Signor Direttore,
il 9 novembre 1989 cadeva il Muro di Berlino. Quel giorno chi era stato oppresso ritrovò la libertà, e chi aveva governato con il silenzio e la paura scoprì che il proprio tempo era finito.
Alla Baldesio è rimasto in piedi un ultimo muro: il Collegio dei Probiviri.
Il 15 febbraio 2026 il giudice Daniele Moro ha scritto che gli addebiti con cui il Collegio mi aveva escluso a vita erano generici, che la sanzione non era proporzionata, che l’esclusione costituiva un abuso del diritto. Il 29 aprile 2026 i giudici Milesi, Gradi e Meloni hanno confermato quella decisione, respinto il reclamo della Baldesio e condannato l’associazione al raddoppio del contributo unificato.
Il 6 giugno i soci hanno bocciato i bilanci e mandato a casa il Consiglio Direttivo. Poche ore dopo, la presidente del Collegio, Silvia Caporali, ringraziava quel Consiglio «per l’impegno profuso». L’avvocato che difendeva le decisioni del Collegio ha rinunciato al mandato. Tutti i protagonisti di quella stagione hanno lasciato. Il Collegio no. Pretende di restare al suo posto fino al maggio 2028, come se due decisioni del Tribunale non esistessero.
Non lo permetterò.
Se entro sabato 7 novembre i componenti del Collegio dei Probiviri non avranno preso atto delle ordinanze del Tribunale rassegnando le dimissioni, lunedì 9 novembre avvierò la raccolta delle firme del 10% dei soci per chiedere la convocazione di un’assemblea straordinaria con un solo punto all’ordine del giorno: la revoca del Collegio dei Probiviri. Le firme saranno raccolte presso lo studio del notaio avvocato Marco Gianluppi, a Cremona, professionista di mia fiducia per il quale nutro la massima stima, a garanzia della piena regolarità dell’iniziativa. I soci che non potrò raggiungere di persona saranno informati attraverso la stampa cittadina, con i documenti e le ragioni di questa iniziativa.
Non lo faccio per me. Io ho avuto i mezzi per difendermi, e il Tribunale mi ha restituito alla mia società. Lo faccio per ogni socio che domani potrebbe essere giudicato da questo Collegio dei Probiviri, che nulla ha più a che vedere con l’istituzione di garanzia che la Baldesio gli aveva affidato, e che non avrebbe le risorse per pagarsi due anni di avvocati. Quell’organo era nato per tutelare i soci; nelle loro mani è diventato uno strumento contro di essi.
Signori del Collegio, quelle seggiole che vi ostinate a occupare non vi appartengono più, sono diventate la vostra maschera di ingiustizia, e ogni giorno in più la rende più visibile a tutti.
Alberto Corazzi
socio Baldesio n. 8698






























