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”Domani verrà consegnata la laurea honoris causa, mai laurea è stata più meritata, a Ugo Orlandi, vero amico del Filo. Musicista, mandolinista di fama Internazionale, studioso, storico e autore di numerosi libri sul mandolino, dove spesso viene ricordata la storia della Orchestra mandolinistica della Filodrammatica, l’invincibile. Complimenti vivissimi Ugo!”. Così Giorgio Mantovani, storico presidente della Società Filodrammatica Cremonese, dà la notizia del prestigioso riconoscimento che Orlandi riceverà alle 17 del 19 ottobre al Conservatorio Pietro Majella di Napoli. La cerimonia si svolgerà nell’ambito del convegno internazionale di studi dal titolo ‘I compositori a Napoli nel Novecento’. Il convegno è organizzato in collaborazione con l’Università della Campania Luigi Vanvitelli.

La più recente esibizione del maestro Orlandi al teatro Filo è stata in occasione della cena degli auguri natalizi, nel dicembre 2024, che è stata preceduta da un breve ma intenso concerto di tre strumentisti: i mandolinisti Ugo Orlandi e Camilla Finardi e la chitarrista Luisella Conter. ”Orlandi è ‘il mandolino’ – aveva detto Mantovani presentando i musicisti -. Ha fondato a Padova la facoltà di mandolino e ha formato generazioni di concertisti e solisti. A Orlandi riconosciamo, tra gli altri, il merito di avere raccolto e catalogato manoscritti e documenti utilizzati per scrivere la storia del Filo”.

Nella sua replica, Orlandi, con uno scambio non formale di ringraziamenti, ha percorso le tappe fondamentali della sua cinquantennale collaborazione col Filo, una militanza personale superata per durata solo dal socio Beppe Faliva. Orlandi ha ricordato anzitutto i tempi d’oro della Filodrammatica, a partire dal 1892 anno in cui a Genova, in occasione delle Colombiadi realizzate per celebrare i 400 anni dalla scoperta dell’America, l’Orchestra del Filo vinse il primo concorso per violini e musica amatoriale. La Società Filodrammatica svettava in un mondo dominato da accademie e conservatori. Dalla fine dell’800 fino al 1920 l’Orchestra del Filo vinse tutti i concorsi all’estero. Nel 1910, la competizione musicale internazionale si tenne a Cremona. In seguito allo schiaffo ricevuto il 14 maggio 1931 dai fascisti al teatro di Bologna per essersi rifiutato di eseguire ‘Giovinezza giovinezza’ e ‘l’Inno reale’, Arturo Toscanini emigrò, portando con sè all’estero tutti i concertisti migliori. Eppure l’Italia continuò a sfornare grandi artisti senza avere scuole.

Orlandi si era soffermato anche sul periodo per lui tribolatissimo causato dalle accuse di furto di strumenti e documenti, rivelatesi totalmente infondate, che gli aveva rivolto un suo allievo giapponese. Un’amarezza ampiamente compensata dai riconoscimenti internazionali della sua Orchestra Mandolinistica che ha avuto, tra gli altri, il privilegio di collaborare con Renzo Arbore. ”Riusciremo a continuare la nostra attività restando uniti e lavorando insieme, rinnovandoci” ha detto Orlandi che tra l’altro ha rammentato come agli inizi della sua collaborazione col Filo, ai tempi di Gianluigi Chirico,  le donne non fossero ammesse al sodalizio. A tutti questi riconoscimenti domani se ne aggiunge un altro, ampiamente meritato, come sottolinea Mantovani.

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