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58 progetti e 127 organizzazioni coinvolte. Presentati al Comitato Promotore anche l’identità visiva e il piano di valorizzazione della candidatura, che punta a diventare uno strumento permanente di sviluppo per la città.

Si è svolto oggi nella Sala Consulta del Comune di Cremona l’incontro di presentazione del dossier di candidatura di Cremona a Capitale Italiana della Cultura 2029 al Comitato Promotore. L’appuntamento è stato l’occasione per approfondire il programma culturale, il modello di governance e le strategie di valorizzazione del progetto. L’editore Corraini ha presentato la brand identity della candidatura e il relativo manuale d’uso, pensato per favorirne l’adozione da parte di tutti i soggetti coinvolti. Itinerari Paralleli ha illustrato la struttura del dossier, soffermandosi sul programma e sul piano economico, mentre il sovrintendente Andrea Nocerino ha condiviso il modello di governance individuato per la gestione dell’anno di Capitale, che identifica nella Fondazione Teatro Ponchielli il soggetto gestore.

L’incontro ha permesso di condividere il lavoro avviato nel gennaio 2026, che ha visto la città partecipare all’ideazione e alla costruzione della candidatura. Un percorso che non si esaurisce con la consegna del dossier, ma ambisce a diventare uno strumento permanente di indirizzo delle politiche pubbliche e di sviluppo culturale e territoriale.

“L’incontro di oggi – ha commentato il sindaco Andrea Virgilio – è stato un momento importante di condivisione con i componenti del Comitato Promotore, che ringrazio per la partecipazione, l’attenzione e la disponibilità dimostrate. Ritrovarsi per presentare il lavoro svolto, approfondire i contenuti del dossier e condividere le prospettive della candidatura significa dare continuità a un percorso che si fonda proprio sulla collaborazione e sul coinvolgimento di tutta la città. Cremona 2029 è un progetto corale che ha preso forma grazie al contributo di tante realtà diverse, capaci di mettere in comune idee, competenze ed energie. La partecipazione di oggi conferma quanto sia importante continuare a lavorare insieme, non soltanto per sostenere la candidatura, ma anche per valorizzarne i contenuti e renderli parte del racconto quotidiano della nostra città”.

L’identità visiva, curata da Corraini, traduce in immagini la visione alla base della candidatura: una città che trova nella tradizione l’ispirazione per disegnare nuove traiettorie di innovazione. La palette cromatica richiama i colori di Cremona — rosa, giallo e mattone — affiancati da tonalità invernali ispirate alla nebbia e da un verde acceso che introduce un elemento di novità. Anche il logo interpreta questo dialogo attraverso l’incontro tra caratteri classici e contemporanei.

Il dossier propone un progetto articolato e coerente con i criteri di valutazione adottati dal ministero della Cultura, nel quale la cultura è intesa come leva di sviluppo territoriale, inclusione sociale e innovazione. La candidatura si fonda sulla collaborazione tra pubblico e privato e su un’ampia partecipazione della comunità.

Il programma culturale comprende 58 progetti, distribuiti in tre assi tematici: 15 per Cremona città-paesaggio, 22 per Cremona Città Contemporanea e 21 per Cremona Città Aperta. Dieci progetti sono stati presentati dai soggetti del Comitato Promotore, 28 sono a regia comunale e 20 sono nati dalle giornate di coprogettazione di luglio.

Sono complessivamente 127 le organizzazioni coinvolte, con partenariati che riuniscono in media cinque soggetti provenienti da ambiti culturali, sociali, economici e istituzionali. Il programma valorizza linguaggi artistici differenti e combina luoghi culturali tradizionali, spazi restituiti all’uso collettivo e spazi pubblici, intesi come occasioni di produzione culturale e relazione.

La candidatura coinvolge trasversalmente i diversi settori comunali, dalle politiche ambientali a quelle sociali e giovanili, e si apre alla collaborazione con altri territori. Il dossier comprende quattro progetti che collegano Cremona a Lodi, Parma e Piacenza, oltre a un’iniziativa condivisa con la Valle Camonica, anch’essa candidata al titolo di Capitale Italiana della Cultura 2029. La collaborazione tra i due territori, avviata dopo gli eventi climatici che li hanno colpiti a fine agosto, ha saputo superare la competizione, trasformandola in un’opportunità di cooperazione.

Nel corso dell’incontro è stato presentato anche il piano di valorizzazione, che punta a consolidare la visibilità della candidatura attraverso il dibattito pubblico, la ricerca, la progettazione e una diffusione sempre più ampia dei suoi temi tra gli operatori e sul territorio.

Il Comune intende inoltre integrare Cremona 2029 nella propria comunicazione, valorizzando gli eventi cittadini e le occasioni di promozione nazionale e internazionale. In questo percorso si inseriscono le recenti presentazioni ad Assisi, Roma, Monaco e Genova, oltre ai prossimi appuntamenti cittadini, tra cui Book City Cremona e la Festa del Torrone.

Il Comitato Promotore ha accolto con disponibilità l’invito a diventare parte attiva nella diffusione della candidatura, impegnandosi a promuoverne il racconto e a integrare gli elementi dell’identità visiva nelle proprie comunicazioni.

 

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