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	<title>Ospite, Autore presso Vittoriano Zanolli</title>
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	<title>Ospite, Autore presso Vittoriano Zanolli</title>
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		<title>Carotti (FdI) replica al sindaco Virgilio: «Inquietante la volontà di negare che possano esistere alternative all’aborto»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ospite]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 08:09:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Le dichiarazioni del sindaco Andrea Virgilio, lungi dal chiarire le ragioni della rimozione del manifesto Pro Vita, confermano esattamente ciò che ho denunciato con l’interrogazione depositata in Consiglio Comunale». Lo dichiara Matteo Carotti, consigliere comunale del Gruppo Fratelli d’Italia di Cremona e presidente provinciale di Gioventù Nazionale, replicando alle affermazioni del primo cittadino. «Nessuno ha mai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Le dichiarazioni del sindaco <strong>Andrea Virgilio</strong>, lungi dal chiarire le ragioni della rimozione del manifesto Pro Vita, confermano esattamente ciò che ho denunciato con l’interrogazione depositata in Consiglio Comunale». Lo dichiara <b>Matteo Carotti</b>, consigliere comunale del Gruppo Fratelli d’Italia di Cremona e presidente provinciale di Gioventù Nazionale, replicando alle affermazioni del primo cittadino.</p>
<p>«Nessuno ha mai sostenuto che un manifesto possa conoscere la storia personale di una donna. Proprio per questo, però, non si comprende il senso della replica del Sindaco. Lo scopo di quel messaggio non era giudicare nessuno né tantomeno sostituirsi alle coscienze individuali. Il suo obiettivo era molto più semplice: ricordare che, accanto ad una scelta certamente delicata e sofferta come l’interruzione volontaria di gravidanza, possono esistere anche delle alternative e che esistono associazioni pronte a fornire sostegno concreto alle donne che non sono pienamente convinte di intraprendere quel percorso.»</p>
<p>«È evidente che quel messaggio non era rivolto a quelle donne che vivono dubbi, paure e difficoltà e che potrebbero desiderare di portare avanti la gravidanza, senza però sapere a chi rivolgersi. Ed è proprio questo, del resto, lo spirito della Legge 194 del 1978, che non si limita a disciplinare l’interruzione volontaria di gravidanza, ma affida alle istituzioni anche il compito di rimuovere le cause che possono indurre una donna ad abortire e di offrirle ogni possibile sostegno.»</p>
<p>«Sostenere che un simile messaggio debba essere rimosso perché potrebbe arrecare un disagio psicologico significa, nei fatti, negare la legittimità stessa dell’esistenza di una proposta diversa dall’aborto. E questo è tanto più grave se avviene nelle vicinanze dell’Ospedale, luogo nel quale ogni donna dovrebbe sentirsi libera di ricevere tutte le informazioni, tutto il sostegno e tutte le possibilità che la nostra legislazione prevede.»</p>
<p>«Nessuno intende mettere in discussione la libertà delle donne né esprimere giudizi personali su scelte che appartengono alla sfera più intima e delicata della vita. Ma allo stesso modo nessuno dovrebbe pretendere di censurare chi, nel pieno rispetto della legge e con spirito di solidarietà, ricorda che esiste anche la possibilità di scegliere diversamente.»</p>
<p>«Più che una presunta censura inesistente, ciò che emerge dalle parole del Sindaco è una concezione per la quale una sola narrazione sarebbe ritenuta ammissibile nello spazio pubblico. E questo, francamente, rappresenta una visione ben poco pluralista ed inquietante».</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fommei è il nuovo direttore generale dell&#8217;Aem</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ospite]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 07:54:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lorenzo Fommei è il nuovo direttore generale di AEM Cremona S.p.A. A seguito delle dimissioni rassegnate in data 31 marzo scorso per motivazioni personali da Marco Peretti, il Consiglio di amministrazione della Società, come previsto dal dando selettivo pubblicato nel 2025, ha proceduto a scorrere la graduatoria e ieri l’assemblea ordinaria del Socio ha approvato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lorenzo Fommei</strong> è il nuovo direttore generale di AEM Cremona S.p.A. A seguito delle dimissioni rassegnate in data 31 marzo scorso per motivazioni personali da Marco Peretti, il Consiglio di amministrazione della Società, come previsto dal dando selettivo pubblicato nel 2025, ha proceduto a scorrere la graduatoria e ieri l’assemblea ordinaria del Socio ha approvato la nomina del dottor Fommei, secondo classificato. Di origini toscane, ma con esperienze pregresse in aziende multiservizi lombarde ed emiliane affini ad AEM, Fommei entrerà in carica il 1 settembre 2026. Il Consiglio di amministrazione e l’Amministrazione comunale, manifestando grande soddisfazione, augurano un buon lavoro al nuovo Direttore Generale. &#8220;La nomina del Dott. Lorenzo Fommei &#8211; dichiara il sindaco <strong>Andrea Virgilio</strong> &#8211; rappresenta un passaggio importante per il futuro di AEM Cremona, una società che riveste un ruolo centrale nelle politiche di sviluppo e innovazione del nostro territorio. Come socio unico, il Comune di Cremona guarda con fiducia all’avvio di questa nuova fase, nella consapevolezza che le competenze e l’esperienza maturate dal Dott. Fommei nel settore delle aziende multiservizi potranno contribuire a rafforzare il percorso di crescita della società. Le sfide che attendono AEM nei prossimi anni richiedono capacità manageriali, visione strategica e una costante attenzione alla qualità dei servizi, alla sostenibilità ambientale e alla valorizzazione degli investimenti a beneficio della comunità. Siamo certi che il nuovo direttore generale saprà operare in piena sintonia con gli indirizzi del socio e con gli obiettivi di sviluppo della società. Desidero inoltre esprimere un sincero ringraziamento all&#8217;ingegner Peretti per il lavoro svolto con professionalità e dedizione durante il suo incarico, augurandogli le migliori soddisfazioni per il futuro&#8221;.</p>
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		<title>Avis il 14 giugno per la Giornata donatori del sangue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ospite]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 07:45:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Breve]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità il 14 giugno, data di nascita dello scopritore dei gruppi sanguigni Karl Landsteiner, rappresenta un’occasione per ribadire a livello globale l’importanza di compiere un gesto semplice, ma fondamentale, come quello della donazione di sangue. AVIS ha scelto il suo manifesto per l‘anno 2026, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità il 14 giugno, data di nascita dello scopritore dei gruppi sanguigni <strong>Karl Landsteiner</strong>, rappresenta un’occasione per ribadire a livello globale l’importanza di compiere un gesto semplice, ma fondamentale, come quello della donazione di sangue. AVIS ha scelto il suo manifesto per l‘anno 2026, riprendendo il tema della campagna “IL NOSTRO MODO PER DARE UNA MANO È STENDERE IL BRACCIO”. Il manifesto si inserisce nel contesto dello slogan ufficiale del World Blood Donor Day 2026 lanciato dall’OMS: “One Drop of Humanity. Give Blood. Save Lives” (in italiano “Una goccia di umanità. dona il sangue. salva vite”), che pone l’umanità al centro di ogni donazione di sangue, suggerendo che ogni atto è portatore di compassione, solidarietà e cura per il prossimo. I festeggiamenti da parte di <strong>AVIS Comunale di Cremona ODV si svolgeranno domenica 14 giugno 2026</strong>, alle ore 10, presso l’Auditorium Osvaldo Goldani, Cremona via Massarotti 65.</p>
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		<title>Cartellone Pro Vita rimosso, interrogazione di Carotti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ospite]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 11:59:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Ho depositato un’interrogazione a risposta orale per fare piena luce sulla decisione del sindaco di Cremona Andrea Virgilio di procedere alla rimozione del cartellone Pro Vita collocato presso la fermata dell’autobus nelle vicinanze dell’ospedale. Una scelta che considero profondamente sbagliata e che rappresenta un grave cedimento ad una visione ideologica che pretende di mettere a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Ho depositato un’interrogazione a risposta orale per fare piena luce sulla decisione del sindaco di Cremona Andrea Virgilio di procedere alla rimozione del cartellone Pro Vita collocato presso la fermata dell’autobus nelle vicinanze dell’ospedale. Una scelta che considero profondamente sbagliata e che rappresenta un grave cedimento ad una visione ideologica che pretende di mettere a tacere ogni voce che dimostra alle donne che possa esserci un’alternativa all’aborto».</p>
<p>Lo dichiara <b>Matteo Carotti</b>, consigliere comunale di Fratelli d’Italia e presidente provinciale di Gioventù Nazionale Cremona, annunciando il deposito dell’atto ispettivo.</p>
<p>«Il messaggio riportato sul cartellone – che invitava a non rinunciare alla maternità e ricordava alle donne in difficoltà l’esistenza di un aiuto concreto – non conteneva alcuna forma di odio, né alcuna violazione dell’ordine pubblico. Al contrario, esso si poneva perfettamente nello spirito della Legge 194 del 1978, che non si limita a disciplinare l’interruzione volontaria di gravidanza, ma impone alle istituzioni di rimuovere le cause che possono indurre una donna ad abortire e di sostenerla durante la gravidanza e dopo il parto.»</p>
<p>«Trovo francamente inquietante che un Sindaco ritenga che un messaggio che offre sostegno e prospetta alternative all’aborto possa costituire un “disagio psicologico” tale da giustificarne la rimozione. Se si arriva a censurare perfino un invito alla vita e alla solidarietà, allora significa che siamo di fronte ad una deriva culturale che considera legittima una sola posizione e intollerabile qualsiasi opinione differente.»</p>
<p>«La libertà di espressione, sancita dall’articolo 21 della Costituzione, non può essere compressa sulla base di valutazioni puramente ideologiche. Allo stesso modo, gli articoli 2 e 29 della Costituzione riconoscono e tutelano i diritti inviolabili della persona e la famiglia quale società naturale fondata sul matrimonio. Non è dunque comprensibile quale bene giuridico il Sindaco abbia inteso tutelare con un provvedimento che ha finito, nei fatti, per colpire un messaggio di sostegno alla maternità.»</p>
<p>«Con l’interrogazione depositata chiedo che il Sindaco spieghi ai cittadini di Cremona le ragioni di questa decisione. Perché se offrire aiuto a una donna in difficoltà è diventato motivo di censura, allora il problema non è certamente quel cartellone, ma l’idea di società che qualcuno vorrebbe imporre.»</p>
<p>&nbsp;</p>
<div></div>
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		<title>Tanta Robba Festival, Tony Pitoni e i messaggi sessisti: quanta ipocrisia a sinistra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ospite]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 11:47:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quanta ipocrisia a sinistra. In tutta la sinistra, dalle donne agli uomini. La prendo larga, partendo dal contesto nazionale, per arrivare a quello locale. Pochi giorni fa, alla festa al Quirinale per gli 80 anni della Repubblica, nel monologo celebrativo dedicato alle “madri costituenti” che hanno fatto grande l’Italia, l’attrice e regista Paola Cortellesi non [&#8230;]</p>
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<div>Quanta ipocrisia a sinistra. In tutta la sinistra, dalle donne agli uomini. La prendo larga, partendo dal contesto nazionale, per arrivare a quello locale.</div>
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<p>Pochi giorni fa, alla festa al Quirinale per gli 80 anni della Repubblica, nel monologo celebrativo dedicato alle “madri costituenti” che hanno fatto grande l’Italia, l’attrice e regista <strong>Paola Cortellesi</strong> non ha reputato necessario citare un’importante conquista che avrebbe reso fiere proprio delle donne che per la Repubblica si sono battute: dopo un cammino lungo otto decenni, l’Italia ha un presidente del Consiglio donna. La prima della storia italiana a ricoprire questo ruolo. Ma, ahimè, di destra. Così, nessun rappresentante del femminismo intransigente ha fatto notare l’omissis, o quanto meno almeno l’ineleganza istituzionale.</p>
<p>Nessuna indignazione poi per le parole del deputato cinquestelle <strong>Francesco Silvestri</strong>, che in Parlamento per criticare l’atteggiamento del Governo verso il presidente americano <strong>Donald Trump</strong>, ha accusato <strong>Giorgia Meloni</strong> di &#8220;non aver raddrizzato la schiena, ma di aver semplicemente indossato delle ginocchiere”. Non è solo una frase sessista, ma volgare e irrispettosa che si è potuto permettere solo perché il presidente del Consiglio è donna. Dubito che con un uomo avrebbe utilizzato la stessa espressione.</p>
<p>In un comunicato, l’onorevole <strong>Laura Boldrini</strong> ha preso posizione così: “La difesa delle donne passa da molte cose: dallo sradicamento degli stereotipi sessisti, dalla garanzia della parità salariale, dalla distribuzione del carico di cura dentro le famiglie, dal riconoscimento del sacrosanto principio del consenso nei rapporti sessuali, dal congedo genitoriale paritario, dall&#8217;educazione delle giovani generazioni al rispetto e all&#8217;uguaglianza (&#8230;). Indignarsi per una frase facilmente interpretabile in modo sessista pronunciata nell&#8217;aula di Montecitorio è giusto, ma rischia di risultare opportunista se si rivela solo un modo per attaccare gli avversari politici”. Ebbene, mi permetto di dissentire: le parole hanno un peso. E no, non si tratta di una frase facilmente interpretabile: l’intenzione era una e una sola. Ed è quella che va condannata “senza se e senza ma” quando viene rivolta a qualsiasi donna, non solo a Giorgia Meloni.</p>
<p>Ed è proprio l’affermazione secondo cui «la difesa delle donne passa attraverso l’educazione delle giovani generazioni al rispetto e all’uguaglianza» che mi permette di collegarmi alla vicenda del <b>Tanta Robba Festival</b> e al concerto di <b>Tony Pitony</b>. Ogni artista è libero di esprimersi, di cantare ciò che desidera, di esibirsi in concerto e di essere remunerato per il proprio lavoro. Tuttavia, quando un evento viene realizzato con fondi pubblici, soprattutto se rivolto ai più giovani, le scelte degli amministratori dovrebbero essere coerenti con i valori che le istituzioni dichiarano di voler promuovere e difendere.</p>
<p>In questo caso, infatti, non si tratta semplicemente di offrire ai ragazzi e alle loro famiglie l’opportunità di assistere gratuitamente a un concerto; significa anche sostenere economicamente e, in qualche misura, legittimare contenuti e messaggi che molti considerano volgari e misogini. Messaggi che, troppo spesso, vengono liquidati da una parte della sinistra con un sorriso di circostanza e un’alzata di spalle, anziché essere affrontati con la necessaria serietà.</p>
<p>Ho un figlio adolescente. Qualche canzone di Tony Pitony la ascolta e la conosce perché la ascoltano i suoi amici. Solo io, però, conosco lo sforzo che faccio per ascoltarle con lui, spiegarne il significato, provare a fargli capire che certe cose non vanno dette né fatte a nessuna donna. Cerco di mostrargli che suo padre non ha mai usato quelle parole con sua madre e non ha mai agito al di fuori del rispetto. Che un conto è una canzone, un altro è la quotidianità, la vita vera.</p>
<p>Domandiamoci però quanti genitori riescono, possono o vogliono fare questo lavoro ogni giorno. Per me è quasi un’ossessione: interrogarmi continuamente su come educare un futuro uomo degno di questo nome, un futuro marito o compagno di cui essere fieri.</p>
<p>Domandiamoci allora anche se le istituzioni, e in questo caso il Comune di Cremona, stiano davvero facendo la loro parte a sostegno delle famiglie. Di quelle che ci sono e si impegnano ogni giorno, ma anche di quelle che fanno più fatica a esserci. Oppure se continuiamo a fermarci alle belle enunciazioni di principio e alle <i>lectio magistralis</i> che solo chi è di sinistra può fare ai bigotti e retrogradi di destra.</p>
<p>E domandiamoci infine se sia giusto che il Comune garantisca la gratuità di un evento in cui passano messaggi offensivi nei confronti delle donne e profondamente diseducativi per le giovani generazioni. Benissimo gli eventi gratuiti e di richiamo per i giovani, ma almeno si abbia la dignità della coerenza rispetto ai messaggi che si scelgono di veicolare. La sinistra cremonese e chi oggi governa la città abbiano il coraggio di dire chiaramente cosa pensano dei contenuti di certe canzoni, perché la musica non è mai solo musica: è uno dei più potenti veicoli di comunicazione e contribuisce a formare l’immaginario di chi ascolta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Chiara Capelletti </strong></p>
<p>consigliere comunale di Fratelli d&#8217;Italia</p>
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		<title>Ex Piacenza e ospedale maggiore: due pesi due misure</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 11:36:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo letto con interesse l’articolo pubblicato da La Provincia l’11 giugno 2026 sul recupero dell’area ex Piacenza Rimorchi da parte dell&#8217;Ocrim. Nell’articolo l’assessore Paolo Carletti rivendica il ruolo dell’Amministrazione comunale: “la collaborazione tra pubblico e privato, il ruolo di facilitatore svolto dal Comune, la necessità di garantire l’interesse pubblico”. Sono parole che condividiamo. Proprio per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://vittorianozanolli.it/due-pesi-e-due-misure-il-comune-valorizza-il-recupero-della-piacenza-rimorchi-ma-nega-il-confronto-tra-nuovo-ospedale-e-recupero-del-maggiore/">Ex Piacenza e ospedale maggiore: due pesi due misure</a> proviene da <a href="https://vittorianozanolli.it">Vittoriano Zanolli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Abbiamo letto con interesse l’articolo pubblicato da La Provincia l’11 giugno 2026 sul recupero dell’area ex Piacenza Rimorchi da parte dell&#8217;Ocrim. </span><span style="font-weight: 400;">Nell’articolo l’assessore <strong>Paolo Carletti </strong>rivendica il ruolo dell’Amministrazione comunale: “</span><b>la collaborazione tra pubblico e privato, il ruolo di facilitatore svolto dal Comune, la necessità di garantire l’interesse pubblico</b><span style="font-weight: 400;">”. Sono parole che condividiamo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proprio per questo poniamo una domanda ai cittadini e alla stessa Amministrazione: perché gli stessi principi non sono stati applicati al più importante patrimonio pubblico della provincia, l’ospedale maggiore di Cremona?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per l’ex Piacenza Rimorchi il Comune ha accompagnato un intervento equilibrato: il piano conserva e mette in sicurezza il cuore dello stabilimento — l’edificio produttivo principale, oggetto di manutenzione straordinaria — e interviene con demolizioni e ricostruzioni mirate sui soli corpi accessori e di servizio. In altre parole, si è valutato caso per caso cosa conservare e cosa sostituire. </span><b>È esattamente l’approccio che da tre anni il Movimento chiede per l’ospedale: non un “no” alla nuova costruzione, ma la valutazione delle alternative prima di decidere.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per l’ospedale pubblico, invece, quel confronto non c’è mai stato. E dagli atti non risulta che la Giunta comunale, il Sindaco e il Presidente del Consiglio comunale abbiano esercitato alcun ruolo di stimolo e di verifica nei confronti della Regione Lombardia e dell&#8217;ASST Cremona:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">mai una richiesta ufficiale affinché venisse rispettato lo spirito del D.Lgs. 36/2023;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">mai una richiesta affinché venisse applicato fino in fondo il principio della valutazione delle alternative progettuali;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">mai una richiesta pubblica per conoscere e confrontare in modo trasparente costi, tempi, rischi e benefici delle diverse opzioni;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">mai una richiesta di presentazione pubblica del DOCFAP (Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali), che per definizione serve proprio a confrontare soluzioni diverse e a individuare quella più rispondente all’interesse pubblico.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Eppure non parliamo di un intervento privato, ma del più grande investimento pubblico nella storia recente del territorio cremonese: 606 milioni di euro di denaro pubblico, un ospedale che dovrà servire oltre 160.000 cittadini per i prossimi decenni, un cantiere stimato in circa 19 anni — 10,8 anni di soli lavori secondo il cronoprogramma ufficiale, cui si aggiungono le demolizioni, assenti dal cronoprogramma, e le fasi propedeutiche non ancora progettate — con conseguenze economiche, urbanistiche, ambientali e sanitarie incomparabilmente superiori a quelle di qualsiasi altra operazione edilizia cittadina.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da tre anni il nostro Movimento chiede una sola cosa: non la cancellazione del nuovo ospedale, ma la verifica delle alternative; non una decisione aprioristica, ma una decisione fondata su dati comparabili, pubblici e verificabili. In qualunque democrazia matura l’interesse pubblico si tutela confrontando le opzioni possibili prima di impegnare centinaia di milioni di euro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per l’ex Piacenza Rimorchi la scelta tra demolire e conservare è stata compiuta, ed è stata considerata una risorsa. Per l’ospedale maggiore non è stata nemmeno presa in considerazione. È questa la domanda che resta senza risposta, e riguarda il bene pubblico più importante della nostra comunità.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Movimento per la riqualificazione dell’ospedale di Cremona</b></p>
<p>L'articolo <a href="https://vittorianozanolli.it/due-pesi-e-due-misure-il-comune-valorizza-il-recupero-della-piacenza-rimorchi-ma-nega-il-confronto-tra-nuovo-ospedale-e-recupero-del-maggiore/">Ex Piacenza e ospedale maggiore: due pesi due misure</a> proviene da <a href="https://vittorianozanolli.it">Vittoriano Zanolli</a>.</p>
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		<title>Crema, ponte via Cadorna chiuso: sindaci convocati</title>
		<link>https://vittorianozanolli.it/crema-ponte-via-cadorna-chiuso-sindaci-convocati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ospite]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 22:20:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La chiusura del ponte di via Cadorna e le sue ripercussioni sulla mobilità dell’intero Cremasco sono state al centro dell’incontro convocato oggi dal sindaco di Crema Fabio Bergamaschi, insieme al presidente dell’Area Omogenea Gianni Rossoni, presso la sede di Consorzio.it. Alla riunione hanno partecipato i sindaci e gli amministratori di Castelleone, Cremosano, Madignano, Montodine, Offanengo, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La chiusura del ponte di via Cadorna e le sue ripercussioni sulla mobilità dell’intero Cremasco sono state al centro dell’incontro convocato oggi dal sindaco di Crema <strong>Fabio Bergamaschi</strong>, insieme al presidente dell’Area Omogenea <strong>Gianni Rossoni</strong>, presso la sede di Consorzio.it.</p>
<p>Alla riunione hanno partecipato i sindaci e gli amministratori di <strong>Castelleone, Cremosano, Madignano, Montodine, Offanengo, Pianengo, Ricengo, Sergnano, Ticengo, Fiesco, Castel Gabbiano</strong> e <strong>Casale</strong> <strong>Cremasco</strong>, oltre al presidente della Provincia di Cremona, in un confronto dedicato alle conseguenze che la chiusura del ponte sta producendo sulla viabilità territoriale.</p>
<p>L’incontro è nato dalla consapevolezza che la situazione venutasi a creare non riguarda soltanto la città di Crema, ma coinvolge l’intero sistema della mobilità del Cremasco, già sottoposto a forti pressioni per la contemporanea chiusura dei ponti di Montodine e Casale Cremasco-Sergnano.</p>
<p>«Questo doveva essere necessariamente un primo momento di ricognizione comune rispetto alla situazione del traffico provocata dalla chiusura del Ponte di via Cadorna», ha spiegato il sindaco Fabio Bergamaschi. «In questi primi giorni abbiamo già potuto osservare differenze molto evidenti tra le giornate in cui le scuole erano ancora aperte e quelle successive alla loro chiusura. Un elemento che ha inciso in modo significativo sui flussi di traffico e che ci aiuta a comprendere meglio la portata delle criticità che stiamo affrontando».</p>
<p>Il sindaco ha sottolineato come la chiusura improvvisa del ponte abbia reso ancora più evidente una fragilità infrastrutturale già presente sul territorio.</p>
<p>«Se nei giorni scorsi insieme ad alcuni sindaci del nord cremasco ci si è incontrati per riflettere su possibili sviluppi infrastrutturali di connessione territoriale, in vista del documento strategico del cremasco, la chiusura del ponte di via Cadorna non fa altro che confermare come la città soffra l’assenza di una tangenziale nord».</p>
<p>Per Bergamaschi occorre lavorare contemporaneamente su due livelli: la gestione dell’emergenza attuale e la programmazione delle infrastrutture future.</p>
<p>«Dobbiamo muoverci su due scenari. Da una parte quello della prospettiva, che riguarda la definizione di una strategia territoriale capace di individuare nuovi collegamenti, in particolare sul versante nord del Cremasco, in grado di alleggerire il traffico che oggi grava sulla parte sud della città. Dall’altra c’è la congiuntura attuale, che impone di capire come mitigare gli effetti della chiusura del Ponte di via Cadorna all’interno di uno scenario già complesso».</p>
<p>«Abbiamo inoltre ottenuto la disponibilità, importante, della Provincia di Cremona a mettere a disposizione la Polizia Provinciale per coordinarsi con la Polizia Locale di Crema e quelle del territorio, al fine di mettere in campo un riordino della viabilità capace, ove possibile, di ridistribuire i flussi di accesso alla città», ha aggiunto il sindaco.</p>
<p>«Infine abbiamo deciso come sia necessaria una riprogrammazione e un potenziamento dei servizi di trasporto pubblico locale soprattutto in vista della riapertura delle scuole».</p>
<p>Nel corso dell’incontro i sindaci hanno condiviso osservazioni e criticità riscontrate nei rispettivi comuni, mentre il comandante della Polizia Locale di Crema ha illustrato le attività di monitoraggio in corso e le valutazioni tecniche che l’amministrazione sta conducendo sull’andamento dei flussi veicolari.</p>
<p>L’obiettivo emerso dal confronto è quello di mantenere un coordinamento costante tra gli enti locali per affrontare con una visione territoriale comune una situazione che, pur originata da una criticità cittadina, sta producendo effetti sull’intera rete della mobilità cremasca.</p>
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		<title>Corazzi: &#8221;Nell&#8217;interesse della Baldesio convochiamo un&#8217;assemblea straordinaria. I soci decidano: siano custodi, non spettatori&#8221;</title>
		<link>https://vittorianozanolli.it/corazzi-nellinteresse-della-baldesio-convochiamo-unassemblea-straordinaria-i-soci-decidano-siano-custodi-non-spettatori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ospite]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 14:46:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gentile Direttore, desidero offrire, attraverso il suo spazio che da sempre dà voce ai Soci, un contributo di riflessione rivolto alla base sociale della Canottieri Baldesio. Oggi è già giovedì: sono trascorsi cinque giorni dall’assemblea di sabato 6 giugno, e l’unico dato certo è che il Consiglio Direttivo non ha rimesso il proprio mandato, senza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://vittorianozanolli.it/corazzi-nellinteresse-della-baldesio-convochiamo-unassemblea-straordinaria-i-soci-decidano-siano-custodi-non-spettatori/">Corazzi: &#8221;Nell&#8217;interesse della Baldesio convochiamo un&#8217;assemblea straordinaria. I soci decidano: siano custodi, non spettatori&#8221;</a> proviene da <a href="https://vittorianozanolli.it">Vittoriano Zanolli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Gentile Direttore,</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">desidero offrire, attraverso il suo spazio che da sempre dà voce ai Soci, un contributo di riflessione rivolto alla base sociale della Canottieri Baldesio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi è già giovedì: sono trascorsi cinque giorni dall’assemblea di sabato 6 giugno, e l’unico dato certo è che il Consiglio Direttivo non ha rimesso il proprio mandato, senza che dai consiglieri sia giunta alcuna dichiarazione. Della vicenda si è occupato in questi giorni un quotidiano online, con un articolo che — a mio giudizio — ne ha dato una rappresentazione lontana dai fatti tanto da indurmi a chiederne la rettifica, che è stata pubblicata. Anche per questo conviene ripartire da ciò che è certo, e ciò che è certo ci consegna un compito: tocca ora a noi soci agire, nell’unico interesse che conti — quello della Baldesio — convocando l’assemblea straordinaria con un ordine del giorno chiaro: la revoca del Consiglio Direttivo e l’i</span><span style="font-weight: 400;">ndizione di nuove elezioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La ragione è semplice: la Baldesio non può restare paralizzata per un altro anno, nelle mani di un Consiglio che — bocciato a larga maggioranza sia sul bilancio consuntivo sia sul preventivo — dovrebbe ormai limitarsi all’ordinaria amministrazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">So bene che molti woci si interrogano, con sincera preoccupazione:  «E </span><span style="font-weight: 400;">se convochiamo l’assemblea e la revoca non passa? Non rischiamo di consegnare loro, proprio noi, una rinnovata fiducia?». È una domanda seria e merita una risposta seria. Provo a darla qui: prima le regole, poi i numeri, infine una riflessione su che cosa significhi, oggi, essere soci di questa Associazione.</span></p>
<p><b>Le regole, in breve</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’assemblea straordinaria si convoca, ai sensi dell’art. 11 dello Statuto, con la richiesta di un decimo dei Soci e firme autenticate; il Presidente deve convocarla entro trenta giorni. In prima convocazione è valida con la metà dei soci; in seconda convocazione — come sempre accade, e come è accaduto il 6 giugno — è valida qualunque sia il numero dei presenti. Si decide a maggioranza semplice.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il voto si svolgerà a scrutinio segreto: l’elezione delle cariche lo impone per Statuto (art. 18), e a scrutinio segreto si terrà anche la votazione sulla revoca. Ciascun socio voterà liberamente, al riparo da ogni pressione, senza che alcuno possa vedere come ha votato. Ogni socio dispone di un voto e può portare una delega, esattamente come per i bilanci.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chiederemo infine che, tra gli scrutatori, vi siano persone di nostra fiducia perché ogni conteggio sia trasparente e verificabile, e perché il voto di ciascun socio sia rispettato fino in fondo. Non è diffidenza verso alcuno: è il rispetto che si deve a un’elezione.</span></p>
<p><b>I numeri raccontano una storia precisa</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi tre anni il giudizio dei Soci sul bilancio consuntivo è cambiato in modo netto e costante.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2024 i contrari al consuntivo erano appena 133, contro 408 favorevoli, e il bilancio passò largamente. Nel 2025 quasi triplicarono, salendo a 369 contro 482 favorevoli: il bilancio passò ancora, ma il consenso andava calando. Nel 2026 il sorpasso — 467 contrari contro 377 favorevoli — e il consuntivo è stato respinto, come del resto il preventivo (respinto con 473 contrari contro 369 favorevoli). In due anni i contrari sono passati da 133 a 467 e la maggioranza si è rovesciata. Non è un sussulto isolato, ma una tendenza; e le tendenze, quando sono così marcate, non si fermano da sole.</span></p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td><b>Assemblea</b></td>
<td><b>Consuntivo</b></td>
<td><b>Favor.</b></td>
<td><b>Contr.</b></td>
<td><b>Esito</b></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-weight: 400;">25 maggio 2024</span></td>
<td><span style="font-weight: 400;">esercizio 2023</span></td>
<td><b>408</b></td>
<td><b>133</b></td>
<td><span style="font-weight: 400;">Approvato</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-weight: 400;">21 giugno 2025</span></td>
<td><span style="font-weight: 400;">esercizio 2024</span></td>
<td><b>482</b></td>
<td><b>369</b></td>
<td><span style="font-weight: 400;">Approvato</span></td>
</tr>
<tr>
<td><b>6 giugno 2026</b></td>
<td><span style="font-weight: 400;">esercizio 2025</span></td>
<td><b>377</b></td>
<td><b>467</b></td>
<td><b>Respinto</b></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><b>Il falso problema della «fiducia rinnovata»</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Torniamo alla domanda iniziale. Il timore è comprensibile, ma poggia su un equivoco. I due bilanci — consuntivo e preventivo — sono già stati respinti dall’Assemblea. Quella è la fotografia, nitida e verbalizzata, del giudizio dei soci sulla gestione: nessuna parola e nessuna interpretazione potranno cancellarla.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proviamo allora a guardare con freddezza i tre soli esiti possibili.</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Se </span><b>non facciamo nulla</b><span style="font-weight: 400;">, i consiglieri restano e proseguono la gestione per un altro anno.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Se convochiamo l’assemblea e </span><b>la revoca non passa</b><span style="font-weight: 400;">, ci ritroviamo esattamente nella stessa situazione: restavano prima, restano dopo. Anche qualora dichiarassero di aver «riavuto la fiducia», nei fatti non cambierebbe nulla — e nulla avremmo perduto che già non fosse perduto, perché i bilanci restano bocciati.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Se </span><b>la revoca passa</b><span style="font-weight: 400;">, gli organi devono lasciare e si torna alle urne.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">La conclusione è semplice e va detta con chiarezza: nei primi due casi l’esito pratico è identico. Solo il terzo caso cambia le cose. L’assemblea straordinaria, dunque, non ci espone ad alcun rischio nuovo: o non cambia nulla rispetto a oggi, o cambia tutto. </span><b>È un’opzione, non un azzardo.</b></p>
<p><b>L’opportunità: lo strumento, i numeri, l’informazione</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Compreso che non vi è un rischio aggiuntivo, restano le opportunità, e sono concrete.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La prima è che </span><b>lo strumento è nelle nostre mani</b><span style="font-weight: 400;">. Lo Statuto ci riconosce il diritto di chiedere la convocazione; ma siamo noi a decidere se e quando esercitarlo. Possiamo raccogliere le firme e tenere il diritto pronto, scegliendo il momento opportuno; e possiamo raccoglierne ben più del minimo necessario.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La seconda è </span><b>nei numeri</b><span style="font-weight: 400;">. Per chiedere la convocazione bastano circa 320 firme autenticate. Ma ogni Socio che firma davanti al notaio non è un numero: è un voto convinto, e in assemblea può portarne con sé un secondo per delega. Quelle 320 firme sono perciò il nucleo di circa 640 voti — e nulla ci vieta di raccoglierne di più.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La terza riguarda </span><b>l’informazione ai soci</b><span style="font-weight: 400;">. Noi non disponiamo degli strumenti con cui il Consiglio comunica con la base — newsletter, email, spazi sociali -. Per noi l’unico modo concreto di raggiungere i circa 3.200 Soci, e di metterli in condizione di partecipare con consapevolezza, è la pubblicazione su un quotidiano come «La Provincia», sul blog del direttore Zanolli o su altre testate locali. Non si tratta di esporre nessuno al giudizio degli estranei: a noi non interessa l’opinione di chi è fuori dall’Associazione, ci interessa che l’informazione arrivi a ogni socio. La trasparenza verso i propri Soci non è un’arma: è un dovere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E qui emerge una differenza di fondo e a dirlo è la stessa Baldesio. Con delibera del Consiglio del 22 gennaio 2024 è stata sospesa la spedizione postale del giornalino ai soci; e in una propria comunicazione ufficiale il Consiglio ha spiegato di pubblicare ormai tutte le informazioni, comprese quelle relative alle assemblee, soltanto sul sito e tramite newsletter, raggiungendo in questo modo circa il 70% dei Soci. Va detto con esattezza: soppressa la spedizione postale, la convocazione non arriva più a casa di nessun socio; e poiché la newsletter raggiunge soltanto circa il 70%, quasi un terzo della base — circa mille persone — non è raggiunto da alcun canale. La domanda, allora, è inevitabile: un socio che non riceve nulla a casa e non è iscritto alla newsletter, come può sapere che è stata convocata un’assemblea? Non a caso, per l’ultima approvazione dei bilanci, alcuni soci sono stati costretti a pubblicare, a proprie spese, tre inserzioni su «La Provincia» pur di avvertire la base che si teneva un’assemblea.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Noi vogliamo l’esatto contrario: la partecipazione più ampia possibile. È per questo che useremo con scrupolo anche i tempi. Poiché, depositata la richiesta, il Presidente deve convocare l’assemblea entro trenta giorni, presenteremo la nostra domanda non prima del 31 agosto: così l’assemblea cadrà a settembre, e non in pieno agosto, quando la sede è semivuota e nessuno potrebbe davvero partecipare. Non cerchiamo la scorciatoia di un’assemblea deserta, ma un’assemblea piena, in cui ogni socio possa esserci.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E quando i fatti saranno noti a tutti, dopo due bilanci respinti, ciascuno — anche chi aveva sostenuto il Consiglio — potrà chiedersi con serenità se non sia giunto il momento di trarne le naturali conseguenze.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C’è infine una ragione che guarda avanti, ed è forse la più importante. La base — lo mostrano con chiarezza i numeri — continua a dividersi e il malcontento a crescere, fino a diventare maggioranza: oggi, tra i soci che hanno votato, è la maggioranza a chiedere un cambiamento. È una frattura che nessuna gestione può ignorare, e che assegna a chi verrà un compito preciso: riportare serenità nella Baldesio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qui un Consiglio rinnovato avrà una possibilità preziosa, proprio perché non coinvolto in prima persona. Di fronte alle vertenze, ormai di dominio pubblico, tra la Società e un suo socio, avrà la facoltà di cercarne una composizione amichevole, fuori dalle aule di tribunale: chiudere una stagione di contenziosi onerosi, risparmiare alla Baldesio ulteriore esposizione pubblica e tutelarne l’immagine. Non si tratterà di vincere o di perdere una causa, ma di ricucire.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’armonia, in fondo, non si ricostruisce ignorando chi dissente, ma riconoscendo le ragioni di chi chiede di voltare pagina. E prenderne atto non è una sconfitta: è un dovuto atto di rispetto verso l’Associazione e verso i suoi soci.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Perché è qui che si misura che cosa significhi essere soci di una società nata nel 1887. Un socio non è un cliente che paga per un servizio e se ne lava le mani: è il custode di un patrimonio, di una storia e, soprattutto, di coloro che verranno dopo di noi ed erediteranno la Baldesio che avremo saputo lasciare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La domanda che ciascuno dovrebbe porsi è allora semplice: vogliamo essere soci che subiscono in silenzio ciò che altri decidono, o soci che, con rispetto e con fermezza, decidono della propria casa? Restare fermi, del resto, è già una scelta: la scelta di accettare. Noi scegliamo di non accettare, e di farlo nel modo che ci appartiene: con calma, con metodo, nel rispetto delle persone e delle regole. Perché di questa storia i soci sono i custodi, non gli spettatori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La ringrazio per l’ospitalità e per l’attenzione che vorrà riservare a queste parole.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Alberto Corazzi</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Socio ASD Baldesio</span></i></p>
<p>L'articolo <a href="https://vittorianozanolli.it/corazzi-nellinteresse-della-baldesio-convochiamo-unassemblea-straordinaria-i-soci-decidano-siano-custodi-non-spettatori/">Corazzi: &#8221;Nell&#8217;interesse della Baldesio convochiamo un&#8217;assemblea straordinaria. I soci decidano: siano custodi, non spettatori&#8221;</a> proviene da <a href="https://vittorianozanolli.it">Vittoriano Zanolli</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8221;Al Tanta Robba Festival 100mila euro e Tony Pitoni&#8221;</title>
		<link>https://vittorianozanolli.it/portesani-interroga-sindaco-e-giunta-100-000-euro-di-soldi-pubblici-al-tanta-robba-festival-per-avere-tony-pitoni-che-canta-anche-canzoni-offensive-della-dignita-femminile/</link>
					<comments>https://vittorianozanolli.it/portesani-interroga-sindaco-e-giunta-100-000-euro-di-soldi-pubblici-al-tanta-robba-festival-per-avere-tony-pitoni-che-canta-anche-canzoni-offensive-della-dignita-femminile/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ospite]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:14:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alessandro Portesani, capogruppo di Novità a Cremona, annuncia la predisposizione di un’interrogazione a risposta orale rivolta al Sindaco e alla Giunta in merito alla partecipazione di Tony Pitoni al Tanta Robba Festival 2026 anche sul dibattito che si è aperto tra le forze politiche. “Il tema &#8211; precisa Portesani &#8211; non è la censura e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://vittorianozanolli.it/portesani-interroga-sindaco-e-giunta-100-000-euro-di-soldi-pubblici-al-tanta-robba-festival-per-avere-tony-pitoni-che-canta-anche-canzoni-offensive-della-dignita-femminile/">&#8221;Al Tanta Robba Festival 100mila euro e Tony Pitoni&#8221;</a> proviene da <a href="https://vittorianozanolli.it">Vittoriano Zanolli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Alessandro</strong> <strong>Portesani</strong>, capogruppo di Novità a Cremona, annuncia la predisposizione di un’interrogazione a risposta orale rivolta al Sindaco e alla Giunta in merito alla partecipazione di <strong>Tony</strong> <strong>Pitoni </strong>al <strong>Tanta</strong> <strong>Robba</strong> <strong>Festival</strong> <strong>2026 </strong>anche sul dibattito che si è aperto tra le forze politiche.</p>
<p style="font-weight: 400;">“Il tema &#8211; precisa Portesani &#8211; non è la censura e non è l’annullamento di un concerto. La libertà artistica non è in discussione. Il punto è un altro: il Comune di Cremona ha finanziato il Tanta Robba Festival con 100.000 euro di risorse pubbliche. È quindi legittimo chiedere quali valutazioni preventive siano state svolte sulla programmazione artistica e sulla coerenza dell’evento con i valori che l’Amministrazione stessa dichiara di promuovere”.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’interrogazione richiama, in particolare, la presenza nel repertorio dell’artista di brani dai contenuti fortemente espliciti e titoli connotati sul piano sessuale, corporeo e identitario. Tra questi anche “Culo”, canzone che contiene passaggi che pongono un evidente tema rispetto alla dignità della donna e alla cultura del consenso.</p>
<p style="font-weight: 400;">“Cremona è una città nella quale associazioni, istituzioni e consiglieri comunali richiamano spesso, giustamente, l’importanza del rispetto della donna, del contrasto agli stereotipi sessisti e della centralità del consenso. Proprio per questo &#8211; prosegue Portesani &#8211; credo che il Consiglio comunale debba discutere serenamente del rapporto tra risorse pubbliche, eventi gratuiti rivolti soprattutto ai giovani e responsabilità culturale delle istituzioni”.</p>
<p style="font-weight: 400;">“Ho ritenuto corretto coinvolgere prima del deposito &#8211; conclude Portesani &#8211; per la sensibilità che entrambe hanno più volte dimostrato su questi temi nell’attività istituzionale e nel loro impegno civile le consigliere comunali del Partito Democratico <strong>Loffi</strong> e <strong>Frassi</strong>. Attendo la loro risposta prima di procedere formalmente al deposito dell’atto. Mi auguro che su una questione di questo tipo possa esserci un’iniziativa trasversale, sobria e non strumentale, finalizzata semplicemente a chiedere chiarezza all’Amministrazione”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://vittorianozanolli.it/portesani-interroga-sindaco-e-giunta-100-000-euro-di-soldi-pubblici-al-tanta-robba-festival-per-avere-tony-pitoni-che-canta-anche-canzoni-offensive-della-dignita-femminile/">&#8221;Al Tanta Robba Festival 100mila euro e Tony Pitoni&#8221;</a> proviene da <a href="https://vittorianozanolli.it">Vittoriano Zanolli</a>.</p>
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		<title>Wonder Cremonese Basket promosso in Serie B</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 15:51:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nello sport a volte si realizzano imprese che sulla carta appaiono impossibili, come la vittoria nella Premier inglese del Leicester nel 2016, o la vittoria della Grecia agli europei di calcio nel 2004. Fatte le debite proporzioni altrettanto impronosticabile era la vittoria della Wonder Cremonese Basket nel campionato di serie C lombarda. La società cremonese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://vittorianozanolli.it/incredibile-ma-vero-le-cestiste-della-wonder-cremonese-basket-promosse-in-serie-b/">Wonder Cremonese Basket promosso in Serie B</a> proviene da <a href="https://vittorianozanolli.it">Vittoriano Zanolli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Nello sport a volte si realizzano imprese che sulla carta appaiono impossibili, come la vittoria nella Premier inglese del Leicester nel 2016, o la vittoria della Grecia agli europei di calcio nel 2004. Fatte le debite proporzioni altrettanto impronosticabile era la vittoria della <strong>Wonder Cremonese Basket</strong> nel campionato di <strong>serie C lombarda</strong>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La società cremonese costituita dal presidente <strong>Giampietro Repellini</strong> 10 anni fa si è negli anni consolidata come solida ed affidabile, puntando sulla crescita di giocatrici locali del settore giovanile da inserire mano a mano nella prima squadra. Con tale oculata politica nel 2025 la formazione di serie C aveva partecipato per la prima volta ai playoff promozione venendo eliminata al primo turno. Ai nastri di partenza del campionato 2025/26 le ragazze cremonesi si presentavano con l’ambizione di fare bene, qualificarsi ai playoff e migliorare il risultato dell’anno precedente. E invece in un crescendo rossiniano sul campo neutro di Verdello contro la formazione di Vimercate è stato inaspettatamente ma altrettanto meritevolmente colpito il bersaglio grosso, ottenendo la vittoria nel campionato e la promozione alla serie B. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Incredi</span><b>B</b><span style="font-weight: 400;">ile come scritto sullo striscione esposto a fine partita dai numerosi tifosi cremonesi che hanno accompagnato la squadra nella storica trasferta, ma a quel punto non più così inaspettato. La compagine allenta da <strong>Giulia Bona</strong>, al suo primo anno da head coach in un campionato senior, con il supporto di <strong>Enzo Lombardi</strong>, senior assistent, ha un’età media di 20 anni, con le sole <strong>Spotti</strong>, <strong>Racchetti</strong> e <strong>Rizzi</strong> sopra i 30 anni e con esperienze in campionati superiori. Partita con un roster che annoverava <strong>Ottavia Ghilardi</strong>, seriamente infortunatasi alla prima amichevole stagionale e fuori per tutta la stagione, nel corso dell’anno ha perso anche <strong>Tonghini</strong> e <strong>Ferrandi</strong>, entrambe per rottura del crociato, <strong>Cardisperi</strong> e <strong>Conti</strong> trasferitasi all’estero per lavoro. Facendo di necessità virtù, sono state quindi inserite nel roster le giovanissime <strong>Bindje</strong>, <strong>Bonfanti</strong>, <strong>Cottarelli</strong> e <strong>Fornaroli</strong> che hanno risposto con prestazioni ben superiori alle più rosee aspettative. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Conclusa la stagione regolare al 5’ posto le Wonder Women cremonesi ai playoff hanno sconfitto Sondrio nei quarti con un perentorio 2-0, poi il capolavoro in semifinale contro Vismara Milano prima classificata nella regular season. La formazione milanese non perdeva da novembre 2025 e con la vittoria in gara 1 a Milano arrivava a 24 vittorie consecutive. L’esito appariva scontato, ma in gara 2 al Palabosco di Gerre de’ Caprioli in una partita non bella tecnicamente ma di assoluta intensità agonistica, dopo aver rincorso per tutta la gara, le ragazze cremonesi con caparbietà riuscivano nei minuti finali a ribaltare il punteggio aggiudicandosi la vittoria per soli due punti. La decisiva gara 3 a Milano contro ogni pronostico si risolveva in una cavalcata trionfale della compagine Cremonese che conduceva l’incontro dall’inizio alla fine. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella finale di sabato 6 giugno contro Vimercate, in un palazzetto esaurito, con netta preponderanza di tifosi di Vimercate la Wonder Cremonese ha subito preso il controllo della partita fin dalle prime battute, aggiudicandosi con pieno merito l’incontro contro le più esperte e quotate avversarie. Il numeroso pubblico ha avuto un comportamento impeccabile tifando per le proprie beniamine ma mai contro le avversarie. A fine partita mentre le cremonesi festeggiavano con i propri tifosi, i sostenitori di Vimercate hanno continuato ad applaudire le proprie giocatrici e poi è partito il coro “Cremona sotto la curva”: i tifosi di Vimercate hanno chiamato le giocatrici cremonesi per tributare loro un caloroso applauso, accettando la sconfitta e riconoscendone la superiorità. Un gesto che fa solo onore a degli avversari di grande lealtà e sportività.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sotto la sapiente guida di coach Bona la Cremonese è costantemente migliorata nel corso dell’anno, adattando, correggendo, imparando dai propri errori, per arrivare al top della condizione psicofisica e tecnica nel momento clou della stagione. “Non succede, ma se succede …” recitava lo striscione dei tifosi cremonesi e la maglietta celebrativa della Cremonese, ebbene è successo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella stagione 2026/27 la Cremonese basket affronterà per la prima volta il campionato di serie B, ovvio che per poterlo fare con l’obiettivo di cogliere la salvezza sono necessari innesti di giocatrici di categoria, per i quali lo staff si è già messo al lavoro, nel nucleo della confermata formazione attuale, ma questo comporta uno sforzo economico non indifferente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con la Cremonese calcio retrocessa in serie B, orfani della Vanoli che ha ceduto a  Roma i diritti della serie A1 maschile, con la Sansebasket che rinuncerà alla serie B per ripartire dalla Dr1, con la sola Juvi in A2, il panorama dello sport locale di alto livello si è fatto improvvisamente più povero. Quella di una formazione in serie B femminile è un’occasione da non buttare al vento, augurandosi che il tessuto imprenditoriale locale voglia supportare adeguatamente gli sforzi della dirigenza per mantenere Cremona ai livelli sportivi che le competono.      </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Roster</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Sofia Spotti</strong> play</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Caterina Cottarelli</strong> guardia</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Annalisa Soldi</strong> centro</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Beatrice Gremizzi</strong> play</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Sara Orsini</strong> ala-centro</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Cecilia Fornaroli</strong> ala-centro</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Giada Mercadante</strong> ala</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Bianca Rizzi</strong> play-guardia</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Marta Valcarenghi</strong> centro</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Benedetta Racchetti</strong> ala</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Emma Bonfanti</strong> centro</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Giulia Cremoni</strong> play-guardia</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Brunelle Bindje</strong> centro </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Giulia Bona</strong> head coach</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Enzo Lombardi</strong> senior assistent</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Daniela Antonione</strong> assistent</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Daniele Vacchelli</strong> dirigente</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Silvia Toninelli</strong> dirigente</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Roberta Pagetti</strong> dirigente</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Claudio Cremoni</strong> medico</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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