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Una bambina malata, accudita da due infermieri-robot perfetti ma senza calore, sogna infermieri veri capaci di tenerle la mano. Una giovane medica rischia di non sentire più nulla, turno dopo turno in Pronto soccorso. Una madre diventa caregiver e affronta con ironia la diagnosi di autismo del figlio. Sono solo alcune delle storie protagoniste della 14a edizione del Premio Letterario Angelo Zanibelli “La parola che cura”, la cui cerimonia di premiazione si è svolta ieri sera nel Salone d’Ercole dell’Ambasciata di Francia a Roma, in Palazzo Farnese. Tra i premiati spicca la cremasca Giuseppina Facchi, psicologa, autrice del libro ”Io prima di voi” (Franco Angeli Edizioni).

”Aver vinto il Premio Zanibelli è un traguardo raggiunto grazie a tante persone: l’idea di Anna, il sostegno del direttivo di Italia Adozioni, il progetto di ricerca di Giuseppina e Maria, i testimoni – in particolare Nancy, Masha, Laura e Loretta – il titolo di Claudia Torello, il lavoro editoriale di Claudia Rusconi, Flavia, Barbara e Tullia e i collaboratori di ItaliaAdozioni: Nausica, Mara e la professoressa Rosnati – dichiara Giuseppina Facchi -. Merito di Claudia Rusconi se siamo arrivati a FrancovAngeli e di Barbara se il libro ha vinto e gira l’Italia. Grandi persone che insieme fanno cose grandi!”. Ivana Lazzarini presidente Italia adozioni: ”Con soddisfazione e orgoglio ringrazio il presidente Gianni Letta e la giuria del “Premio Letterario Angelo Zanibelli – La parola che cura” per aver proclamato vincitore ‘Io prima di noi’ e aver riconosciuto l’importanza dell’attesa dell’adozione da parte dei figli. È questo un libro corale frutto del contributo dei testimoni, dei ricercatori, dei collaboratori e dei volontari di Italia Adozioni Aps. Mi auguro che le complesse esperienze narrate portino a buone prassi per significare e accompagnare nel suo percorso di vita ogni bambino in attesa della famiglia”.

Sanofi ha istituito il Premio nel 2013 in memoria di Angelo Zanibelli, cremonese, morto a 61 anni il 2 luglio 2012, suo storico direttore della Comunicazione e delle Relazioni istituzionali, per valorizzare il racconto come strumento sociale e terapeutico. Da allora il Premio dà voce a pazienti, caregiver e professionisti della salute, aprendo a tematiche di interesse sociale specchio di una società le cui fragilità cambiano e si trasformano, nella convinzione che a volte il primo passo verso la guarigione risiede proprio nel sentirsi compresi oltre la cartella clinica.

130 le opere selezionate e in concorso quest’anno. Le opere hanno concorso in due categorie e diverse sottocategorie ovvero Opere edite (Narrativa, Saggistica e Illustrati) e Opere inedite. A queste si aggiungono poi una serie di Premi speciali che sono stati svelati ieri, nel corso della serata.

Attraverso linguaggi e prospettive diverse, le opere di quest’anno trasformano esperienze personali di malattia e cura in racconti capaci di creare consapevolezza e vicinanza. A prendere voce sono i pazienti, a partire dai più giovani; i professionisti della salute, alle prese con il burnout e con la crisi delle professioni sanitarie; le famiglie, che affrontano l’adozione o la vita accanto a un figlio con disabilità; e gli adolescenti, con il loro disagio. Storie diverse che riportano al centro il valore dell’ascolto, della relazione e dell’empatia nella cura.

“La XIV edizione del Premio Zanibelli che accogliamo a Palazzo Farnese è un’occasione per capire quanto la cura e l’espressione attraverso il racconto costituiscono elementi terapeutici essenziali”, ha dichiarato l’ambasciatrice di Francia in Italia, Anne-Marie Descôtes, sottolineando che la Francia è molto attenta ai temi portati dal Premio Zanibelli.

“Ogni anno il nostro Premio Letterario Angelo Zanibelli ha la straordinaria capacità di fare emergere le diverse dimensioni della fragilità umana e della cura: lo sguardo dei pazienti, la competenza e la fatica degli operatori sanitari, la forza silenziosa delle famiglie e dei caregiver, il disagio dei giovani. Sono storie ed esperienze che ci ricordano come la cura non si riduca mai solo a una terapia, ma ad una presa in carico del sistema, a una relazione fatta di presenza e fiducia, a un valore, quello dell’innovazione, primario per la nostra comunità”, ha dichiarato Marcello Cattani, presidente e ad di Sanofi Italia e Malta. “In Sanofi ci guida l’impegno quotidiano di migliorare la vita delle persone, la responsabilità di dare ascolto alle esperienze di salute, di alimentare un dialogo costruttivo e costante con le associazioni dei pazienti, coinvolgendoli in modo integrato in tutte le fasi dello sviluppo e dell’accesso alla nostra innovazione. Perché l’ascolto e l’engagement siano parte integrante del modo in cui guardiamo alla salute e al progresso della salute e della qualità di vita”.

Anche quest’anno, a guidare con sapienza e passione i lavori della Giuria – composto da un autorevole gruppo di esperti provenienti dal mondo della politica, della cultura, dell’accademia, della sanità e del giornalismo il presidente Gianni Letta, giornalista ed ex Segretario del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana. Membro d’onore della giuria, il ministro della Salute Orazio Schillaci.

I vincitori della XIV edizione del Premio

Categoria “Opere edite”, i vincitori e le menzioni speciali della Giuria

Narrativa – Vincitore “La giusta distanza dal male” di Giorgia Protti (Einaudi).

Una giovane dottoressa, travolta dai turni in Pronto soccorso, trova in Lucifero l’unico compagno rimasto e un patto da cui dipende la sua anima. Giorgia Protti firma un esordio che unisce iperrealismo e fantastico per interrogarsi su come si resta umani di fronte al dolore.

Per la Categoria Narrativa, una menzione speciale della Giuria è stata assegnata a “E io che volevo essere una principessa (e invece sono una caregiver)” di Flavia Pini (Ultra edizioni) che  con  ironia e senza vittimismo, racconta come la diagnosi di autismo del figlio Thomas abbia cambiato la vita della sua famiglia, tra burocrazia, notti insonni, battaglie per i propri diritti e piccole conquiste quotidiane. Un viaggio autentico nel mondo dei caregiver, in cui si ride, si piange e soprattutto, si respira.

Saggistica – Vincitore “Io prima di voi” di Giuseppina Facchi (Franco Angeli edizioni).

Il libro di Italia Adozioni APS dà voce al tempo sospeso tra la nascita e l’adozione, raccogliendo 31 testimonianze inedite di adulti adottati per raccontare, con rigore scientifico e profonda umanità, un vissuto troppo spesso dimenticato: quello dei bambini in attesa di una famiglia per sempre.

Per la Categoria Saggistica, una menzione speciale della Giuria è stata assegnata a “Burnout nelle professioni sanitarie” di Giovanni Muttillo (Casa editrice Ambrosiana). Il saggio affronta l’esaurimento fisico ed emotivo di infermieri e operatori della salute, intrecciando rigore scientifico, dati di ricerca sulla terza ondata di COVID-19 ed esperienza clinica. Il burnout non è una debolezza personale, ma il segnale di una frattura tra ruolo e ambiente di lavoro: la qualità dell’assistenza passa anche da leadership consapevoli e comunità di lavoro capaci di ascolto.

Illustrati – Il premio è andato a “Il sogno di Diana” di Anna Arnone (Casa editrice Babidi-bù). Diana ama dipingere e, quando si ammala, viene accudita da due infermieri-robot precisi ed efficienti ma incapaci di farla sorridere. Il libro ricorda a grandi e piccoli che curare non significa solo fare bene, ma anche stare vicini.

Categoria “Opere inedite”

Come migliore manoscritto selezionato dalla Giuria Anna Maria Bernini, ministro dell’Università e della Ricerca ha premiato “Una vita tutta per noi” di Rosa Romano Toscani per l’ampiezza del respiro narrativo e la forza con cui tre adolescenti di mondi lontani raccontano pandemia, fragilità, violenza familiare e identità: un romanzo di formazione che fa della salute un tema dentro la vita, non un pretesto, e che affida la sua verità a personaggi capaci di reggere un intero percorso editoriale. L’opera sarà edita dalla casa editrice Piemme.

 Premi speciali e ulteriori menzioni della Giuria

Il premio Personaggio dell’anno è stato attribuito e consegnato dal ministro della Salute Orazio Schillaci all’Assessore al Welfare (Sanità e Sociale) della Regione Lombardia Guido Bertolaso per l’instancabile impegno al servizio della collettività e per la capacità di trasformare competenza, responsabilità e solidarietà in azioni concrete a tutela delle persone più fragili. Per il ruolo svolto a sostegno delle vittime e delle famiglie coinvolte nella tragedia di Crans-Montana, esempio autentico di vicinanza umana e impegno civile.

Il premio “La parola che cura”, dedicato alla migliore attività di comunicazione e divulgazione di un’associazione di pazienti e caregiver, è stato assegnato ad Europa Donna per la campagna “La fortuna costa, la sfortuna di più”, iniziativa lanciata per denunciare e superare le disuguaglianze territoriali nell’accesso allo screening mammografico organizzato (SMO) in Italia.

La giuria ha voluto riconoscere la menzione speciale Angelo Zanibelli a una grande iniziativa scientifica italiana nata per studiare e monitorare lo stato di salute dei mari e degli oceani in stretta relazione con la salute umana. Il progetto “Sea Care: Salute Ambiente e Clima nella visione Planetary Health”, nato dalla sinergia istituzionale tra l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e la Marina Militare Italiana, oltre a università e agenzie ambientali di eccellenza (come Arpae Emilia-Romagna, Sapienza Università di Roma e Università di Padova).

Il premio “Giovani e futuro”, destinato a un giovane entro i 27 anni laureato in scienze economiche, scienze politiche, scienze della comunicazione e giurisprudenza è stato assegnato ad Angela Murano, che nel suo percorso di formazione e per prime esperienze professionali è entrata in contatto con la pubblica amministrazione e il privato. Svolgerà un’esperienza formativa come tirocinante retribuita presso il Dipartimento di Public Affairs di Sanofi Italia a Roma.

Sanofi
Sanofi è un’azienda biofarmaceutica orientata dalla ricerca e sviluppo, potenziata dall’intelligenza artificiale, impegnata a migliorare la vita delle persone e a generare una crescita significativa. Applichiamo la nostra profonda conoscenza del sistema immunitario per scoprire farmaci e vaccini che curino e proteggano milioni di persone in tutto il mondo, con una pipeline innovativa di cui potrebbero arrivare a beneficiare milioni di persone in più. Il nostro team è guidato da un unico scopo: sfidiamo i confini della scienza per migliorare la vita delle persone; questo ci motiva a guidare il progresso e a generare un impatto positivo per le nostre persone e per le comunità che serviamo, affrontando le sfide più urgenti del nostro tempo in ambito sanitario, ambientale e sociale.

 

Nella foto centrale Giuseppina Facchi con Gianni Letta

‘Io prima di noi’ l’adozione nel libro di Giuseppina Facchi

 

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