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Il libro ‘Donne d’Europa’. Radici femminili per l’Europa che verrà contiene i profili delle seguenti cinque donne straordinarie.

Ursula Hirschmann (a cura di Silvana Boccanfuso)

Ada Rossi (a cura di Antonella Braga)

Simone Veil (a cura di Maria Grazia Colombari)

Anna Siemsen (a cura di Francesca Lacaita)

Sophie Scholl (a cura di Umberto Lodovici)

L’introduzione, che pubblichiamo di seguito, è stata scritta dalla cremonese Alessandra Fiori.

I profili che si incontrano nel libro Donne d’Europa tratteggiano la vita, le azioni politiche e l’impegno civile di sei donne straordinarie, fuori dall’ordinario, nel senso etimologico del termine e senza alcuna retorica. Si tratta di donne che hanno attraversato i periodi più bui della storia del Novecento e hanno cercato di affermare la loro visione del mondo condividendo idee, esperienze, ambizioni, credendo nella necessità di una nuova organizzazione politica del nostro continente, una federazione europea che rappresentasse una vera unità tra gli Stati e allo stesso tempo un vero strumento di pace.

Così, leggendo questi contributi si ripercorrono gli eventi storici del secolo scorso, l’ascesa del Fascismo e del Nazismo, le leggi razziali e le guerre, i campi di sterminio, il confino e la clandestinità, il periodo della ricostruzione, l’energia dei primi movimenti femministi degli anni ‘70, la volontà di coinvolgerli all’interno del nuovo progetto federalista. Si assume un punto di vista, un taglio particolare, è vero, ma ci si avvicina alla storia del secolo scorso in modo ampio e coinvolgente.

Ursula Hirschmann, ebrea appartenente all’agiata borghesia berlinese, dopo l’incendio del Reichstag si rifugia a Parigi e frequenta i fuoriusciti antifascisti e antinazisti e poi segue il marito Colorni a Ventotene, un confino che è luogo d’incontro di intellettuali che pensano alla creazione di una Federazione europea, agli Stati Uniti d’Europa. Sarà Ursula, insieme ad Ada Rossi e alle sorelle Spinelli a divulgare e fare propaganda del Manifesto.

L’azione politica e intellettuale di questa donna nei primi anni ‘70  è volta a coinvolgere i neonati movimenti femministi in un nuovo progetto federalista “Femmes pour l’Europe”, in un periodo in cui iniziano le richieste legate alle politiche di genere: federalismo e femminismo, due mondi che si incontrano. Da qui la battaglia di Hirschmann per la parità di genere, per l’uguaglianza con gli uomini, per l’eliminazione di ogni discriminazione basata sul sesso. Una battaglia che era convinta dovesse essere combattuta all’interno dell’Europa unita per avere successo.

Ada Rossi, in lei convivono memorie risorgimentali e principi repubblicani e socialisti, ribelle e indipendente, crede che lo studio sia un mezzo di liberazione per le donne. Si laurea nel 1924, l’anno in cui viene ucciso Giacomo Matteotti, subito si schiera contro la violenza delle squadrismo fascista; conosce in seguito Ernesto Rossi, che sostiene negli anni del carcere, maturando la convinzione che la sola prospettiva di un’Europa unita possa essere uno strumento di pace. Insieme alla Hirschmann diffonde i contenuti del Manifesto di Ventotene, ma il suo ruolo non si limita a questo: insegna matematica, ma allo stesso tempo diffonde ai giovani i principi dell’antifascismo democratico, del socialismo liberale, del federalismo europeo. Nell’Italia del ‘43 partecipa attivamente alla nascita del Movimento Federalista Europeo e in seguito alla propaganda federalista e azionista tra i giovani rifugiati. Ai giovani rivolgerà sempre le sue particolari attenzioni di educatrice.

Simone Iacob Veil, ebrea, vive l’orrore delle leggi razziali e della deportazione nei campi di sterminio nazisti e ciò la spinge  all’impegno per la creazione di un’Europa unita, simbolo dell’Europa nuova che nasceva dalle macerie della guerra; un impegno contrassegnato dalla sua umanità e dal senso del dovere della memoria. La sua vita professionale è intensa: prima donna segretario generale del Consiglio Superiore della Magistratura, esponente della Francia di governo.  Presidente del Parlamento Europeo, sempre mostra volontà e coraggio nelle sue azioni, improntandole al conseguimento della pace, della libertà e della prosperità, l’integrazione a tutti i livelli della società, la cooperazione e il rispetto dei principi democratici europei. Parallelamente guarda alla promozione dei diritti delle donne, da sempre sottomesse, umiliate, discriminate, lavorando per la creazione di commissioni per i diritti delle donne, aprendo la battaglia per la lotta alla parità di genere.

Anna Siemsen, pacifista, rimane colpita dagli orrori della prima guerra mondiale e lotta contro il militarismo e l’autoritarismo dello stato tedesco, proprio per questo chiede una trasformazione democratica degli Stati, un’organizzazione unificante dell’Europa. Attiva all’interno dei partiti socialisti tedeschi, si occupa della questione femminile e dell’educazione dei giovani, si batte per la riforma dell’istruzione, chiede testi scolastici europei, di ampio respiro nell’impostazione, perché superino l’approccio grettamente nazionalista del tempo; scrive lei stessa libri per ragazzi, dando vita e dignità a tutte le culture, perché l’Europa sia un’unità nata dalle molte diversità interne, una federazione solidale e, negli anni ‘30, l’unico modo è il superamento della sovranità assoluta degli stati nazionali. Solo una federazione europea può, infatti, resistere ai fascismi, preservare il diritto e la libertà e le particolarità culturali di ciascun Paese. Già all’inizio della guerra scrive che ci dovrà essere unità economica, federazione politica, autonomia culturale e il risveglio della coscienza dei popoli.

Sophie Scholl, cresciuta nella città di Ulm, di cui il padre è sindaco, aderisce in un primo tempo alla Gioventù hitleriana per desiderio di appartenenza collettiva, di avventura e di autonomia dalla famiglia, diventando persino leader di una organizzazione femminile nazista. Ma presto si accorge del divario tra l’ideale della propaganda e la brutalità della realtà del partito, segue le azioni politiche dei fratelli e si riavvicina ai genitori: il padre liberale e pacifista, da cui eredita l’intransigenza e la difesa dei valori universali umanistici e la madre di fede accesa e fervente. Matura il rifiuto a piegarsi alle costrizioni esterne e condivide riflessioni costanti sulla guerra, vista come devastante, un insensato spargimento di sangue. Così Sophie non esista a partecipare alle fasi della Resistenza della Rosa bianca: un gruppo di studenti universitari e il loro professore decisi a incitare la popolazione tedesca a richiedere la cessazione della guerra e il ritorno allo stato di diritto. “Noi non taceremo, noi siamo la voce della vostra cattiva coscienza; la Rosa bianca non vi darà pace”. Arrestata insieme agli altri componenti del gruppo mentre distribuisce volantini in università, convinta che questo incitamento avrebbe sollevato un’ondata rivoluzionaria tra gli studenti universitari e sostenuta dalla fede, Sophie affronta il patibolo per prima serena e composta.

Dalla speranza che un nuovo modo di essere europei e di essere Europa sia possibile è nata l’idea di condividere le testimonianze di donne straordinarie come quelle raccontate in questo libro. E’ possibile insegnare la storia non solo come un alternarsi di guerre, battaglie e odio, ma anche come un racconto di collaborazione, solidarietà e di progresso dell’umanità verso il meglio. Agli insegnanti spetta un compito davvero delicato e importante in qualità di educatori, ma anche la sfida di provare a rendere tangibile le azioni che le donne, spesso ignorate o marginalizzate, compiono da sempre nel corso della storia. Non  è facile, spesso gli stessi libri di testo lo rendono difficile, tuttavia esistono tante esperienze didattiche che lo testimoniano.

 

Alessandra Fiori

 

Alessandra Fiori. Docente scuola secondaria di primo grado. Prima di dedicarsi all’insegnamento ha collaborato con il Dipartimento di Storia Contemporanea dell’Università di Pavia, dove ha svolto un lavoro di studio, risistemazione e archiviazione del materiale donato all’Università dai partiti politici locali. Ha pubblicato, con il contributo dell’Istituto pavese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea, “Per una storia del partito comunista italiano, guida all’archivio della federazione pavese”. Ha inoltre collaborato con la rivista “Il triangolo rosso”.

Di seguito il libro ‘Donne d’Europa’

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