Trentadue nazioni rappresentate, buyers da ogni continente, musicisti arrivati dal Giappone, dalla Germania, dal Brasile, solo per citarne alcuni, per il taglio del nastro della ventiduesima edizione di Cremona Musica Expo & Festival, che si è aperta questa mattina a CremonaFiere con la stessa vocazione che da secoli distingue questa città: fare della musica non un prodotto, ma un linguaggio universale.
“Cremona Musica è la fiera della musica nella capitale della musica”, ha detto Roberto Biloni, presidente di CremonaFiere, al taglio del nastro. E quest’anno quella frase porta con sé un peso in più: “Malgrado la tempesta che ci ha travolto il 28 agosto, oggi siamo in grado di aprire la nostra fiera internazionale. Ringrazio le aziende, le istituzioni e tutto il mio staff, senza di loro e senza un lavoro attento e altamente professionale, oggi non avremmo potuto aprire. Sono convinto che la fiera della musica sia il miglior modo per ripartire.” Quattrocentocinquanta espositori hanno riempito i padiglioni, e già nelle prime ore la liuteria d’eccellenza di Mondomusica dialogava con il Piano Experience, con l’Electric Sound Village, con i quattrocento musicisti del Wind Festival. Cremona è, ancora una volta, la capitale mondiale della musica. “E ciò a cui miriamo, rispetto al futuro, è avere sempre più giovani che arrivano qui perché appassionati di un determinato strumento – ha aggiunto il presidente – per poi scoprire l’arte della liuteria ed entrare in contatto anche con quelli della tradizione, sperimentare un violino, ed innamorarsene”. Perché Cremona si conferma il luogo dove la liuteria cremonese, patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO, continua a parlare al mondo, il luogo dove un maestro liutaio e un giovane chitarrista brasiliano si trovano nello stesso corridoio. È questa dimensione, cultura, sapere artigiano, incontro, che il ministro della Cultura Gianmarco Mazzi ha voluto sottolineare nel suo intervento, in un “programma che racconta la capacità di un territorio di unire cultura, sapere artigiano, impresa e attrattività internazionale”, ha detto Mazzi, “trasformando un’eccellenza italiana in valore e opportunità”. Sulla stessa lunghezza d’onda, Alessandra Pastorelli, Consigliere d’Ambasciata– Capo Ufficio II Indirizzo e Vigilanza sull’ICE, ha portato la prospettiva del soft power: “La cultura, e con essa tutto ciò che sappiamo fare, è il nostro soft power, e può essere un volano per promuovere le nostre capacità produttive nel mondo. Cremona può essere un modello da portare all’estero.” Il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, in un videomessaggio, ha riconosciuto in questa edizione qualcosa che va oltre la continuità fieristica: “Cremona Musica è l’espressione di una città che ha saputo trasformare la propria tradizione in vocazione internazionale. Ripartire trasformando le difficoltà in energia condivisa è lo spirito con cui auguro a Cremona Musica il grande successo che merita.” Massimiliano Salini, eurodeputato ha ricordato come con la chiusura di Francoforte e la ridefinizione delle grandi fiere culturali europee, Cremona Musica occupi uno spazio che non è solo commerciale. “La musica diventa qui la manifestazione
culturale probabilmente più rilevante a livello europeo”, ha detto, individuando nella manifestazione un segnale politico per l’intera Unione: l’Europa ha la disperata ricerca di qualcosa che la riporti a essere protagonista. E qui c’è un recupero non nostalgico ma strategico di una tradizione culturale.” CremonaMusica è anche e soprattutto però un dialogo tra generazioni e saperi, come ha ricordato il presidente della Provincia Roberto Mariani: “Cremona Musica è un luogo nel quale la tradizione incontra l’innovazione, nel quale il sapere dei nostri maestri liutai dialoga con nuovi strumenti, nuove tecnologie, nuovi mercati e nuove generazioni. È soprattutto un luogo di incontro tra chi costruisce e chi suona, tra chi conserva un sapere antico e chi lo interpreta in forme nuove.” Al taglio del nastro, il sindaco di Cremona Andrea Virgilio ha scelto parole precise su cosa significhi custodire un patrimonio senza lasciarlo impietrire. “Qui la grande eredità della liuteria incontra la ricerca e le trasformazioni dell’industria musicale. – ha dichiarato – il valore più profondo di questa manifestazione è custodire un sapere antico senza trasformarlo in memoria immobile, ma facendone una leva di innovazione, relazione e futuro.”
Gian Domenico Auricchio, presidente della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, ha ricordato gli strumenti con cui il sistema camerale sostiene la filiera: la Masterclass “A Place to Play”, il Cremona Summer Festival, il Cremona Band Festival, e il bando Cremona Musica 2026 a supporto delle imprese. “Cultura musicale, filiera liutaria e turismo musicale contribuiscono insieme all’attrattività di Cremona e alla promozione del territorio”, ha detto Auricchio, tracciando una traiettoria che unisce formazione, giovani interpreti e incontro internazionale.
Oltre i padiglioni, la città partecipa con Cremona Musica Downtown: concerti nelle piazze, nei teatri e nei cortili storici. Domani sera, sabato 4 ottobre, il Cremona Musica Galà Concerto assegnerà il Premio Abbiati del Disco e i Cremona Musica Awards a Giovanni Iannantuoni, Vilde Frang e Michael Guttman. La tecnologia è presente con il Disklavier Yamaha, che collega in tempo reale Cremona ai Conservatori italiani per concerti e masterclass a distanza, la conferma che la musica viva, quella che passa tra le mani e tra le mura, ha oggi gli strumenti per attraversare qualsiasi distanza.































