Si arricchisce di un nuovo capitolo la vicenda del ‘voto tradito’ del Consiglio comunale di Crema da parte del sindaco Fabio Bergamaschi sulla modifica dello statuto di Padania Acque. Il Consiglio cremasco, al pari di tutti quelli della provincia di Cremona, aveva dato mandato al primo cittadino di Crema di approvare le modifiche, ma Bergamaschi si era astenuto, allineandosi al diktat giunto dal Pd provinciale a tutti i sindaci d’area. Tutti i primi cittadini cremaschi, fatta eccezione per quelli di Crema e di Sergnano, hanno approvato le modifiche tranne quelli di Crema e Sergnano, che si sono astenuti. La reazione dei consiglieri d’opposizione di Crema non s’è fatta attendere: hanno inviato un articolato esposto al prefetto Antonio Giannelli. A quell’atto se ne aggiunge adesso un altro, sempre indirizzato al rappresentante del Governo.
Ecco il testo del nuovo esposto.
Giovanni De Grazia, per Fratelli d’Italia di Crema, Simone Beretta, Paolo Enrico Patrini, Emanuela Schiavini, Giuseppe Torrisi, Andrea Bergamaschini, Silvia Guatterini, Laura Maria Zanibelli, Ilaria Chiodo nella loro qualità di consiglieri comunali in carica del Comune di Crema, alla luce di quanto dichiarato dal sindaco di Crema, Fabio Bergamaschi, nell’adunanza del Consiglio comunale del Comune di Crema lo scorso 23 febbraio in risposta all’interrogazione formulata dagli esponenti in data 23.12.2025 prot. n. 74867 (doc. 2) sui medesimi fatti oggetto dell’esposto sopraemarginato, ritengono utile aggiungere le considerazioni aggiuntive che seguono.
Nello specifico in detta adunanza il sindaco di Crema ha dichiarato che “il sindaco … può non già disattendere l’indicazione ricevuta dall’organo consiliare, bensì sospenderla nella perfetta consapevolezza che sarà ancora il Consiglio comunale l’organo a cui sarà rimessa una rivisitazione degli indirizzi a suo tempo dati“.
Ha proseguito poi il dottor Bergamaschi argomentando che “il voto di astensione ha rappresentato il meccanismo tecnico per far sì che questo specifico profilo divenisse oggetto di rinnovata valutazione da parte del Consiglio comunale” … “la compatibilità del voto di astensione col mandato ricevuto dal Consiglio comunale risiede nel fatto che tale espressione di voto ha di fatto consentito di sollecitare nuovamente il Consiglio comunale a intervenire relativamente a un aspetto meritevole di considerazione” “come detto, non vi è stata alcuna volontà di scavalcare il Consiglio comunale ma di promuovere un ripensamento relativamente ad alcune disposizione statutarie“.
Orbene tali dichiarazioni altro non sono che un abile, ma evidente, sofismo e anzi le argomentazioni addotte dal sindaco di Crema, oltre ad essere confessorie, non fanno altro che rafforzare quanto già portato alla Sua attenzione! In particolare risulta di tutta evidenza che non è facoltà del sindaco sospendere le deliberazioni assunte dall’organo collegiale, poiché di fatto la discrezionalità, che ne deriverebbe, consentirebbe al sindaco di vanificare, quando lo ritiene e per le più svariate ragioni “politiche“, ogni decisione presa dal Consiglio comunale, soprattutto, come nel caso che ci occupa, ove non vi è alcuna disposizione di legge che imponga l’adozione e il recepimento delle perplessità riferite dal dottor Bergamaschi ed emerse in sede di assemblea soci della società Padania Acque.
L’espresso voto di astensione, che per stessa ammissione del sindaco di Crema equivale a voto contrario, è dunque palesemente violatorio quantomeno dell’art. 42 D. L. n. 167/2000 (TUEL), attesa la decisione assunta dal Consiglio comunale di Crema di tenore nettamente diverso dall’agire del dott. Bergamaschi.
Del resto, se proprio lo scopo dell’operato del sindaco di Crema fosse stato quello dal medesimo dichiarato, ovvero la necessità di una rivalutazione della decisione presa dal Consiglio per fatti nuovi o anche per i medesimi già vagliati, allora la formula corretta sarebbe stata quella di ripetere l’intero iter amministrativo già percorso (ossia riconvocare la commissione ad hoc, la Giunta comunale e in ultimo il Consiglio comunale), chiedendo dapprima un differimento della votazione da parte dell’assemblea dei soci di Padania Acque; senonché il dottor Bergamaschi non ha neppure tentato di percorrere la via di un rinvio dell’adunanza assembleare!
Peraltro la stessa dichiarazione del sindaco, secondo la quale si sarebbe trattato di questione prettamente politica, ancor più rafforza la violazione di legge dal medesimo operata, essendo rimesso, come noto, al Consiglio comunale l’indirizzo politico per le materie allo stesso assegnate per legge e nel caso sottoposto al Suo esame è pacifica, pure per ammissione del dottor Bergamaschi, la competenza del Consiglio comunale.
Insomma, da qualunque angolazione si voglia valutare la fattispecie de qua, appare a luce meridiana un’ingiustificata e inemendabile violazione dell’art. 42 D. L. n. 167/2000 (TUEL) da parte del sindaco di Crema, violazione che a giudizio degli esponenti costituisce fatto grave, per nulla non superato dalle inconsistenti giustificazioni addotte dal sindaco nonché un precedente politico che potrebbe “fare scuola” portando a effetti antidemocratici nel territorio, se non tempestivamente stigmatizzato.
In ragione di ciò i sottoscritti INSISTONO nelle già rassegnate istanze.
Giovanni De Grazia, Simone Beretta, Paolo Enrico Patrini, Emanuela Schiavini, Giuseppe Torrisi, Andrea Bergamaschini, Silvia Guatterini, Laura Maria Zanibelli, Ilaria Chiodo









