Fare piena luce sulla legittimità e sulla trasparenza nell’assegnazione dei fondi pubblici per gli eventi culturali. È questo l’obiettivo della convocazione della Commissione di Vigilanza. Oggetto dell’approfondimento sono, nello specifico, gli oltre 350.000 euro stanziati per la rassegna “Forte Fortissimo”. La contestazione, sulla quale si intende fare chiarezza, nasce dall’assenza di un avviso pubblico per individuare i soggetti privati con cui costruire il cartellone dell’evento. Una procedura che scavalca i principi di concorrenza e parità di trattamento, fondamentali quando si gestiscono ingenti risorse della collettività.
Emergerebbe tra l’altro, una evidente e incomprensibile contraddizione nelle modalità di gestione delle risorse: per distribuire appena 30.000 euro legati agli eventi nei locali della stessa rassegna è stato regolarmente predisposto un avviso pubblico. Lo stesso schema trasparente è stato utilizzato per l’iniziativa “Giovani in Centro”, dove l’individuazione dei partner è avvenuta tramite regolare bando. Mentre per la fetta principale di “Forte Fortissimo” — ben 350.000 euro — si è proceduto senza alcuna evidenza pubblica.
“Siamo davanti a un paradosso amministrativo che si scontra frontalmente con le norme vigenti – afferma Maria Vittoria Ceraso, consigliere della lista Oggi per Domani e Vicepresidente della Commissione di Vigilanza, che ha chiesto la convocazione della commissione stessa -. Il Codice del Terzo Settore e l’articolo 12 della legge 241/90 sono chiarissimi: le procedure di co-progettazione e l’assegnazione di sussidi e vantaggi economici non possono mai prescindere dalla predeterminazione dei criteri e dalla valutazione trasparente delle proposte. Il Comune di Cremona usa il bando per le cifre minori o per altri progetti mentre procede con l’assegnazione diretta per centinaia di migliaia di euro. Il fatto che alcuni festival e rassegne dentro ‘Forte Fortissimo’ siano storici e radicati sul territorio non giustifica l’assenza di un avviso pubblico. Questa scelta impedisce a eventuali realtà nuove ed emergenti di partecipare e farsi valere. La cultura non si può scegliere a tavolino con chi progettarla come ha fatto la Giunta che ha individuato discrezionalmente i soggetti a chi assegnare le risorse. Altre realtà virtuose come Bergamo, Brescia, Cesena, Udine e la stessa Provincia di Cremona hanno assegnato fondi per la cultura o costruito progetti di rassegne e festival per il 2026 sempre tramite procedure aperte.”
“Ho ricevuto la richiesta di convocazione della Commissione di Vigilanza per andare a fondo sulle procedure adottate per assegnare risorse pubbliche: ritengo che ogni azione di approfondimento sia un atto di responsabilità e rispetto verso la città – dichiara Chiara Capelletti, presidente della Commissione di Vigilanza -. La Commissione sarà chiamata a verificare la regolarità formale dell’iter e i criteri di scelta dei partner finanziati. Per questo ho già avviato il percorso per la convocazione, che auspico si possa concretizzare prima della pausa estiva, con la richiesta di audizione dell’assessore con delega a turismo, espressività giovanile, associazionismo e città della musica Luca Burgazzi e del Dirigente di settore.”






























