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	<title>Cultura Archivi - Vittoriano Zanolli</title>
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	<title>Cultura Archivi - Vittoriano Zanolli</title>
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		<title>&#8216;H come hotel&#8217;, racconti brevi: nuova antologia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Codazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 10:01:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“H come Hotel” è la nuova antologia di racconti brevi, edita da Giulio Perrone, che ospita un mio contributo. Per me è la terza volta con questa casa editrice dinamica e geniale. Ho scritto per “Cartoline dall’Italia&#8221; (2025) e per “Incipit per una storia d’amore&#8221; (2026) e appunto per “H come hotel”. Anzi, per essere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“H come Hotel” è la nuova antologia di racconti brevi, edita da <strong>Giulio</strong> <strong>Perrone</strong>, che ospita un mio contributo. Per me è la terza volta con questa casa editrice dinamica e geniale. Ho scritto per “Cartoline dall’Italia&#8221; (2025) e per “Incipit per una storia d’amore&#8221; (2026) e appunto per “H come hotel”. Anzi, per essere sinceri ho appena spedito un nuovo racconto per una antologia che uscirà in autunno.</p>
<p>“H come Hotel” è un tassello di un più ampio progetto editoriale teso a coprire tutto l’alfabeto, alla base il racconto breve (100 parole): un genere letterario interessante, può sembrare superficiale, in realtà è un condensato di emozioni, obbliga chi scrive a centrare il punto, facendosi capire con poche pennellate.</p>
<p>Come si legge nella sinossi al libro un hotel è molto più di un luogo di passaggio: è un crocevia di vite, un teatro silenzioso dove storie diverse si sfiorano senza mai davvero incontrarsi. Tra corridoi ovattati, camere anonime e finestre che si affacciano su città sconosciute, ogni ospite porta con sé un frammento di mondo: un segreto, un desiderio, una fuga.</p>
<p>Questa antologia raccoglie racconti che abitano gli spazi dell’hotel e ne esplorano le possibilità narrative. C’è chi arriva per restare una notte soltanto e chi invece si perde tra le sue stanze, come in un labirinto intimo e imprevedibile. Il personale osserva, custodisce, talvolta partecipa; gli oggetti trattengono tracce invisibili; il tempo si dilata o si contrae.</p>
<p>Tra attese, incontri e addii, l’hotel diventa specchio dell’animo umano: un luogo sospeso dove tutto può accadere, o forse è già accaduto, lasciando dietro di sé soltanto una porta chiusa e una storia da raccontare.</p>
<p>Il mio hotel è un albergo in Romagna ed è un luogo di intimità profonda fra una madre e un figlio. Quindi è sì un luogo sospeso, ma non è un luogo di passaggio, quanto piuttosto un luogo in cui far rimanere delle emozioni. Mamma e figlio fissano l’eternità in un momento che ferma il tempo, lo congela, diventa il qui e ora che definisce l’infinito. Come un patto d’amore, magico e ancestrale, che si ripete, come un rituale privato.</p>
<p>Quando mi è stato proposto ho pensato subito che quel titolo fosse inedito e geniale, H come hotel, tante opere hanno l’albergo come tema dominante. Ho pensato subito a “Camera con vista” di <strong>E.M</strong>. <strong>Forster</strong> (1908), dove la pensione Bartolini a Firenze crea gli incontri che cambieranno la vita di Lucy. Ho poi pensato a “Shining” di <strong>Stephen</strong> <strong>King</strong> (1977), l’Overlook Hotel è il vero protagonista del romanzo. Infine, mi è rimasto nel cuore l’Hotel Dolphin che è il centro simbolico e narrativo di “Dance, dance, dance” di <strong>Murakami</strong>. Quest’ultimo libro è per me un capolavoro assoluto. Ma alla fine, nel mio immaginario ha prevalso la tenerezza del cielo in una stanza, una canzone bellissima in cui <strong>Gino</strong> <strong>Paoli</strong> riesce a trasformare in panteistico e sublime un momento squallido e sordido (è la camera di un bordello).</p>
<p>Ecco il mio racconto.</p>
<p>Un libro nel mare</p>
<p>«È tardi! Lascia stare i fiori… sono pieni di polvere. Prendi la chiave che saliamo. Dobbiamo vedere…».<br />
La sola bellezza a risuonare nell’atrio era la simpatia dei gestori romagnoli.<br />
Sotto il cuscino c’era, come ogni sera, una sorpresa.<br />
Gli occhi di Leo si accendevano: ogni sera un libro nuovo.<br />
Si lanciavano sul letto abbracciati e la mamma leggeva.<br />
Quella stanza era troppo scalcinata per gli ospiti, a meno che non fossero amici accomodanti, come noi, eppure era la culla di un momento intimo, che stabiliva una connessione spirituale, fra le parole, dentro, e il mare, fuori.<br />
L’universo intero era lì. Perfetto.<br />
§§§§§<br />
“H come Hotel” è un&#8217;antologia di racconti (160 pagine, 20,00 euro). Il volume è disponibile per l&#8217;acquisto diretto tramite lo store ufficiale sulla pagina del Catalogo Giulio Perrone Editore.</p>
<p><strong>Francesca</strong> <strong>Codazzi</strong></p>
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		<title>Estate in riva al Serio, il 18 si ride con Rossana Carretto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ospite]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 12:27:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cambio di prohramma per il terzo appuntamento di  E &#8230; state in riva al Serio in programma  sabato 18 luglio alle 21,15 in piazza del Comune a Casale Cremasco.  Non più la compagnia milanese delle Maskere, fermati da un improvviso quanto grave malare di uno degli attori, ma l&#8217;attrice comica Rossana Carretto con la sua [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Cambio di prohramma per il terzo appuntamento di  </span><i><span style="font-weight: 400;">E &#8230; state in riva al Serio i</span></i><span style="font-weight: 400;">n programma  sabato 18 luglio alle 21,15 in piazza del Comune a Casale Cremasco. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non più la compagnia milanese delle Maskere, fermati da un improvviso quanto grave malare di uno degli attori, ma l&#8217;attrice comica </span><b>Rossana Carretto</b><span style="font-weight: 400;"> con la sua </span><i><span style="font-weight: 400;">Una donna impenetrabile</span></i><span style="font-weight: 400;"> che di certo divertirà il pubblico presente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’attesa è il filo conduttore dello spettacolo. Tre diverse tipologie di donne che aspettano. </span><span style="font-weight: 400;">Con toni pacati e timidi si presenta la signorina Ada, che sta aspettando il suo adorato fidanzato Adelmo, del quale ci confida i suoi complimenti da innamorato: “L’ Adelmo mi dice che sono come il vino: miglioro se sto tanti anni chiusa in cantina &#8230; io però dopo tre mesi sono uscita!” </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Del tutto diversa dalla signorina Ada è invece Azzurra Bitossi Pallavicini, giovane donna ricca, filantropa e&#8230; inguaribile snob. Azzurra aspetta la sua occasione per essere “buona”. Energica fondatrice e presidentessa dell&#8217;A.V.V. (Associazione Volontari Volonterosi), si prodiga verso le persone meno abbienti non perdendo mai di vista il suo look.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chiude lo spettacolo Begoña, caliente e focosa donna spagnola. Con la sua grande energia trascina il pubblico nel suo mondo iberico di cui fa parte anche il suo eterno fidanzato, Alfonso, un grande torero col vizio di dileguarsi di fronte alle situazioni più critiche e che lei attende sempre con grandi speranze in ogni dove. Tre figure femminili cucite addosso ad un&#8217;attrice un po&#8217; cantante, un po&#8217; ballerina, un po&#8217; sexy e&#8230; molto clown. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La rappresentazione è in programma sabato 18 alle 21.15 nella piazza del  Comune. L&#8217;ingresso, come sempre, è libero.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://vittorianozanolli.it/wp-content/uploads/2026/07/Una-donna-impenetrabile_Scheda-artistica_Presentazione-3-foto-1-1.pdf">Una donna impenetrabile_Scheda artistica_Presentazione 3 foto (1)</a></p>
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		<title>Festival sul Serio, Casa di Camperia 19-20 luglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ospite]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 18:25:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica e lunedì in programma gli ultimi due appuntamenti del ricco programma che ha caratterizzato la terza edizione del Festival sul Serio nell’area esterna della Casa di Camperia e sotto le volte del Ponte-Canale Vacchelli. Nonostante le alte temperature di queste settimane, i prevedibili disagi per la chiusura del ponte di via Cadorna e le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Domenica e lunedì in programma gli ultimi due appuntamenti del ricco programma che ha caratterizzato la terza edizione del </span><b>Festival sul Serio</b><span style="font-weight: 400;"> nell’area esterna della </span><b>Casa di Camperia</b><span style="font-weight: 400;"> e sotto le volte del Ponte-Canale Vacchelli. Nonostante le alte temperature di queste settimane, i prevedibili disagi per la chiusura del ponte di via Cadorna e le criticità per raggiungere il Centro Parco Casa di Camperia lungo viale santa Maria, per </span><b>Egidio Lunghi</b><span style="font-weight: 400;">, direttore del Festival, la </span><b>soddisfazione</b><span style="font-weight: 400;"> per la numerosa partecipazione della cittadinanza agli eventi di domenica e sabato scorsi: “Tutto bene sono veramente contento perché è stata una due giorni molto partecipata e questo ci fa molto piacere”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Apprezzamenti sia per le proposte della domenica, sia per la giocoleria di Tarini e per “</span><i><span style="font-weight: 400;">Arlecchino Diavolo a Quattro</span></i><span style="font-weight: 400;">” di Pantakel Teatro diretta da Lorenzo Samanni. In serata, la voce del cantautore </span><b>Gabriele Riva</b><span style="font-weight: 400;"> accompagnato alla chitarra da </span><i><span style="font-weight: 400;">Riccardo Anelli</span></i><span style="font-weight: 400;"> e alle percussioni da </span><i><span style="font-weight: 400;">Paolo Marchetti</span></i><span style="font-weight: 400;"> ha emozionato i presenti, con il suo “</span><b>Sotto il Livello del mare</b><span style="font-weight: 400;">”, che riprende il titolo del suo ultimo album, il terzo, che contiene quindici brani disponibili sulle diverse </span><i><span style="font-weight: 400;">piattaforme streaming</span></i><span style="font-weight: 400;">. Una serata nella quale Riva ha presentato anche altri suoi brani che mettono al centro i </span><b>ricordi d’infanzia</b><span style="font-weight: 400;"> e il suo legame con il territorio della </span><b>bassa bergamasca, </b><span style="font-weight: 400;">presente tra l’altro con una nutrita partecipazione di cittadini di </span><b>Arzago d’Adda</b><span style="font-weight: 400;">, a partire dal sindaco Ugo Rivabene. Anche perché Gabriele Riva, oltre che cantautore è stato sindaco di Arzago per tanti anni, segretario provinciale del PD a Bergamo, e attualmente e collaboratore dell’ufficio tecnico dello stesso Parco del Serio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lunedì nel tardo pomeriggio i percorsi didattici a cura delle GEV del Parco del Serio, il workshop di tisane, in collaborazione con la Galleria delle erbe e Asd Over Limits di Crema ed in serata, “</span><b>Le quatre surele</b><span style="font-weight: 400;">”, con gli attori dell’</span><i><span style="font-weight: 400;">Associazione Teatrale “La Compagnia delle Quattro Vie” </span></i><span style="font-weight: 400;">di Crema, molto applauditi per la cura nella preparazione e la passione per la promozione delle tradizioni e della cultura dialettale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Festival chiuderà domenica e lunedì prossimi, con una serie di proposte e la solita apertura degli </span><b>stand gastronomici </b><span style="font-weight: 400;">dalle 19: in particolare, domenica dalle 17,30 il </span><b>laboratorio gastronomico di tortelli cremaschi,</b><span style="font-weight: 400;"> in collaborazione con la </span><b>Confraternita del Tortello Cremasco</b><span style="font-weight: 400;"> (iscrizione al numero 347.4047866). Alle 20 “Impatti”, performance di discipline aeree a cura di EconomieFuoriScala ETS e alle 21,15 lo spettacolo “Prologo di INcanto” con il dialetto ‘</span><i><span style="font-weight: 400;">Ntùrne al Sère</span></i><span style="font-weight: 400;">’, di </span><b>Lina Francesca Casalini</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Pièr Valdameri, </b><span style="font-weight: 400;">prima del concerto “Il Querceto inCANTATO”, che vedrà protagonisti il maestro </span><b>Mauro Bolzoni</b><span style="font-weight: 400;"> e la soprano giapponese </span><b>Ayako Suemori,</b><span style="font-weight: 400;"> che presenteranno una serie di brani, alcuni dei quali tratti da colonne sonore di capolavori del cinema, da Nicola Piovani a Nino Rota, da Ennio Morricone a Ludovico Einaudi, per citarne qualcuno.</span> <span style="font-weight: 400;">Il duo Bolzoni-Suemori che vanta più di 200 concerti negli ultimi 20 anni, si avvarrà della partecipazione straordinaria delle ballerine </span><b>Veronica Forner</b><span style="font-weight: 400;"> e</span><b> Gaia Chiofalo</b><span style="font-weight: 400;"> della Scuola di danza Dinamicara della </span><i><span style="font-weight: 400;">Compagnia del Santuario di Crema</span></i><span style="font-weight: 400;"> e il gran finale con “</span><b>Si canta De Andrè, ne abbiamo ancora bisogno</b><span style="font-weight: 400;">”, con la voce e le chitarre di </span><b>Gio Bressanelli</b><span style="font-weight: 400;"> e Fernando Tovo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il </span><i><span style="font-weight: 400;">Festival</span></i><span style="font-weight: 400;">, ricordano il presidente del Parco del Serio </span><b>Basilio Monaci</b><span style="font-weight: 400;"> e la direttrice </span><b>Laura Comandulli</b><span style="font-weight: 400;">, offre la possibilità Corporale Us Acli Crema diretta da Paola Cadeddu. Per la chiusura di </span><b>lunedì 20</b><span style="font-weight: 400;"> luglio, tra l’altro, la seduta di </span><b>yoga</b><span style="font-weight: 400;"> con </span><b>Laura Patelli</b><span style="font-weight: 400;"> dell’Asd Over Limits, alle 21,30, la performance teatrale “</span><b>Dai, cùnta so</b><span style="font-weight: 400;">”, a cu ai cremaschi ed ai visitatori, di poter vivere l’area che il Parco ha sistemato a seguito del comodato d’uso dal </span><i><span style="font-weight: 400;">Consorzio Irrigazioni Cremonesi</span></i><span style="font-weight: 400;">, oltre a contribuire alla raccolta fondi in favore della </span><i><span style="font-weight: 400;">Chiesina della Pietà</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella foto centrale Festival sul Serio: Arlecchino diavolo a quattro</p>
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		<title>Il libro. Gotto e la commovente ricerca della salvezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Codazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 07:28:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un libro toccante, profondo, fresco. Una spezia come il rosmarino, la pianta per una bara, dentro un lutto che amplifica e risolve il dramma di un giovane uomo, l’amore per una donna gli dà la forza per rivelarsi e infine perdonarsi. Al cuore della nuovissima opera di Gianluca Gotto c’è questo e molto altro. “Ci [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un libro toccante, profondo, fresco. Una spezia come il rosmarino, la pianta per una bara, dentro un lutto che amplifica e risolve il dramma di un giovane uomo, l’amore per una donna gli dà la forza per rivelarsi e infine perdonarsi. Al cuore della nuovissima opera di <strong>Gianluca Gotto</strong> c’è questo e molto altro.<br />
“<em>Ci basterà mangiare il vento</em>”, edito da Mondadori, mi ha commossa alle lacrime. Ho amato tutti i libri dello scrittore torinese perché tutti mi hanno insegnato qualcosa, ma mai prima avevo pianto.</p>
<p>Il libro ruota intorno al tema della salvezza, tramite la ricerca di un equilibrio fra il buddismo e la cultura occidentale. Qui il meccanismo è però capovolto, vivisezionato e analizzato, da ogni angolatura, fino a individuare storture e estremismi.</p>
<p>Christian è un giovane che nasconde un vissuto di violenza familiare. In lui c’è un bambino ferito. La meditazione, la filosofia buddista &#8211; conosce a memoria gli insegnamenti del Dhammapada &#8211; lo curano, lo anestetizzano. Ma non vive. Finché da un ascensore in un hotel di Singapore non compare Giorgia, una hostess con gli occhi blu e i lunghi capelli biondi. Lei è terribilmente reale. Scardinerà i suoi blocchi, come una chiave che apre tutte le porte. Gli insegnerà che la sofferenza non va sedata ma guardata in faccia perché “un po’ di dolore deve restare dentro per impedirti di commettere gli stessi errori”.</p>
<p>La lotta interiore del protagonista lo conduce a confrontarsi, in specchi yungiani, o karmici, come preferirebbe lo scrittore, con il tema della violenza sulle donne. Scoprire l’atteggiamento predatorio di un datore di lavoro verso la dipendente subordinata, sua amica, scatena la sua rabbia, smuovendo istinti feroci lontani, mai guariti. Il protagonista teme di avere dentro un karma familiare che lo sospinge vero la stessa malata direzione. Si protegge scappando da parenti, continenti, amori, amici. Una fuga da se stesso, fra Torino, Milano e l’Oriente.</p>
<p>Il libro esprime grande raffinatezza psicologica, passa al microscopio emozioni, stati d’animo, traumi interiori con acume e cultura, dalle intelligenze multiple fino alla saggezza monastica zen. Poi ci sono gli scenari, contesti e città descritti con la consueta dovizia di particolari e fascino sincero. Le discipline orientali, cucina e cultura, non ricreano il vuoto, bensì riempiono d’amore, di gentilezza e pace.</p>
<p>È infine un libro pieno di musica, una musica legata a chi è stato giovane nella decade del 2000, senza dimenticare le suggestioni di Einaudi e di un classico intramontabile come Halluljah di <strong>Leonardo</strong> <strong>Cohen</strong>.</p>
<p>Alla fine vince il senso della famiglia, quella in cui il cuore trova pace, un approdo finale preceduto da tante lotte per chi cercava di fuggire da un nido che può essere dolcezza, bellezza e amore o violenza, sopruso e abbandono.</p>
<p>Gotto è speciale, il suo successo è meritatissimo. Ai detrattori rinnovo l’invito a provarci: scrivetelo voi un romanzo di 586 pagine così denso e pulito. Non è banale è ricco, non è Harmony zen e no, non è <strong>Fabio</strong> <strong>Volo</strong>.Ti costringe a guardarti dentro, a riflettere, a cercare vie originali per capire che la vita non è un <em>nonsense</em>. Ti tira dentro e se resti fuori non lo capisci.</p>
<p>Gotto non è per tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Francesca</strong> <strong>Codazzi</strong></p>
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		<title>Teatro dei Burattini, 22 luglio &#8211; 12 agosto Museo Cambonino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ospite]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:01:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Museo della Civiltà Contadina (viale Cambonino, 22) riapre con una serie di appuntamenti dedicata alla famiglie. Quest’estate è in arrivo la rassegna intitolata Burattini, pupazzi e attori tra terra e cielo &#8211; Il teatro che canta nella notte, che intratterrà il pubblico per quattro mercoledì consecutivi, tra la fine di luglio e l&#8217;inizio di [&#8230;]</p>
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<p dir="ltr">Il Museo della Civiltà Contadina (viale Cambonino, 22) riapre con una serie di appuntamenti dedicata alla famiglie. Quest’estate è in arrivo la rassegna intitolata <strong>Burattini, pupazzi e attori tra terra e cielo</strong> &#8211; <strong>Il teatro che canta nella notte</strong>, che intratterrà il pubblico per quattro mercoledì consecutivi, tra la fine di luglio e l&#8217;inizio di agosto. Tutti gli appuntamenti si terranno i mercoledì alle ore 21. L&#8217;iniziativa è realizzata grazie al bando progetto “Cremona Sprint! Piano territoriale per l’ambito di Cremona” a valere sul bando “SPRINT! LOMBARDIA INSIEME”. L&#8217;intervento è promosso nel quadro della Politica di Coesione 2021–2027 e in particolare del Programma Regionale cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo Plus. L’ingresso è libero e gratuito.</p>
<p dir="ltr">Mercoledì 22 luglio è in programma Pinocchio (Compagnia Teatrino dell’Erba Matta). In occasione del bicentenario della nascita di Carlo Collodi, la rassegna si apre con una compagnia riconosciuta dal ministero della Cultura. Lo spettacolo, diretto e interpretato da <strong>Daniele</strong> <strong>Debernardi</strong> (musiche di Daniele Debernardi e <strong>Marco</strong> <strong>Massola</strong>), utilizza una tecnica mista che unisce teatro d&#8217;attore, maschere, pupazzi e il fascino surreale delle ombre. Scenografie e costumi sono ispirati ai celebri disegni di <strong>Attilio</strong> <strong>Mussino</strong> in un gioco di colori e musica.</p>
<p dir="ltr">Mercoledì 29 luglio la rassegna proseguirà con <strong>Sandokan</strong>. <strong>O la Fine dell’Avventura</strong> (<strong>I Sacchi di Sabbia</strong>). Un viaggio avventuroso liberamente tratto dal capolavoro di<strong> Emilio Salgari</strong>, <strong>Le Tigri di Mompracem</strong>. Uno spettacolo originale e ricco di fantasia che trasforma una semplice cucina nell&#8217;universo avventuroso di Sandokan. Grazie a ortaggi, utensili e oggetti di uso quotidiano, i quattro protagonisti danno vita a pirati, foreste, mari e battaglie, coinvolgendo il pubblico in un viaggio travolgente. Un inno al potere dell&#8217;immaginazione e del teatro, che con ironia invita a riscoprire la capacità di sognare e guardare alla realtà con occhi diversi.</p>
<p dir="ltr">Il terzo appuntamento, mercoledì 5 agosto, è <strong>Ode alla vita</strong> (<strong>Compagnia Rodisio</strong>). Uno spettacolo profondo e poetico di e con <strong>Manuela</strong> <strong>Capece</strong> e <strong>Davide</strong> <strong>Doro</strong>. Due anziani, sorridenti e pieni di vitalità, trasformano la scena in un luogo di ricordi, festa e meraviglia. Tra giochi, danze e momenti di poesia, raccontano una piccola grande storia d&#8217;amore e di vita, celebrando con leggerezza la forza dell&#8217;immaginazione, la gioia di stare insieme e la capacità di continuare a sognare a ogni età. Uno spettacolo delicato e coinvolgente, un&#8217;autentica ode alla vita.</p>
<p dir="ltr">Concluderà la rassegna mercoledì 12 agosto <strong>Momo, il dio della burla</strong> (<strong>Teatro Medico Ipnotico</strong>). Figlio di Hypnos e della Notte, Momo è un dio antico, il dio della burla, cacciato dall’Olimpo per aver preso in giro gli Dei. Caduto sulla terra, si trasforma in Fool, attore, buffone e clown, fino a trovare rifugio nel Teatro dei Burattini insieme ai suoi amici di legno e stoffa. Momo e i suoi compari evocheranno per il pubblico l&#8217;Ordine, la Paura, la Magia, la Sorpresa, l&#8217;Ozio, la Festa e il Desiderio: i sette cavalli che girano in tondo nella giostra della settimana.</p>
<p dir="ltr">«Siamo felici &#8211; sottolinea l’assessore alla Cultura <strong>Rodolfo</strong> <strong>Bona</strong> &#8211; di aver riportato in vita un&#8217;importante iniziativa di animazione culturale per il quartiere e per la città. Le serate sull&#8217;aia sono un appuntamento storico, molto amato dalla cittadinanza, capace di trasformare il Museo della Civiltà Contadina in un luogo vivo di incontro, condivisione e partecipazione per le famiglie. Portare spettacoli di qualità nei quartieri significa valorizzare il patrimonio culturale della città e, al tempo stesso, rafforzare il senso di comunità, creando occasioni di socialità e di crescita attraverso la magia del teatro».</p>
<p dir="ltr">Per informazioni scrivere all’indirizzo e-mail: <a href="mailto:museo.cambonino@comune.cremona.it" target="_blank" rel="noopener">museo.cambonino@comune.<wbr />cremona.it</a></p>
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		<title>Al Tanta Robba Festival oltre 21mila presenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ospite]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 14:43:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per chi partecipa, il Tanta Robba Festival è prima di tutto musica dal vivo, socialità e incontro. Agli occhi dello spettatore, il Tanta Robba Festival appare così: una manifestazione musicale fra le più apprezzate nel Nord Italia, arrivata alla decima edizione, capace di far esibire a Cremona artisti di caratura nazionale, con qualche puntuale polemica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi partecipa, il Tanta Robba Festival è prima di tutto musica dal vivo, socialità e incontro. Agli occhi dello spettatore, il Tanta Robba Festival appare così: una manifestazione musicale fra le più apprezzate nel Nord Italia, arrivata alla decima edizione, capace di far esibire a Cremona artisti di caratura nazionale, con qualche puntuale polemica a fare da contorno sulle testate locali.</p>
<p>Ma, a voler approfondire, il Tanta Robba Festival è più che freddi numeri, quali le <b>oltre 21.000 presenze in 3 giorni</b>. Non basta dire che si tratta di uno degli appuntamenti più partecipati dell&#8217;estate cremonese, bensì merita un approfondimento per capire più a fondo di cosa si tratti.</p>
<p>Il Tanta Robba Festival parte dal basso dieci anni or sono, spinto dal desiderio di giovani cremonesi &#8211; parte dell&#8217;associazione di promozione sociale <b>Gli Amici di Robi</b> &#8211; di poter offrire ai loro coetanei alcuni giorni di socialità e musica, rispondendo a una necessità territoriale, dato che nel lontano 2015 non vi erano manifestazioni simili a Cremona e dintorni.</p>
<p>Con il passare degli anni, la manifestazione ha saputo evolversi e crescere, sospinta da sempre maggiori esperienze e professionalità e, soprattutto, grazie ad una base partecipativa sempre crescente, sino ad arrivare a poter contare sul supporto di <b>oltre 100 ragazzi e ragazze cremonesi</b>, che utilizzano il proprio tempo libero e sacrificano le proprie ferie per regalare ai loro coetanei 3 giorni di aggregazione e divertimento: per quello che è a nostro avviso un vero e proprio capolavoro di socialità attiva.</p>
<p>Forti di queste competenze sviluppate sul campo, di solide fondamenta operative su base volontaria e di un consenso pubblico trasversale per provenienza ed età (pubblico veramente eterogeneo, principalmente formato dalla fascia d&#8217;età 26-30 e che, nell&#8217;edizione appena svolta, ha visto una preponderanza delle presenze femminili, che hanno rappresentato il 53% del pubblico), il <b>Comune di Cremona</b> ha voluto attestare l&#8217;importanza del Tanta Robba Festival sul territorio cremonese con un importante contributo.</p>
<p>In totale trasparenza, tale contributo riesce a coprire solamente una parte dell&#8217;impegno economico che il Tanta Robba Festival comporta. A fronte di circa <b>390.000 euro di costi complessivi</b>, l&#8217;offerta artistica ha inciso per 110.000 euro: tutto il resto del budget, ben <b>280.000 euro</b>, non è evaporato, ma è stato <b>speso interamente nella nostra città</b>. Abbiamo contrattualizzato aziende locali per allestimenti, logistica, sicurezza e servizi sanitari. I contributi pubblici che ci sono stati assegnati non sono una spesa, ma un investimento che abbiamo moltiplicato e restituito alle imprese di Cremona, dimostrando quanto il Tanta Robba Festival possa essere un acceleratore economico per la città.</p>
<p>Proprio la <b>sicurezza</b>, argomento molto spinoso negli ultimi tempi sia a livello nazionale quanto su base locale, è stato un elemento caratterizzante del Tanta Robba Festival 2026: con un ingresso gratuito, con artisti di richiamo, con servizi accessori quali le navette gratuite con partenza da varie zone di Cremona, eravamo consci che avremmo potuto incorrere in problemi legati all&#8217;ordine pubblico.</p>
<p>Per fronteggiare tutto questo, ci sono stati mesi di incontri, riunioni, pianificazioni fatte a quattro mani con la <b>Questura di Cremona</b> e con tutti gli altri organi di sicurezza: una sinergia assolutamente proficua, dato che, nonostante un afflusso così massiccio, <b>non è stato registrato alcun intervento</b>, a dimostrazione della validità di un lavoro proattivo e realmente volto al benessere del cittadino. È un risultato che ci rende orgogliosi, così come ci rendono orgogliosi i complimenti ricevuti costantemente da tutti gli organi di sicurezza, che hanno identificato ne Gli Amici di Robi degli interlocutori credibili e professionali.</p>
<p>Il rapporto sinergico è alla base delle nostre attività: così come è avvenuto con la <b>Prefettura di Cremona</b>, esso si è instaurato con la <b>Guardia di Finanza</b> e la <b>SIAE</b> (costantemente presenti in loco e che hanno supervisionato la completa legalità di ogni singolo ambito della manifestazione), così come con la <b>Croce Verde</b>, con la quale vi è un rapporto di stima e amicizia da anni e che, mai come quest&#8217;anno, ha potuto godersi l&#8217;evento in tutta tranquillità, dato che sono intervenuti solo su 17 casi legati all&#8217;allergia da polvere.</p>
<p>Come detto precedentemente, il cuore pulsante del Tanta Robba Festival sono i <b>volontari</b>: ragazzi e ragazze che, mossi dal desiderio di vivere in un contesto sociale amichevole e dal voler lasciare un segno concreto sulla vita cittadina, che per far ciò sacrificano tempo, si impegnano, faticano, rischiano; tutto basato su un entusiasmo travolgente, che fa muovere gli animi e che fa sì che il Tanta Robba Festival (così come tante altre manifestazioni che, fortunatamente, animano la nostra città) continui ad esistere.</p>
<p>Non possiamo essere insensibili alle molte polemiche che hanno contraddistinto il Tanta Robba Festival appena svolto. Polemiche mai rivolte direttamente all&#8217;associazione Gli Amici di Robi, ma che danno l&#8217;idea di voler utilizzare come potenziale strumento di critica politica verso il sindaco di Cremona, <strong>Andrea</strong> <strong>Virgilio</strong>, e gli assessori attualmente in carica. Polemiche poco costruttive che, però, hanno contaminato l&#8217;aria di festa che si è respirata al Parco Lungo Po Europa lo scorso fine settimana e che rischia di ledere l&#8217;onda di entusiasmo che ha sempre contraddistinto i volontari de Gli Amici di Robi.</p>
<p>Come detto, Gli Amici di Robi partono dal basso e sono costantemente aperti ad un dialogo costruttivo per poter far crescere, insieme, questa città, la nostra città. Convinti che i veleni non portino nessun sviluppo, se ci saranno le condizioni, speriamo di poter lavorare con tutta la città al Tanta Robba Festival 2027.</p>
<p><b>Il Direttivo</b></p>
<p><b></b><strong>Associazione «Gli Amici di Robi» &#8211; Tanta Robba Festival</strong></p>
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		<title>Premio Strega al bell&#8217;esercizio senza emozioni di Michele Mari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Codazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 08:50:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come da rumores, con il vento a favore, Michele Mari ha vinto il Premio Strega 2026 con “I convitati di pietra” edito da Einaudi: un racconto lungo che tiene inchiodati alle pagine per capire come finisce la riffa architettata dalla classe IIIA del blasonato liceo classico Berchet di Milano nel 1975. I compagni decidono di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://vittorianozanolli.it/premio-strega-al-bellesercizio-senza-emozioni-di-michele-mari/">Premio Strega al bell&#8217;esercizio senza emozioni di Michele Mari</a> proviene da <a href="https://vittorianozanolli.it">Vittoriano Zanolli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Come da rumores, con il vento a favore, <strong>Michele Mari</strong> ha vinto il Premio Strega 2026 con “I convitati di pietra” edito da Einaudi: un racconto lungo che tiene inchiodati alle pagine per capire come finisce la riffa architettata dalla classe IIIA del blasonato liceo classico Berchet di Milano nel 1975. I compagni decidono di costituire un fondo, da rintuzzare annualmente. Ne beneficeranno gli ultimi tre sopravvissuti. Mari li accompagna con ironia fino al 2050 e oltre, animando la narrazione di tutte le sfumature che abitano le relazioni fra compagni di classe, fra odi reciproci, amori non ricambiati, gelosie e competizioni. Ogni anno il 22 luglio si celebra l’anniversario del patto segreto con una cena in cui si fa il punto della situazione relativamente al gruzzolo che cresce, a malattie e decessi. Nel tempo il nutrito gruppetto si assottiglia: morti, assassinati, suicidi, vittime di incidenti, droga, buonuscite ecc…Un quadro statisticamente improbabile, perché condizionato dal peccato originale di un accordo di fatto tossico e malsano.</p>
<p>&#8221;I convitati di pietra&#8221; è un libro scorrevole, a dispetto di una scrittura coltissima e un po’ novecentesca. Si incontrano i “vieppiù”, nonché verbi pomposi: “allogare, guatare, sbuzzare, inverare eccetera” ed espressioni aulicissime, per esempio “nesci”.</p>
<p>Mari avrebbe vinto un premio anche nel 1956. Nasce già classico, sfoggiando un’eleganza antica, forbita, precisa, dettagliata, che sconfina nel burocratico. Resta, per decenni, l’abitudine di chiamarsi per cognome, come usa a scuola, tutto è censito in modo un po’ ragionieristico, con un’ossessione per la toponomastica. Del resto unisce i compagni un patto oscuro, dove la morte è sempre sotto traccia. E per tutta la vita, che gli ex compagni non vivono, matura l’attesa che qualcun altro tiri le cuoia, sperando nel montepremi. Lo godrà l’unico che coltiva un vero desiderio e una vera passione. Non dirò altro.</p>
<p>L’aridità emotiva è alleggerita dall’atteggiamento divertito dello scrittore che gioca con la morte. E il libro alla fine si addolcisce un poco. Ma occorre attraversare un muro di manipolazioni, cattiveria e rancore prima che il clima si distenda.</p>
<p>Il libro tiene il lettore in una morsa, in apnea e in un’atmosfera sospesa e ossessionata, che rischia il black humour, lo sfiora sempre, creando un mondo chiuso, asfittico, senza respiro.</p>
<p>&#8221;I convitati di pietra&#8221; è dotto, freddo e con pochi sorrisi autentici. La riffa della morte è un capolavoro di cinismo. Giocare con la morte non la esorcizza, non perpetua la spensieratezza dei banchi di scuola bensì condanna tutti a una vita senza vita vera, se non per pochissimi. Una selezione naturale, in una sorta di big brother macabro.</p>
<p>Lo scrittore avrebbe potuto raccontare trenta vite, tutto invece è subordinato al patto. I personaggi non maturano molto, funzionano,ma non hanno rotondità. Al centro c’è solo la riffa. E Mari è bravissimo a non perdere il filo.</p>
<p>Anche quest’anno lo Strega premia un bell’esercizio letterario, senza troppe emozioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Francesca</strong> <strong>Codazzi</strong></p>
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		<title>A Genova decolla la candidatura di Cremona Capitale della Cultura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ospite]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 09:38:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche da Genova, nella cornice dell&#8217;UlisseFest, Cremona valorizza la propria tradizione culturale in chiave contemporanea, una ricchezza che trova la sua naturale espressione nel percorso di candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2029. In questo cammino si posiziona infatti il concerto “Uno Stradivari a Genova”, promosso dal Comune di Cremona in collaborazione con il Museo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>Anche da Genova, nella cornice dell&#8217;UlisseFest, Cremona valorizza la propria tradizione culturale in chiave contemporanea, una ricchezza che trova la sua naturale espressione nel percorso di candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2029. In questo cammino si posiziona infatti il concerto “Uno Stradivari a Genova”, promosso dal Comune di Cremona in collaborazione con il Museo del Violino e Lonely Planet e ospitato oggi nella splendida Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. Per l&#8217;occasione, il sindaco <strong>Andrea</strong> <strong>Virgilio</strong>, l&#8217;assessore alla Cultura <strong>Rodolfo</strong> <strong>Bona</strong> e l&#8217;assessore al Turismo <strong>Luca</strong> <strong>Burgazzi</strong>, insieme al direttore generale del Museo del Violino <strong>Virginia</strong> <strong>Villa</strong> e al conservatore <strong>Riccardo</strong> <strong>Angeloni</strong> &#8211; hanno portato a Genova uno dei simboli più preziosi della città: lo Stradivari &#8220;Vesuvio&#8221; del 1727, autentico capolavoro di <strong>Antonio</strong> <strong>Stradivari </strong>e testimonianza dell&#8217;eccellenza della tradizione liutaria cremonese. Un&#8217;occasione rara che ha consentito al pubblico di ascoltare dal vivo uno degli strumenti più rappresentativi del patrimonio musicale mondiale.</div>
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<div>Ad aprire l’evento sono stati i saluti istituzionali della sindaca di Genova <strong>Silvia</strong> <strong>Salis</strong> e del sindaco di Cremona Andrea Virgilio. Il conservatore del Museo del Violino Riccardo Angeloni ha quindi accompagnato il pubblico in un racconto capace di intrecciare musica, storia e viaggio,</div>
<div>ripercorrendo i quasi tre secoli di vita dello Stradivari Vesuvio attraverso gli artisti e le città che ne hanno custodito la voce.</div>
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<div>“La partecipazione di Cremona all’UlisseFest – spiega il sindaco di Cremona Andrea Virgilio &#8211; rappresenta un’occasione importante per raccontare la nostra città dentro una riflessione più ampia sull’attrattività dei territori. Credo che una città sia davvero attrattiva quando è consapevole della propria identità e sa raccontarla con autenticità, senza inseguire formule artificiali o mode del momento. Cremona è una</div>
<div>città di pianura, con i suoi ritmi, la sua storia, il suo sapere artigiano e culturale. È una città capace di unire tradizione e innovazione attraverso la liuteria, il Museo del Violino, le botteghe dei liutai, le istituzioni culturali, le fondazioni, i centri di formazione e ricerca. Senza dimenticare l’enorme valore della musica e della tradizione barocca con il nostro Monteverdi Festival. Portare questo racconto a Genova permette di condividere un grande progetto con cui continuare ad alimentare, nel presente, ma anche nel futuro, questo grande patrimonio: la candidatura di Cremona a Capitale italiana della Cultura 2029, un percorso collettivo che guarda alla cultura come leva di sviluppo, partecipazione, relazione e promozione nazionale e internazionale del territorio. Genova incrocia profondamente la storia musicale di Cremona attraverso la figura di <strong>Niccolò</strong> <strong>Paganini</strong> e il suo violino, il “Cannone” di <strong>Guarneri</strong> <strong>del</strong> Gesù, costruito a Cremona e custodito a</div>
<div>Palazzo Tursi. È un legame simbolico molto forte, che ci ricorda come la musica possa attraversare i territori, unire comunità diverse e diventare una chiave autentica per raccontare l’identità di una città”.</div>
<div></div>
<div>A dare voce allo strumento è stato il violinista <strong>Edoardo</strong> <strong>Zosi</strong>, che ha proposto un programma capace di esaltarne tutte le qualità timbriche ed espressive, attraversando pagine di Telemann, Bach, Paganini, Brahms, Kreisler, Respighi e Ysaÿe.</div>
<div></div>
<div>La scelta di Genova come sede dell&#8217;evento ha rappresentato anche un forte richiamo al legame che unisce le due città nel segno della grande tradizione liutaria italiana. Se Cremona è la città di Antonio Stradivari e della liuteria riconosciuta dall&#8217;UNESCO come Patrimonio Culturale</div>
<div>Immateriale dell&#8217;Umanità, Genova è indissolubilmente legata alla figura di Niccolò Paganini e custodisce a Palazzo Tursi il celebre Cannone, il violino realizzato da Guarneri del Gesù. Due città accomunate da una straordinaria eredità musicale e artigianale, che continua a essere tramandata e valorizzata come patrimonio di rilevanza internazionale.</div>
<div></div>
<div>“Il palcoscenico dell’UlisseFest – aggiunge l&#8217;assessore alla Cultura Rodolfo Bona &#8211; è per la nostra città un momento molto significativo per raccontarsi partendo dalle nostre tradizioni, testimoniate dallo Stradivari Vesuvio del 1727, uno dei simboli più prestigiosi del patrimonio</div>
<div>culturale cittadino. Raccontiamo non solo la Cremona di ieri, ma anche quella di domani, che con tutta la città stiamo costruendo attraverso la candidatura a Capitale italiana della cultura 2029. Lo facciamo a Genova, grande capitale della cultura italiana che ci onora oggi della sua ospitalità, perché il percorso che abbiamo intrapreso ci permette di condividere una visione della cultura come strumento di partecipazione, di crescita collettiva, di sviluppo del territorio, di connessione con altre realtà e di rafforzamento del sistema culturale e sociale cittadino, temi che ricorrono nelle nostre realtà cittadine come priorità.”</div>
<div></div>
<div>“Presentare la nostra città e il nostro patrimonio all&#8217;UlisseFest – commenta l&#8217;assessore al Turismo Luca Burgazzi &#8211; significa raccontare Cremona in uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati al viaggio e ai territori. Cremona è una città di pianura, deve la propria nascita al lento ma costante scorrere del Po, la propria identità alle tradizioni che da questo territorio sono emerse: la liuteria, la musica, l’enogastronomia, la traduzione nel patrimonio storico e artistico. Un territorio che chiede di essere elevato a paesaggio, che desidera accogliere un turismo lento, sostenibile, rispettoso. Un territorio che vogliamo valorizzare anche attraverso la candidatura a Capitale Italiana</div>
<div>della Cultura, una straordinaria opportunità per rafforzare il posizionamento di Cremona come destinazione culturale di qualità e per costruire nuove relazioni e nuove opportunità, coinvolgendo l&#8217;intera comunità in un progetto di crescita che guarda al futuro”.</div>
<div></div>
<div>“La partecipazione di Cremona e del Museo del Violino all’UlisseFest – aggiunge Virginia Villa &#8211; percorre una traccia continua di collaborazione con Genova e le sue istituzioni musicali. Proprio 25 anni fa, nel 2001, il Cannone di Paganini è stato presentato al Museo Civico di Cremona in occasione della mostra Originali, Modelli e Copie. Da allora non sono mancate le sinergie e le occasioni di confronto.</div>
<div>Il concerto di Edoardo Zosi e dello Stradivari Vesuvio, oggi, sottolinea il valore delle relazioni e le pone come asset strategico nel futuro di Cremona e della sua candidatura a Capitale Italiana della Cultura”.</div>
<div></div>
<div>Nella foto centrale, al centro Andrea Virgilio, a destra Silvia Salis</div>
<div></div>
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		<title>Cremona Capitale della Cultura 2029 all&#8217;UlisseFest</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 14:18:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sarà la vetrina prestigiosa dell’UlisseFest – il Festival del Viaggio della Lonely Planet e uno dei più importanti appuntamenti nazionali dedicati alla alla scoperta dei territori &#8211; a ospitare uno dei momenti di presentazione pubblica della candidatura di Cremona a Capitale Italiana della Cultura 2029, che scandiranno le tappe del percorso da qui fino a fine settembre, quando sarà presentato il dossier ufficiale. Per l&#8217;occasione, il Comune [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà la vetrina prestigiosa dell’<strong>UlisseFest – il Festival del Viaggio d</strong><strong>ella </strong><strong>Lonely Planet </strong>e uno dei più importanti appuntamenti nazionali dedicati alla alla scoperta dei territori &#8211; a ospitare uno dei momenti di presentazione pubblica della candidatura di Cremona a <strong>Capitale Italiana della Cultura 2029, </strong><strong>che scandiranno le tappe del percorso da qui fino a fine settembre, </strong><strong>quando sarà presentato il dossier ufficiale.</strong></p>
<p>Per l&#8217;occasione, il Comune di Cremona e il Museo del Violino – con il sindaco Andrea Virgilio, l’assessore alla Cultura Rodolfo Bona, l’assessore al Turismo Luca Burgazzi, il direttore generale del Museo Virginia Villa e il conservatore Riccardo Angeloni &#8211; porteranno a Genova uno dei simboli più preziosi del proprio patrimonio culturale: lo <strong>Stradivari Vesuvio 1727</strong>, capolavoro di <strong>Antonio</strong> <strong>Stradivari</strong>. Un evento che unisce musica, storia e racconto, offrendo al pubblico l&#8217;opportunità rara di ascoltare dal vivo uno degli strumenti più rappresentativi della tradizione liutaria cremonese.</p>
<p>L&#8217;appuntamento è per venerdì<strong> 10 luglio, alle ore 18.30</strong>, nella <strong>Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale</strong>, con il concerto <strong>&#8220;Uno Stradivari a Genova&#8221;</strong>, promosso dal Comune di Cremona in collaborazione con il Museo del Violino e Lonely Planet.</p>
<p>Ad aprire l’evento saranno i saluti istituzionali del della sindaca di Genova <strong>Silvia Salis </strong>e del sindaco di Cremona <strong>Andrea</strong> <strong>Virgilio</strong>, seguiti dall&#8217;introduzione di <strong>Riccardo</strong> <strong>Angeloni</strong>, conservatore del Museo del Violino, che accompagnerà il pubblico in un racconto che intreccia musica, memoria e viaggio, ripercorrendo le vicende, gli artisti e le città attraversate nei quasi trecento anni di vita dello strumento.</p>
<p>A dare voce allo Stradivari Vesuvio sarà invece il violinista <strong>Edoardo Zosi </strong>in un programma che ripercorrerà diversi<strong> </strong>capolavori del repertorio violinistico, dalle <em>Fantasie</em> di Telemann alle <em>Partite</em> di Bach, dalle pagine virtuosistiche di Paganini fino ai brani di Brahms, Kreisler, Respighi e Ysaÿe, in un percorso musicale pensato per valorizzare tutte le straordinarie potenzialità espressive dello Stradivari Vesuvio.</p>
<p>L&#8217;iniziativa assume un valore simbolico anche per il forte legame che unisce le due città nel nome della grande liuteria italiana. Da una parte Cremona, città di Antonio Stradivari e della tradizione liutaria riconosciuta dall&#8217;UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell&#8217;Umanità; dall&#8217;altra Genova, città di <strong>Niccolò Paganini</strong>, custode del celebre <strong>&#8220;Cannone&#8221;</strong> di <strong>Giuseppe Guarneri del Gesù</strong>, oggi conservato a <strong>Palazzo Tursi</strong>. Due città che condividono una storia fatta di eccellenza artistica, innovazione e trasmissione del sapere.</p>
<p>“Portare lo Stradivari Vesuvio a Genova – spiega il sindaco Andrea Virgilio &#8211; significa raccontare Cremona attraverso il suo patrimonio più identitario e ribadire il valore della cultura come motore di sviluppo, relazione e dialogo tra comunità. È con questo spirito che la città presenta il proprio progetto per <strong>Capitale Italiana della Cultura 2029</strong>, facendo della musica un linguaggio universale capace di creare connessioni e di proiettare nel futuro una tradizione che continua a essere viva, riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo”.</p>
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		<title>Capitale Italiana della Cultura, 20 progetti per Cremona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ospite]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 12:34:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Si sono concluse, tra grande partecipazione ed entusiasmo, le due giornate di co-progettazione con associazioni e operatori del settore per arricchire il dossier di candidatura di Cremona a Capitale Italiana della Cultura 2029, documento che andrà presentato entro fine settembre. Dopo la prima tappa a maggio, a Palazzo Affaitati, questa settimana il Museo Diocesano ha ospitato i tavoli di lavoro coordinati da Itinerari Paralleli, l’impresa sociale scelta per accompagnare la stesura della candidatura. Oltre al lavoro di co-progettazione su temi specifici del dossier, i partecipanti hanno ascoltato la testimonianza di Pordenone, la città che si è aggiudicata il titolo per il 2027.</p>
<p dir="ltr">In tutto sono 20 i progetti scritti da quasi 100 persone che, partecipando, hanno rappresentato le associazioni e le realtà culturali del territorio. Le giornate sono state organizzate in tavoli di lavoro con focus sui tre filoni che stanno delineando l’identità della candidatura: “Città di pianura’, ‘Città aperta’ e ‘Città contemporanea’. Partendo da queste suggestioni, durante il primo dei due giorni di co-progettazione Itinerari Paralleli ha invitato i partecipanti a realizzare e proporre diverse idee progettuali sulle quali è partito il confronto.</p>
<p dir="ltr">Il lavoro è proseguito poi nella seconda giornata al Museo Diocesano, dove le stesse persone hanno approfondito ulteriormente quanto emerso dal brain-storming e dai processi collaborativi innescatisi. In caso di ottenimento del titolo di Capitale Italiana della Cultura 2029, il programma partirà proprio da queste basi per elaborare non tanto un calendario di iniziative ma il progetto futuro di città che valorizza le eccellenze culturali e si immagina come potenziarle.</p>
<p dir="ltr">I 20 progetti realizzati al Museo Diocesano dai quasi 100 partecipanti hanno dovuto rispettare una serie di criteri: ispirarsi ai principi e valori del New European Bauhaus, iniziativa europea che promuove spazi urbani inclusivi; rispondere ad almeno uno degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU; essere coerenti con le sfide attuali della città; essere originali e favorire lo sviluppo di larghi partenariati, anche inediti, tra operatori culturali, sociali, pubblici e privati, istituzionali e non.</p>
<p dir="ltr"><strong>Ilaria Morganti</strong>, co-founder di Itinerari Paralleli, al termine dei lavori che hanno impegnato le persone in tre giornate tra maggio e luglio, dichiara: «Sono state tre giornate fondamentali per la costruzione del programma culturale di candidatura. Co-progettare è molto complicato: richiede uno sforzo progettuale notevole, una disponibilità da parte degli operatori di mettersi in gioco; richiede fiducia rispetto a un metodo di lavoro che per molti non è familiare. Però la città ha risposto con una grande partecipazione e con grandissima generosità dimostrando passione e una notevole capacità di collaborare per immaginare insieme il futuro della propria città».</p>
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