I nuovi farmaci inizialmente proposti per il trattamento del diabete (agonisti del recettore GLP-1) vengono ormai diffusamente utilizzati per ridurre obesità e sovrappeso anche (soprattutto?) da parte di individui che non hanno evidenti problemi di salute ma che vorrebbero perdere peso senza troppa fatica, esibire un aspetto tonico e naturalmente senza aver chiesto alcun parere al loro medico. L’ennesimo esempio del sempre più diffuso “fai da te” in medicina, visto che decine di anni di studio ed esperienza nulla possono nei confronti non solamente del primo deficiente che su Internet ti spiega la medicina in un tutorial di tre minuti, ma anche di alcune rubriche televisive che sarebbe bene oscurare per il bene di tutti. Nel caso specifico, quello relativo a farmaci antidiabetici ma usati per dimagrire e migliorare l’aspetto fisico, si tratta di un fenomeno destinato ad aumentare, visto che oggi obesità e sovrappeso sono in crescita impressionante (quasi il 50% degli adulti è in sovrappeso e più del 10% degli italiani è francamente obeso), a cominciare dall’infanzia (19% in sovrappeso e 10% francamente obesi).
In realtà, nella maggior parte dei casi, tratta di problemi che potrebbero venire facilmente risolti modificando e rivedendo la dieta, mangiando meglio e di meno, evitando cibo “spazzatura” (bevande comprese) e soprattutto muovendosi di più. Tutta roba che dovremmo sapere, visto che, senza scomodare Ippocrate, la Scuola Medica Salernitana, le attuali raccomandazioni USA e la dieta mediterranea, mangiare di meno e muoversi di più, è l’unico segreto per mantenere un peso corporeo accettabile, oltre che migliori condizioni fisiche generali. Quelli che parlano difficile la chiamano restrizione calorica, termine che significa semplicemente ridurre le calorie in eccesso, mantenere un’alimentazione bilanciata, varia e moderata: se poi riusciamo a organizzarci anche una vita attiva, non possiamo che migliorarne non solo la qualità, ma anche la sua durata. Girovita sotto controllo, insomma. Magari anche ricordando che la saggezza popolare (“l’uomo si scava la fossa con i denti”) è basata su solide esperienze, non su quello che viene raccontato sui social.
E’ però un dato di fatto che molti oggi hanno abitudini dietetiche assai critiche per la loro salute (cibi ultra processati, eccessi alimentari, bevande commerciali, abuso alcoolico……) e quasi nessuno ascolta i consigli del medico per modificare dieta e stile di vita, tutta roba considerata come parte di una medicina obsoleta, visto che oggi si pensa che esista un farmaco, una pillola, una terapia in grado di curare non solo ogni malattia, ma anche ogni disturbo.
Proprio in quest’ottica vengono ormai troppo spesso utilizzati i farmaci agonisti del recettore GLP-1 (e similari): perdere peso senza fare alcuna “fatica”. Va tuttavia segnalato che almeno la metà delle persone che li utilizzano per dimagrire interrompe il trattamento entro un anno dall’inizio della “terapia”. Si tratta di un fenomeno non necessariamente legato all’elevato costo dei farmaci, bensì al fatto che il loro impiego è associato ad elevata probabilità di disturbi gastro-intestinali quali nausea, vomito, dolori, diarrea, costipazione, oltre che ad una condizione di spossatezza e debolezza (JAMA Netw Open2025;8:e2457349; N Engl J Med2025;393:635-47).
La minore incidenza di eventi cardiovascolari in chi assume questi farmaci, confermata dalla letteratura scientifica, rappresenta invece un effetto collaterale estremamente favorevole e tuttavia non appare differente rispetto a coloro i quali decidono di perdere peso mediante un cambiamento del loro stile di vita, rivedendo le loro abitudini alimentari e muovendosi di più.
Esiste però un’informazione della quale forse non tutti sono a conoscenza e cioè che, quando e se il farmaco viene sospeso, si ritorna al peso iniziale in poco tempo (mediamente in meno di due anni), mentre anche gli effetti favorevoli a livello cardiocircolatorio sembrano scomparire.
Inoltre, visto che non esiste alcun farmaco privo di effetti collaterali, vale la pena di rammentare che, in una percentuale non indifferente di casi, l’impiego di questa categoria di farmaci può associarsi a perdita non solamente del grasso corporeo, ma anche della massa muscolare e di quella ossea. Un elemento da non trascurare, ben noto a chi prescrive i farmaci in questione, ma forse non conosciuto da chi decide di assumerli in maniera autonoma e senza alcuna indicazione medica.
Va infine segnalato che in uno degli ultimi numeri del British Medical Journal (22 luglio 2026), oltre ai possibili effetti collaterali sopra riportati, viene segnalata anche la possibilità di perdere i capelli (alopecia) in chi utilizza questi farmaci. Non sappiamo se alla eventuale sospensione del farmaco i capelli ricresceranno (qualche dubbio è legittimo), però forse vale la pena di segnalare anche questo possibile effetto secondario, specialmente a chi assume questi farmaci esclusivamente per motivi estetici e senza averne prima parlato al proprio medico.
Pietro Cavalli
































