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	Commenti a: Le rinnovabili, non il nucleare, sono la risposta più seria alla crisi energetica italiana	</title>
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		Di: Enrico Gnocchi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Gnocchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 16:23:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il fotovoltaico è una opzione alternativa ai combustibili fossili proposta dalla scienza da più di 30 anni e da sempre viene discussa nei bar della politica politicante con l&#039;unico obiettivo di valutare se è economica o se è più economico il nucleare.
E&#039; una discussione che non mi appassiona e nella quale intravvedo una logica esclusivamente capitalistica, ed è per questo il motivo che più di tutte le altre ragioni la avverso da sempre. Concentrare nelle mani di una sola potenza economica il futuro dell&#039;energia è dare tutte le possibilità a chi la governa di schiacciare/ricattare con tariffe indiscutibili tutti gli utilizzatori e considerare gli utenti meri &quot;clienti&quot; da spennare.
Un esempio a Cremona, ma credo anche in altre città, è aver concentrato in un solo punto, e con un solo gestore, la produzione di calore ridistribuito con il teleriscaldamento. Dopo tanti anni di gestione e dopo tante lamentele degli utilizzatori, ignari al momento dell&#039;allaccio dei rischi futuri, è dato sapere se: 1) dal punto di vista ambientale Cremona ha avuto un guadagno? 2) dal punto di vista dell&#039;economia famigliare c&#039;è stato un vantaggio?
Come sempre i dati ambientali ed economici sono nascosti e non cercate di informarvi... sareste ritenuti degli &quot;impiccioni&quot; e la motivazione del diniego sarà sicuramente da parte del gestore &quot;a norma di legge&quot;...
Chi non a chiacchiere, ma sul campo, ha fatto crescere l&#039;alternativa del fotovoltaico in Italia investendo anni fa in un impianto di 3,0 Kwp al costo di 20 - 23.000 euro, ora può dire di aver contribuito alla sua crescita e ha permesso che la &quot;ricerca&quot; e il &quot;mercato&quot; abbiano potuto diminuire i costi ad oggi a 6000-7000 euro per 3,0 Kwp.
Ma ancora molte famiglie non vogliono &quot;rischiare&quot; e si accontentano di vagare da un gestore all&#039;altro alla ricerca del centesimo di risparmio.
Sarebbe interessante mappare gli impianti domestici per esempio nella città di Cremona (dato recuperabile dalla statistica del gestore GSE nazionale) e ricostruire chi negli anni ha veramente trasformato la sua convinzione ambientalista nella concreta scelta di installare sulla propria abitazione o sul proprio condominio un impianto fotovoltaico. Nel luglio 2006 nel Comune di Cremona erano attivi non più di 10 impianti domestici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il fotovoltaico è una opzione alternativa ai combustibili fossili proposta dalla scienza da più di 30 anni e da sempre viene discussa nei bar della politica politicante con l&#8217;unico obiettivo di valutare se è economica o se è più economico il nucleare.<br />
E&#8217; una discussione che non mi appassiona e nella quale intravvedo una logica esclusivamente capitalistica, ed è per questo il motivo che più di tutte le altre ragioni la avverso da sempre. Concentrare nelle mani di una sola potenza economica il futuro dell&#8217;energia è dare tutte le possibilità a chi la governa di schiacciare/ricattare con tariffe indiscutibili tutti gli utilizzatori e considerare gli utenti meri &#8220;clienti&#8221; da spennare.<br />
Un esempio a Cremona, ma credo anche in altre città, è aver concentrato in un solo punto, e con un solo gestore, la produzione di calore ridistribuito con il teleriscaldamento. Dopo tanti anni di gestione e dopo tante lamentele degli utilizzatori, ignari al momento dell&#8217;allaccio dei rischi futuri, è dato sapere se: 1) dal punto di vista ambientale Cremona ha avuto un guadagno? 2) dal punto di vista dell&#8217;economia famigliare c&#8217;è stato un vantaggio?<br />
Come sempre i dati ambientali ed economici sono nascosti e non cercate di informarvi&#8230; sareste ritenuti degli &#8220;impiccioni&#8221; e la motivazione del diniego sarà sicuramente da parte del gestore &#8220;a norma di legge&#8221;&#8230;<br />
Chi non a chiacchiere, ma sul campo, ha fatto crescere l&#8217;alternativa del fotovoltaico in Italia investendo anni fa in un impianto di 3,0 Kwp al costo di 20 &#8211; 23.000 euro, ora può dire di aver contribuito alla sua crescita e ha permesso che la &#8220;ricerca&#8221; e il &#8220;mercato&#8221; abbiano potuto diminuire i costi ad oggi a 6000-7000 euro per 3,0 Kwp.<br />
Ma ancora molte famiglie non vogliono &#8220;rischiare&#8221; e si accontentano di vagare da un gestore all&#8217;altro alla ricerca del centesimo di risparmio.<br />
Sarebbe interessante mappare gli impianti domestici per esempio nella città di Cremona (dato recuperabile dalla statistica del gestore GSE nazionale) e ricostruire chi negli anni ha veramente trasformato la sua convinzione ambientalista nella concreta scelta di installare sulla propria abitazione o sul proprio condominio un impianto fotovoltaico. Nel luglio 2006 nel Comune di Cremona erano attivi non più di 10 impianti domestici.</p>
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		Di: Vacchelli Rosella		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vacchelli Rosella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 15:27:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il quadro è chiarissimo e l&#039;intervista toglie ogni residuo dubbio a chi magari ne avesse avuti. Il problema è convincere la politica e, dietro la politica, le lobby che guardano al nucleare, che peraltro ad oggi è soltanto il vecchio nucleare, come al nuovo Eldorado.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il quadro è chiarissimo e l&#8217;intervista toglie ogni residuo dubbio a chi magari ne avesse avuti. Il problema è convincere la politica e, dietro la politica, le lobby che guardano al nucleare, che peraltro ad oggi è soltanto il vecchio nucleare, come al nuovo Eldorado.</p>
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