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È entrato in una nuvola e non è più uscito, mentre una vampata di fuoco si alzava nella foschia che copriva il Monte Canto. E’ morto così Massimiliano Toninelli, 59 anni, cremonese di Piadena, imprenditore contitolare della ditta di casalinghi, Toninelli spa  fondata nel 1910 a Piadena. Nel corso degli anni la ditta, distributrice in Italia e all’estero di casalinghi (posate, bicchieri, pentole e stoviglie in generale). Massimiliano Toninelli, persona affabile, estroversa e dai molteplici interessi oltre alla passione per il volo, era tra l’altro sommelier e accademico della Delegazione di Cremona dell’Accademia Italiana della Cucina e da sempre con una grande passione per il volo. Era un pilota esperto, aveva anche la certificazione Mep per i bimotori e l’abilitazione al volo strumentale. Il suo aereo era un Cessna 210 Centurion con marche N966MT, un monomotore turbo sovralimentato ad ala alta e carrello retrattile. Lo teneva a Montichiari, aeroporto che ha un traffico quasi solo di mezzi privati, con ogni anno tremila movimenti e 8.622 passeggeri. Il volo precedente diToninelli era stato il 31 ottobre da Montichiari a Venezia e ritorno. In base alle informazioni riportate dal Corriere di Bergamo,  alle 8.34 avviene il decollo con destinazione Valbrembo, dove si trova l’officina della Cantor Air Tech. Toninelli voleva un preventivo per un upgrade della strumentazione.

Il Cessna atterra a Valbrembo alle 8.58. Poco più tardi il meteo inizia a peggiorare: le nuvole si abbassano tanto che la stessa scuola di volo di Cantor Air fa rientrare gli allievi e non prosegue con le lezioni. «Abbiamo dovuto interrompere l’esame per il meteo – spiega Roberto Magnani, di Cantor Air – e gli abbiamo consigliato di attendere prima di ripartire, viste le pessime condizioni». Il pilota decide invece di rientrare. Il suo aereo si stacca dalla pista di Valbrembo alle 10.06.

Toninelli non aveva presentato un piano di volo perché non stava effettuando un volo strumentale. Viste le caratteristiche tecniche dell’aeroporto di Valbrembo si può solo volare a vista. Quindi si presume che il Cessna sia andato a sud seguendo il corso del Brembo che costeggia la pista, e quindi l’Adda fino a Trezzo, per poi virare a est in direzione Brescia seguendo una rotta che non intralciasse quelle di Orio. Pare che il pilota facesse riferimento al Vor, un sistema di radionavigazione a terra: a Trezzo ce n’è uno che emette un segnale radio a 360 gradi, con cui i piloti possono orientarsi. Nel frattempo le nuvole si erano molto abbassate, coprendo il Monte Canto nel punto in cui si incrociano i confini di Pontida, Ambivere Mapello e Sotto il Monte.

Le tracce lasciate sulla collina fanno pensare che l’aereo sia piombato su un pendio poco lontano dal crinale, schiantandosi e finendo la sua corsa a ridosso di alcuni alberi, dove ha preso fuoco. Il Cessna aveva a bordo il sistema satellitare Cospas-Sarsat, che in caso di urto lancia un segnale di soccorso. Si muovono i vigili del fuoco di Dalmine e la polizia locale di Sotto il Monte. La direzione regionale attiva l’Imsi catcher, specializzato nell’analisi dei dati delle reti di telefonia mobile: con due antenne da 16 metri crea una cella telefonica che può tracciare il cellulare del pilota. Ma il segnale non arriva, il telefono dev’essere distrutto.

Ci sono anche dei droni che però non si possono fare uscire perché nel frattempo il Comando operazioni aerospaziali di Poggio Renatico (Ferrara), che coordina le ricerche aeree, ha inviato due elicotteri, uno dell’Aeronautica decollato da Cesena e un Volpe della Guardia di finanza partito da Venegono. A bordo di quest’ultimo c’è un tecnico dei vigili del fuoco con un analizzatore di spettro ed è questo che alle 14.50 individua il segnale trasmesso dall’Automatic identification system del Cessna, rimasto intatto. A bordo salgono poi tre finanzieri del nuovo nucleo di soccorso alpino dei finanzieri, istituto solo il mese scorso, e sono loro a calarsi sul posto per una prima identificazione.

L’aereo è caduto poco sopra il santuario di Fontanella di Sotto il Monte, poco oltre il confine con Pontida. Quando i primi soccorritori si arrampicano tra i boschi del pendio trovano ancora della vegetazione che brucia. Il pilota è ormai deceduto. Nel frattempo arriva anche Elena, compagna dell’uomo, distrutta dal dolore. La zona viene transennata, due inchieste vengono aperte dalla pm Letizia Ruggeri e dall’Agenzia nazionale sicurezza volo. Il corpo di Massimiliano Toninelli viene portato al Papa Giovanni.

https://vittorianozanolli.it/quella-gita-scolastica-in-olanda-insieme-con-massimiliano-mio-compagno-di-classe/

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Maria Grazia Bonfante

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