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Illustrata ai professionisti l’organizzazione della futura struttura, con la distribuzione di servizi e funzioni. Belleri: «In questo anno il lavoro sul nuovo ospedale è proseguito secondo le tappe previste. La copertura economica, già prevista dalla programmazione regionale, è stata ora formalizzata».

Come sarà organizzato il nuovo ospedale di Cremona, quali funzioni ospiterà e come saranno distribuite piano per piano. È stato questo il cuore dell’incontro promosso il 20 ottobre dalla Direzione Strategica di ASST di Cremona con i dipendenti, nell’Aula Magna dell’Ospedale.

Ai professionisti è stato illustrato il progetto nella sua versione definitiva, giunto alla fase conclusiva dell’iter tecnico e autorizzativo che porterà all’approvazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) entro il 31 dicembre 2026. Nel dettaglio è stata mostrata la distribuzione delle attività e delle funzioni nella futura struttura: dalle aree logistiche e di supporto alle funzioni diagnostiche e interventistiche, dall’emergenza-urgenza alle degenze, fino agli ambulatori e agli spazi dedicati alle diverse specialità.

L’incontro coincide con un ulteriore passaggio nel percorso: la Regione Lombardia ha approvato l’integrazione delle risorse necessarie alla realizzazione dell’opera, dando attuazione a un impegno già definito nella programmazione regionale e confermando la copertura economica del progetto.

«È stato formalizzato quanto la Regione Lombardia aveva già garantito da oltre un anno: la copertura economica necessaria alla realizzazione del nuovo ospedale – afferma il direttore generale Ezio Belleri. L’adeguamento delle risorse aggiorna il quadro economico alla luce dell’aumento dei costi di materie prime, manodopera e tecnologie, senza modificare l’impostazione del progetto, che prosegue secondo le tappe previste. Ringrazio il presidente Attilio Fontana, l’assessore Guido Bertolaso e il direttore generale Mario Melazzini per il supporto assicurato al nuovo ospedale di Cremona e per l’attenzione costante verso questo territorio».

L’iter prosegue secondo il cronoprogramma: conclusa la verifica tecnica del PFTE, il progetto è stato presentato lo scorso 5 ottobre al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il cui parere è atteso entro il 30 novembre. L’obiettivo è arrivare all’approvazione entro il 31 dicembre 2026, per avviare nel 2027 le successive fasi previste dal percorso di realizzazione.

L’incontro è stato anche l’occasione per condividere con i dipendenti i principali dati di attività e i progetti realizzati nel corso del 2026. I numeri restituiscono una domanda di cura elevata, con una crescita dell’attività ambulatoriale e una forte pressione sui Pronto Soccorso. Sul fronte dei ricoveri, la flessione estiva è legata anche alla rimodulazione dei posti letto, in un contesto in cui resta complesso reperire alcune professionalità sanitarie. Proseguono parallelamente le azioni di reclutamento.

ATTIVITÀ E SERVIZI, IL PUNTO SUL 2026

Nel corso dell’anno hanno preso forma alcuni dei principali interventi programmati: sono operative le tre Case della Comunità e i tre ospedali di comunità, che mettono a disposizione complessivamente 60 posti letto; è entrato in funzione il nuovo Pronto Soccorso di Cremona ed è iniziata l’attività con il robot chirurgico Da Vinci. Prosegue inoltre il rinnovamento delle tecnologie, con l’arrivo della PET previsto entro la fine dell’anno, mentre all’ospedale Oglio Po si avvicina l’avvio del cantiere per gli interventi di riqualificazione.

«Il nuovo ospedale è parte di un percorso più ampio che riguarda tutta l’Azienda – conclude Belleri -. Per questo proseguirà anche il percorso di informazione e condivisione, già avviato nel 2025 con le diverse realtà del territorio. Il prossimo appuntamento sarà il 27 ottobre con la Conferenza dei Sindaci; nel 2027 il progetto sarà illustrato anche a Terzo Settore e volontariato, Ordini professionali, studenti, Comitati di Quartiere e cittadini, accompagnando le successive fasi con momenti dedicati di confronto e informazione».

 

Il nuovo ospedale di Cremona visto dall’alto

 

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