Caro Direttore,
il recente gesto di altruismo di Danio Merli non mi ha sorpreso. Per chi ha avuto la fortuna di incrociare il suo percorso, la sua prontezza di spirito non è una novità, ma una dote che lo accompagna da sempre.
I miei ricordi tornano ai primi anni 2000, quando ero solo un bambino e muovevo i primi passi in canoa sulle acque del nostro fiume. Durante un allenamento nei pressi del ponte di ferro sul Po, fummo scossi da un urlo improvviso e da un forte tonfo in acqua: una donna di Cremona aveva tentato il suicidio lanciandosi nel vuoto.
Mentre lo smarrimento prendeva il sopravvento su noi piccoli atleti, vidi Danio reagire con una fermezza incredibile. Senza esitare un istante, corse alla barca a motore e raggiunse il punto dell’impatto, riuscendo a trarre in salvo la donna, che sopravvisse miracolosamente.
Per me quel momento fu una lezione di vita indelebile. Danio Merli non è stato solo un grande atleta olimpionico e un allenatore stimato della Canottieri Baldesio, ma un uomo guidato da una devozione profonda e da un coraggio silenzioso. Spero che questa testimonianza serva a ricordare che il suo valore umano è pari, se non superiore, ai suoi straordinari meriti sportivi.
Riccardo Gualazzi



























