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A 76 anni ci ha lasciato Mino Sinelli. Il suo congedo è stato tragico: mercoledì scorso, 21 ottobre 2026, è stato trovato esanime nella sua casa di Cremona. Dopo avere tentato inutilmente di mettersi in contatto con lui, l’ha trovato esanime Gioia, figlia di Giovanna Minuti, moglie di Mino, scomparsa lo scorso anno per una leucemia contro la quale aveva strenanumente combattuto. Sinelli aveva perso i sensi nel suo appartamento e cadendo aveva battuto la testa procurandosi traumi gravissimi. Trasportato all’ospedale maggiore di Cremona, ai sanitari non è restato altro che decretarne l’irreversibilità della situazione clinica. Sono stati allertati i medici degli Spedali Civili di Brescia che oggi hanno provveduto all’espianto degli organi, in ossequio alla volontà del defunto.

Ci lascia una figura di primo piano a Cremona. Se n’è andato un uomo colto, soprattutto mite, buono e generoso. Laureato in lettere classiche, a differenza del padre Alfieri, classe 1915, e del fratello Renato, scomparso prematuramente per malattia, entrambi docenti al liceo classico Manin, aveva insegnato alle scuole secondarie di primo grado. Lo ricordano con stima e affetto i colleghi che hanno lavorato con lui nelle sue varie destinazioni in provincia.

Partecipano al lutto di Gioia e del marito Giorgio Sbruzzi, affranti per la perdita di una persona cara, i colleghi che con Mino lavorarono a Mondo Padano, il settimanale che usciva il lunedì, poi assorbito dalla Sec, editore del quotidiano La Provincia. Mino Sinelli, oltreché memoria storica, era anche ‘l’uomo del basket’. Dirigente del Basket Cremona tra gli anni Settanta e Ottanta, ha seguito le vicissitudini della squadra femminile cittadina, contribuendo con la sua passione e la sua competenza ai successi della formazione. Una competenza e una passione portata poi nel giornalismo dove Mino ha manifestato tutte le sue qualità umane e professionali.

Nel rispetto delle disposizioni testamentarie di Mino Sinelli, il funerale si celebrerà in forma strettamente privata.

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