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Speriamo che i progettisti del ponte sullo Stretto di Messina non traggano ispirazione dal ponte ciclo-pedonale sul fiume Adda, se non dal punto di vista economico. Se qui da noi per costruire un ponticello di lamiera lungo duecento metri ci sono voluti cinque anni e poco meno di due milioni di euro, immaginate un ponte di più di tre chilometri su cui passano treni, automobili e camion e costruito là da loro. C’è solo da sperare che almeno quello stia in piedi, non come i nostri, che cadono da soli.

Al di là di questi timori, il dramma reale è che,  insieme al ponte sul fiume Adda,  è ormai crollata anche la speranza di un mondo migliore, un mondo in cui ciclisti e pedoni possano finalmente percorrere la ciclovia Vento, a metà strada tra il 20 e il 21, un mondo nel quale potremmo anche sopportare  il crollo della Borsa, il crollo di Niscemi, persino il crollo dell’Amministrazione Provinciale, ma non il crollo della passerella ciclabile tra Crotta d’Adda e l’Infinito.

 

OCTOPUS

Crotta d’Adda, è crollata tutta la passerella ciclo-pedonale

L'Editoriale

Ospite

Valerio Ranieri responsabile Chirurgia generale a S.Camillo

Il dottor 𝗩𝗮𝗹𝗲𝗿𝗶𝗼 𝗥𝗮𝗻𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗲̀ 𝗱𝗮 𝗽𝗼𝗰𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗺𝗶𝗻𝗮𝘁𝗼 r𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗨𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗢𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗶 𝗖𝗵𝗶𝗿𝘂𝗿𝗴𝗶𝗮 𝗚𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗮𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗖𝘂𝗿𝗮 𝗦𝗮𝗻 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗶 𝗖𝗿𝗲𝗺𝗼𝗻𝗮. Il suo

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