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	Commenti a: Politica asservita all&#8217;economia, è il crepuscolo delle democrazie	</title>
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		Di: Giuseppe Pigoli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Pigoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2024 16:38:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie per aver approfondito con competenza i miei semplici concetti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per aver approfondito con competenza i miei semplici concetti.</p>
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		Di: marco bragazzi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco bragazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2024 12:22:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buongiorno, più che l&#039;economia - intesa come quella di Smith e della sinergia tra lavoro-prodotto-valore, oggi la natura delle variabili è per lo più finanziaria. La differenza è enorme perchè la seconda è immune alle teorie, monetariste, classiche o liberiste che si voglia legate alla sfera dell&#039;economia reale di produzione dove un mercato - volente o nolente - deve seguire determinate regole. La finanza non distribuisce, accumula e poi, ben forte di una posizione acquisita, decide e impone, non investe il suo capitale, lo sfrutta per spremerne altri. E&#039; immune a cambiamenti politici perchè, spesso, non riconosce il lavoro come base per creare il valore aggiunto della economia di prodotto, il dumping salariale ne è la prova materiale osservabile ogni giorno. I governanti, spesso, devono solo applicare quei concetti legati alla sfera della finanza, concetti che non sono mai lungimiranti ma rivolti ad una - quasi immediata - ricolloccazione all&#039;interno delle sfera decisionale pubblica. Buona parte dei capitali circolanti di oggi vedono nelle speculazioni; immediate, rapide e voraci, il loro erodersi o moltiplicarsi a seconda di scelte che siano più in linea con la soddisfazione dei detentori &quot;della finanza&quot; che neanche di un elettore. Gli enormi capitali accumulati in pochi anni da alcuni sono la risposta ad una assenza di regole economiche che dovrebbero valorizzare il lavoro non la sostituzione dello stesso, in questo modo il processo di sostituzione di un bene - effimero o meno - fa diventare relativo il lavoro di coloro che lo creano. La desolante visione - di certo realistica e forse solo ancora agli inizi - di un futuro che sembra più da libro che neanche da vivere è la risposta di un percorso che tende sempre più ad aumentare il divario tra quella accumulazione di capitali di pochissimi e l&#039;assenza di una distribuzione (anche senza scomodare Marx) che sia fattiva di un miglioramento del benessere distribuito. Basti pensare al paradosso con cui oggi molti lavoratori lavorano per restare poveri o per finire dentro le statistiche legate alla povertà, un paradosso perchè è un futuro totalmente in contrapposizione a quello del lavoro descritto da Smith.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno, più che l&#8217;economia &#8211; intesa come quella di Smith e della sinergia tra lavoro-prodotto-valore, oggi la natura delle variabili è per lo più finanziaria. La differenza è enorme perchè la seconda è immune alle teorie, monetariste, classiche o liberiste che si voglia legate alla sfera dell&#8217;economia reale di produzione dove un mercato &#8211; volente o nolente &#8211; deve seguire determinate regole. La finanza non distribuisce, accumula e poi, ben forte di una posizione acquisita, decide e impone, non investe il suo capitale, lo sfrutta per spremerne altri. E&#8217; immune a cambiamenti politici perchè, spesso, non riconosce il lavoro come base per creare il valore aggiunto della economia di prodotto, il dumping salariale ne è la prova materiale osservabile ogni giorno. I governanti, spesso, devono solo applicare quei concetti legati alla sfera della finanza, concetti che non sono mai lungimiranti ma rivolti ad una &#8211; quasi immediata &#8211; ricolloccazione all&#8217;interno delle sfera decisionale pubblica. Buona parte dei capitali circolanti di oggi vedono nelle speculazioni; immediate, rapide e voraci, il loro erodersi o moltiplicarsi a seconda di scelte che siano più in linea con la soddisfazione dei detentori &#8220;della finanza&#8221; che neanche di un elettore. Gli enormi capitali accumulati in pochi anni da alcuni sono la risposta ad una assenza di regole economiche che dovrebbero valorizzare il lavoro non la sostituzione dello stesso, in questo modo il processo di sostituzione di un bene &#8211; effimero o meno &#8211; fa diventare relativo il lavoro di coloro che lo creano. La desolante visione &#8211; di certo realistica e forse solo ancora agli inizi &#8211; di un futuro che sembra più da libro che neanche da vivere è la risposta di un percorso che tende sempre più ad aumentare il divario tra quella accumulazione di capitali di pochissimi e l&#8217;assenza di una distribuzione (anche senza scomodare Marx) che sia fattiva di un miglioramento del benessere distribuito. Basti pensare al paradosso con cui oggi molti lavoratori lavorano per restare poveri o per finire dentro le statistiche legate alla povertà, un paradosso perchè è un futuro totalmente in contrapposizione a quello del lavoro descritto da Smith.</p>
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		Di: Stefano araldi		</title>
		<link>https://vittorianozanolli.it/crepuscolo-delle-democrazie-quando-la-politica-e-asservita-alleconomia/#comment-11707</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefano araldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2024 10:15:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Perfetto]]></description>
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		Di: Benito Fiori		</title>
		<link>https://vittorianozanolli.it/crepuscolo-delle-democrazie-quando-la-politica-e-asservita-alleconomia/#comment-11706</link>

		<dc:creator><![CDATA[Benito Fiori]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2024 10:02:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono sostanzialmente d&#039;accordo, precisando, seppure con tardiva pignoleria, che l&#039;attuale declinazione liberista dell’economia, sostanziale causa dell&#039;insostenibilità sistemica, lo è sempre più evidentemente della crisi climatica (https://www.youtube.com/watch?v=GkIcdqcqovs&#038;t=42s).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono sostanzialmente d&#8217;accordo, precisando, seppure con tardiva pignoleria, che l&#8217;attuale declinazione liberista dell’economia, sostanziale causa dell&#8217;insostenibilità sistemica, lo è sempre più evidentemente della crisi climatica (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=GkIcdqcqovs&#038;t=42s" rel="nofollow ugc">https://www.youtube.com/watch?v=GkIcdqcqovs&#038;t=42s</a>).</p>
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