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	Commenti a: Oblio e memoria, Lete e Mnemosine: mito confermato dalla neuroscienza	</title>
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		<title>
		Di: Giuseppe Pigoli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Pigoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jun 2024 19:33:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Araldi compie osservazioni interessanti che “complicano” in modo costruttivo l’argomento. Da parte mia mi sono limitato a tracciare la struttura basilare di un argomento che, con piacere, noto essere di interesse diffuso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Araldi compie osservazioni interessanti che “complicano” in modo costruttivo l’argomento. Da parte mia mi sono limitato a tracciare la struttura basilare di un argomento che, con piacere, noto essere di interesse diffuso.</p>
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		Di: Giuseppe Pigoli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Pigoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jun 2024 13:44:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La visione di Bragazzi è inquietante, ma possibile, così come inquietanti sono le parole del filosofo Galimberti: “tutto ciò che è tecnicamente fattibile, prima o dopo, verrà fatto, indipendentemente dai risvolti etici conseguenti.” Pensando ai miei nipoti mi auguro che ciò non avvenga.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La visione di Bragazzi è inquietante, ma possibile, così come inquietanti sono le parole del filosofo Galimberti: “tutto ciò che è tecnicamente fattibile, prima o dopo, verrà fatto, indipendentemente dai risvolti etici conseguenti.” Pensando ai miei nipoti mi auguro che ciò non avvenga.</p>
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		Di: Stefano araldi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano araldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2024 20:44:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che le informazioni più antiche siano sempre eliminate per far spazio a quelle recenti, non sempre corrisponde al vero, tant&#039;è che esiste una memoria a lungo termine, che è ben più resistente di quella a breve termine e che si riscontra in particolare nelle patologie del deterioramento senile, dove sono soprattutto i ricordi vecchi a sopravvivere a quelli recenti. Meglio dire poi accantonati che completamente eliminati.  Perciò ho dei seri dubbi che non si possano accumulare informazioni all&#039;infinito perché questo corrisponde all&#039;idea del cervello come di un involucro chiuso, statico, che per poterlo riempire lo devi svuotare di qualcosa. Benché l&#039;argomento meriti un più ampio sviluppo, l&#039;esperienza mi dimostra esattamente il contrario e cioè che più il cervello lo riempi e più si allarga come spazio dinamico e quindi disponibile per l&#039;accumulo di nuove informazioni. Dipende da come queste informazioni vengono raccolte,accumulate. Se in maniera confusa, disordinata,si rischia non solo una difficoltà di memorizzazione,ma anche l&#039;esaurimento . Dipende dunque dall&#039;organizzazione mentale e da una sorta di chiavi, di codici che una volta trovate, permettono di aprire oceani di conoscenza, accelerando la facilità di acquisizione mnesica dei dati. Quando fui avviato alla botanica, mi fu insegnato sin da subito che il riferimento per capirci qualcosa doveva essere l&#039;opera integrale del Pignatti. Tre volumi enormi con i disegni di fiori e piante in bianco e nero. Neanche a colori! Mi spaventai quando lo comprai. Impossibile anche solo capirci qualcosa,mi dissi all&#039;inizio. Da diventare matti ed invece col tempo arrivai a capire come poter integrare quelle chiavi e da allora mi si aprì un mondo a cui pensavo di non riuscire ad accedere. Scivoloso quindi l&#039;accostamento all autismo perché trasmette l&#039;idea di una funzione tanto più patologica quanto più sviluppata. Ma allora cosa dovremmo pensare di Einstein e dei grandi scienziati o artisti? In realtà è la sua integrazione con le diverse funzioni che permette di orientare verso un funzionamento &quot;atipico&quot; ,per quanto ancora ampiamente misterioso e di non facile collocamento &quot;nosografica&quot;, tant&#039;è che si parla di disturbi dello spettro autistico....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che le informazioni più antiche siano sempre eliminate per far spazio a quelle recenti, non sempre corrisponde al vero, tant&#8217;è che esiste una memoria a lungo termine, che è ben più resistente di quella a breve termine e che si riscontra in particolare nelle patologie del deterioramento senile, dove sono soprattutto i ricordi vecchi a sopravvivere a quelli recenti. Meglio dire poi accantonati che completamente eliminati.  Perciò ho dei seri dubbi che non si possano accumulare informazioni all&#8217;infinito perché questo corrisponde all&#8217;idea del cervello come di un involucro chiuso, statico, che per poterlo riempire lo devi svuotare di qualcosa. Benché l&#8217;argomento meriti un più ampio sviluppo, l&#8217;esperienza mi dimostra esattamente il contrario e cioè che più il cervello lo riempi e più si allarga come spazio dinamico e quindi disponibile per l&#8217;accumulo di nuove informazioni. Dipende da come queste informazioni vengono raccolte,accumulate. Se in maniera confusa, disordinata,si rischia non solo una difficoltà di memorizzazione,ma anche l&#8217;esaurimento . Dipende dunque dall&#8217;organizzazione mentale e da una sorta di chiavi, di codici che una volta trovate, permettono di aprire oceani di conoscenza, accelerando la facilità di acquisizione mnesica dei dati. Quando fui avviato alla botanica, mi fu insegnato sin da subito che il riferimento per capirci qualcosa doveva essere l&#8217;opera integrale del Pignatti. Tre volumi enormi con i disegni di fiori e piante in bianco e nero. Neanche a colori! Mi spaventai quando lo comprai. Impossibile anche solo capirci qualcosa,mi dissi all&#8217;inizio. Da diventare matti ed invece col tempo arrivai a capire come poter integrare quelle chiavi e da allora mi si aprì un mondo a cui pensavo di non riuscire ad accedere. Scivoloso quindi l&#8217;accostamento all autismo perché trasmette l&#8217;idea di una funzione tanto più patologica quanto più sviluppata. Ma allora cosa dovremmo pensare di Einstein e dei grandi scienziati o artisti? In realtà è la sua integrazione con le diverse funzioni che permette di orientare verso un funzionamento &#8220;atipico&#8221; ,per quanto ancora ampiamente misterioso e di non facile collocamento &#8220;nosografica&#8221;, tant&#8217;è che si parla di disturbi dello spettro autistico&#8230;.</p>
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		Di: Vittoriano Zanolli		</title>
		<link>https://vittorianozanolli.it/il-mito-di-lete-e-mnemosine-memoria-e-oblio-confermato-dalla-neuroscienza/#comment-12755</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vittoriano Zanolli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2024 13:54:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://vittorianozanolli.it/il-mito-di-lete-e-mnemosine-memoria-e-oblio-confermato-dalla-neuroscienza/#comment-12750&quot;&gt;marco bragazzi&lt;/a&gt;.

Il ragionamento è complesso e proiettato in un futuro che onestamente non riesco a immaginare. Quanto alla professione giornalistica, da tempo è in crisi e il futuro indiscutibilmente incerto se non segnato come afferma Marco Bragazzi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://vittorianozanolli.it/il-mito-di-lete-e-mnemosine-memoria-e-oblio-confermato-dalla-neuroscienza/#comment-12750">marco bragazzi</a>.</p>
<p>Il ragionamento è complesso e proiettato in un futuro che onestamente non riesco a immaginare. Quanto alla professione giornalistica, da tempo è in crisi e il futuro indiscutibilmente incerto se non segnato come afferma Marco Bragazzi.</p>
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		<title>
		Di: marco bragazzi		</title>
		<link>https://vittorianozanolli.it/il-mito-di-lete-e-mnemosine-memoria-e-oblio-confermato-dalla-neuroscienza/#comment-12750</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco bragazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2024 09:05:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buongiorno, molto interessante come riflessione. Personalmente ritengo che una macchina - per definizione esente da errori - si può evolvere solo con il cervello umano ma non viceversa. I processi di elaborazione elettronici partono da input umani, input che si evolvono con il passare degli anni e con l&#039;uso delle capacità cognitive. L&#039;evoluzione e l&#039;apprendimento di una macchina, che è - paradossalmente - il sogno di molti nel XXI secolo, tende comunque ad appiattirsi, una macchina si evolve e apprende grazie al lavoro dell&#039;uomo ma, soprattutto, rende consigliabile il processo di sostituzione. Nel momento stesso in cui l&#039;input umano tende ad essere limitato o chiuso in una sorta di &quot;riduzione del pensiero&quot; le macchine hanno finito di evolversi, nel frattempo si saranno rese indispensabili per la vita umana. Il cordone ombelicale della vita quotidiana sarà un monitor, non una persona. Il pericolo maggiore di questo appiattimento sta nei tempi che, guarda caso, stanno accellerando con una velocità spaventosa, una volta creato un processo di sostituzione tornare indietro non sarà più possibile. L&#039;allontanamento da quel concetto di evoluzione naturale del cervello comporterà una enorme limitazione nella società: quella di vedere con prospettive differenti. Questo sito è gestito da Vittoriano Zanolli che ha una invidiabile carriera in materia di comunicazione, sa bene cosa rappresenta un giornale o una struttura rivolta alla informazione, non saprei cosa ne pensa Vittoriano ma dal mio punto di vista i primi umani che verranno sostituiti da varie intelligenze artificiali saranno proprio i giornalisti. Il processo, ormai funzionante, si evolverà con la sostituzione degli insegnanti per poi finire con gli studenti. A quel punto le macchine si saranno rese necessarie ed indispensabili, ma gli input umani per il loro apprendimento saranno sempre di meno e sempre più simili tra di loro. Buona giornata]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno, molto interessante come riflessione. Personalmente ritengo che una macchina &#8211; per definizione esente da errori &#8211; si può evolvere solo con il cervello umano ma non viceversa. I processi di elaborazione elettronici partono da input umani, input che si evolvono con il passare degli anni e con l&#8217;uso delle capacità cognitive. L&#8217;evoluzione e l&#8217;apprendimento di una macchina, che è &#8211; paradossalmente &#8211; il sogno di molti nel XXI secolo, tende comunque ad appiattirsi, una macchina si evolve e apprende grazie al lavoro dell&#8217;uomo ma, soprattutto, rende consigliabile il processo di sostituzione. Nel momento stesso in cui l&#8217;input umano tende ad essere limitato o chiuso in una sorta di &#8220;riduzione del pensiero&#8221; le macchine hanno finito di evolversi, nel frattempo si saranno rese indispensabili per la vita umana. Il cordone ombelicale della vita quotidiana sarà un monitor, non una persona. Il pericolo maggiore di questo appiattimento sta nei tempi che, guarda caso, stanno accellerando con una velocità spaventosa, una volta creato un processo di sostituzione tornare indietro non sarà più possibile. L&#8217;allontanamento da quel concetto di evoluzione naturale del cervello comporterà una enorme limitazione nella società: quella di vedere con prospettive differenti. Questo sito è gestito da Vittoriano Zanolli che ha una invidiabile carriera in materia di comunicazione, sa bene cosa rappresenta un giornale o una struttura rivolta alla informazione, non saprei cosa ne pensa Vittoriano ma dal mio punto di vista i primi umani che verranno sostituiti da varie intelligenze artificiali saranno proprio i giornalisti. Il processo, ormai funzionante, si evolverà con la sostituzione degli insegnanti per poi finire con gli studenti. A quel punto le macchine si saranno rese necessarie ed indispensabili, ma gli input umani per il loro apprendimento saranno sempre di meno e sempre più simili tra di loro. Buona giornata</p>
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		<title>
		Di: Francesca		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jun 2024 20:24:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto interessante. Grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto interessante. Grazie</p>
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