo indisciplinato, in città si è visto molto poco, e<br />
molto poco è già molto. Sulla guerra che ha squassato il partito non ha mosso un dito. Non ha profferito una<br />
parola. Si è caratterizzato per il suo silenzio devastante per Fratelli d’Italia. Nel valzer dell’assurdo, si è salvato il senatore <strong>Renato</strong> <strong>Ancorotti</strong>. Sveglio come pochi e rapido come<br />
un centometrista olimpico, si è divincolato in tempo record dall’abbraccio mortale con il<br />
Pd.</p>
<p>Chiude il cerchio il documento del direttivo provinciale del partito. Dissente dalla linea filopidiessina di Ventura. Questo basta e avanza. Alla riunione erano presenti in pochi, ma sufficienti per risultare giustiziere.</p>
<p>Alle sette della sera i sindaci-soci del Pd presenti a CremonaFiere, acquattati e silenziosi, seguivano discreti i lavori dell’assemblea. Nei giorni successivi alla nomina non hanno rilasciato dichiarazioni. Niente polemiche. Profilo basso e via andare.</p>
<p>Stupisce il silenzio del consigliere regionale del Pd, <strong>Matteo</strong> <strong>Piloni</strong>. Ubiquitario interviene su tutti i problemi del territorio, se necessario anche sul ruolo sociale del gioco della lippa.</p>
<p>Alle sette della sera il Pd ha vinto. Ha spaccato e incenerito Fratelli d’Italia. Ha confermato di essere la Dc del terzo millennio. Ma più arrogante. Forse più spregiudicato. Ne valeva la<br />
pena? Se alle cinque della sera è il Lamento per Ignacio Sanchez Mejias di Garcia Lorca, quanto è successo mercoledì alle sette della sera in sala Stradivari è il Lamento funebre<br />
della politica provinciale.</p>
<p>Condoglianze.</p>
<p><strong>Antonio</strong> <strong>Grassi</strong></p>
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		<title>Padania Acque, corsa alle poltrone, la storia si ripete: vecchia passione, nuovi protagonisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Grassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 09:44:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; di Antonio Grassi Nel 1989 cadde il muro di Berlino, l’ideologia cedette il passo al pragmatismo spesso avulso dal bene comune. Iniziò un’altra era. La politica ora è liquida. Sopravvive il vizio antico, inossidabile e inaffondabile, patologia endemica dell’assalto alle sedie. E la nomina del collegio sindacale di Padania Acque, prevista per mercoledì, conferma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>di <strong>Antonio</strong> <strong>Grassi</strong></p>
<p>Nel 1989 cadde il muro di Berlino, l’ideologia cedette il passo al pragmatismo spesso<br />
avulso dal bene comune. Iniziò un’altra era. La politica ora è liquida. Sopravvive il vizio antico, inossidabile e inaffondabile, patologia endemica dell’assalto alle sedie. E la nomina del collegio sindacale di Padania Acque,<br />
prevista per mercoledì, conferma che la poltronite è viva e vegeta e inquina i partiti.<br />
Come i soldi, gli scranni non hanno odore e nemmeno colore. Immortali e arroganti, se ne<br />
fottono del simbolo di partito marchiato sul sedere dell’ospite, senza preoccuparsi se sodo<br />
o flaccido.</p>
<p>La politica è disinteressata alla qualità delle poltrone. Siano aristocratiche Frau o popolari<br />
Ikea poco importa. Il suo obiettivo è l’occupazione del maggior numero possibile di posti,<br />
attenta a non snobbare sedie e strapuntini, panche comprese. Tutto fa brodo.<br />
Femmine fatali, le poltrone ammaliano generali e attendenti di partito. Disposti ad accordi<br />
anche contro natura per possederle, gli amministratori pubblici non conoscono limiti.<br />
Neppure pudore.</p>
<p>Per la politica Milady non è mai morta e mai verrà impiccata. Dopo avere spezzato il cuore<br />
di Athos nei Tre moschettieri, dilania oggi i partiti di casa nostra e continuerà a sedurli<br />
anche domani. A trascinarli nel baratro. Ad allontanare gli elettori dalle urne.<br />
La scarsa presenza di fuoriclasse nella truppa sgangherata della politica locale esalta<br />
l’importanza delle poltrone e toglie lucidità. Penalizza coerenza e contenuti.<br />
A dicembre dell’anno scorso, la miopia del Pd costrinse i sindaci-soci di Padania Acque a<br />
ritornare nei consigli comunali per modificare una delibera già approvata e aggiungere al<br />
testo il limite di tre mandati per i membri degli organismi societari.<br />
In questi giorni la nomina del collegio sindacale di Padania Acque si è trasformata in un<br />
duello all’arma bianca. Un viaggio indietro nel tempo di settant’anni, quando l’ex<br />
democristiano <strong>Silvio</strong> <strong>Milazzo</strong> si candidò presidente della regione Sicilia sostenuto da Pci<br />
e Msi. Vinse e governò l’isola con comunisti e missini in giunta.</p>
<p>Nel nostro territorio il Pd, erede del Pci, e Fratelli d’Italia, con cromosomi missini, si sono<br />
uniti per formare un organismo geneticamente modificato e concorrere alla spartizione dei<br />
tre posti da titolari e due di riserva nel collegio sindacale di Padania Acque. La coalizione<br />
si contrappone a quella più tradizionale di Forza Italia-Lega, che ha denunciato e<br />
stigmatizzato l’Ogm politico cremonese, forse l’unico in Italia. Sicuramente raro.<br />
Le nozze Pd-Fratelli d’Italia appaiono incomprensibili non soltanto ai non addetti ai lavori,<br />
ma probabilmente anche a molti dei militanti dei due partiti e a tanti dei 113 sindaci-soci di<br />
Padania Acque.</p>
<p>Sorprendono e sconcertano le motivazioni addotte da <strong>Rosolino</strong> <strong>Azzali</strong>, segretario<br />
provinciale Pd e da <strong>Marcello</strong> <strong>Ventura</strong>, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, per<br />
giustificare l’operazione Poltrona, amore mio. Contraddittorie e ridicole, le spiegazioni di entrambi appaiono una disperata arrampicata sui vetri, con spreco di moralismo da oratorio, fastidioso e inutile.<br />
La politica difetta di chierichetti. Abbonda di filibustieri. E l’incenso è sempre ambiguo.<br />
Il maldestro tentativo di Azzali e Ventura di imbrigliare le proteste e placare i malumori<br />
ha sortito l’effetto opposto. La pezza si è rivelata peggiore del buco. Non ha riscosso il<br />
consenso auspicato, cercato e atteso dai due politici. Ha strappato un sorriso di disincanto<br />
e una scrollata della testa. Azzali ha diffuso un comunicato per contestare una nota al vetriolo contro la lista PD-<br />
Fratelli d’Italia. Nota sottoscritta dai segretari Simone Bossi, Lega Cremona; Tiziano<br />
Filipponi, Lega Crema: Gabriele Gallina, Forza Italia e Giuseppe Trespidi, Udc.<br />
Nella risposta Azzali racconta di un Pd impegnato esclusivamente ad operare per il bene di<br />
Padania Acque, ma forse dimentica che già ora gode di una salute di ferro, dato sul quale<br />
quasi tutti i soci concordano. Il segretario del Pd imputa ai quattro condottieri del centrodestra narrazioni distorte sulla<br />
vicenda. «Fantasiose e strumentali. Totalmente non veritiere». Spiega che l’accordo<br />
contro natura rappresenta la sintesi «della volontà dei sindaci per lo più civici, di<br />
garantire il corretto funzionamento di una società importante per il territorio, nel pieno<br />
rispetto delle regole e delle prerogative dei soci».</p>
<p>Nessuno lo dubita, ma sorge un problema. Azzali dovrebbe chiarire la presenza di Andrea<br />
Virgilio, sindaco di Cremona, Pd certificato, tra i sottoscrittori della lista a sostegno di<br />
Matteo Romagnoli alla presidenza del collegio sindacale di Padania Acque. Una firma<br />
bollente che pone il Pd sulla graticola e toglie ogni alibi alla verginità del partito<br />
rivendicata da Azzali. Con buona pace del segretario piddino, Romagnoli è iscritto a<br />
Fratelli d’Italia. Non è un semplice militante. È membro del coordinamento cittadino del<br />
partito. Chiara Capelletti ha evidenziato con efficacia la contraddizione tra le affermazioni di<br />
Azzali e la realtà dei fatti. Meloniana, consigliera comunale di Cremona, con toni pacati si è<br />
dissociata dall’operazione e ha impartito una lezione di logica al segretario piddino. «Basta<br />
una firma su quella lista per certificare che FDI e PD si stanno candidando insieme» (Vittorianozanolli.it, 16 maggio). E il riferimento è all’autografo di Virgilio a sostegno dell lista pro Romagnoli.</p>
<p>Poi c’è il rinnovamento. Un’ossessione per Azzali. Lancia in resta, si è scagliato contro le<br />
polemiche ideologiche che «impediscono un salutare rinnovamento della società».<br />
Il segretario del Pd che «dopo quindici anni da sindaco e altri quindici di impegno<br />
amministrativo come assessore e vicesindaco, torna in campo con la lista Uniti per Corte<br />
de&#8217; Frati» (La Provincia, 8 maggio 2026) sa che il rinnovamento di Padania Acque non<br />
transita dal collegio sindacale. Sa che è un organismo di controllo e vigilanza. Sa che<br />
riferisce ai soci e, nei casi più gravi, al Tribunale. Sa che non gestisce la società. Sa anche<br />
che nella sostanza il collegio sindacale svolge una funzione analoga al revisore dei conti<br />
dei comuni, organo tecnico e non politico, estratto a sorte da un elenco dei revisori degli<br />
enti locali.<br />
Azzali non è un giovane virgulto della politica e gli fa onore la foga di cambiamento che<br />
dimostra, però dovrebbe ricordare che non vale solo per Padania Acque.<br />
Infine sa anche che quattro dei cinque candidati presentati dalla lista Forza Italia-Lega<br />
sono nuovi. Uno solo rappresenta la continuità con il passato ed è noto a tutti che è questo<br />
lupo solitario a infastidire i falsi rinnovatori e ad agitare il sonno dei suoi cecchini. In<br />
verità tiratori da luna park che hanno provato in tutti i modi a centrare il bersaglio senza<br />
riuscirci.</p>
<p>Il suo nome è Andrea Bignami. Leghista, in corsa per la presidenza, è un professionista<br />
di grande esperienza. Curriculum da primo della classe, plus che infastidisce qualche<br />
marchese del Grillo del centrosinistra locale, che è tale grazie alla mancanza di concorrenti.<br />
Tra gli incarichi attualmente ricoperti da Bignami, oltre quello di sindaco effettivo nel<br />
collegio sindacale di Padania Acque, spiccano quelli di sindaco effettivo della Fondazione<br />
Cassa di risparmio delle Province lombarde e di presidente del collegio sindacale della<br />
Fondazione Fiera Milano. Anche Matteo Romagnoli, il suo antagonista alla presidenza è un cavallo di razza. Un fuoriclasse che presiede il collegio sindacale dell’Asst di Cremona ed è sindaco revisore unico dell’Istituto ospedaliero Sospiro E.T.S.</p>
<p>In questa colata di polemiche è d’obbligo citare la presa di posizione di Renato<br />
Ancorotti, senatore di Fratelli d’Italia. Il parlamentare entra a piedi giunti sulla<br />
questione. La tocca piano. Fa saltare il banco. Manda un messaggio al partito. Definisce<br />
opaco l’accordo Pd-Fratelli d’Italia. «Lo respingo con forza e aggiungo che lo trovo<br />
repellente. La stessa porcheria che era successa durante le elezioni per il presidente della<br />
Provincia: gli stessi attori, lo stesso film inguardabile e orribile».Bocciatura in filigrana del segretario provinciale del partito, il documento scatena uno tsunami in Fratelli d’Italia. Ventura replica con un comunicato non dei migliori.</p>
<p>Miscellanea di frasi fatte, è un boomerang. Ammette il patto con il Pd per formare la lista.<br />
Difende la scelta. Conclude: «Proponiamo a Padania Acque un Collegio Sindacale<br />
d&#8217;eccellenza, pronto a lavorare nell&#8217;esclusivo interesse dei cittadini cremonesi». Quello di Forza Italia e Lega è scadente?</p>
<p>Risultato: venerdì sera si è riunito l’organismo dirigente provinciale del partito. È stato<br />
approvato con 8 voti favorevoli e 2 astenuti un documento che i rumors definiscono vicino posizioni di Ancorotti. Pare non venga reso pubblico. Perché? Gli iscritti al partito<br />
hanno diritto di sapere. Pazienza, spesso una fesseria tira l’altra. Come le ciliegie.<br />
In questo rumore, spicca il silenzio del Pd. Già, zitto e mosca.</p>
<p>L’appuntamento per la resa dei conti è mercoledì prossimo, durante l’assemblea dei<br />
sindaci-soci di Padania Acque. Si affronteranno da una parte la lista Pd-Fratelli d’Italia,<br />
dall’altra Forza Italia e Lega. Ma non sarà così e non sarà una sfida epica. Ma una battaglia<br />
di piccolo cabotaggio. Una rissa di quartiere.</p>
<p>Comunque sia verrebbe da dire: vinca il migliore. Di migliori non ce ne sono in questa storia. Solo dei Giovanni Vivaldi, travet, borghesi piccoli piccoli della politica, ma che si reputano fenomeni. E non sono i sindaci-soci di Padania Acque. Povera provincia. Mala tempora currunt. Purtroppo se ne preparano di peggiori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://vittorianozanolli.it/padania-acque-corsa-alle-poltrone-vecchia-passione-nuovi-protagonisti/">Padania Acque, corsa alle poltrone, la storia si ripete: vecchia passione, nuovi protagonisti</a> proviene da <a href="https://vittorianozanolli.it">Vittoriano Zanolli</a>.</p>
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		<title>Padania Acque: Pd e FdI inutilmente uniti per eliminare Andrea Bignami, capolista di Lega-Forza Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Grassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 07:26:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci risiamo.  I bollettini della politica prevedono bufera in arrivo su Padania Acque. Venerdì sono scaduti i termini per la presentazione delle liste dei candidati per il collegio sindacale della società. L’elezione dell’organismo avverrà con la votazione dell’assemblea dei soci convocata per giovedì 20 maggio. Due le liste depositate. Quattro i giorni previsti dal regolamento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://vittorianozanolli.it/ennesima-bufera-in-vista-su-padania-acque-uno-sconquasso-per-eliminare-andrea-bignami-capolista-di-lega-forza-italia/">Padania Acque: Pd e FdI inutilmente uniti per eliminare Andrea Bignami, capolista di Lega-Forza Italia</a> proviene da <a href="https://vittorianozanolli.it">Vittoriano Zanolli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Ci risiamo.  I bollettini della politica prevedono bufera in arrivo su Padania Acque. Venerdì sono scaduti i termini per la presentazione delle liste dei candidati per il collegio sindacale della società. L’elezione dell’organismo avverrà con la votazione dell’assemblea dei soci convocata per giovedì 20 maggio. </span><span style="font-weight: 400;">Due le liste depositate. Quattro i giorni previsti dal regolamento per le verifiche burocratiche di rito.  Poi l’invio delle liste ai sindaci-soci.  </span><span style="font-weight: 400;">Se la matematica non è un’opinione, i Comuni dovrebbero ricevere la comunicazione ufficiale entro la metà della prossima settimana.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo il deprimente spettacolo andato in scena nei mesi scorsi e conclusosi il 31 marzo, con l’approvazione dell’aggiornamento dello statuto della società e del </span><span style="font-weight: 400;">nuovo regolamento per il funzionamento dell’assemblea e per le procedure di nomina degli organi societari e del Comitato Consultivo, l’</span><span style="font-weight: 400;">appuntamento del 20 maggio si preannuncia foriero di forti polemiche. Ipotesi che nessuno auspica, ma non peregrina. </span><span style="font-weight: 400;">Il timore nasce da alcune considerazioni oggettive. Valutazioni estranee al nome e alla professionalità dei candidati, ma legate alla loro fede politica e alla collocazione in una delle due liste presentate.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per comprendere la storia un flash-back aiuta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È l’8 maggio</span><span style="font-weight: 400;"> 2025, un anno fa. Durante l’assemblea di Padania Acque viene discussa la nomina del collegio sindacale. </span><b>Roberto Mariani, </b><span style="font-weight: 400;">presidente della Provincia e azionista con il maggior numero di quote,</span> <span style="font-weight: 400;">propone cinque nomi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sindaco di Casalmaggiore </span><b>Filippo Bongiovanni</b><span style="font-weight: 400;"> chiede la sostituzione di uno dei candidati (tre effettivi e due supplenti) con un altro professionista. L’assemblea viene sospesa per trovare un accordo, che non si raggiunge.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mariani spiega il motivo ai soci presenti (97 per cento del capitale sociale): il candidato alla presidenza del collegio sindacale non è disposto ad accettare sostituzioni all’interno della squadra designata. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per superare lo stallo, </span><b>Gianni Rossoni</b><span style="font-weight: 400;">, sindaco di Offanengo e presidente dell’Area omogenea cremasca, propone la proroga dei componenti del collegio sindacale in scadenza. </span><b>Cristian Chizzoli</b><span style="font-weight: 400;">, presidente della società, accoglie il suggerimento. Lo mette ai voti. L’assemblea approva. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mariani, che insieme ad altri soci contava di disporre della maggioranza con il 57 per cento del capitale sociale e di spuntarla, non la prende bene. Ma tant’è. </span><span style="font-weight: 400;">L’assemblea si conclude con discussioni al vetriolo. Fulcro della discussione: la pretesa di un candidato al collegio sindacale di decidere la squadra al posto degli azionisti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La proroga resiste per più di un anno e il prossimo 20 maggio dovrebbe scadere.  Il condizionale è d’obbligo: gli imprevisti entrano di diritto nell’ordine del giorno nelle assemblee di Padania Acque. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si potrebbe compilare l’elenco di queste sorprese, ma sarebbe sterile accanimento verso chi le ha causate. Soprattutto si rischierebbe di essere fraintesi e di attribuirle ingiustamente ai vertici societari.  La gestione di Padania Acque è infatti apprezzata da tutti i soci e le approvazioni unanimi degli ultimi bilanci con annessi commenti al miele, lo testimoniano. </span><span style="font-weight: 400;">In questo contesto, già teso da anni e da alcuni mesi infuocato per la guerra sulla modifica dello statuto, si inserisce la prossima votazione del collegio sindacale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Modifica &#8211; è bene ricordarlo &#8211; oggetto anche di un esposto presentato al prefetto da quattro consiglieri comunali di Cremona: </span><b>Andrea Carassai</b><span style="font-weight: 400;"> (Forza Italia), </span><b>Jane Alquati</b><span style="font-weight: 400;"> (Lega), </span><b>Paola Tacchini</b><span style="font-weight: 400;"> (5 Stelle &#8211; Cremona Cambia Musiica), </span><b>Alessandro Portesani</b><span style="font-weight: 400;"> (Novità a Cremona)</span><i><span style="font-weight: 400;">. </span></i><span style="font-weight: 400;">Un atto rivoluzionario per lo stile del capoluogo. </span><span style="font-weight: 400;">L’esposto non ha avuto seguito in quanto non di competenza prefettizia, ma lo stop nulla toglie al significato dell’azione. L’inefficacia del passaggio in Prefettura non ha infatti spento la polemica che ancora arde sotto la cenere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo quadro della situazione e le indiscrezioni sulla composizione delle due liste presentate alimentano il timore che l’assemblea convocata possa trasformarsi, more solito, in una bagarre politica stellare. </span><span style="font-weight: 400;">Il </span><span style="font-weight: 400;">nuovo regolamento prevede che ogni lista debba essere sottoscritta da soci che insieme detengano almeno il 20 per cento del capitale sociale. </span><span style="font-weight: 400;">Per centrodestra e centrosinistra raggiungere questa quota non è un problema, anche al netto di azionisti civici e non ascrivibili a nessuna delle due coalizioni. </span><span style="font-weight: 400;">Impresa titanica per i singoli partiti, risulta impossibile per Fratelli d’Italia. Improponibile per i civici.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra Pd, Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia è il partito della Meloni il più bisognoso dell’ossigeno che solo una coalizione gli può fornire. </span><span style="font-weight: 400;">Sul territorio Fratelli d’Italia guida pochi Comuni-soci, pertanto dispone di una percentuale esigua di azioni. Comunque non tale da raggiungere il 20 per cento indispensabile per partecipare autonomamente alla corsa per i cinque posti in palio.   </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un discorso a sé merita la Provincia.  Con una quota dell’11,221 per cento è il socio di maggior peso di Padania Acque, quello che maggiormente può incidere sull’esito della votazione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ultimo, ma non ultimo, il collegio sindacale è costituito da tre membri effettivi con l’obbligo di rappresentanza di genere. In soldoni deve essere formato o da due maschi e una femmina o da due femmine e un maschio.  Due i supplenti. </span><span style="font-weight: 400;">Rumor, confermati da personaggi autorevoli e affidabili e da alcuni sindaci, riferiscono che il 20 maggio il centrodestra si presenterà diviso.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il terzetto (Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia) è diventato un duetto. I Fratelli si sarebbero trasferiti nella squadra del centrosinistra monopolizzata dal Pd. </span><span style="font-weight: 400;">La separazione del centrodestra è già attiva da tempo in consiglio provinciale. Il gruppo aveva iniziato unito, poi si era diviso. Da una parte Forza Italia e Lega.  Dall’altra Fratelli d’Italia da sola, senza traslocare nel centrosinistra.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se così fosse verrebbe confermata la tesi già ventilata in passato dell’avvento di un inedito soggetto politico locale: il partito dei Fratelli Piddini Cremonesi (FPC).  Un prodotto di ingegneria genetica politica con segmenti di Dna di Fratelli d’Italia inseriti nel genoma del Pd (Vittoriano Zanolli.it, 8 marzo 2026).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La notizia spiazzante sta nella presentazione di una lista per il collegio sindacale composta da elementi del Pd e di Fratelli d’Italia. Ma ancora più stupefacente è l’assegnazione del posto di capolista al candidato di Fratelli d’Italia, lo stesso che, un anno fa, con il suo gran rifiuto ad accettare la proposta di Bongiovanni, ha provocato la proroga raccontata sopra. Lo stesso che è nel coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia. </span><span style="font-weight: 400;">Con tre membri effettivi e due liste, e la certezza che i due capilista saranno eletti, resta un solo posto da assegnare.  Una poltrona &#8211; che considerate le quote azionarie dei singoli Comuni &#8211; sarà conquistata sul filo di lana. Ma la matematica da sola non basta. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Altri due parametri rendono la situazione complessa. Quei civici orientati a sinistra voteranno un capolista di Fratelli d’Italia?  Quanti di loro sono stati interpellati su questa scelta? Cosa ne pensa il Pd cremasco, che sulla modifica dello statuto si è scontrato con quello cremonese? Ma in particolare cosa ne pensano gli elettori dello stesso Pd e di Fratelli d&#8217;Italia?  Non è scontato che tutti i sindaci del Pd e di Fratelli d’Italia seguiranno compatti le indicazioni del proprio partito.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Infine i vertici regionali e nazionali del Pd sono a conoscenza della mutazione genetica del Pd provinciale? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se così stanno le cose, il vincitore politico di questa partita ancora da giocare è già noto.  È il candidato di Fratelli d’Italia che ha tenuto per gli ammennicoli il centro sinistra, ha imposto la propria linea e, di fatto, ha provocato il rinvio dell’assemblea di Padania Acque. Non soddisfatto, un anno dopo si è assicurato il posto da capolista nella coalizione di centrosinistra. Scusate, se è poco. Tanto di cappello.  È altrettanto certo che gli sconfitti sono i leader politici locali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un tempo le persone timorate di Dio avrebbero scosso la testa ed esclamato con tono contrito «non c’è più religione».  No, non c’è più la politica. Almeno a Cremona e provincia.  Resta la speranza che, toccato il fondo, si risalga. Così sia. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma resta sempre un interrogativo: valeva la pena imbastire questo sconquasso per evitare l’ennesima nomina del leghista </span><b>Andrea Bignami</b><span style="font-weight: 400;">? Obiettivo mancato. Bignami è il capolista della lista Lega- Forza Italia. Centrosinistra meglio di Tafazzi. La politica non abita nella nostra provincia. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Antonio Grassi</strong></p>
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